Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 anno fa
La scrittrice Rossella Milone, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura, racconta il suo ultimo libro "Il primo desiderio" (Neri Pozza), un mosaico di destini che si sfiorano e si intrecciano, componendo un universo di personaggi sospesi tra amore, perdita e ricerca di sé
Trascrizione
00:00Benvenuti al Piacere della lettura, il vodcast di quotidiano nazionale dedicato ai libri, agli scrittori, alle scrittrici e alle storie.
00:08Oggi con noi Rossella Milone, benvenuta!
00:10Grazie, salve!
00:12Il libro di cui parleremo oggi è Il primo desiderio, edito da Neri Pozza.
00:17Questo è un libro molto particolare perché è un libro di racconti uniti tra loro, in inglese è short story cycle.
00:24Come mai hai deciso e hai sentito l'esigenza di scrivere in questo genere letterario?
00:29Io sono affezionata di natura letteraria al racconto, al racconto lungo, è una mia forma che sento molto vicina alla novella
00:39e avevo desiderio di provare a scrivere un libro con una forma che in Italia è ancora poco usata, invece nel mondo anglosassone è un po' più conosciuto.
00:59La forma è la struttura secondo me più adatta al tipo di storia che volevo raccontare, cioè a questa frammentarietà di destini che si incontrano nel libro,
01:12non necessariamente in forma cronologica o strutturata secondo l'idea di un romanzo, ma secondo la sperimentazione che dà il racconto,
01:20cioè quella di entrare e uscire nelle vite dei personaggi e incontrarle quando serviva a me nella narrazione.
01:27Inizi con due sergo, però te ne cito uno, quello di Anna Maria Ortese con Liguana.
01:33Il mondo è buono e se non lo è ha bisogno per guarire di tutto il nostro intelligente amore.
01:39L'amore è molto importante nel tuo libro, vuoi dirci che l'amore guarisce le ferite?
01:45No, non necessariamente, non credo in un mondo fatto di bene e di male, penso che il male e il bene siano delle faccende molto complesse
02:00e gli esseri umani ne siano invischiate in modo molto complesso. La cura, la compassione, lo sguardo accogliente verso l'altro,
02:10forse questo sì, che può trasformarsi in amore o anche no. Per esempio ci sono dei personaggi che non necessariamente si amano,
02:18anzi, forse quelli che non si amano in qualche modo si incrociano e riescono a darsi qualcosa l'uno con l'altro e in questo modo regalarsi la salvezza.
02:28L'amore è una strada, potrebbe essere una strada.
02:31Abbiamo detto che comunque ogni racconto, nonostante non ci siano sempre gli stessi protagonisti, però è legato da un filo conduttore.
02:39Uno dei protagonisti, filo conduttore, Isabel, ci puoi parlare del tuo personaggio?
02:44Sì, io l'ho incontrata in realtà strada facendo, non era voluta questa cosa all'inizio, ma in genere quando scrivo è così,
02:50accolgo molto le storie che emergono dal mio immaginario e dall'ignoto, come direbbe Margaret Atwood,
02:59e mi si è presentata a lei, mi ha incuriosito, l'ho indagata, non necessariamente l'ho seguita in tutti i racconti o capitoli,
03:08infatti in alcuni lei compare solamente, però sicuramente è il personaggio che preme sulle vite degli altri,
03:14così come gli altri premono sulla sua e quindi ho creato per lei questo percorso che anche il lettore poi può seguire
03:23e quindi scoprire vari aspetti e varie facce di lei che non necessariamente sono uguali per tutti i personaggi.
03:35Anche le ambientazioni si incontrano e incrociano, però la prima ambientazione che incontriamo è l'Africa,
03:43nell'episodio 1, il custode dei randaggi, e omaggi questo continente con una poesia incredibile,
03:49con della letteratura altissima, e tu scrivi l'Africa, dove la percezione del tempo poteva dilatarsi all'infinito,
03:57non erano veri orizzonti quegli africani, ma solo lingue di cielo mobili, ondulate e oscillanti,
04:03che davano l'idea di fluttuare in un istante prolungato senza alcun futuro,
04:08erano tutti inchiodati all'unico presente imposto dalla savana.
04:12Che cos'è per te l'Africa e come mai hai voluto omaggiare questo continente?
04:17Beh, in realtà il brano che letto è proprio una cosa che sentivo e ho sentito stando lì e di ritorno.
04:25Questa mancanza di impellenza del presente che invece noi in Occidente sentiamo tantissimo,
04:34questa percezione del tempo completamente distorta,
04:38poiché il libro è molto anche un racconto sul tempo,
04:42e questa frammentazione mi dà la possibilità di lavorare col tempo in questo senso,
04:47portare Isabel e la sua famiglia in Africa mi permetteva di sviscerare questo aspetto.
04:54però più che altro mi serviva perché il libro racconta anche di una primordialità,
05:05della primordialità di questo bisogno di salvezza dell'essere umano,
05:10e l'Africa mi sembrava il luogo primordiale per eccellenza dove scoprire e svelare le vulnerabilità
05:18dei personaggi coinvolti in quel capitolo.
05:21Il tempo, ne hai parlato, è molto anche centrale,
05:25perché si vede sia nelle vite delle persone, dei personaggi,
05:28quindi dalla morte alla crescita, ai rapporti,
05:33e sia nella frammentarietà dei racconti, che si ritorna indietro, avanti,
05:37quindi non si segue una linearità.
05:39Qual è il tuo rapporto con il tempo e che cosa ci volevi dire?
05:44Sicuramente è uno dei temi più ricorrenti nelle cose che scrivo,
05:48ma secondo me negli scrittori in generale è un topos che è imprescindibile.
05:54È una cosa con cui lavoro tanto,
05:56lavorare in questo modo con i racconti è un modo, secondo me,
05:59per entrare concretamente nel tempo,
06:03mentre nel romanzo dici vabbè sono passati sette giorni,
06:07oppure dai lo spazio bianco e fai capire graficamente che il tempo è modificato,
06:12invece di lavorare in questo modo che i racconti ti permetti di raccontarlo il tempo,
06:16che è una cosa a cui tengo particolarmente.
06:21È in questo tipo di storia in cui Isabelle viene vista,
06:25e anche i personaggi a lei non collaterali,
06:29perché in alcuni casi sono protagonisti,
06:32però mi servì a raccontare una vita intera,
06:36o quantomeno larga, lunga,
06:39proprio per il racconto del tempo come personaggio
06:45che incalza e partecipa nelle vite di questi personaggi
06:51e in qualche modo determina le loro vite.
06:54A proposito del tempo, parli anche di morte.
06:57La morte non è presente sempre,
06:59ma c'è, è quasi come se fosse a leggia sempre.
07:04E tu hai scritto un dialogo tremendo, ma anche stupendo,
07:08contemporaneamente, tra Bianca e Andrea.
07:10Hai mai visto, nell'episodio 7, Il Miglio d'Oro,
07:14hai mai visto qualcuno morire?
07:16Lui rispose di sì.
07:17Com'è? Cosa rimane?
07:19A chi rimane?
07:21Nulla.
07:22Secondo te è così, alla fine per chi resta non rimane nulla?
07:25Forse quello che determina cosa rimane non è la morte, ma è la vita.
07:30Cioè, cosa ha lasciato quella vita?
07:32E quindi alla fine è la vita a parlare, no?
07:37A rimanere rispetto alla morte.
07:40Ma potrebbe non rimanere nulla rispetto a una vita che non significa nulla e viceversa.
07:47Isabel cura delle mostre molto particolari, la sua prossima mostra è I mondi degli altri
07:55e la mentore le dice, sapere entrare nel mondo degli altri ti farà sempre sopravvivere al tuo.
08:02Quanto è importante la comprensione degli altri per sopravvivere al proprio mondo?
08:06Sì, questa è la prima mostra che Isabel fa, diciamo, nel primo, no, forse nel secondo capitolo,
08:11però è nella sua storia è la prima e questo è un aspetto molto importante di Isabel
08:21perché in realtà la salva e però si aggancia anche a un tratto molto egoistico suo
08:28che è un egoismo anche in questo caso primordiale, no?
08:33Che le permette poi di procedere a differenza di altri personaggi che invece si incagliano.
08:38e sicuramente l'apertura all'altro è l'unico modo che abbiamo per resistere
08:46e il modo che abbiamo avuto per evolverci, per rispondere alle domande del tempo, dell'esistenza.
08:55Nessuno è mai andato avanti senza la convivenza, che non significa siamo tutti belli, felici, contenti
09:04e il nostro mondo ce lo dimostra. La convivenza a volte è feroce, però in qualche modo abbiamo trovato
09:12il modo per stare insieme e stare insieme significa accogliere.
09:19Quando questa ferocia diventa fino a se stessa e si dimentica che il nostro obiettivo è l'umanità
09:30allora lì forse siamo spacciati e vedremo.
09:38Nell'episodio 5, Sabotaggi, la protagonista è Cecilia, è molto particolare come personaggio
09:47perché si trova in un posto che non è suo, nel senso che non è nata lì
09:52e tutti però le dicono, ah ma quando ritorni a casa, ritorni a casa per Natale
09:57e lei è infastidita da questa richiesta continua di ritornare a casa.
10:04E casa per noi in Italia è molto importante, casa sembra il luogo dove nasci, dove stai.
10:12Che cos'è casa? In quel caso, in questo episodio, che cosa ci volevi dire?
10:16Sì, quello è un episodio, è stato per me molto difficile costruire quel racconto
10:20perché succede anche una cosa molto forte, è stato difficile scrivere quella feroce appunto.
10:27Lei è una napoletana, anzi proviene dal paesino in provincia di Napoli
10:34da cui proviene anche Isabel ed è un tratto tipico secondo me soprattutto del sud
10:43quello di dire, vabbè però la tua casa è quella, questo ancoraggio alle radici
10:47che sfiora a volte il provincialismo
10:51invece lei in qualche modo tenta di evolversi un po' imitando Isabel
10:57perché scopriamo che poi in qualche modo la invidia
11:00e quindi lì c'è come dire, ho cercato di individuare quella soglia che c'è tra
11:07la tradizione, il mondo tradizionale che in qualche modo ti centra, ti ancora
11:14e ti dà gli strumenti per salvarti però che può anche ingabbiarti
11:19rispetto a un'evoluzione, a un progresso che invece può
11:23far trovare la propria strada e una propria forma di libertà.
11:28Cecilia si trova su questa soglia
11:30fino a un certo punto il racconto sembra che la indovini
11:35e poi però scopriamo che non ci riesce
11:38il suo malgrado perché poi appunto c'è questo mondo feroce che ti mette alla prova
11:43e quindi lei pensava sì di aver trovato casa
11:47per lei quella poteva essere una casa diversa
11:50quindi lei aveva fatto il passo oltre l'ostacolo
11:54casa mia è quella dove io sto bene
11:56dove ho trovato le persone che mi fanno stare bene
11:59e che non necessariamente rispondono alla felicità degli altri ma alla mia
12:03però questo egoismo di cui parlavo io prima sano
12:07le costa
12:10e quindi diciamo è l'altro lato della medaglia.
12:14Sì infatti questo è uno degli episodi più crudi
12:18forse probabilmente
12:19quindi senza andare troppo a fare spoiler
12:21perché la cosa bella di racconti è che
12:23in ogni episodio puoi trovare qualcosa
12:25e una cosa che ho notato nel tuo libro
12:29è che ogni episodio ti lascia delle domande
12:31a cui il lettore deve rispondere
12:32per i romanzi si fa un'architettura spesso e volentieri
12:37come si lavora con i racconti invece?
12:39Sì è colto proprio una cosa a cui tenevo tanto
12:41cioè il libro strada facendo ho capito
12:44che era costruito quasi come una caccia al tesoro
12:46nel senso che nel romanzo devi lasciare
12:49una curiosità alla fine al lettore
12:51che gli permette di girare la pagina
12:53il racconto è anche un po' meno pratico
12:57diciamo così nella nostra cultura letteraria
12:59perché una volta finito il racconto è finito
13:01quindi io invece dovevo lasciare le mollichelle
13:04per permettere al lettore di incuriosirsi
13:07e quindi in ogni racconto c'è qualcosa di non risolto
13:11che in un romanzo te lo puoi permettere
13:13in un racconto no perché il racconto devi risolverlo
13:15devi completare
13:17e quindi era difficile mantenere l'autonomia
13:20e l'autosufficienza del racconto
13:23senza tradire l'anima del racconto
13:25però lasciare le mollichelle aperte
13:28che il lettore nell'altro episodio
13:30in un episodio diciamo tre capitoli dopo
13:33dicia ecco era per questo che nel primo racconto è successo questo
13:36quindi è stato difficile
13:38mi sono divertita molto
13:40perché era la costruzione di una caccia al tesoro
13:43però tecnicamente ho dovuto mettere in campo
13:46delle strategie
13:49anche diciamo delle invenzioni
13:51per poter rispettare questa dinamica
13:53per me come autrice è stato molto molto bello
13:55interessante
13:56e sento che mi ha provato
13:59a livello letterario di scrittrice
14:01quindi per me è uno stimolo
14:03perché non si adatta
14:06sui allori
14:08e poi è stato divertente
14:10e questo è sempre un buon segno
14:12poi quando il libro deve arrivare al lettore
14:14sì è vero
14:15io devo dire che ogni capitolo è stata una grande scoperta
14:19sia dei personaggi
14:20sia di te come scrittrice
14:22quindi ti ringrazio molto
14:23possiamo dire che il consiglio che troviamo nel libro
14:26cioè che fluttua sempre
14:28è non ballare mai al ritmo di un tamburo suonato da altri
14:32sì questo è bello
14:33io volevo chiamarlo così il libro
14:36però ovviamente era impossibile
14:38è un proverbio africano
14:42kenyota
14:43della tribù a cui appartiene Vangari
14:47che è l'amica di Isabella
14:49che incontra lì in Kenya nella savana
14:50e mi piaceva moltissimo
14:53perché mi sono messa a cercare i proverbi
14:57perché avevo bisogno di
14:58mentre stavo costruendo Vangari
15:00e quindi lì quando ho capito il personaggio come era
15:03quel proverbio ho capito che era il suo
15:05perché lo dice a un certo punto
15:07lei a Isabel
15:08e in qualche modo questo proverbio
15:11le da la dirige
15:14le da la direzione
15:16nella vita di Isabel
15:17no perché è uno stimolo all'indipendenza
15:20all'autonomia
15:21al gestire la propria vita
15:23e la propria felicità
15:25secondo i propri ritmi
15:28che non necessariamente significa
15:30non ascoltare quello degli altri
15:32perché il tamburo è qualcosa che si sente forte
15:36ma che deve armonizzarsi con gli altri
15:39e quindi questa frase sì la sento molto vicina a tutto il libro e ai personaggi
15:44e io spero che sia anche un messaggio per tutti coloro che ci stanno ascoltando
15:48perché è un messaggio importantissimo
15:49oggi al piacere della lettura abbiamo parlato del primo desiderio di Rossella Milone edito da Neri Pozza
15:56e tu Rossella quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
16:00allora prima hai letto l'esergo di Anna Maria Ortese
16:02io me l'ero dimenticato che l'avevo messo in esergo
16:05e nemmeno a farla apposta ho scelto un libro di Anna Maria Ortese
16:09però veramente l'avevo dimenticata
16:11però non Liguana ma L'infanta sepolta
16:16che è una raccolta di racconti pubblicata negli anni 50
16:24è il secondo libro di Anna Maria Ortese
16:27e anche lì sono racconti a cui appunto è una forma a cui sono affezionata
16:32però mi piaceva consigliare questo libro per due motivi
16:37perché è un libro che ritorna, impone, parla di immaginazione
16:44e in un momento in cui anche la letteratura è molto concentrata sull'io
16:50in cui molte storie sono concentrate sull'io
16:55su una narrazione ego riferita
17:01mi piace invece pensare che un mondo immaginifico e visionario
17:06come quello che ci ha regalato Anna Maria Ortese
17:08possa invece regalarci tanti altri mondi possibili
17:12e l'immaginario, l'immaginazione, la fabulazione, l'invenzione
17:16è il luogo per eccellenza della letteratura
17:19perché è attraverso l'immaginazione che l'uomo si è salvato
17:22inventandosi i modi per sopravvivere, i miti
17:26e dare risposte
17:29e l'immaginazione è il luogo più vero dove scovare la realtà
17:34anche se è modificata
17:38e Anna Maria Ortese con la sua visionarietà e la sua immaginazione
17:42soprattutto in quel libro perché immagina creature misteriose
17:47madonne, adolescenti, monacelli, spiritelli, ultraterreni, metafisici
17:55ecco scalfisce, buca la realtà
17:59e in questa realtà finzionale
18:03fa emergere creature
18:05virginali
18:07genuine
18:08con uno spirito primordiale
18:11però puro
18:12come i bambini, queste creature
18:14gli animali
18:15sono esseri che lei sempre nei suoi libri
18:18e in questo libro proprio esplodono
18:20osserva tantissimo
18:23perché sono le creature
18:25che le uniche che possono opporsi alla violenza e alla ferocia del mondo
18:29perché lì risiede una sorta di sguardo puro
18:33a cui Anna Maria Ortese si è sempre agganciata
18:37per raccontare un mondo possibile
18:40e quindi in questo periodo di ferocia e di
18:43diciamo orribile
18:46riportare l'immaginazione
18:49e questa purezza di sguardo
18:51mi sembra un buon modo per invitare tutti
18:55diciamo alla sopravvivenza
18:58grazie mille
18:59grazie a voi
19:00grazie a voi
19:01grazie a voi
19:02grazie a voi
19:03grazie a voi

Consigliato