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  • 3 mesi fa

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Trascrizione
00:00Ciao, benvenuti. Ciao, che bella voce diceva. Grazie.
00:02Grazie. Come state? Bene, tu? Bene, grazie.
00:08Voglio partire con te, Gianna. 1983, per te è l'anno in cui sei nata davvero
00:14ed è al centro di questo film. Prima di quell'anno la pressione del mondo della musica ti ha fatto
00:20vivere un tilt.
00:21Nel brano 1983, canti, sono nata senza genere. Che libertà ti ha dato essere senza genere?
00:28Beh, intanto non questa divisione dei ruoli su cui si basa il mondo.
00:33Dalla divisione dei ruoli alla ciò che contempla e amplifichi, quindi il conflitto, creare questo conflitto,
00:41alimentare il conflitto e perseguire questa... cioè si parte tutto dal maschio-femmina, capito?
00:48Perché già la divisione dei ruoli crea questo e quindi un meccanismo che porta alle guerre.
00:52Questa è la verità. E secondo me io cercano di uscire con questa canzone da questo meccanismo.
00:58Perché so così, so come spiegarlo.
01:02Etizia, dirti che sei stata impressionante è dir poco.
01:06Non so che altre parole usare, ma parla la tua performance.
01:12Come sei riuscita non ad interpretare, ma ad essere Gianna Nannini?
01:19Ho cercato di prendere il personaggio dalle sue origini e quindi da cogliere veramente l'essenza,
01:27la verità del personaggio, più che la parte esterna, quindi quello che noi siamo abituati a vedere,
01:36i movimenti, le caratteristiche esterne, ho cercato di recuperare proprio la parte interiore.
01:44Quindi cos'è che spinge Gianna? Cos'è che muove Gianna? Cosa motiva Gianna?
01:49E allora ho intrapreso un percorso molto intimo che partisse dall'infanzia,
01:55da dove, come è cresciuta, quello che sentiva, quello che percepiva.
02:00E allora sono stata a Siena, ho rivissuto tutto ciò che lei,
02:06quello che trovo scritto poi di pubblico, non potevo avere altro prima di conoscerla,
02:11però andavo a ricercare tutto ciò che lei raccontava.
02:14Ad esempio si raccontava i luoghi della sua infanzia, dove lei pensava alle sue musiche,
02:19dove fantasticava sulla sua musica le zolle di terra, il campo, la vigna,
02:26che poi tra l'altro sono anche cose che appartengono alla mia infanzia,
02:31perché anch'io sono cresciuta in campagna con una famiglia un po' simile,
02:36diciamo, a livello di, anche la sua famiglia di imprenditori, la mia, la stessa cosa,
02:42quindi le dinamiche erano più o meno simili, anche in casa, quello che si viveva.
02:47E conflitti con il padre, con la famiglia, che non sposa la tua vocazione, quello che senti.
02:54La stessa cosa l'ho provata io, perché i miei genitori non volevano che facessi l'attrice,
02:58ma mi hanno fatto fare ragioneria per poi andare a fare la ragioniera in azienda.
03:03Quindi mi piace l'azienda, i miei genitori sono stupendo,
03:07però avevo questa altra spinta che ho dovuto inseguire a tutti i costi.
03:11Quindi ho ripercorso un po' tutto ciò che è stata la sua evoluzione,
03:17familiare e personale per arrivare a tirar fuori anche poi le caratteristiche esterne.
03:22Gianna, ora passo di nuovo a te.
03:24Oggi si cerca di capire se l'aborto sia o meno un diritto.
03:28Secondo te perché il desiderio femminile di libertà fa ancora paura?
03:33L'aborto non è mai una scelta bella,
03:36cioè non è che una donna vede loro di fare l'aborto,
03:37anzi, per me è stato per esempio un dramma.
03:41Credo che si entra nel meccanismo che non si rispetta la donna nella sua autodeterminazione,
03:47nessun altro può decidere per te quello che devi fare.
03:51Rispetto la tua opinione, bene, te rispetta la mia.
03:53E qui c'è chi vuole eliminare i conflitti.
03:56Nel rispetto che rispettare l'opinione che sia diversa dalla tua.
04:00Allora, nessuno ha il diritto di dire all'altro che devi fare.
04:04Semplice.
04:06Quindi la canzone che lei canta è una realtà di fatto,
04:09perché ridursi in questo modo?
04:11Il po' deve trovare delle scappatoie
04:14per poterlo fare in una maniera non assistita
04:18e hai questo problema qui dopo per sempre.
04:22In un certo senso questo film è stato terapeutico per te?
04:26Per me no, forse per lei.
04:29Io l'ho già vissuto, ma credo che riportarlo nel cinema
04:33ha dato una possibilità agli altri di identificarsi in questo processo.
04:39Spero insomma sia utile.
04:41Questo film non l'ho fatto per applaudirmi,
04:43l'ho fatto per... io non l'ho fatto il film.
04:45Comunque ho dato i diritti del libro per poterlo fare
04:48perché arrivasse questo messaggio forte agli altri.
04:53Sì, non c'è una sorta di autocompiacimento per...
04:56Cioè si racconta di una storia di Gianna,
05:01ma in questo modo si normalizza,
05:04cioè tramite la figura di Gianna conosciuta,
05:06si normalizza anche un tema che appartiene a tutti.
05:09C'è questi momenti di crisi che appartengono a tutte le persone,
05:14umani, siamo tutti umani, tutti viviamo momenti di crisi.
05:17E vanno normalizzate perché poi si sente di essere strani noi, no?
05:23Cioè pazzi, c'è questa parola assurda,
05:26la pazia è un'altra cosa,
05:27la pazia è una patologia che non c'entra niente
05:30in questi stati emotivi, psicologici di crisi.
05:34E quindi è giusto parlarne,
05:36è giusto che le persone si riflessino.
05:37Il cinema serve a questo,
05:39è stato inventato per questo,
05:40cioè è lo specchio della realtà
05:44e serve a raccontare delle cose...
05:47Questo serve a raccontare questo,
05:48quindi è giusto che questo film,
05:50sì, si racconta una parte di vita di Gianna,
05:54ma che serve per tutti.
05:57Sì, perché anche penso è un momento
05:58che tratta della follia,
06:00che è un argomento doloroso per me
06:02di aver messo questo sullo schermo,
06:04di aver dato l'ok.
06:05Però è molto importante capire
06:07che in quei momenti
06:09chiunque si trova vicino a te
06:10può fare di te quello che vuole,
06:12così come stava succedendo.
06:15Ed essere vivi e raccontarlo per me oggi
06:17è una cosa che nessuno conosce,
06:18volevo farla sapere,
06:20che non è così semplice.
06:22Grazie mille per il vostro tempo,
06:24è stato un piacere.
06:24Grazie.

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