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  • 4 mesi fa

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Trascrizione
00:00Nuove opportunità di cura per il cancro al seno di tipo HER2 positivo,
00:04una forma particolarmente aggressiva a causa dell'alto grado di recidiva e di diffusione in altri organi,
00:10che in Italia riguarda il 20% delle donne colpite da questo tipo di tumore.
00:15Le nuove terapie hanno un impatto significativo sulla sopravvivenza,
00:20la qualità di vita delle pazienti e l'efficienza dei centri ospedalieri per il sistema sanitario.
00:25Di questo si è parlato a Bologna alla tappa regionale del ciclo di incontri Dual Answer 2+,
00:31promosso da Roche, che ha riunito esperti e specialisti dopo aver toccato nei giorni scorsi anche Milano e Roma.
00:39Focus dell'incontro, l'evoluzione dei percorsi di cura nel carcinoma della mammella,
00:44tra innovazioni tecnologiche e terapeutiche.
00:47Tra queste sono state prese in esame in particolare le terapie neodiuvanti e le formulazioni sottocute,
00:54sempre più elementi chiave che contribuiscono a migliorare i percorsi di cura.
00:59Ed è emerso anche il tema dell'approccio multidisciplinare nel trattamento,
01:04segno dell'importanza del lavoro di squadra di medici e specialisti.
01:08La terapia neodiuvante semplicemente significa somministrare la terapia antitumorale farmacologica
01:15prima dell'intervento chirurgico per tumore della mammella in questo caso,
01:19invece che dopo l'intervento chirurgico, come si cominciò a fare tanti anni fa.
01:25È importante e questo è fondamentale anche nei tumori R2 positivi,
01:29perché la risposta che osserviamo al trattamento neodiuvante
01:33ci consenterà poi di ottimizzare quello che andremo a fare dopo l'intervento chirurgico
01:40in funzione di quella che sarà la risposta che si otterrà a livello del tumore.
01:44In buona sostanza, mentre con la terapia post-operatoria noi lavoriamo alla ceca,
01:49il tumore è stato tolto e non abbiamo modo di misurare nell'immediato quello che avviene,
01:54col trattamento neodiuvante noi misuriamo esattamente l'effetto della terapia preoperatoria,
02:00fatta in questo caso con una chemioterapia abbinata ai due anticorpi monoclonali
02:05tra stuzumab e pertuzumab, come effetto sul tumore,
02:08che può scomparire completamente,
02:10si parlerà allora di risposta patologica completa oppure può esserci un residuo.
02:15La combinazione dei due anticorpi monoclonali con la chemioterapia,
02:19invece che un solo anticorpo monoclonale, come abbiamo fatto fino a poco tempo fa,
02:24ci consente di aumentare in modo significativo il numero di donne
02:28che otterranno una risposta patologica completa
02:31e che quindi non avranno necessità di trattamenti intensivi dopo l'intervento chirurgico.
02:37Il trastuzumab e il pertuzumab fino a ieri erano disponibili unicamente in formulazione per via endovenosa,
02:46cioè potevamo somministrarli per via endovenosa.
02:49Oggi invece esiste la possibilità di combinarli insieme in una formulazione
02:54che consiste e che consente la somministrazione sottocutanea.
02:59Questo ha in dubbi vantaggi sia per il sistema sia per la paziente.
03:05Ci aiuta a ottimizzare le risorse perché consente di compattare i tempi di somministrazione,
03:12richiede meno assistenza infermieristica nel momento in cui il farmaco viene somministrato
03:19e ci aiuta quindi anche a ridurre i tempi.
03:23Dal punto di vista della paziente chiaramente ci sono ulteriori vantaggi.
03:30La permanenza in ospedale è sicuramente ridotta.
03:35Abbiamo anche un minor disagio.
03:39Le pazienti possono anche svolgere una vita con minori interferenze.
03:46Oggi si parla sempre più spesso di un fenomeno che è stato etichettato come financial toxicity
03:53che porta le pazienti magari a dover astenersi, allontanarsi dalle proprie attività lavorative.
04:01Invece con approcci di questo tipo che consentono quindi di gestire al meglio il tempo
04:09e quindi le giornate, la programmazione delle attività, ci può essere sicuramente un ritorno molto positivo
04:16anche dal punto di vista delle pazienti.
04:19L'approccio neoadjuvante è da sempre di grande interesse anche per la figura del chirurgo.
04:25La chirurgia resta uno step importante nel percorso di cura della paziente
04:30che si sottopone ad un trattamento neoadjuvante e quindi ad una terapia che precede l'intervento.
04:37È di grande interesse perché già nel passato ha consentito di ridurre interventi demolitivi
04:47e di aumentare quelli che sono gli interventi conservativi.
04:52L'indicazione al trattamento neoadjuvante in passato era importante per il chirurgo
04:58perché consentiva di rendere operabili tumori inoperabili.
05:03Questo permette di eseguire interventi meno invasivi, quindi interventi conservativi
05:11anziché interventi demolitivi come la mastectomia.
05:15E questo permette di ridurre gli esiti correlati a questo tipo di chirurgia.
05:21Lavorare insieme con il team è fondamentale.
05:24Il ruolo del patologo è il primo movens di tutto
05:26perché all'atto della diagnosi il patologo analizzando il tessuto
05:30riesce a dare tutte quelle caratteristiche tumorali,
05:34cioè la carta d'identità del tumore ben precise,
05:37che sono poi importantissime per impostare la terapia prima dell'intervento chirurgico.
05:43Poi una volta effettuato l'intervento chirurgico,
05:46il patologo sul campione chirurgico riesce a fare lo stesso tipo di lavoro
05:51valutando quella che è stata la risposta della neoplasia al trattamento
05:56e quindi valutando tutte quelle caratteristiche morfologiche, immunistochimiche,
06:02molecolari di geni che poi sono fondamentali per il prosieguo della terapia post-chirurgia.
06:09Come concetto è assodato, non è applicato da tutte le parti,
06:12nei grandi centri è assolutamente assodato, è evidente,
06:15si deve lavorare insieme con il centro del paziente,
06:20ognuno dando il suo contributo fondamentale per la riuscita ottimale
06:26della diagnosi e della terapia della paziente stessa
06:29e quindi per l'approccio verso la guarigione.

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