00:00Dottoressa De Rimini, la medicina nucleare è una disciplina altamente specialistica e tecnologicamente avanzata, ma spesso poco conosciuta dal grande
00:10pubblico. Da che cosa dipende secondo lei questa scarsa consapevolezza?
00:19Sì, ha ragione lei. La sensazione è che ci sia una minore consapevolezza diffusa, parlando però in termini di interfaccia
00:29globale, di comunicazione, non dei singoli pazienti, naturalmente perché loro comprendono e sanno molto bene.
00:36Però effettivamente c'è una difficoltà di approccio che probabilmente è di tipo multifattoriale, cioè a dire ci sono difficoltà
00:44strutturali rigate per esempio alla difficoltà di accesso anche ai nostri reparti, perché naturalmente siamo sottoposti a norme del regolatorio
00:54che chiaramente impone tutto ciò che è utile per evitare l'esposizione a radiazioni ionizzanti.
01:01C'è una terminologia, c'è un linguaggio, c'è una narrativa complicata, perché i termini sono complessi, è difficile
01:09spiegare radiofarmaci, decadimento fisico, quindi quando noi andiamo a dare le nostre informazioni probabilmente quello che resta come primo approccio
01:20è meno compreso, è più nebuloso.
01:24Quindi tutto questo però naturalmente va assolutamente superato, perché il termine nucleare che può evocare le antiche, drammatiche, gli drammatici
01:36eventi nucleari evidentemente non fanno parte della nostra disciplina.
01:42Noi siamo il nucleare buono, quello che serve all'ammalato, quello che serve a fare le terapie, a farlo vivere
01:48come giusto che sia anche quando è ammalato.
01:54Pertanto questo gap va superato, il gap proprio di comunicazione, colmare questo divario che è una delle sfide principali e
02:02in considerazione anche che questa narrazione sbagliata può autoalimentarsi proprio nella complessità intrinseca della nostra disciplina.
02:12Nel corso degli anni la medicina nucleare ha conosciuto un'evoluzione profonda sia sul piano tecnologico sia su quello clinico,
02:23ecco allora le chiedo come sono migliorate le diagnosi e la cura di molte patologie, in particolare mi riferisco agli
02:31ambiti dell'oncologia, della cardiologia e delle malattie neurologiche.
02:35Certo, lei dice molto bene come è migliorata perché effettivamente ci sono due elementi fondamentali che io vorrei sottolineare.
02:44La medicina nucleare oggi permette due elementi fondamentali che sono diagnosi molto più precoci, accurate e terapie mirate a bersagli
02:54molecolari.
02:55Questo è un elemento che ha cambiato completamente l'approccio in particolare in oncologia.
03:03L'idea che noi riusciamo a tracciare bersagli molecolari di malattia e che spesso in alcune patologie questi bersagli molecolari
03:16riusciamo anche a tracciarli come terapia,
03:20hanno davvero rivoluzionato l'interfaccia oncologica e diagnostica e terapeutica.
03:29Quindi direi che è effettivamente determinante anche in particolare nel nuovo approccio che la medicina nucleare ha su alcune patologie
03:40di tipo teranostico,
03:41cioè la diagnosi va a indirizzare una terapia sul medesimo target biologico di malattia garantendo il successo terapeutico alla malattia.
03:53Negli ultimi anni intanto si è registrata una progressiva riduzione del numero di medici di medicina nucleare in Italia.
04:03Quali sono secondo voi le principali cause di questo fenomeno? Quali sono i rischi e soprattutto come può essere invertita
04:12questa tendenza?
04:14Guardi, finora è vero. Diciamo che nell'ultimo anno si ricomincia invece, comincia una risalita e quindi questo l'abbiamo
04:24registrato davvero
04:25negli ultimi accessi al concorso di accesso alle scuole specializzazione. Direi che inizialmente si è ipotizzato un calo cosiddetto vocazionale
04:37e direi che ci sta, può esserci dal momento che il mio personale giudizio nell'esperienza dell'interfaccia che mi
04:47capita per lavoro di avere con gli studenti
04:49e quindi obiettivamente è palese che ci è una differenza di approccio, direi potremmo temporalizzarlo dopo il Covid probabilmente,
05:00rispetto al lavoro, rispetto alle esigenze di vita e questo è molto giusto che i giovani abbiano preso coscienza di
05:08questo.
05:09Quindi c'è stato probabilmente anche questo tipo di influenza.
05:13Ma oggi mi sentirei di dire che la riduzione di specialisti nasce da fatti anche concreti.
05:22Noi dobbiamo essere obiettivi e capire che è necessario che gli atenei, è necessario che le istituzioni facciano un percorso
05:34mirato a questo scopo
05:36perché probabilmente c'è una scarsa conoscenza della disciplina nei primi anni di università, per carità non mi riferisco alla
05:45didattica,
05:46ma mi riferisco al fatto che i giovani non entrano nei nostri reparti, almeno nei primi anni.
05:52E quindi questo è il motivo importante per cui approcciare le nostre immagini,
05:58e glielo dico davvero per esperienza personale, approcciare le nostre immagini,
06:02vedere l'evoluzione delle patologie è veramente entusiasmante.
06:08Quindi è incredibile che in una situazione così forte da un punto di vista di proiezioni,
06:15di impatto che sta vivendo oggi la medicina nucleare,
06:18non è possibile che i giovani non si entusiasmino alla stessa maniera.
06:22Quindi questo è sicuramente utile da andare a sollecitare nel quotidiano.
06:30Poi bisogna che esca il concetto di una percezione di una specialità tecnica e poco clinica.
06:38La medicina nucleare è un medicina, noi entriamo nei gruppi multidisciplinari,
06:43noi andiamo a validare le condizioni cliniche di un paziente analogamente ad altre specialità di imaging
06:53e lo facciamo anche con approccio terapeutico.
06:56È fondamentale a mio giudizio che i giovani partecipino anche in maniera ovviamente strutturata e formalizzata
07:04anche ai gruppi oncologici multidisciplinari,
07:07perché in quella sede l'evidenza del peso e dell'impatto che si attende dalle nostre metodiche
07:15è sicuramente un'altra leva importante per far capire che tipo di specialità è questa.
07:22Bisognerebbe quindi introdurre dei tirocini obbligatori anche in fase di corso di laurea,
07:28non soltanto negli ultimi anni ma anche più precocemente.
07:32La scelta di specializzazione nasce nei primi anni e così è che bisogna promuoverla.
07:39Poi direi che da un punto di vista professionale bisogna lavorare molto,
07:44bisogna andare a collocare e definire bene i fabbisogni reali di specialisti in medicina nucleare.
07:50La PET, la terapia sono delle metodiche e sono degli approcci di diagnosi e terapia
07:59che non possono essere soppressi perché oggi sono i pilastri dell'oncologia,
08:04della neurologia, della cardiologia.
08:07Quindi non si può fare a meno che non di programmare in maniera stabile
08:11la crescita di giovani che sono disponibili ad accedere alla nostra disciplina
08:19per la crescita del territorio.
08:22Bisogna che sia chiaro alle istituzioni che la medicina nucleare
08:25è una disciplina strategica in questo senso per il paziente.
08:28Davvero un pilastro e questo servirà poi a garantire cervelli, braccia
08:36per poter consentire negli anni il continuum di un accesso equo alla diagnostica avanzata
08:43e direi l'innovazione anche di accesso equo in terapia.
08:50Le università devono rendere la medicina nucleare visibili agli studenti
08:55ma le istituzioni devono rendere percorribili questi percorsi
08:59all'interno del futuro di lavoro di questi giovani.