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  • 3 mesi fa
“Nell’Alzheimer la diagnosi precoce è essenziale, indipendentemente dai trattamenti che si possono mettere in atto. Diagnosi precoce significa riconoscere non solamente una sindrome, ma una vera e propria malattia che è stata ben codificata in termini di meccanismi fisiopatologici e che possiede elementi diagnostici e prognostici abbastanza precisi”. Sono le parole di Marco Bozzali, presidente Sindem - Associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze, in occasione dell’incontro "Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva", ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer.

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Trascrizione
00:03La diagnosi precoce è essenziale, indipendentemente dai trattamenti che uno può mettere in atto.
00:10Una diagnosi precoce significa riconoscere non solamente una sindrome, ma una vera e propria malattia,
00:17che è stata ben codificata in termini di meccanismi fisiopatologici,
00:22e quindi di avere elementi diagnostici e prognostici abbastanza precisi.
00:27A maggior ragione, a fronte di interventi farmacologici in grado di modificare il decorso della malattia,
00:36se la diagnosi è precoce, la possibilità di successo di questi trattamenti sarà sicuramente superiore rispetto alla diagnosi più tardiva,
00:46essendo trattamenti che vanno a modificare il decorso, quindi la fisiopatologia e i meccanismi della malattia.
00:53Comunque sia, una diagnosi precoce ritengo che sia assolutamente essenziale.
00:58I pazienti si presentano con disturbi cognitivi, siamo passati da una diagnosi che noi definiamo di tipo sindromico,
01:07cioè un insieme di sintomi e segni, a una diagnosi di tipo neurobiologico.
01:12La diagnosi di tipo neurobiologico significa che quello che stiamo osservando nel paziente affetto da Alzheimer
01:18è dovuto alla malattia di Alzheimer e non ad altre patologie.

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