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  • 3 mesi fa
Luca Calabrese, agente del Reparto Mobile di Bologna, racconta all’Adnkronos gli scontri durante il presidio per Abderrahim Fakir. Ferito dal lancio di sassi dice: "Quanto accaduto qualche giorno prima, pur nella sua tragicità,  non può e non deve sfociare in violenza. La rabbia ci sta, da parte dei familiari in primis, ma tutto quello che è successo dopo è pura, semplice e gratuita guerriglia urbana".

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Trascrizione
00:00Inizialmente la situazione seppur stesa però non dava segnali di poter poi spociare in quello che è spociato, anche perché,
00:11ed è giusto anche dirlo, la maggior parte delle persone che era davanti al corteo,
00:17e quindi mi riferisco probabilmente a qualcuno della, non so se erano familiari, amici, conoscenti o comunque della comunità del
00:27povero ragazzo morto qualche giorno fa, ci tenevano tantissimo affinché non si spociasse appunto in atti di violenza,
00:38però purtroppo quando poi si iniziano a rifiltrare personaggi dei centri sociali o ancora di più a un certo punto
00:49ci sono pure gruppetti di persone avanzate con dei cappucci tutti neri, con in mano già bottiglie e quant'altro,
00:58Poi purtroppo questi hanno preso il sopravvento come spesso accade. Quanto accaduto qualche giorno prima nella sua tragicità e ci
01:08mancherebbe altro, però non deve spociare in quello che è successo,
01:15la rabbia ci sta da parte dei familiari in primis, da parte dei conoscenti, da parte della comunità, ma la
01:21rabbia deve essere sempre un sentimento,
01:25e tale deve rimanere, ed è quello anche che loro stessi stanno ripetendo e ci mancherebbe altro, però tutto quello
01:33che è successo dopo,
01:36semplicemente qua, come prendo come pretesto appunto la rabbia per quello che era accaduto, è pure semplice e gratuita guerriglia
01:44urbana.

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