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  • 1 giorno fa
I casoni di Caorle rappresentano uno dei patrimoni culturali più preziosi della tradizione marinara del litorale veneziano. Costruiti interamente con materiali naturali, come tronchi di legno e canne palustri sapientemente intrecciate, per decenni hanno rappresentato un punto di riferimento per la vita e il lavoro dei pescatori.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta venivano utilizzati come dimora durante i periodi di pesca in laguna e in mare. Alla pesca era spesso affiancata anche l’attività venatoria.
Nel solo territorio di Caorle l’ultimo censimento ha fissato la presenza di 128 casoni di proprietà privata. Ma se questi manufatti restano, con il trascorrere del tempo le testimonianze di chi ha vissuto all'interno di essi sono sempre più rare.
Carlo Falconera ha vissuto in prima persona questa esperienza di vita: «Mio papà mi portò in casone per punizione, da piccolo, vissi con lui sei mesi e credo che quello sia stato il periodo più bello della mia vita», racconta.
Una storia e una tradizione che hanno affascinato anche Ernest Hemingway, il quale ha vissuto una parte della propria vita in questi luoghi. Un rapporto con Caorle che continua attraverso il nipote dello scrittore americano, tutt’oggi vicino alla famiglia Falconera e alla città tanto amata dal nonno.

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Trascrizione
00:00Allora siamo a Caorle, vedete alle mie spalle abbiamo un casone tipico di Caorle, casone
00:07che come sapete è una residenza dei pescatori antica, qui con noi abbiamo Carlo Falconera
00:14che è stato uno degli ultimi pescatori che realmente ha vissuto all'interno di queste
00:21case, di queste capanni, Carlo ci racconta un po' la sua esperienza, lei che ha vissuto
00:29qui qualche aneddoto o qualcosa di quando era piccolo? Io sicuramente è stato un ragazzo
00:35fortunato all'epoca perché ero terribile, papà ha deciso di portarmi in punizione e di
00:42vivere un'esperienza che poi è stata indelebile e quindi all'età di 15 anni ho passato sei
00:47mesi con papà in laguna a pescare o in mare a seconda del periodo e a seconda dell'interesse
00:54e delle motivazioni di pesca. Ecco come era la vita all'interno del casone? Acqua, luce,
00:59come funzionava? La vita era una vita fatta per impavidi, per guerrieri perché comunque
01:04se fuori c'erano meno due dentro raggiungevamo di notte un grado o forse zero e quindi c'era
01:12un'immensità di coperte che al mattino ti svegliavi stanco perché sembrava che uno
01:16ti avesse dormito sopra per tutta la notte. La luce non c'era, l'acqua non c'era.
01:21Perché il periodo della pesca era? Il periodo della pesca che ho vissuto io con mio padre
01:25appunto è stata da poco prima di Natale fino ai primi di giugno. Come ha costruito
01:29un casone tipico da pescatore? Il casone tipico da pescatore nella verità non c'è. Fin dall'origine
01:36ognuno in base alle materie prime che trovava e alla capacità artigianale che aveva andava
01:41a sviluppare il casone a proprio uso e consumo. La porta doveva essere a ovest e nord ovest perché?
01:49Perché potesse avere l'ultimo irraggiamento solare e quindi avere della luce all'interno
01:53del casone. All'interno c'era anche una zona dove cucinavate, dove si sedeva la famiglia.
02:00C'erano famiglie più povere che avevano solo ed esclusivamente il casone e quindi vivono
02:05tutto l'anno. La disposizione del sonno veniva fatta così sostanzialmente. La parte calda,
02:12la parte di acquata, veniva chiamata la parte retro del casone, era la zona dove si dovevano
02:19tenere calde le persone. Poi c'erano gli uomini, la forza lavoro. A seguire c'erano i bambini
02:25nella parte più fredda perché pur essendo una cosa molto violenta nella mentalità attuale,
02:30i bambini potevano nascere anche tutti gli anni. Mentre se l'inverno era rigido e si perdeva
02:36della forza lavoro, sarebbe morta poi a seguire l'intera compagnia perché non c'era più
02:41nessuno che lavorava e procurava il cibo. Quanti sono i casoni a Caorle all'incirca?
02:45Fra i casoni diroccati e i casoni esistenti all'interno della laguna di Caorle erano 128.
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