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  • 53 minuti fa
Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen “conferma la linea” che dettata dalla “maggioranza alternativa” al Parlamento europeo, costituita da Popolari, Conservatori e i gruppi alla loro destra. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia (Ecr) Carlo Fidanza a “Voci dal Parlamento” dell’Adnkronos, offrendo un giudizio positivo sulla parte del discorso relativa al capitolo sulla migrazione ma complessivamente “in chiaroscuro”.

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Trascrizione
00:04Buon pomeriggio e benvenuti a Voci dal Parlamento, il nuovo format di ADN Kronos da e con il Parlamento europeo.
00:10Oggi siamo qui con Carlo Fidanza, che è capo delegazione di Fratelli d'Italia, qui all'Eurocamera. Benvenuto.
00:16Bentrovati, grazie per l'invito.
00:17Il momento è molto carico a livello di quella che è l'agenda annuale dell'Unione Europea,
00:24perché si è appena concluso lo State of the Union, ossia il discorso con cui la Presidente della Commissione Europea,
00:28Ursula von der Leyen, tira le fila dell'ultimo anno e delinea le priorità di quelle che sarà il prossimo
00:34anno.
00:35Come dire, una specie di check-up di quello che è la salute dell'Unione Europea, secondo lei.
00:40Quindi partirei Fidanza direttamente con un commento a quello che è stata la sintesi di von der Leyen
00:46su quello che è andato bene e male finora e cosa andrà in futuro.
00:49Ma direi un giudizio in chiaro-oscuro.
00:51Abbastanza bene la parte sull'immigrazione, dove si conferma la linea che siamo riusciti,
00:57in particolar modo grazie all'azione del governo Meloni e di una maggioranza alternativa
01:01che abbiamo creato in questo Parlamento nel centro-destra, dai popolari, con i conservatori
01:06di Fratelli d'Italia, con i gruppi alla nostra destra, per una linea più restrittiva sull'immigrazione.
01:11Mi pare che questa sia stata sostanzialmente confermata.
01:15Meno bene, credo più deludente, la parte sulla competitività, il contrasto alla desertificazione industriale,
01:21che è la china su cui pericolosamente l'Europa si è avviata per un eccesso di regolamentazione
01:27e per le follie del Green Deal che stanno appesantendo le nostre industrie e la loro competitività.
01:32Questa parte è stata una parte troppo blanda del discorso, mentre per noi rappresenta la priorità numero uno,
01:39perché questo vuol dire materie prime critiche, vuol dire energia, costi di energia, infrastrutture energetiche,
01:45che vuol dire tutto ciò che deve supportare la possibilità delle nostre imprese di essere più competitive
01:50e per i cittadini di avere minori costi.
01:52Questa è stata, credo, la grande incompiuta di questo discorso.
01:55C'è stata una grande novità quest'anno, sia la presenza del Premier canadese Mark Carney
01:59e quello che sembra, come dire, un abbraccio geopolitico, la proposta di diventare membro associato
02:04che è un unicum nella storia dell'Unione Europea e delinea ovviamente un futuro in cui,
02:07come auspicava Carney stesso a Davos un anno fa, un mondo in cui le medie potenze si mettono insieme
02:12per provare a resistere a queste ondate storiche di tecnologia, di guerra, eccetera.
02:16Com'è andata?
02:18Allora, partiamo dal presupposto che il rapporto che abbiamo con il Canada è un rapporto di amicizia antico
02:23a cui teniamo particolarmente, peraltro il Canada è membro del G7, membro della Nato,
02:28c'è una comunità italiana radicata e straordinaria di milioni di oriundi e di italo-discendenti
02:34a cui siamo particolarmente affezionati, quindi il rapporto di amicizia non è in discussione.
02:38Personalmente, sottolineo personalmente, perché non ho avuto ancora modo di confrontarmi
02:44con livelli diversi, l'ho trovato un po' particolare come proposta, perché io penso che l'Unione Europea
02:50anche quando propone degli strumenti di maggiore integrazione con dei partner
02:54dovrebbe intanto mantenere la sua caratteristica di europea, cioè farlo con i paesi che hanno
03:00un'appartenenza almeno geografica, diciamo fisica, al continente europeo.
03:04Con il Canada noi abbiamo un rapporto di cooperazione militare strategica negli ambiti che ho citato,
03:11abbiamo anche un accordo di libero scambio che è in corso, che è il CETA, quindi abbiamo già
03:15un livello di cooperazione molto forte e si può rafforzare, credo che non ci sia bisogno di farlo
03:19con un accordo di associazione.
03:21Peraltro noi che siamo, come sapete, ingerosi custodi del rapporto transatlantico e lo siamo
03:27stati anche nei momenti di maggiore tensione con gli Stati Uniti in questi anni, ecco non
03:33vorremmo che poi stringere col Canada in questa fase voglia dire lasciare andare l'America
03:38gli Stati Uniti.
03:39Noi abbiamo bisogno, con tutti gli sforzi che si devono fare, anche dall'altro lato ovviamente,
03:43di proteggere, difendere e rinforzare le relazioni transatlantiche con tutta l'America
03:49e non soltanto con la sua parte.
03:51Un breve inciso sul CETA, l'accordo di libero scambio che esiste nel 2016 è entrato in vigore
03:56nel 2017 ma che l'Italia è uno dei 10 paesi nell'UE che ancora non ha ratificato, possiamo
04:00aspettarci progressi su questo dossier?
04:02Diciamo che il CETA i suoi effetti li ha già sviluppati, credo che ci sia qualcosa da approfondire
04:11per quanto riguarda quello che è successo quando sono finite le salvaguardie, per esempio
04:15sul tema del grano e delle importazioni di grano canadese che hanno portato qualche
04:20squilibrio nel mercato che non si era avuto nei 7 anni precedenti finché c'era la salvaguardia.
04:25Quindi ragioneremo concretamente di questo, penso nella prossima legislatura, realisticamente
04:30non credo che ci sarà tempo a livello di Parlamento nazionale di aprire questa pagina
04:36prima delle elezioni.
04:39Ovviamente è stato geopoliticamente molto intenso questo discorso e sull'aspetto sicuritario
04:43von der Leyen ha aperto a una sorta di rafforzamento di un equivalente europeo di quello che è
04:47l'articolo 4 della Nato in cui si apre un periodo di stretta cooperazione per agire insieme
04:52contro le minacce.
04:53Siamo maturi abbastanza come Unione per farlo e quali sono i risvolti di questa possibile
04:57espansione delle capacità europee?
05:00Lo valuteremo, io sono più concreto da questo punto di vista, penso che noi dobbiamo sviluppare
05:07soprattutto capacità industriale che è la vera mancanza che l'Europa ha oggi che ci rende
05:12dipendenti non soltanto da forniture militari che arrivano da fornitori extra europei e rispetto
05:18alle quali non basta imporre in una legge europea che ci deve essere il 65-70% di componentistica
05:25europea quando non siamo in grado di produrla, quindi questa è l'urgenza vera, l'urgenza
05:30è di natura industriale e poi dall'industria quando hai i mezzi poi discende anche la capacità
05:37politica di prendere delle decisioni, noi oggi abbiamo di fronte scenari bellici che sono
05:42da un lato molto ravvicinati, dall'altro molto rinnovati sul piano delle tecnologie, oggi
05:46combattiamo guerre di droni e ancora stiamo aspettando di capire come fare, il famoso muro
05:51di droni, le capacità di difensive, di deterrenza contro la minaccia che oggi arriva proprio
05:57dai droni che è una minaccia diversa rispetto a quella del passato, mi concentrerei più
06:01su questo più che su proclami di nuovi organismi che fanno immaginare grandissime cooperazioni
06:09quando invece manca la base industriale europea che serve a sostanziare quella capacità di difesa.
06:15Nella risposta al discorso di von der Leyen il presidente dei popolari Manfred Weber ha
06:21auspicato un'integrazione della difesa europea come è successo con l'Euro, spiegando che
06:26solo così aumentando l'integrazione a livello indissolubile si può pensare di costruire
06:30un grande esercito europeo e non 27 bonsai come li definiti, ha senso?
06:34Io penso che l'esercito europeo non possa che essere in questa fase storica la somma di 27
06:40eserciti nazionali integrati con delle forze di reazione rapida, con una capacità militare
06:45messa in condivisione e che non possa prescindere dall'essere il pilastro europeo della Nato
06:50perché nella Nato noi abbiamo già una fortissima integrazione tecnologica, i nostri militari
06:56basta fare un'ora in una base italiana per comprendere che parlano ormai soltanto con codici
07:02Nato e così in gran parte degli altri paesi europei ovviamente che partecipano alla Nato
07:07quindi questo è un quadro di riferimento imprescindibile rispetto al quale non dobbiamo creare doppioni
07:13perché spenderemo dei soldi, creeremo burocrazie assolutamente inutili
07:17quindi con questa clausola sono d'accordo, l'importante è non pensare in maniera un po' velletaria
07:21che si possa sostituire quello che la Nato oggi offre in termini di interoperabilità
07:27di scambio di buone pratiche e anche di operatività congiunta che oggi non ha eguali al mondo
07:35è quello che conferisce ancora oggi all'Occidente una primazia sul piano militare
07:40è esattamente questa capacità che la Nato ha sviluppato in 70 anni che non va persa ovviamente
07:46Passiamo ora ai temi verdi, nel senso che von der Leyen pur sotto una pressione immensa
07:50direi da un paio d'anni da parte dell'industria di provare a ammortizzare quelli che sono gli effetti
07:55della transizione e del caro energia sull'industria europea che come sappiamo ha dei costi di energia altissimi
08:00molto superiori al resto del mondo, von der Leyen in questo discorso ha raddoppiato la spinta
08:04dicendo confermando gli obiettivi di decarbonizzazione a 2040 e spiegando che il Green Deal
08:12e dunque passando anche per la produzione di energia pulita autoctona come nucleare e rinnovabili
08:18è la soluzione e lo rimane anche in chiave industriale
08:22Anche in questo caso c'è stato un ritorno al linguaggio del passato che non va bene
08:27perché noi dobbiamo spingere di più in una direzione in cui certamente la transizione ecologica
08:32si deve fare ma si deve fare tenendo insieme le esigenze delle nostre industrie e la loro competitività
08:37Von der Leyen ha puntato molto ancora una volta sul tema dell'elettrificazione
08:41e ha completamente mancato di dire da dove produciamo questa energia elettrica che serve per tutto
08:46ovviamente serve anche per i data center non soltanto per la transizione industriale
08:51e la risposta a questo non possono essere soltanto le rinnovabili
08:55su cui pure l'Italia ha investito raggiungendo un record storico sotto il governo Meloni
09:00che ne dica la sinistra perché ci devono essere delle energie che forniscono dei flussi stabili
09:06e questo vuol dire in particolar modo per noi il gas nella fase di transizione
09:11e il nucleare nel medio periodo il tempo tecnico che servirà per realizzarlo
09:16e su cui il governo italiano come sappiamo ha riaperto finalmente questa pagina
09:20perché questa è l'unica risposta possibile, pensare di creare l'elettricità, l'energia elettrica dal nulla
09:26o soltanto con delle rinnovabili è un'asserzione ideologica ma non trova risconto nella sua concretezza
09:34mi sembra che sia stato un tributo pagato ai verdi e alla sinistra della coalizione in termini di narrazione
09:40ma senza alcun tipo di concretezza e senza come dicevo all'inizio una risposta vera in termini di forza industriale
09:46che invece è quella che gli europei si aspettano, i cittadini europei si aspettano
09:50che vuol dire poi difendere il lavoro degli europei perché senza industria non c'è lavoro
09:57grazie
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