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  • 10 ore fa
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - Mancano meno di quattro settimane alle elezioni americane del 3 novembre e in diversi Stati si vota già per posta. Donald Trump gira come una trottola per salvare i candidati repubblicani in difficoltà ma il paradosso è che molti di quei candidati sono in difficoltà proprio per colpa sua. Trump chiamato in soccorso quando i candidati del GOP scendono nei
sondaggi, ma più interviene il presidente e più rischia di trascinarli ancora più giù.
Mercoledì Trump era in Texas per sostenere Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato contro il democratico James Talarico. Persino il governatore repubblicano Greg Abbott ha preferito non partecipare. I sondaggi spiegano perché Trump sia corso in Texas: secondo YouGov e New York Times/Siena, Talarico è avanti di sei punti su Paxton, mentre un sondaggio pubblicato proprio giovedì li dà alla pari. Un risultato comunque sorprendente in uno Stato che Trump aveva vinto con quasi 14 punti di vantaggio! Trump insiste: "I miei comizi stanno salvando ancora una volta il
Partito Repubblicano!". I sondaggi raccontano una storia diversa.

xo9/sat/gtr

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Trascrizione
00:07Mancano meno di quattro settimane alle elezioni americane del 3 novembre e in diversi stati
00:12si vota già per posta. Donald Trump gira come una trottola per salvare i candidati repubblicani
00:19in difficoltà, ma il paradosso è quello che molti di quei candidati sono in difficoltà
00:24proprio per la colpa sua. Trump chiamato in soccorso quando i candidati del GOP scendono
00:31nei sondaggi, ma più interviene il presidente e più rischia di trascinarli ancora più giù.
00:37Mercoledì Trump era in Texas per sostenere Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato
00:43contro il democratico James Talarico. Persino il governatore repubblicano Greg Abbott ha
00:49preferito non farsi vedere. I sondaggi spiegano perché Trump si è accorso in Texas. Secondo
00:56You Gove, New York Times, Siena, Talarico è avanti di sei punti su Paxton, mentre un sondaggio
01:02pubblicato proprio giovedì li dà alla pari. Un risultato comunque sorprendente in uno stato
01:08che Trump aveva vinto con quasi 14 punti di vantaggio. Trump insiste, i miei comizi stanno
01:15salvando ancora una volta il partito repubblicano. I sondaggi raccontano una storia diversa. Secondo
01:21Reuters e Ipsos, soltanto il 32% degli americani approva il suo operato.
01:27Clamorosi i nuovi sondaggi CNN, pubblicati giovedì in Ohio, stato vinto da Trump con 11
01:33punti di vantaggio. Il democratico Sheryl Brown guida la corsa al Senato con il 49% contro il
01:4043% del repubblicano John Husted. Nella sfida per il governatore, la democratica Amy
01:45Acton supera di 8 punti il repubblicano Vivek Rammalshmani. In Iowa, dove Trump vinse con
01:5113 punti di immagine, la corsa al Senato è praticamente alla pari. 45% per il repubblicano
01:56Ashing Hinson, 43% per il democratico Turek. In Ohio appena il 36% approva Trump. In Iowa
02:04il 41%. Circa tre elettori su quattro ritengono che le sue politiche abbiano fatto aumentare il
02:09costo della vita. Il New York Times racconta un fenomeno interessante, non necessariamente
02:16un'ondata blu, ma un red undertow, una risacca rossa. Repubblicani che hanno votato Trump anche
02:22tre volte e che adesso, delusi, potrebbero semplicemente restare a casa. Perché questa
02:28disillusione? Soprattutto per due promesse tradite. Niente nuove guerre e prezzi più bassi.
02:36Invece è arrivata la guerra contro l'Iran, con la benzina salita oltre 4 dollari al gallone.
02:42I dazi hanno aggravato le preoccupazioni economiche, mentre milioni di americani continuano a fare
02:49fatica con affitti, spesa e bollette. Persino sull'immigrazione, il terreno tradizionalmente
02:56più favorevole a Trump, le operazioni aggressive dell'AIS hanno suscitato accese polemiche.
03:01Il conservatore Bill Kristol osserva che più Trump trasforma queste elezioni in un referendum
03:07su se stesso, più favorisce i democratici. Qualcuno prevede addirittura uno tsunami elettorale.
03:14Il problema più inquietante però riguarda proprio il voto. L'amministrazione Trump ha
03:20deciso di non invitare gli osservatori internazionali dell'OSCE, presenti alle elezioni federali
03:27americane dal 2002. Una scelta che accomuna Washington su questo punto a Russia e Bielorussia.
03:35Intanto emergono particolari inquietanti. Nel programma di Chris A e su MS Now sono stati
03:42illustrati documenti ottenuti da Democracy Forward. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna
03:47e l'AIS hanno acquisito decine di milioni di registrazioni elettorali e valutato l'impiego
03:52di agenti sotto copertura per indagare su organizzazioni impegnate nella registrazione
03:58degli elettori. Anche i stati decisivi come Pennsylvania e New Jersey. Non solo, alcuni
04:05osservatori temono che dopo il voto possono essere tentati sequestri di schede o macchine
04:10elettorali, con il pretesto di cercare brogli. Non ci sono prove che un simile piano sia stato
04:17deciso, ma la preoccupazione cresce. Secondo un'inchiesta di The Atlantic, persino all'interno
04:24dell'FBI ci sarebbero funzionari allarmati per il ruolo che l'agenzia potrebbe assumere
04:30nelle prossime elezioni. Il governo sostiene di voler prevenire frodi. I critici denunciano
04:37invece il rischio di intimidire gli elettori. Così l'attore Robert De Niro, durante una manifestazione
04:43a New York, ha lanciato un appello durissimo contro Trump. Giù le mari dal nostro voto.
04:50Parole accompagnate da pesanti insulti, ma soprattutto da un avvertimento ai democratici
04:55vigilare e prepararsi a difendere le elezioni. Che cosa quindi potrebbe accadere nella notte
05:00tra il 3 e il 4 novembre, se i repubblicani subiranno lo tsunami previsto da alcuni analisti?
05:07Trump riconoscerà il risultato? Cercherà un'intesa con un congresso democratico? Oppure
05:13tornerà a denunciare brogli, interferenze straniere e voti illegittimi come fece dopo
05:18il 2020? L'ex stratega repubblicano Steve Schmidt teme proprio questo scenario. Un presidente
05:26sconfitto politicamente, ma ancora dotato di enormi poteri, pronto a contestare la legittimità
05:32del nuovo congresso. Non sappiamo come finirà. Il 3 novembre gli americani decideranno chi
05:39controllerà il congresso. Quello che ancora non sappiamo è se Donald Trump sarà disposto
05:45ad accettare la loro decisione. E' questa, per la democrazia americana, la sfida più pericolosa.

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