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  • 1 giorno fa
Il nucleare civile torna in Italia, dopo le due bocciature referendarie del 1987 e del 2011. Il 15 ottobre 2026 entra in vigore la legge delega approvata lo scorso settembre in materia di energia nucleare sostenibile: che significa, cosa comporta, quali sono tempi e modi del cambiamento già cominciato.​«Visto da vicino», la videorubrica di approfondimento: qui tutte le puntate.

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Trascrizione
00:09Si chiamano piccoli reattori modulari, sono reattori atomici a fissione di dimensioni e
00:14potenza inferiori ma più economici e maneggevoli rispetto a quelli delle grandi centrali. Si
00:19costruiscono in fabbrica e si assemblano in serie, modalità catena di montaggio. È la forma
00:24concreta che sta prendendo, il ritorno al nucleare civile in Italia. Furono fermati nel nostro paese
00:31i programmi per la produzione di energia atomica due volte con referendum abrogativo, nel 1987 un
00:37anno dopo il disastro di Chernobyl e nel 2011, tre mesi dopo l'incidente di Fukushima in Giappone.
00:4515 ottobre 2026, a quasi 40 anni da quel primo voto entra in vigore la legge delega approvata
00:52lo scorso settembre in materia di energia nucleare sostenibile. Significa che da questo
00:57momento il governo ha 12 mesi non per avviare progetti o costruzioni ma per definire attraverso
01:04decreti legislativi il nuovo quadro di regole e obiettivi su impiego del combustibile, gestione
01:10dei rifiuti, smantellamento siti, localizzazione degli impianti. Dovranno essere naturalmente
01:15consultati anche i cittadini. Scorie, prevenzione degli incidenti, misure di sicurezza sono temi
01:21cruciali. Investimento previsto 20 milioni di euro l'anno dal 2027 al 2029. L'idea
01:27di fondo è rilanciare il nucleare per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, in particolare
01:32dal gas, in linea con il traguardo delle politiche europee di decarbonizzazione. Zero emissioni
01:38nette di gas serra entro il 2050. I primi mini reattori sui quali oggi punta la ricerca delle
01:45grandi aziende tecnologiche e scommettono per il futuro anche altri stati UE dovrebbero essere
01:50operativi dal 2033 o 2034. Si tratta però, ed è la critica più solida al percorso scelto
01:57dal governo italiano, di un orizzonte di lungo termine che non consente di abbassare oggi
02:02nella crisi energetica in corso i costi delle bollette. Soprattutto non si riconosce priorità
02:08all'utilizzo delle rinnovabili, tanto più quando si rafforzano le estrazioni di petrolio
02:12a largo di Basilicata e Sicilia. Ma si drenano risorse che potrebbero spingere invece il solare
02:18e l'eolico. Ed è per questo che dopo 40 anni abbiamo rotto un tabù e abbiamo riaperto la
02:23strada del nucleare. Come intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei
02:30nostri mari. Sarà un anno di lavoro intenso e delicato su una questione di forte interesse
02:35pubblico, da maneggiare con cautela in tutti i sensi. E in mezzo ci sono pure le elezioni.

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