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NovitàTrascrizione
00:16La Sardegna è un'isola che ti rapisce con la sua bellezza.
00:22I suoi luoghi indimenticabili e mozzafiato la rendono una tra le isole più belle del mondo.
00:33Io sono Maria Paolucci, sono una guida turistica e vi porto con me alla scoperta di questa terra incantata.
00:48Ci vuole un viaggio per non pensare, ci vuole un viaggio senza fermate.
00:59Voglio immaginare altri tra molte altre città, ci vuole un viaggio.
01:22Il territorio del Fluminese è situato lungo il bacino idrografico del Fluminimannu, da cui prende il nome.
01:29È sede di luoghi incredibili che ti catapultano nella storia di milioni di anni.
01:34Grazie alla presenza delle grotte, ma non solo, si trovano un tempio punico romano, una miniera ottocentesca e tanto altro.
01:50Benvenuti in una nuova puntata.
01:52Oggi vi porto con me alla scoperta di un territorio che ha davvero tanto da raccontare.
01:57Sto parlando del Fluminese.
01:59Questo paese Fluminimaggiore, nonostante abbia meno di 3.000 abitanti, nasconde tantissimi posti da scoprire, come dove mi trovo ora,
02:09il Tempio di Antas,
02:11l'edificio templare che, per le sue notevoli dimensioni, è il più grande presente in Sardegna.
02:29Il Tempio si trova nell'omonima valle del paese di Fluminimaggiore, attraversata dal rio Antas.
02:37Questa zona è sempre stata ricca di aree minerarie, dove veniva estratto il ferro, il piombo,
02:43già a partire dal Neolitico e tutto ciò, probabilmente, ha spinto insediamenti in questa valle impervia.
02:54Per comprendere meglio come la Sardegna, ed in particolare questa zona,
03:00siano state teatro di numerose colonizzazioni da parte di civiltà diverse,
03:05si deve risalire a milioni di anni prima,
03:08agli eventi geologici che l'hanno resa una terra ricchissima sotto molti aspetti.
03:14Nella zona del sud ovest, infatti, affiorano rocce antiche risalenti ai primi periodi dell'era paleozoica.
03:22E racchiusi all'interno di questi giacimenti, oltre ai minerali,
03:27si trovano resti fossili di straordinari animali,
03:30come il più conosciuto triluvite, che hanno posto le vasi alla lenta evoluzione,
03:36che portò all'origine dell'uomo.
03:40Isolata, ma al centro del bacino del Mediterraneo,
03:44l'isola era facilmente raggiungibile sia da oriente che da settentrione,
03:48con un clima ideale per la maggior parte dell'anno,
03:52ricca di anfratti e porti naturali, grotte carsiche da sfruttare come riparo.
04:15L'effetto sorpresa che si ha quando si giunge in questo posto è probabilmente la stessa emozione
04:23che ha avuto il generale Alberto Lamarmora, che per primo è arrivato in questa valle,
04:29nel lontano 1838, e ha notato dei frammenti di colonne, capitelli,
04:36e ha subito capito che qui c'era qualcosa di molto, molto importante.
04:49Questi frammenti potevano appartenere ad un santuario extraurbano legato alla mitica e mai trovata città di metalla,
04:58fondata dai Romani e citata anche nell'itinerario antoniano, a metà strada tra Sulchi e Neapolis.
05:05Gli studi e le ricerche effettuati hanno evidenziato che prima del monumentale tempio
05:11era presente un'antichissima necropoli nuragica.
05:19L'immagine del tempio punico romano di Antas è collegata a quella del Sardus pater,
05:27il dio venerato in periodo romano, interpretato come culto degli antenati,
05:32che adoravano Sardus, il figlio di Ercole.
05:35E secondo la mitologia, arrivò dall'Africa settentrionale, nella nostra isola,
05:41alla quale diede il suo nome, a capo di tantissimi coloni che vissero in simbiosi con gli indigeni locali.
05:58Questo culto doveva essere così profondamente radicato nelle popolazioni indigene
06:05che le successive colonizzazioni di cartaginesi e romani non sono riuscite a cancellarlo,
06:12ma ne sono rimaste coinvolte.
06:21Una parte del tempio risale ai cartaginesi, V secolo a.C., in onore della divinità pubblica Sid Adir Babai,
06:31in prosecuzione del culto dei sardi nuragici.
06:35E più tardi venne edificato il tempio romano, restaurato successivamente da Caracalla.
06:44Il tempio punico doveva essere ancora in uso quando ha inizio la fase romana nel I secolo a.C.
06:52e dagli studi fatti si è potuto risalire solo in minima parte alla struttura del tempio.
06:59Sappiamo però che era vistosamente decorato,
07:02con personaggi demolialati, lastre di rivestimento, gocciolatoi
07:07e il tutto coronato da un frontone triangolare.
07:15C'è stata una nuova ipotesi sull'utilizzo del tempio romano
07:20per quanto riguarda la prima fase templare,
07:22in età tardo-repubblicana oppure in età augustea,
07:26tra il II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C.
07:34Era questo l'ingresso del tempio romano
07:38che si è sovrapposto al luogo di culto cartaginese
07:42e volgendo lo sguardo verso l'alto
07:44noteremo un'iscrizione latina
07:47Templum de Sardis Patris Bab
07:58Il primo edificio templare
08:00versava in grave stato di rovina
08:03quando è stato riorganizzato il suo restauro
08:06sotto il dominio dell'imperatore Caracalla
08:09come ci svela l'iscrizione latina
08:11Del nome della divinità locale rimangono solo tre lettere
08:16Bab
08:16ma il termine completo era di sicuro Babi o Babai
08:25Questo tempio ha davvero delle notevoli dimensioni
08:29basti pensare al podio di 20 metri
08:33e poi alle colonne di 8 metri
08:36è suddiviso in diverse parti
08:39il pronao, la cella e l'aditon
08:43Il pronao, che sarebbe la prima parte del tempio
08:47è costituito da delle colonne
08:49che appunto sono alte 8 metri
08:51e sono costituite in calcare locale
08:53ovviamente le parti mancanti
08:55sono state in parte ricostruite
08:57poi è presente la cella
08:59dove all'interno si può ammirare un mosaico
09:03e poi l'aditon
09:04che sarebbe la parte dove hanno ritrovato
09:06la statua di Sira di Babai
09:15Questo posto viene scoperto ogni giorno
09:17da tantissimi visitatori
09:19e noi dobbiamo salutarlo
09:21perché ci aspetta la prossima avventura
09:52Ed eccoci nella seconda parte del nostro viaggio
09:55Siamo in un luogo che è sicuramente da non perdere
09:59qui a Flumini Maggiore
10:01sto parlando della grotta di Sumanau
10:18Mi trovo all'interno della prima sala della grotta
10:22Questa sala viene chiamata sala archeologica
10:26Ma questa grotta è molto antica
10:30parliamo di più di 540 milioni di anni
10:35Cambrico il periodo nel quale viene ricompresa
10:39nel Paleozoico
10:40Questa sala si chiama sala archeologica
10:44perché sono stati ritrovati dei reperti
10:47pre-nuragici, nuragici, romani
10:49e infatti veniva proprio utilizzata
10:52come luogo di culto della Dea Madre
10:55ma anche delle acque
11:00La presenza dell'acqua nella parte terminale della grotta
11:04suscitò sicuramente vivo interesse
11:06poiché in questo punto
11:08vi è la maggior concentrazione di resti di lucerne
11:11Sono presenti tanti frammenti
11:13anche attorno ad una colata
11:15con una grande stalagmite
11:17appena discesa la scalinata dell'ingresso
11:19ed evidenzia probabilmente
11:21un secondo punto di adorazione
11:23all'interno di questo ambiente
11:25sono diffuse in tutta la sala
11:28le barchette nuragiche di forma elementare
11:31che raramente presentano il manico a muso taurino
11:34e l'impasto è spesso molto grossolano
11:37e non ha quasi mai una ornamentazione
11:40i tantissimi frammenti di piccole lucerne votive
11:44hanno creato un impasto con il terriccio e il fango
11:47costituendo il pavimento della grotta
11:50questa cavità fino agli anni 70
11:52era usata dai pastori
11:54come caldo ricovero per gli armenti
11:59Nelle pareti della grotta
12:01sono presenti grandi colate stalattitiche
12:05che sono caratterizzate da una colorazione abbastanza varia
12:09dovuta alla presenza di vari ossidi
12:11e anche minerali
12:12in mezzo al carbonato di calcio
12:14che è assolutamente bianco per sua natura
12:17grandi e antichissime stalagmiti
12:20spesso presentano piccolissimi cristalli di calcite
12:23che si formano grazie alla presenza di stilicidio
12:36proseguiamo all'interno della grotta
12:38e notiamo anche i laghetti di acqua
12:40che è molto limpida
12:42perché all'interno delle grotte non crescono i vegetali
12:44al contrario delle acque di superficie
12:56in questa grotta
12:58si nasconde anche una leggenda
13:00di Mannau
13:02che era un orco
13:04un orco buono
13:05però era brutto
13:08veramente bruttissimo
13:11il problema è stato che non poteva farsi vedere dalle persone
13:17e quindi si è dovuto nascondere all'interno della grotta
13:21nella parte più difficile da raggiungere
13:23e ha iniziato a piangere
13:25così da originare il fiume
13:28e l'acqua che noi vediamo
13:37e qui sono presenti anche dei piccolissimi abitanti
13:41ed il principale della grotta di Summannau
13:46è lo Stenasellus nuragicus
13:48che è unico nel suo genere
13:51e vive proprio qui
13:53a contatto con l'acqua
14:07e questo è l'ultimo ramo di Summannau
14:11che è stato inaugurato da pochissimo
14:13si evolve per 40 metri
14:16ed è il terzo livello della grotta
14:19noi abbiamo attraversato il primo
14:21la sala archeologica
14:22il secondo dove ci sono i laghi
14:24e questo è il terzo
14:26la particolarità di questa grotta
14:28è che possiamo vivere
14:30fare un viaggio nel tempo
14:32di milioni di anni
14:33a presto
15:02e questo è il terzo livello della grotta
15:10Cambio di rotta. Lasciamo alle nostre spalle la grotta di Sumanau, per scoprire un altro luogo da non perdere in
15:17questo paese,
15:18che ha segnato la storia dell'archeologia industriale non solo a flumi di maggiore, ma anche a livello internazionale.
15:32Siamo arrivati ora nella nuova tappa del nostro viaggio. Sto parlando della miniera di Sussurfuru, che è stata dichiarata scoperta
15:41nel 1889. Entriamo all'interno.
15:51Siamo quindi all'interno del sito minerario di Sussurfuru, che è stato dato in concessione per la prima volta alla
15:58Victoria Mining Company Limited.
16:00Ed è un sito minerario davvero molto importante. Il nome, Sussurfuru, è dato per la presenza di minerali sulfurei.
16:08Infatti, in questa miniera venivano estratti piombo e zinco, ma poi, più avanti, a partire dagli anni 40, anche la
16:16fluorite, che è stato il minerale che ha portato tanta fortuna su Sussurfuru.
16:22Nel corso della sua storia, questo sito minerario ha visto tantissimi macchinari ad altissima tecnologia e anche di notevole importanza
16:32per il periodo storico,
16:33come un compressore prodotto in America, più precisamente a New York, e soprattutto il primo generatore idroelettrico della Sardegna,
16:43che sfruttava la forza e la portata dell'acqua proveniente dalla fonte di Pouusino. È connesso con una canaletta lunga
16:51circa 5 chilometri.
16:52Il generatore idroelettrico del 1896 è uno tra i primi in Italia.
16:58Ed è presente anche la sala della turbina e nel 1895 venne installato per la prima volta in Sardegna questo
17:06generatore.
17:06Una novità senza precedenti per la storia mineraria dell'isola, che ha visto la miniera di Sussurfuru protagonista di questo
17:14primato.
17:17Questo sito minerario è unico nel suo genere, soprattutto grazie al legame che si è creato con chi gestisce il
17:27sito,
17:28ma anche con tutti coloro che hanno lavorato in miniera, perché sono presenti tantissime donazioni.
17:35Qui si può davvero tornare indietro nel tempo, alla vita di miniera.
17:40Sono presenti lampade, ma anche attrezzature da lavoro, occhiali da vista, indumenti,
17:47tante cose che davvero possono far capire com'era la vita un tempo.
17:51E qui a Sussurfuru ci credono davvero tanto.
18:02Stiamo facendo un vero e proprio viaggio nel tempo.
18:06E dovete sapere che qui a Sussurfuru è presente la più grande raccolta di lampade da miniera della Sardegna
18:12e possiamo vedere anche la lampada più antica, che è ad olio e risale al 1700.
18:26All'interno della collezione è anche presente la lampada a carburo più antica,
18:32ovvero risalente agli anni 20 del Novecento.
18:42Possiamo anche notare un sistema di monitoraggio del sottosuolo.
18:47Queste sono le medagliette.
18:50Oggi potremmo identificarle come il badge, il cartellino,
18:54ed hanno il numero di matricola con il quale veniva identificato l'operaio.
18:59Le medagliette dovevano essere consegnate in un luogo chiamato lampisteria,
19:04dove erano presenti le lampade,
19:07cosicché potevano scendere in sottosuolo consegnando la medaglietta.
19:11È un sistema importantissimo perché se erano ancora presenti delle medagliette
19:16e alla fine del turno significava che era successo qualcosa.
19:26Oltre alle mani, la fluorite di suzulfuro,
19:29che è stata richiestissima soprattutto dagli americani con la corsa all'atomo,
19:34perché appunto per i liquidi refrigeranti servono grandi quantitativi di fluorite.
19:41E non solo, suzulfuro garantiva una purezza pari al 98,8%.
19:51Sapete che possiamo anche dire che suzulfuro è stata sulla Luna?
19:55Ebbene sì, perché la prima fotografia inviata dalla Luna, la famosa Orma,
20:01è stata scattata con delle fotocamere Assemblade,
20:05che montavano obiettivi al fluoro Zeiss.
20:08E proprio nel 1969, anno dello sbarco sulla Luna Apollo 11,
20:16Zeiss ha acquistato tantissimi quantitativi di fluorite da suzulfuro,
20:20quindi non è da escludere che il fluoro per le lenti dell'obiettivo
20:24provenisse proprio da suzulfuro,
20:27per dire che il prodotto di questa miniera è anche stato sulla Luna.
20:38Nei siti minerari non lavoravano solamente gli uomini,
20:41ma anche donne e bambini.
20:43Erano gli addetti alla cernita,
20:45dovevano separare il minerale dallo sterile,
20:49cioè dalla parte che non era utile.
20:51E questo è un attrezzo manuale che veniva utilizzato
20:53e si chiama sadama e serviva per frantumare il materiale.
21:21Questa miniera non smette di stupire,
21:24perché adesso stiamo andando alla scoperta
21:27di un qualcosa di unico presente in Sardegna
21:31e presente proprio qui.
21:32Sto parlando della laveria,
21:35con le celle di flottazione originali,
21:39le uniche celle di flottazione in legno degli anni venti
21:43presenti in Sardegna.
21:45Il minerale estratto veniva trattato
21:47in questa laveria meccanica chiamata Giovanni Lungu,
21:51ma era un processo molto più lungo di quello che possa apparire,
21:55perché si passava dai frantoi per poi arrivare al mulino,
22:00la macina, il condizionatore della torbida,
22:03fino ad arrivare alle celle di flottazione che abbiamo visto poco fa.
22:07Queste celle utilizzavano dei reagenti chimici
22:11che poi riuscivano a far ottenere un minerale abbastanza puro.
22:15Una volta ottenuto il minerale,
22:18veniva trasferito al porticciolo di Portigedu
22:21per essere trasportato fuori dalla Sardegna.
22:25Le celle di flottazione di questa laveria
22:27hanno lavorato a partire dagli anni 50 fino agli anni 70
22:31e un'altra cosa molto importante da dire di Sussurfuru
22:35è che vi lavoravano tante donne ed anche qualche fanciullo
22:39e infatti era normale vedere al lavoro sia le donne
22:43che gli uomini invece che entravano in sottosuolo.
22:46E un'altra cosa è che questa miniera non ha chiuso negli anni 70
22:51quando appunto queste celle di flottazione hanno terminato il loro lavoro,
22:55ma dopo varie vicissitudini la concessione si è conclusa nel 1993.
23:17Grazie a tutti.
23:33Arriviamo ora nell'ultima tappa del nostro viaggio,
23:36il museo etnografico di Flumini Maggiore
23:39che si trova all'interno del vecchio mulino Liccheri del 1700.
23:44La particolarità è che è presente un mulino ad acqua,
23:48è la macina che viene azionata dal rio Manu presente qua fuori.
24:12Quello che avete appena visto non è altro che l'azione che veniva eseguita prima
24:17per poter far funzionare la macina e quindi macinare il grano.
24:21In questo museo sono allestiti diversi spazi espositivi
24:25dove si trovano degli oggetti legati alla pastorizia, agricoltura e antichi mestieri
24:31come il fabbro, il ciabattino e tanto altro.
24:35E proprio qui sono state conservate le caratteristiche delle tipiche abitazioni
24:39con i grossi muri in ladiri, matton di fango e di paglia e il tetto con le canne.
24:45Siamo all'interno inoltre di un museo inclusivo
24:48perché è stato da poco inaugurato al suo interno
24:51il percorso per i povedenti e non vedenti
24:54dove è possibile davvero far toccare con mano certe attrezzature,
24:59certi macchinari così da capire ancora meglio com'era la vita un tempo.
25:17Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio nel Fluminese
25:21abbiamo scoperto tantissimi posti indimenticabili
25:25vi ringrazio per essere stati con noi e ci vediamo alla prossima puntata
25:41ci vuole un viaggio per non pensare
25:46ci vuole un viaggio senza fermate
25:52voglio immaginare altri tramotti e altre città
25:56ci vuole un viaggio
26:11grazie a tutti
26:14grazie a tutti