- 2 giorni fa
Giorgio Moretti
La lingua italiana ai tempi dei social network
Crescere Informandosi, incontra Giorgio Moretti, giurista ed esperto di linguistica, scrittore, nonchè principale autore delle parole del sito “Una parola al giorno”.
Sotto la spinta incessante dei social network la crisi della nostra lingua appare sempre più evidente, sia attraverso un vasto numero di anglicismi che attraverso una frammentazione diffusa dai social in cui si usano, frequentemente, delle riduzioni di parole per scrivere più rapidamente, che rendono irriconoscibile la nostra lingua.
Oltre a questo aspetto dobbiamo anche tener presente la scomparsa di moltissimi idiomi a causa del loro scarso utilizzo.
Pertanto abbiamo ritenuto importante approfondire il tema con l’esperto Giorgio Moretti.
Innanzitutto cos’è il sito “Una parola al giorno”? Cosa rappresenta la lingua per un popolo? Quali interrelazioni tra lingua nazionale e dialetti? Come sta cambiando il linguaggio nell’epoca dei social network? L’intelligenza artificiale come incide nell’attuale crisi linguistica? La crisi di oggi della comunicazione quanto è collegata a quella linguistica?
Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.
La lingua italiana ai tempi dei social network
Crescere Informandosi, incontra Giorgio Moretti, giurista ed esperto di linguistica, scrittore, nonchè principale autore delle parole del sito “Una parola al giorno”.
Sotto la spinta incessante dei social network la crisi della nostra lingua appare sempre più evidente, sia attraverso un vasto numero di anglicismi che attraverso una frammentazione diffusa dai social in cui si usano, frequentemente, delle riduzioni di parole per scrivere più rapidamente, che rendono irriconoscibile la nostra lingua.
Oltre a questo aspetto dobbiamo anche tener presente la scomparsa di moltissimi idiomi a causa del loro scarso utilizzo.
Pertanto abbiamo ritenuto importante approfondire il tema con l’esperto Giorgio Moretti.
Innanzitutto cos’è il sito “Una parola al giorno”? Cosa rappresenta la lingua per un popolo? Quali interrelazioni tra lingua nazionale e dialetti? Come sta cambiando il linguaggio nell’epoca dei social network? L’intelligenza artificiale come incide nell’attuale crisi linguistica? La crisi di oggi della comunicazione quanto è collegata a quella linguistica?
Queste e molte altre le domande e gli aspetti affrontati nel corso di questa intervista.
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NovitàTrascrizione
00:14giorgio moretti giurista ed esperto di linguistica scrittore nonché principale autore delle parole
00:22del sito Una Parola al Giorno. Innanzitutto cos'è il sito Una Parola al Giorno e soprattutto quale è lo
00:30scopo?
00:33Buongiorno Marco, grazie di avermi invitato. Allora Una Parola al Giorno è nato dall'esigenza di me,
00:40ventenne, di un mio caro amico ventenne che è ai tempi ventenne, Massimo Frascati, che tuttora
00:45gestisce il sito insieme a me, volevamo un servizio che potesse aiutarci a migliorare la nostra conoscenza
00:53della lingua italiana. Io ai tempi ero studente di legge ma avevo sempre amato scrivere, Massimo è
01:01un informatico e quindi abbiamo deciso di farlo noi con lo spirito dei ventenni e così da allora, era
01:09in giugno 2010, tutti i giorni noi inviamo a una newsletter, quindi chiunque vuole si può iscrivere
01:16gratuitamente, inviamo un'email con la trattazione di una parola, quindi esploriamo una parola, quali
01:24sono i significati, le sfumature, il retroterra, l'etimologia, facciamo i confronti con i sinonimi,
01:32in maniera da riuscire a inquadrarla meglio, quindi ovviamente c'è anche una componente di
01:36intrattenimento, deve essere una cosa innanzitutto piacevole, ma ecco è una parola al giorno, è un
01:43servizio che aiuta a mantenere una buona abitudine alla riflessione quotidiana sulla lingua italiana.
01:52Cosa rappresenta la lingua per un popolo?
01:57È un grande luogo comune la lingua, noi pensiamo che siamo abituati a vivere degli spazi comuni, fisici
02:08intendo, sappiamo che esistono alcuni luoghi di una città che sono dei posti importanti in cui la
02:16comunità riesce a ritrovarsi, ecco la lingua fa qualcosa del genere, fa qualcosa del genere nel piccolo,
02:21quindi la nostra lingua che si parla specificamente nella nostra città, magari veniamo da un paesino,
02:29da un posto in cui si parla qualche genere di dialetto, ha un rilievo per noi proprio nel modo
02:37in cui possiamo incontrare alcune persone che condividono con noi questo spazio, che è uno
02:43spazio di pensiero, uno spazio di esperienza direi. Naturalmente però esistono anche lingue
02:50con orizzonti più ampi e la lingua nazionale è fatto proprio questo, ci ha permesso di incontrare
02:57più persone in ambiti che non riescono ad essere contenuti all'interno della piccola piazza del paese
03:08e quindi l'italiano è stato una lingua che si è conquistata lo spazio per poter parlare di
03:16questioni altissime, un momento fondamentale della lingua italiana è stata quando Galileo ha deciso
03:21di parlare delle sue questioni non più in latino ma in italiano, proprio per poter allargare il
03:32consesso di persone che potevano parlare, capire, confrontarsi di una certa, su un certo argomento in questa
03:41lingua ma, come dire, tu mi hai parlato di un popolo, io non penso che esista una singola comunità a
03:52cui afferriamo,
03:52esistono moltissimi generi di comunità, con ogni comunità noi condividiamo una lingua
03:58differente e quindi per esempio una comunità scientifica parla l'inglese e l'inglese è questo
04:05luogo comune all'interno della comunità scientifica, così come con il tuo peculiare gruppo di amici
04:12con cui hai fatto le scuole superiori, condividi anche degli usi, dei costumi, degli spazi linguistici
04:22che sono soltanto vostri, quindi ecco la lingua è una norma della comunità ed è uno spazio della
04:30comunità. Come interagisce la lingua nazionale con i diversi dialetti? Ha interagito molto male
04:38in passato, nel senso che l'idea dominante per un periodo importante della nostra storia è stato
04:49quello che il dialetto comunque era una lingua da superare, era una lingua provinciale da superare.
04:57Ora ovviamente noi possiamo anche avere proprio per la nostra esperienza personale un'idea molto
05:05emozionata del dialetto perché se noi abbiamo una lingua locale di riferimento,
05:16per noi nella nostra esperienza alcune cose si possono dire solo in quel modo lì e anche una
05:23possente ricchissima lingua nazionale non riuscirà mai a renderle proprio in quel modo lì. Certo i
05:29dialetti nascono dalla stagnazione, tutto questo grande florilegio di lingue, di dialetti, di varietà,
05:40è nata per via di comunicazioni difficili, scarsa mobilità interna, l'italiano ha potuto affermarsi come
05:53lingua nazionale anche attraverso canali che riuscissero a superare questo frazionamento geografico.
06:02Oggi si guardano questi fenomeni con un altro occhio perché sappiamo che sono su molti livelli
06:11depositari di una sorta di biodiversità linguistica che è significativa. Una persona che parla un dialetto
06:23e l'italiano è una persona bilingue come parlare italiano e francese, non esiste anche a livello
06:33neurologico di apprendimento delle lingue una differenza in questo senso. Sono delle lingue
06:39che possono portare enormi ricchezze alle persone che le conoscono, senza dubbio hanno i loro limiti,
06:47quindi nel piccolo bacino di un dialetto probabilmente non riusciremo a discettare di
06:55filosofia a qualunque livello, non potremo confrontarci di questioni di fisica a qualunque
07:00livello, cosa invece per vocazione fanno le lingue nazionali e ancora di più quelle sovranazionali.
07:08Certo, ma come sta cambiando il linguaggio nell'epoca dei social network?
07:15Una bella domanda perché diciamo è una domanda che ci trova molto prevenuti, diciamo la lingua di
07:24base cambia, quello che possiamo dire è che nella storia della nostra lingua non si è mai scritto
07:33così tanto perché i social network sono degli spazi a cui hanno accesso diciamo tutte le persone che
07:40parlano italiano e tutte queste persone interagiscono scrivendo, quindi effettivamente
07:49c'è un'esposizione alla lingua e un uso della lingua che proprio a livello quantitativo probabilmente
08:00non si era mai visto nella storia. Naturalmente allargando la base bisogna vedere qual è la qualità
08:07di questa lingua, ma diciamo è una grandissima possibilità che si è aperta questa, è un livello di
08:19contatto di interconnessione che non si era mai trovato, questo contatto oltretutto è completamente diretto, non ci sono
08:30più intermediazioni nel confronto linguistico, non si passa più in questi ambiti attraverso editori, testate, si può
08:41comunicare direttamente fra persone e quindi c'è da vedere che cosa succederà in futuro. Io non penso che questo
08:52genere di
08:53interazione stia portando a qualche tipo di scadimento della lingua, avevamo già visto i grandi allarmi che c'erano
08:59stati, io gli avevo vissuti allora ho 37 anni, gli avevo vissuti alla prima ora gli allarmi per gli sms,
09:07com'è che gli sms
09:08cambieranno la lingua italiana? Ora perché con la x non lo scrive più nessuno, cmq invece di comunque è diventata
09:17una cosa
09:18veramente strana da leggere adesso, quindi forse alcune cose che ci possono allarmare adesso non avranno gli esiti
09:29paventati, senza dubbio ecco è un grande cambiamento come tutti i grandi cambiamenti richiede un grande presenza.
09:38Ma la crisi linguistica che oggi stiamo un po' attraversando, diciamo agisce prevalentemente su due
09:49fronti principali, l'impoverimento e la digitalizzazione accelerata delle lingue nazionali come l'italiano
09:58invaso da anglicismi e frammentato dai social e il rischio di estinzione globale che minaccia molti
10:06idiomi, come riuscire a fermare questa situazione? Allora ti parlo, comincio dal fondo, la questione
10:16dell'estinzione degli idiomi è una questione ormai annosa. Si parla di almeno 200 idiomi che si sono
10:26estinti diciamo? Moltissimi sono sull'orlo dell'estinzione, il problema è che la conservazione
10:38dell'uso di questi idiomi spesso non si concilia altrettanto bene, cioè non si concilia bene con
10:49la spinta che le persone che nascono hanno verso bacini più ampi. La conservazione di una lingua
11:00ancestrale ha un grande valore per l'umanità intera, ma probabilmente per la singola persona è anche un
11:09grande valore riuscire a padroneggiare altre lingue che permettono di arrivare altrove, più lontano,
11:14in luoghi più ampi, più popolati. Tante volte appunto si perde di vista che il fatto che una lingua
11:24sia minuta e circoscritta, che un dialetto sia minuto e circoscritto, è frutto di una stagnazione e
11:32quindi c'è un po' una scelta da fare, delle lingue senz'altro meritevoli come tutte le lingue di essere
11:42conservate da chi verranno parlate, se le persone che nascono lì e che quindi diciamo nascono in
11:52ambienti in cui si parlano però hanno altre spinte, come costringere una persona, ha senso costringere una
11:58persona a continuare a parlare una una lingua del genere, quindi da un lato la perdita di molte
12:07lingue, temo che sia un dato fisiologico che deriva dalla della globalizzazione. Per quanto riguarda la
12:15nostra situazione io ecco non la leggerei come una crisi, vedendo da che cosa è passato l'italiano
12:26nei secoli scorsi non mi sembra che ci siano gli estremi, nemmeno per parlare qualcosa di nuovo, se noi
12:37andiamo nel nel cinquecento, nel cinquecento nasce la questione della lingua, cioè il grande dibattito
12:43degli intellettuali su ma quale italiano bisogna parlare, perché ancora la situazione era molto
12:47frammentata, bisogna parlare l'italiano che è parlato nelle corti, bisogna parlare l'italiano dei
12:53grandissimi autori di due secoli prima e c'è questa questione della lingua, è il momento in cui viene
12:59fondata l'Accademia della Crusca, tra i fondatori dell'Accademia della Crusca c'è il cavaliere
13:03Leonardo Salviati che si scaglia contro questa moda barbara che appunto finirà per meticciare
13:12l'italiano, non sarà più quella lingua meravigliosa che era un tempo, che sono i latinismi, cioè lui
13:18vedeva come una grande minaccia all'italiano tutta l'importazione, tutti i prestiti acquisiti dal latino
13:28all'italiano, non è che avesse tutti i torti, cioè è più facile leggere Boccaccio che leggere
13:37Machiavelli, perché Machiavelli è una lingua più pesante, più ricca di questi latinismi e funzionano
13:44in maniera un pochino più farraginosa se non si è bene addentro, Boccaccio è molto più liscio in questo,
13:49Boccaccio parla una lingua più schiettamente volgara, di Bushidotti ce ne sono molte meno in Boccaccio,
13:56ma pensiamo a quello che è successo con il francese, l'italiano è sopravvissuto al francese,
14:02l'influenza che sta avendo l'inglese oggi sull'italiano non è ancora paragonabile a quello
14:12che era il francese, cioè un tempo non si parlava che in francese, all'interno degli strati alti
14:22della società, la cultura era tutta cultura francese, diciamo pure tutta cultura parigina,
14:28tant'è che a Italia unita quando appunto fatta l'Italia bisognava fare gli italiani e bisognava
14:34passare anche dalla lingua e quindi fu tirato in ballo Manzoni come fare per scegliere e diffondere
14:42un italiano standard nello Stato, ci fu anche chi con grande pragmatismo disse ma non c'è bisogno di
14:52fare questa cosa, non ci serve a niente, parliamo tutti francese, usiamo il francese, che problema,
15:00cioè perché dobbiamo ostinarci a cercare di inventare poi di tirare fuori il capello, noi ci pensiamo sempre,
15:05abbiamo questa letteratura antichissima, ma l'italiano è una lingua molto giovane come lingua di popolo,
15:11cioè l'italiano nasce come lingua di popolo, ormai buongiorno essenzialmente, quando lui parla in italiano
15:18a tutte le case con un televisore, non possiamo parlare di Dante, padre dell'italiano, l'italiano è stata
15:24una lingua artificiale per la quasi totalità della sua esistenza. Una quantità enorme di parole che noi
15:33usiamo sono di derivazione francese, sono dei francesimi belli e buoni che noi ora non sentiamo
15:39più come tali, solo perché è passato del tempo, ma prendendo i dizionari vecchi si vede la quantità
15:46di parole bollate come squalli di gallicismi che stanno imbastardendo la lingua che sono da evitare
15:54perché brutti, ma baule, biglietto, non sono più parole che percepiamo come tali. Penso che si possa avere
16:04fiducia nel fatto che l'italiano riesca a gestire questa mole di influenze prestigiose che vengono
16:12dall'esterno. Ma l'intelligenza artificiale come incide nell'attuale crisi linguistica?
16:21Allora, anche questo, come dire, stiamo parlando di una questione che non è in movimento di più,
16:27stiamo cercando di fotografare una letra. L'intelligenza artificiale non è innovativa,
16:36l'intelligenza artificiale mangia ciò che noi scriviamo, ciò che noi abbiamo scritto negli ultimi
16:45tempi e ne desume come si scrive, in maniera efficace, con le sue logiche.
16:55Senza dubbio quello che tenderà a fare, e si vede già adesso, che siamo proprio alle prime battute,
17:07è, mi viene a dire, survoltare alcuni usi. Alcuni usi che erano normali, che venivano impiegati
17:16normalmente, ecco, li usa con una frequenza, proprio un volume d'uso tale che iniziano a suonare strani,
17:27iniziano a risultare storti. A me capita spesso oggi, leggendo molti testi che vengono prodotti
17:37dall'intelligenza artificiale, perché è un'esposizione continua adesso, moltissimi testi che noi leggiamo
17:42in buona fede sono prodotti dall'intelligenza artificiale, ecco, mi ritrovo a correggere quello
17:48che io scrivo, perché non somigli a questi usi che l'intelligenza artificiale sta proponendo con questa
17:58frequenza. Quindi l'intelligenza artificiale ci proporrà, e questo penso continuerà a farlo via via,
18:04uno stile estremamente conforme,
18:12e gli stilemi che sceglierà, che siano appunto mode di costruire la frase, parole,
18:19saranno come delle mode rapidissime, che verranno bruciate rapidissimamente. Quindi è come avere un
18:25super parlante che è su tutte le piazze, in tutti i computer, in tutte le reti, che parla continuamente
18:33e quindi per forza di cose ha una... il suo modo di parlare è una moda estremamente obsolescente.
18:44Quindi noi abbiamo questo parlante di grande carisma, perché parla continuamente, lo ascoltiamo
18:49continuamente, lo facciamo a parlare continuamente, probabilmente prendiamo anche alcuni stilemi che
18:58impiega, o non li correggiamo, comunque li manteniamo, però ecco, proprio la sua velocità
19:09probabilmente accelererà questa osservazione di mode linguistiche che raggiungono il picco e vengono
19:17superate. È una cosa normale, per carità, sarà solo più veloce. Questa è l'unica cosa che posso
19:22osservare adesso. La crisi di oggi della comunicazione, quanto è collegata a quella
19:29linguistica? Della comunicazione in che senso? Comunicazione nel senso di informazione. Allora,
19:39non penso che siano molto collegate. Diciamo, la crisi dell'informazione la vedo...
19:47Previ terminologici nelle espressioni, atteggiamenti. Sì, ma io penso che quelle ci siano più o meno
19:55sempre state, cioè l'informazione ha sempre trovato una grande forza nell'uso di, nell'uso
20:07anche, come dire, nell'abuso di alcune espressioni proprio a fini, che devo dire, allarmistici, perché
20:19la crisi dell'informazione è una crisi industriale. Noi abbiamo queste, tutte queste imprese che hanno
20:28sempre fatto informazione in un certo modo e che ora in quel modo lì non riescono più a sostentarsi e
20:34quindi ogni testata ha tentato di, sia testata cartacea o comunque un giornale, sia telegiornali,
20:44hanno cercato di reagire come meglio potevano e spesso l'allarmismo, l'uso ecco di slogan, di termini
20:58più o meno nuovi, inquietanti, spiazzanti, torna comodo in una situazione del genere. Però ecco non
21:08credo che ci sia qualcosa di nuovo nel modo in cui la lingua viene usata dai mezzi di informazione. Mi
21:17sembra che sia qualcosa che è sempre stato fatto in questo modo, sempre a livello piuttosto basso. Ecco,
21:28naturalmente ci sono molti punti di contatto, però il giornalismo ha delle esigenze che molto
21:35spesso appunto sono delle esigenze che sono piuttosto basse. Quindi io devo poter, devo scrivere
21:42un titolo che acchiappi il click e quindi devo impiegare dei termini e una lingua che mi permetta
21:48di farlo. Però ecco penso che sia una questione più di crisi industriale che di crisi linguistica quella.
21:58Grazie a tutti.