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  • 1 giorno fa
Il 20 ottobre si inaugura al Museo degli Innocenti di Firenze la mostra su Artemisia Gentileschi a Firenze. La co-curatrice Cristina Acidini, racconta il dipinto simbolo, Giuditta con la fantesca (che portano via la testa di Oloferne): fu partendo da qui che Roberto Longhi, nel 1916, diede all’artista il posto che meritava, non più solo la figlia d'arte di Orazio Gentileschi ma artista simbolo del suo tempo.

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Trascrizione
00:00Cristina Cilini, opera simbolo di questa mostra, forse la prima che arriva a Firenze,
00:08ma soprattutto è un'opera che è legata a quanto scrisse e comprese Roberto Longhi di questa pittrice.
00:19Roberto Longhi, che aveva dedicato i suoi primi studi al Caravaggio e per tutta la vita l'avrebbe studiato,
00:24si dedicò anche ai gentileschi, tanto che nel 1916, appena cinque anni dopo la tesi di laurea,
00:32scrisse un fondamentale articolo sui gentileschi padre e figlia.
00:36E lì fece chiarezza su quello che poteva essere la personalità di Artemisia giovane,
00:41distinguendo le opere sue da quelle del padre Orazio, con le quali spesso venivano confusi.
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