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00:27Buongiorno, benvenuti a questo nuovo
00:29appuntamento con il magazine di Telecosta Smeralda. Iniziamo subito con una notizia
00:34che ha destato scalpore della scoperta dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia
00:41che appunto ha scoperto che la Sardegna non nacque da un unico blocco staccatosi dalla
00:48penisola iberica ma bensì è frutto di due invece placche che si sono unite, quella del
00:55nord e quella del sud in particolare del Sulcis.
01:00Clamorosa scoperta dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la Sardegna si sarebbe
01:05formata a partire da due blocchi distinti che si sarebbero staccati dai loro siti originari
01:11e si sarebbero attaccati compiendo una rotazione tra i 50 e i 90 gradi assumendo poi la forma
01:17attuale. Non quindi un unico blocco proveniente dall'attuale Spagna ma da due distinte parti
01:23dell'unico continente chiamato Greater Iberia. Si tratta di uno studio del tutto innovativo
01:28delle scienziate e degli scienziati di LNGV che hanno raccolto frammenti di roccia da 31
01:34diverse località del Sulcis. I risultati sono stati anche pubblicati sull'importante rivista
01:39scientifica Tectonis dell'AGU. Di sicuro è un passo avanti rispetto a quanto già appurato
01:45dai precedenti studi e cioè che la Sardegna faceva parte del blocco provenzale catalano dal quale
01:50si sarebbe staccata 21 milioni di anni fa compiendo una rotazione anti-oraria di 50-60
01:56gradi. Ora sembra risultare che la Sardegna sud-occidentale e quindi il territorio del Sulcis
02:01si sarebbe invece staccato dalla placca iberica in un intervallo tra i 120 e i 150 milioni di
02:07anni fa dopo aver compiuto una rotazione di 90 gradi. Si sarebbe appunto poi attaccata 21 milioni
02:14di anni fa al blocco del nord Sardegna lungo la cosiddetta faglia di Nuoro. In realtà 120
02:21milioni di anni fa circa la placca iberica era un tutt'uno unita alla Sardegna, alle isole
02:25baleari, al blocco calabro peloritano, ai blocchi cabili, l'attuale Algeria settentrionale e al
02:31blocco alboran che comprende Marocco e Andalusia. Poi la greater Iberia si frammentò creando delle
02:38micropacche che nel tempo raggiunsero la posizione attuale. La studiosa Gaia Siravo ha passato molto
02:45tempo ad interrogarsi sulle origini tettoniche della nostra terra arrivando a questa scoperta
02:50anche se ancora molto c'è da ricercare. Ad esempio in quanto tempo è avvenuta la rotazione del blocco
02:56del Sulcis? C'è in sostanza un lasso di tempo di cui ancora si sa poco o nulla. Queste nuove
03:02rivelazioni
03:02però aiutano a comprendere meglio alcuni fenomeni e la conformazione geologica del nostro territorio che
03:08appunto appare così diverso tra nord e sud. Avere certezze scientifiche su ciò che per il momento
03:14era solo frutto di osservazione e intuizione aiuta a diversi settori della scienza e della
03:19tecnica applicata. Dalla prevenzione di fenomeni naturali o climatici alla coltivazione dei terreni
03:25oltre che allo studio della formazione dell'attuale conformazione delle terre emerse. La grande risposta
03:32che tutti cercano. Chi siamo e come siamo nati.
03:39La sfida è la valorizzazione di un territorio attraverso il vino. Il coordinatore regionale
03:45delle città del vino Secchi ci ha creduto in tempi non sospetti a percorrere la strada
03:50dell'enoturismo. Sono oltre 15 milioni nel mondo i turisti che scelgono una regione per scoprire le sue
03:56eccellenze legate alla terra.
04:00La settimana scorsa Auliena e il suo marchio di fabbrica, il Canon Out, tre giorni dedicati a
04:05degustazioni, conoscenze e narrazione di un prodotto di eccellenza della terra nostra.
04:10Da Auliena a Usini, altra terra madre di suggestioni e cultura, cultura, suggestioni, cultura dell'accoglienza,
04:17tradizioni e di altre eccellenze. E allora tutto pronto per la ventitresima edizione della rassegna.
04:23Definirla così sarebbe riduttivo, visto le potenzialità e visione di tutti quelli che hanno creato un momento
04:29e che è un momento come questo all'insegna del turismo enogastronomico, della scoperta o riscoperta
04:35del territorio o di un territorio. Luoghi, luogo, che attraverso il vino appunto sono scelti da quella fetta
04:43di nuovo turismo che prima di scegliere una meta dove trascorrere la propria vacanza controlla e studia
04:49con molta, molta attenzione quali eccellenze, vino in primis, propone quel paese o regione.
04:57Lo sa bene Giovanni Antonio Secchi, assessore del Comune di Usini e coordinatore regionale della Sardegna
05:01dell'Associazione Nazionale Città del Vino. Lui, in tempi non sospetti, ha avuto la visione di quanto
05:07la scommessa sul vino potesse essere vincente. Secchi, insieme a tanti altri attori, tra cui il senatore pugliese
05:14Dario Stefano, autore della legge nazionale su enoturismo e olioturismo, hanno giorno dopo giorno,
05:20mese dopo mese, anno dopo anno, costruito l'ossatura e l'impalcatura di un modello, un archetipo,
05:27dove il vino, qualunque esso sia, racconta un territorio, il nostro, della Sardegna.
05:32È un interessante convegno sull'enoturismo al mio paese, ad Usini, in occasione della rassegna enologica
05:39Vini di Coros, ma ci sarà anche un altro importante convegno a Berchida, un'altra città di vino
05:44della Sardegna, dove si parlerà di vino e salute. Quindi non c'è che l'imbarazzo della scelta per chi
05:49vuole approfondire questi argomenti, grazie all'intervento anche di relatori qualificati.
05:54Quale potrebbe essere la visione nuova, partendo appunto dal vino, per promuovere ancora meglio
05:59la Sardegna nel mondo?
06:02Allora, la Sardegna produce poco meno che l'1,4% del prodotto nazionale, però devo dire
06:10che negli ultimi dieci anni ha fatto un salto qualitativo notevole. La dimostrazione è proprio
06:17anche recente, al nostro concorso internazionale di città del vino che è concluso la scorsa
06:22settimana, la Sardegna ha partecipato con 36 aziende e abbiamo vinto 20 medaglie d'oro e
06:28una a grand'oro di un'azienda di Luras.
06:32E allora che festa sia, festa di tradizione e cultura, di qualità e scoperta, Usini e
06:36Berchida e Usini e tanti altri ancora, mille le sfumature di questa edizione dei racconti
06:41intorno al vino, alla vendemmia degli amori, premiati al primo e secondo concorso letterario
06:45nazionale racconti intorno al vino, indetto dall'associazione, curato dagli ambasciatori
06:51delle città del vino, dedicato alla memoria di Rino d'Antonio. E questa è solo una delle
06:56mille pieghe, delle mille pagine di una storia, in questo caso raccontata Usini, anche perché
07:02l'intera Sardegna e il suo vino sarà e saranno protagonista e al centro di questo nuovo mondo
07:08con ampi ricaschi da un punto di vista del turismo. E l'abbiamo già detto e scritto, non
07:12solo il concetto di unione e patto tra i territori, gli enti istituzionali, i comuni e soprattutto
07:19i produttori, trova a essere la regola e non l'eccezione.
07:25Il coordinamento delle diaspore in Sardegna organizza una quattro giorni per dire no a pregiudizi
07:34e luoghi comuni, quattro giorni di dibattiti e non solo, anche feste colorate. Stamattina
07:41la presentazione della manifestazione in aeroporto.
07:46È stata presentata oggi IDEXPO, la manifestazione voluta dal coordinamento delle diaspore in
07:52Sardegna e che si terrà tra il primo e il quattro giugno a Cagliari per favorire i rapporti
07:56tra i migranti e la Sardegna con un unico obiettivo conoscersi per convivere pacificamente,
08:02abbattere le barriere della diffidenza, stracciare i luoghi comuni e la paura di un'invasione.
08:08In un periodo storico nel quale si ritorna a parlare con paura dell'invasione di migranti
08:13o addirittura di sostituzione etnica, il coordinamento delle diaspore, composta da numerose
08:19associazioni, presenta una quattro giorni di dibattiti e festa culturale. La conferenza
08:24stampa ha dato modo di spiegare perché è nata l'esigenza di organizzare questo momento
08:28di socialità e di riflessione sui temi dell'immigrazione.
08:32Noi possiamo arricchirlo perché noi possiamo essere portatrici, portatori della Sardegna,
08:39portavoci più che portatrici, ma portavoci della Sardegna nei nostri paesi di origine,
08:45così come vogliamo essere portatrici dei nostri paesi di origine qua, perché noi vogliamo
08:50anche promuovere i nostri paesi. I nostri paesi non sono solo luoghi da dove partono persone
08:57che hanno bisogno. Il migrante non è solo una persona che ha bisogno, una persona da
09:02assistere. Il migrante può contribuire anche allo sviluppo e il migrante che si trova fuori
09:08dal suo paese, che si trova in Sardegna, nello specifico, visto che siamo in Sardegna,
09:13contribuisce doppiamente perché lavorando contribuisce allo sviluppo del territorio qui
09:20e contribuisce anche allo sviluppo del proprio paese di origine, perché contribuiamo attraverso
09:25le remesse e allo sviluppo del nostro paese, sostenendo le famiglie, gli amici, ma anche
09:31attraverso i progetti di cooperazione internazionale a sviluppo che noi sviluppiamo qua per i nostri
09:37paesi.
09:40Da domani un fine settimana all'insegna della cultura con monumenti aperti. A Cagliari
09:45vi presentiamo un sito che nel bene e nel male ha scritto una pagina importante della storia
09:50del capoluogo Sardo, il rifugio antiaereo.
10:01Salvato dall'oblio grazie all'opera infaticabile di un gruppo di ex lavoratori dell'ospedale
10:05San Giovanni di Dio di Cagliari, gli unitisi nell'associazione Mariposa, tre anni di duro
10:11lavoro per svuotare il rifugio antiaereo del nosocomio cittadino da tonnellate di detriti,
10:17strumenti, archivi e tanto, tanto altro ancora. Utilizzato durante i bombardamenti del 1943,
10:25ora la cavità vive una seconda stagione, grazie a una cinquantina di volontari che hanno
10:30reso fruibile il sito ai cittadini per lo studio, la cultura e restituire il capoluogo
10:35una parte delicatissima della propria storia.
10:40L'associazione Mariposa nasce una decina di anni fa per volontà dei dipendenti dell'azienda
10:49ospedalera universitaria di Cagliari per poter ridare luce a un luogo molto importante della
10:57storia di Cagliari, il rifugio antiaereo che è stato utilizzato nel 1943 praticamente dagli
11:05abitanti del quartiere di Stampacce Alto per trovare il rifugio durante i bombardamenti.
11:10Nell'arco del tempo si sono uniti a noi tanti cagliaritani che hanno capito l'importanza
11:17del sito e l'importanza della storia del San Giovanni nella città di Cagliari.
11:29L'associazione ha da poco raggiunto un ottimo obiettivo, abbiamo avuto una delibera con
11:38la convenzione con l'azienda ospedalera universitaria di Cagliari per la gestione del sito per un
11:48tempo prolungato.
12:01Questo sito, questo rifugio è stato fatto negli anni del 1940, ormai la guerra era iniziata
12:08anche se noi non avevamo ancora entrati in guerra, probabilmente è stato ingegner D'Alessio,
12:13o meno lo attribuiscono a lui perché ha fatto altri siti uguali e la costruzione di questo
12:19sito aveva delle regole perché l'UMPA, Unione Nazionale di Protezione Antiaerea, le dettava
12:24affinché fossero sicuri, cioè il rifugio non poteva essere rettilineo ma era una spezzata
12:31con delle camere laterali per aumentare sia il numero che la sicurezza stessa, questo è
12:36soltanto per un problema di sicurezza.
12:38Il sito era ingombro, è stato sgombrato da queste associazioni, sono due anni e abbiamo
12:42fatto dei bellissimi ritrovamenti.
12:45Tutto ciò che praticamente era meritevole di essere esposto l'abbiamo esposto nelle nuove cavità
12:51laterali.
13:03Abbiamo fatto anche due ritrovamenti molto interessanti, una è la lapide all'ingresso,
13:09è una lapide che ricorda la vendita di un predio, cioè di un terreno, che probabilmente
13:16è quello dove insiste la cisterna, ricordata 200 anni dopo dagli eri di stesso, quindi avvenuta
13:25nel 1600 e ricordata nel 1800 ed era una copertura di un pozzetto, soltanto non era dalla parte
13:31scritta, per cui una volta girato per un motivo qualsiasi si è scoperta la bellezza.
13:36L'altra è un'altra lapide ancora che abbiamo trovato noi sgombrando, che era probabilmente
13:42il gradino di una scala, anche in questo caso era girata e quindi nessuno la vedeva.
13:48Questa è una lapide ancora più interessante perché è una lapide funebre che è del 1600,
13:55del 1700 è stata ricordata dagli eredi e poi ha fatto tutto un giro strano per arrivare
14:01fino a noi.
14:11Riteniamo che sia stata fatta in tutto in sei mesi, lunga 180 metri, quindi un rifugio del
14:21San Giovanni, un rifugio che non esisteva prima, forse poteva esistere un minimo, un accenno,
14:28però non esisteva prima.
14:40E' davvero tutto per il momento, io vi ringrazio per averci seguito e come sempre vi do appuntamento
14:51alle prossime edizioni.
14:52All the demek.
15:07All the way.
15:10Grazie a tutti.

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