00:00Un fenomeno che si ripete ad ogni stagione, anche nei primi mesi dell'anno, quando si
00:05pensa che i controlli siano meno serrati. Se in aeroporto i trasgressori vengono quasi
00:09sempre intercettati, i ladri di sabbia e conchiglie possono ancora sperare nelle verifiche solo
00:14a campione su auto o camper, non potendo ispezionare ogni singolo mezzo. Una parte di tesoro naturale
00:20purtroppo finisce fuori dalla Sardegna. Nello scalo del Costa Sberalda, i monitoraggi intensificati
00:26negli ultimi due anni hanno comunque permesso di recuperare ben 4 tonnellate di materiali.
00:31I dati, immersi durante la presentazione del progetto Riportami al mare, evidenziano una
00:37raccolta illecita continua da parte dei visitatori, spesso inconsapevoli dei danni causati all'ambiente
00:43isolano. Il piano di salvaguardia è nato sei anni fa, con il duplice obiettivo di restituire
00:48alla natura i sedimenti sequestrati e di educare il pubblico sulla fragilità dei litorali.
00:53L'attività si basa su una stretta collaborazione tra l'area marina protetta di Tavolara a punta
00:58a coda cavallo, la GEASAR, la regione Sardegna, l'ENAC e il corpo forestale, supportati da Polaria
01:04e guardie di finanza. Una scelta operativa che punta a trasformare gli scali da semplici
01:09punti di transito a presidi di informazione ecologica per i passeggeri. L'azione più recente
01:14ha interessato l'isola di Tavolara, precisamente nella zona di Calatra Montana, situata alle spalle
01:19di spalmatore di terra. La reimmissione della sabbia e delle conchiglie non avviene in modo
01:24casuale, ma segue un rigoroso protocollo scientifico. Un esperto geologo analizza la composizione
01:30dei singoli campioni per stabilire la compatibilità biologica e minerale con il sito di destinazione,
01:36un lavoro metodico che tutela l'equilibrio biologico delle coste, accogliendo anche i granelli
01:41prelevati in altre aree dell'isola e bloccati prima dell'imbarco. La diffusione di una corretta
01:46deformazione resta la via principale per arginare il problema alla radice. Molti turisti sottraggono
01:52elementi naturali senza valutare l'impatto complessivo di questi piccoli gesti, ripetuti
01:56da migliaia di persone. La direzione dell'area marina protetta intende ora ampliare il raggio
02:01d'azione del progetto, proponendo di includere nelle attività di controllo e recupero anche
02:06il porto di Olbia e progressivamente gli altri scali marittimi della Sardegna per intercettare
02:11i flussi stradali.