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  • 14 ore fa
In Sardegna il mese di settembre è legato a una tradizione antica e profondamente radicata nella cultura dell’Isola: il Cabudanni, termine sardo derivato dal latino Caput anni, “capo dell’anno” o “inizio dell’anno”. Un nome che racconta un diverso modo di concepire il calendario e il passaggio da un anno all’altro, legato non soltanto al tempo ma anche ai ritmi della natura, dell’agricoltura e della vita delle comunità.

Fino al Medioevo, infatti, in Sardegna l’anno iniziava a settembre, secondo il calendario bizantino. Con l’introduzione del calendario gregoriano nel 1582, l’inizio dell’anno venne spostato al primo gennaio. Nonostante il cambiamento del calendario, molte usanze e tradizioni legate al Cabudanni sono rimaste nella memoria e nel patrimonio culturale sardo.

Settembre rappresentava un momento fondamentale per il mondo agricolo: era il periodo della preparazione dei terreni, dell’inizio della semina e della programmazione dei lavori per i mesi successivi. L’osservazione dei fenomeni atmosferici assumeva quindi un ruolo importante per cercare di prevedere l’andamento della nuova annata.

Tra le tradizioni più particolari della Sardegna rientra l’escurrentisi, pratica diffusa soprattutto in Ogliastra. Attraverso l’osservazione delle condizioni meteorologiche dei giorni di settembre era possibile formulare previsioni sull’andamento del clima nei mesi successivi. Dal primo al dodici settembre, ogni giornata veniva associata a un mese dell’anno; dal tredici al ventiquattro il procedimento veniva ripetuto in ordine inverso.

Il Cabudanni rappresenta quindi una testimonianza del rapporto tra la cultura sarda, il territorio e i cicli della natura. Ancora oggi il termine viene utilizzato per indicare simbolicamente un nuovo inizio, una ripartenza che coincide con la fine dell’estate, il ritorno alle attività quotidiane, l’apertura del nuovo anno scolastico e la ripresa della vita sociale e lavorativa.

Una tradizione che permette di conoscere meglio la storia della Sardegna, il folklore sardo, le antiche usanze e il patrimonio culturale dell’Isola.

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00:02Il nuovo anno inizia a settembre. La fine delle vacanze per la maggior parte delle persone,
00:07la ripresa della scuola, nonostante le temperature ancora elevate, danno il via all'anno sociale.
00:13C'è chi lo vive come un inizio, di fatto come la vera ripartenza. In Sardegna è davvero stato
00:19così per tanto tempo. L'anno nuovo, fino al medioevo, partiva a settembre, che infatti in
00:24sardo si chiama Capudanni, dal latino Caput anni, l'inizio dell'anno. Così era secondo
00:30il calendario bizantino, che si apriva alla fine di agosto. Con l'introduzione del calendario
00:35gregoriano nel 1582, anche da noi si spostò al primo di gennaio. Molte tradizioni legate
00:42ai festeggiamenti settembrini però sono rimaste vive. Francesco Elziator nel folklore sardo
00:47del 1957 scrive che, considerato nel suo insieme, il calendario sardo appare come l'espressione
00:54di un popolo essenzialmente dedito all'agricoltura. Per i sardi l'anno non comincia a gennaio e
01:00solo 5 mesi su 12 hanno nomi uguali a quelli usati dalla maggior parte della cristianità.
01:07Gli altri mesi hanno nomi particolari e riflettono il legame con la terra.
01:12Settembre segnava la preparazione dei campi e l'inizio della semina. Era il mese in cui venivano
01:18osservati segni meteorologici per trarre presagini sull'andamento dell'annata. In Ogliastra
01:23era diffusa un'antica pratica chiamata escurrentisi con cui i contadini prevedevano l'andamento
01:29dei mesi successivi, osservando il tempo giorno per giorno durante tutto il mese. Dal primo
01:34al 12 settembre ogni giorno corrispondeva un mese dell'anno, più già il primo indicava
01:40settembre bagnato. Sole il 2, un ottobre sereno. Dal 13 al 24 si ripeteva il ciclo in ordine inverso,
01:47una tradizione che aiutava i contadini a pianificare i lavori seguendo i segnali della natura.
01:52Previsioni a parte, ancora oggi, con l'inizio del Capodanni, che quest'anno cade di martedì,
01:57in tanti si scambiano gli auguri per celebrare l'anno nuovo che inizia e che finirà con la
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02:07in palestra con uno sguardo al calendario scolastico e a quello lavorativo per individuare
02:12eventuali ponti che concedano pause fino all'agosto 2027, che senza lenticchie e fuochi d'artificio
02:19l'anno vecchio si porterà via.

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