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  • 10 minuti fa
A vent'anni dall'introduzione della vaccinazione contro l'Hpv, la sfida per la sanità pubblica italiana è trasformare la disponibilità di strumenti efficaci di prevenzione in una maggiore adesione della popolazione. Lo sottolinea Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervistato al 59° Congresso nazionale SItI di Genova. Per l'esperto, oltre ai vaccini e alle risorse economiche, sono fondamentali un'organizzazione sanitaria efficiente, campagne di comunicazione mirate e il coinvolgimento di medici di famiglia e specialisti, per superare le resistenze socioculturali e contrastare l'esitazione vaccinale. L'obiettivo è rafforzare l'adesione alla vaccinazione e agli screening, strumenti essenziali nella prevenzione dei tumori correlati al papillomavirus.

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00:04I dati ci dicono che non basta avere un prodotto efficace, in questo caso il vaccino contro
00:13il papillomavirus responsabile di almeno sei tumori e non basta nemmeno avere i soldi a
00:21disposizione per poterlo offrire a tutti, bisogna convincere le persone, che sono persone sane,
00:27che non avvertono il bisogno sanitario, in questo caso della vaccinazione, ma potrebbe essere anche
00:33dello screening fatto per la diagnosi precoce, convincere queste persone è un'operazione
00:38abbastanza difficile, occorre avere una buona organizzazione sanitaria, canali di comunicazione
00:45efficaci, le cosiddette campagne che di solito precedono le iniziative di prevenzione.

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