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ROMA (ITALPRESS) - Nella quarantunesima puntata di "Diplomacy Magazine - Il racconto della geopolitica", il format tv dell'Italpress dedicato alla geopolitica, l'ambasciatore Ettore Sequi affronta la questione ucraina e i colloqui per cercare di arrivare alla pace. L'ambasciatore Giampiero Massolo approfondisce la politica del presidente Usa Donald Trump nei vari quadranti geopolitici ed in particolare in Ucraina. Infine Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione Med-Or, delinea un quadro del voto che si terrà in Israele il 27 ottobre.
lcr/azn
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NovitàTrascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:15della geopolitica, un racconto che diventa, come vedete, anche dall'attenzione dei media,
00:20anche nazionali, giornali, telegiornali, talk, web, social, diventa sempre più importante
00:28questo racconto della geopolitica, per capire come si sta riscrivendo l'ordine mondiale,
00:33per capire le conseguenze di quello che sta accadendo anche sul piano economico e per quanto
00:38riguarda ovviamente il sussulto delle nostre democrazie.
00:42Allora cominciamo come sempre con il nostro ambasciatore Ettore Francesco Segui che ci
00:47ha fatto un lunghissimo editoriale sulla questione ucranica, io la chiamo così perché leggete
00:52tutti i giorni i notizi e qui le affrontiamo in maniera sistematica, approfondita su questa
00:57pace che sembra impossibile, su una situazione militare sempre più complicata, che non dà
01:04un'evoluzione in un senso o in un altro e su il dialogo sempre più complesso fra i
01:09grandi del mondo, ora si parla di una situazione a tre, Trump, Putin, Xi Jinping, quindi Russia,
01:15Cina, Stati Uniti, con un ruolo di Zelensky sempre più complesso, come sempre più complesso
01:21sembra essere il ruolo dell'Europa.
01:23Sentiamo l'ambasciatore Ettore Francesco Segui.
01:29Si è nuovamente messa in moto la dinamica diplomatica sull'Ucraina, questa è la questione
01:35che tutti si pongono e questo deriva dal fatto che negli ultimi giorni, direi forse nelle
01:42ultime due settimane abbiamo visto delle novità. Quali? Beh, innanzitutto questo accordo
01:48tra Stati Uniti e Russia per l'acquisto da parte degli Stati Uniti di diesel russo e
01:55per l'emissione sul mercato energetico internazionale appunto di questo diesel. Perché? Perché gli
02:02americani pensano così facendo di poter far ribassare i prezzi del diesel anche negli
02:10Stati Uniti, in particolare mentre sta iniziando la stagione degli acquisti. Da Halloween a Natale
02:16i prezzi del carburante verranno scaricati sui prodotti che come sappiamo vengono soprattutto
02:24trasportati via strada, quindi via gomma. Il secondo luogo ci sono stati degli incontri
02:31tra Witkow e Zelensky, ci sono stati degli incontri tra Witkow e Putin. Putin ha dato
02:39la propria disponibilità a riprendere dei negoziati a tre con l'Ucraina. Si parla inoltre di un
02:47possibile incontro alla fine di novembre tra Xi Jinping, Putin e Trump a margine di un vertice
02:57che verrà organizzato in Cina, il vertice APEC, cioè il vertice dei paesi che appartengono
03:04al Consiglio dell'Asia del Pacifico, quindi dell'Asia orientale. Bene, da questo punto
03:14di vista è possibile che qualcosa effettivamente si rimetta in gioco, tuttavia si tratta di qualcosa
03:21di veramente concreto. Possiamo fare alcune brevi osservazioni al riguardo. Numero uno,
03:27intanto vediamo che l'Iran rientra paradossalmente in questo negoziato sulla pace in Ucraina, perché?
03:35Per due motivi almeno. Motivo numero uno è l'accordo sul diesel di cui ho già parlato,
03:42gli effetti della guerra in Iran e quindi la diminuzione delle forniture di petrolio e
03:52quindi di diesel hanno un impatto evidentemente globale e da questo punto di vista Trump cerca
04:00di ricorrere al mercato russo. Quindi c'è una prima saldatura tra le due guerre, ma poi c'è
04:05la saldatura. Perché nell'incontro con Witkoff sostanzialmente i russi hanno fatto sapere di
04:12essere, nel caso, disponibili a interporre i loro buoni uffici, a fare una mediazione,
04:20a facilitare i rapporti tra gli Stati Uniti e l'Iran. E questo è molto importante. Perché?
04:26Perché Mosca ha un rapporto privilegiato evidentemente con l'Iran e oggi per Trump il più grande problema
04:36è la continuazione della guerra in Iran, per il semplice motivo che questo ha un impatto sui prezzi
04:43globali delle materie prime, direi soprattutto del petrolio, ma anche di altre merci che devono essere
04:49trasportate via nave e ha un impatto anche sugli equilibri medio orientali. Perché i paesi del Golfo
04:56stanno comprendendo che avere delle basi americane non è sufficiente proprio perché queste basi possono
05:04essere colpite dagli iraniani. Quindi la Russia in un certo senso vuole essere considerata indispensabile
05:12perché questo facilita molto anche il rapporto con gli americani nella crisi ucraina. Però
05:19ci sono dei problemi. Innanzitutto noi sappiamo che ci sono state già delle tornate negoziali
05:26che poi non hanno portato a granché. In secondo luogo sappiamo anche che c'è una differenza
05:31di fondo che è stata confermata in questi giorni tra Zelensky e Putin. Mentre i russi accettano
05:42di negoziare ma continuando a combattere, gli ucraini propongono invece un negoziato che non si faccia
05:51sotto la pressione delle armi e cioè un negoziato che si fermi e che parta meglio nella situazione
06:01militare attuale che congeli il fronte quale è. Questo i russi non lo vogliono perché pensano e sperano
06:09di poter comunque fare dei passi in avanti militari e quindi conquistare quelle aree ancora non conquistate
06:18del Donbass entro l'inverno. E qui arriviamo al secondo punto. Non si tratta solo di amputazioni territoriali
06:27ma del fatto che quelle aree che i russi ancora non hanno conquistato sono una barriera e una linea
06:36di difesa molto forte da parte ucraina che se gli ucraini perdessero potrebbe implicare in futuro
06:48che un eventuale nuovo attacco russo sarebbe molto facilitato proprio perché verrebbe meno questa linea
06:56di protezione militare di fortezze che gli ucraini hanno nel Donetsk. Ma c'è un altro problema che più
07:10sono dolorose le amputazioni militari, le amputazioni territoriali meglio, più gli ucraini
07:17vogliono delle garanzie di sicurezza. È il solito problema delle garanzie di sicurezza. Chi le presterebbe?
07:26Come? Sarebbero effettivamente così blindate da garantire l'Ucraina e soprattutto sarebbero
07:33accettate dai russi che sappiamo non vogliono l'Ucraina nella Nato perché se l'Ucraina fosse
07:40nella Nato beh a quel punto scatterebbe l'articolo 5 sull'assistenza mutua da parte della Nato in caso
07:48di attacco contro uno dei propri membri. Quindi tutti questi aspetti restano evidentemente molto
07:56aperti. Quindi che cosa ci vuol dire questo? Questo ci dice che probabilmente questi nuovi negoziati
08:07salvo appunto vedere come eventualmente procederanno una volta che saranno iniziati
08:13che questi nuovi negoziati, dicevo, saranno probabilmente almeno all'inizio abbastanza
08:19cosmetici. Perché? Perché le posizioni delle parti sono assolutamente lontane e perché oggi per
08:27entrambi il costo politico di continuare a combattere è comunque inferiore al costo politico di trovare
08:39una pace secondo i termini proposti invece dall'avversario. In tutto questo c'è un altro aspetto che
08:46comunque è molto importante. E cioè gli americani hanno evidentemente una leva molto diversa rispetto ai russi
08:55e rispetto agli ucraini. Rispetto agli ucraini perché con le forniture di intelligence che permette agli ucraini
09:05sostanzialmente di difendersi, con le forniture di connessioni tramite Starlink che permettono agli ucraini
09:13di operare contro i droni russi, certamente gli americani hanno la capacità di influire, di indirizzare,
09:25direi persino di premere sugli ucraini molto più di quanto ne abbiano nei confronti dei russi.
09:31Quindi che cosa ci possiamo aspettare? Ci possiamo aspettare probabilmente una ripresa dei negoziati,
09:37una continuazione delle operazioni, forse delle tregue momentanee, ma ci possiamo aspettare che i veri
09:48negoziati, quelli veramente sulla sostanza, potranno probabilmente iniziare e svolgersi dopo la stagione
09:58invernale. Perché? Perché entrambi i contendenti vedono nella stagione invernale la possibilità di
10:07posizionarsi meglio al tavolo negoziale. I russi si riusciranno ad avanzare militarmente, anche contando
10:18su quella che oramai sembra accertata è una, tutto sommato, maggiore simpatia degli americani,
10:26del Presidente Trump, quantomeno nei loro confronti. E gli ucraini se riusciranno a dimostrare resilienza
10:35nel corso dell'inverno, resilienza che potrebbe posizionarli appunto meglio al tavolo negoziale.
10:44In tutto questo continuano gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. I russi, perché
10:59vogliono rendere l'inverno sempre più doloroso per gli ucraini, perché colpire queste infrastrutture
11:06significa non solo colpire l'elettricità, significa privare dell'acqua, significa cercare di fiaccare la
11:14resistenza della popolazione. Gli ucraini rispondono sulle infrastrutture energetiche di raffinazione
11:21russe, perché questo provoca evidentemente la possibilità di consentire ai russi di incassare
11:30di meno. Si calcola che circa il 50% di queste infrastrutture russe sia stata colpita. Ed è esattamente
11:39ciò che ha fatto irritare, per usare un understatement, irritare Trump, il quale vede in questi attacchi
11:49un colpo anche alla inflazione americana per via della limitazione evidentemente del diesel presente
11:57sui mercati energetici mondiali e soprattutto per la diminuzione delle forniture russe di diesel.
12:08Quindi la scommessa dei due contendenti è questa. Vedremo intanto quando i negoziati inizieranno.
12:18Un'ultima parola su un aspetto molto importante che è passato forse abbastanza in sordina,
12:25e cioè l'intervento del Papa, le due telefonate ai due leader, quindi a Putin e a Zelensky,
12:35soprattutto a Putin, per cercare di risolvere la questione umanitaria in una città dell'Ucraina
12:42che è sostanzialmente tagliata fuori dai rifornimenti addirittura di cibo, in cui ci sono molti bambini,
12:51in cui c'è una situazione sanitaria ed umanitaria catastrofica. Questo perché? Perché in ogni negoziato
13:00ovviamente bisogna affrontare dei temi che sono controversi, ma si inizia sempre dall'aspetto umanitario,
13:06perché l'aspetto umanitario in fondo è l'aspetto non controverso, comunque meno controverso degli altri,
13:13che crea in ogni caso opportunità di collaborazione su alcune specifiche questioni,
13:21per esempio consentire l'arrivo di Vettovaglie a questa città, oppure consente intanto di pian piano
13:31trovare una abitudine al dialogo, benché sia evidentemente un dialogo tra nemici.
13:38Per cui questa azione del Papa è stata molto importante e vedremo quali frutti eventualmente porterà,
13:45perché l'aspetto umanitario, non dimentichiamocelo, è comunque l'aspetto più catastrofico delle guerre,
13:52dell'aspetto da cui si inizia normalmente un negoziato. Grazie.
14:03Grazie all'ambasciatore Segui per il suo contributo sempre molto approfondito e molto lucido.
14:11E adesso un altro contributo di un altro grande ambasciatore, l'ambasciatore Giampiero Massolo,
14:17con la sua rubrica che realizza per noi, per il Diplomacy Magazine, che si chiama appunto la rubrica Realpolitik. Vediamo.
14:30Trump tifa per Putin? Ma in effetti i fatti recenti potrebbero farcelo pensare,
14:37visto che ha tolto le sanzioni sulle esportazioni del gasolio della Russia,
14:45visto che sta sospendendo le sanzioni dalla cosiddetta legge Graham,
14:50che imponeva a sua volta, gli dava la facoltà di imporre sanzioni a paesi che commerciassero in prodotti energetici con
14:58la Russia.
14:59E poi ha detto più volte che Zelensky se ne deve andare, che è lui che ostacola la pace,
15:07che non si riesce a raggiungere un compromesso.
15:10Ma oggettivamente tutto questo riflette anche la logica di Trump.
15:14Intanto lui ha l'esigenza di far finire una guerra che aveva detto che sarebbe finita in 24 ore,
15:21mentre invece sta continuando malgrado tutto.
15:23In secondo luogo la sua logica è sempre stata quella di non affandare i colpi con le altre superpotenze,
15:32la Cina e appunto la Russia.
15:34In terzo luogo la sua impostazione è tutta centrata sul fatto che i conflitti locali
15:42devono essere conflitti locali e non devono portare a dei collegamenti con la dimensione globale
15:48dove appunto sono le superpotenze a vedersela tra di loro.
15:53D'altra parte non può neanche completamente perdere per strada e per di più a così poco tempo dal midtermo,
16:02ma anche oltre non può del tutto perdere per strada gli alleati europei
16:07che come sappiamo fanno della difesa europea la difesa della nostra, della loro stessa sicurezza,
16:14perché un'Europa instabile o lasciata in pasto a Putin e dunque soggetto potenziale di ulteriori espansioni aggressive
16:23lo metterebbe in condizione di lasciarsi dietro in stabilità proprio mentre lui vuole volgersi
16:30verso lo scacchiere dell'Indo-Pacifico, lo scacchiere Indo-Pacifico e dunque non ha bisogno di stabilità
16:39né in Medio Oriente dove ce n'è troppa e né in Europa dove rischia di essercene altrettanta.
16:46E questa è la ragione per la quale continua una mediazione.
16:50Questa mediazione è impersonificata dal duo dei suoi inviati, Witkoff e Kushner.
16:58Witkoff è stato a Oslo a parlare con Zelensky e sta a Mosca per parlare con Putin.
17:04Le ipotesi sono sempre quelle, il nodo è sempre quello.
17:09Questa Ucraina deve essere in Occidente e armata o deve essere neutrale, monca dei suoi territori e disarmata.
17:19È chiaro che Putin che non riesce a conquistare tutto quello che vorrebbe sul terreno non può volere entrambe le
17:26cose
17:26e quindi non può volere un'Ucraina monca e un'Ucraina disarmata.
17:31Se monca sarà, ha bisogno di essere garantita e le garanzie non possono che essere americane ed europee.
17:41Questo è nel nostro interesse perché un'Ucraina neutralizzata significherebbe meno sicurezza per l'Europa.
17:48Ed è su questo che si svolge il negoziato. Le ipotesi di compromesso ruotano intorno a questo.
17:56Un'Ucraina con meno territorio, con che forma di garanzia e con che tipo di risarcimento economico. Vedremo.
18:08Grazie anche all'ambasciatore Massolo.
18:10Ora un'altra firma che oramai è stabile nel nostro racconto della geopolitica, ovvero Daniele Ruvinetti,
18:18senior advisor della Fondazione Medoro, opinionista televisivo, esperto di geopolitica.
18:25Con lui abbiamo affrontato in un lunghissimo editoriale il tema delle imminente elezioni in Israele.
18:31Importantissimo per gli equilibri del Medio Oriente e per altre questioni che riguardano la geopolitica mondiale.
18:37Sentiamo.
18:41Ci ritroviamo anche per questa puntata.
18:45Oggi vi parlerò di quello che potrebbe accaire in Israele.
18:50Perché ricordiamo che il 27 ottobre, e quindi tra pochi giorni si vota in Israele,
18:55saranno delle elezioni molto importanti, visto le crisi.
19:01E la situazione che sta vivendo appunto il Medio Oriente, quello che è successo in Iran,
19:06gli attacchi in Iran sia israeliani che americani,
19:11ovviamente quello che è successo a Gaza dopo il 7 ottobre con Hamas.
19:16Quindi Israele sta vivendo un momento, probabilmente il momento più difficile della sua storia.
19:22E queste elezioni ovviamente prendono un significato politico molto importante.
19:30C'è l'attuale primo ministro che cerca, Netanyahu, Benjamin Netanyahu, che cerca di essere diretto.
19:41Ovviamente avendo appunto una serie anche di preoccupazioni personali, perché ricordiamo che aveva delle vicende anche giudiziarie in corso,
19:50che ovviamente da dopo il 7 ottobre in qualche modo si sono un po' fermate, ma che comunque insomma rimangono
19:57lì.
19:58E dall'altra parte, insieme a Netanyahu, nel blocco cosiddetto che appoggia Netanyahu,
20:05troviamo anche la parte più di destra, più messianica, di Benkvir e di Smotrich.
20:15E stando ai sondaggi, questo blocco di fatto è un blocco che potrebbe in qualche modo arrivare tra primo e
20:25secondo,
20:25perché ricordiamo che un altro candidato che ha creato un partito che viene dato comunque in forte ascesa
20:33è l'ex capo di Stato Maggiore della Difesa israeliano, Eisenkot, proprio di Netanyahu,
20:40che ha fondato questo partito e che anche lui negli ultimi sondaggi in qualche modo si potrebbe essere
20:51o addirittura superare, qualcuno dice, il partito di Netanyahu.
20:59O comunque stare molto vicino anche lui intorno al partito di Netanyahu, che è lo storico Likud.
21:10Chiaramente ci sono poi ovviamente anche altri partiti opposizione, ricordiamo Bennett e Lapid,
21:18che anche se hanno delle divergenze su alcuni punti, Bennett è un po' più di destra,
21:26Lapid è un po' più aperto su alcune situazioni, hanno però fatto un fronte comune,
21:30e poi ci sono invece i partiti arabi, anche lì divisi in un blocco unico.
21:38Ricordiamo che per avere la maggioranza e per governare bisogna avere al Parlamento israeliano
21:42raggiungere i 61 parlamentari, oggi dai sondaggi nessuno di questi blocchi raggiunge questa cifra
21:54e quindi è capace che si potrebbe avere una situazione di non chiarezza di governo.
22:02E quindi che cosa potrebbe accadere? Potrebbe accadere che nessuno, come dicevo,
22:07ha la maggioranza e quindi si apre un fronte per capire se si riesce a fare una coalizione.
22:16Ovviamente è una coalizione che va bene, deve trovare dei punti programmatici.
22:23Dal mio punto di vista io credo che la postura prescinde da chi vincerà,
22:28appunto vediamo se qualcuno vincerà, come vincerà, con quale coalizione,
22:32e su alcuni punti, ad esempio sulla sicurezza di Israele,
22:36c'è una convergenza molto forte di tanti partiti che si presentano.
22:44Del pericolo dell'Iran è un altro punto che lega molto i partiti che si sono presentati alle elezioni.
22:55Il tema anche di Hamas, ovviamente anche questo è un punto che tiene unito parecchi partiti.
23:02Quindi il tema, ad esempio, già dello Stato palestinese, che anche lì, insomma, ci sono invece lì delle divergenze, no?
23:09C'è chi, ad esempio, la PID ha un po' aperto e chi invece è completamente contrario.
23:15Quindi su, mi aspetto che a prescina da chi vince l'impostazione sulla sicurezza rimanga più o meno la stessa.
23:22Probabilmente poi sono i modi con cui anche esercitare magari chi è più interventista dal punto di vista militare,
23:31invece chi tra questi personaggi spinge più per l'utilizzo della diplomazia.
23:40Saranno sicuramente, appunto, come dicevo, delle elezioni molto importanti,
23:45che poi precedono quelle delle mitterme americane, ricordiamolo, a novembre
23:51e segneranno, appunto, anche un punto di svolta per capire come andrà a finire il tema anche del conflitto con
23:57l'Iran,
23:58che è per ora congelato ma non è risolto.
24:03Notizia di oggi del Financial Times che sembra, appunto, che rivela un'indiscrezione per cui gli israeliani stavano preparando
24:13intorno al 10 ottobre una nuova ondata di attacchi sull'Iran e sembra che gli americani la Casa Bianca li
24:19abbia fermati.
24:20Ma sempre queste indiscrezioni dicono che invece dopo le mitterme ci potrebbe essere una ripresa, diciamo, della guerra.
24:28Ovviamente questo dipenderà anche, appunto, da chi e se ci sarà un nuovo governo, perché potrebbe anche esserci lo scenario
24:35che nessuno vince,
24:36si rindicano nuove elezioni, è successo già in Israele e quindi rimane in carica l'attuale primo ministro Netanyahu.
24:44Questo impatterà molto anche sui paesi arabi, ovviamente.
24:51Ricordiamo gli accordi di Abramo, che sono stati, diciamo, hanno regolarizzato già con alcuni paesi del Golfo
24:58le relazioni, l'Arabia Saudita che sta vivendo un momento complicato per colpa degli UTI che li stanno attaccando,
25:08gli UTI ricordiamo che sono questa formazione iemenita, movimento iemenita che controlla un pezzo dello Yemen
25:17con la capitale Sana'a sponsorizzati dall'Iran e stanno mettendo in grande difficoltà con degli attacchi,
25:24appunto, droni e missilistici anche all'aeroporto di Riyadh.
25:27E quindi l'Arabia Saudita anche sta vivendo un momento complesso.
25:31Si era cercato di fare un lavoro, specialmente gli Stati Uniti, di riavvicinamento con Israele
25:37e questo è stato, purtroppo, ahimè, appunto, poi interrotto dal 7 ottobre, dal terribile evento del 7 ottobre.
25:46Rimane ancora tutto da risolvere il tema di Gaza e anche lì è un tema enorme,
25:53è un tema difficile che per ora è rimasto appunto congelato e non si capisce come evolverà.
26:00E poi potrebbe anche porsi un nuovo tema che è quello della Turchia.
26:05La Turchia potrebbe essere, diciamo, il prossimo paese arabo, almeno con la guida di Erdogan,
26:12cioè di fratelli musulmani, ad entrare in frizione con Israele.
26:17E quindi ecco perché queste elezioni assumono, secondo me, un valore molto importante.
26:27La vincita di, non del blocco di Netanyahu, come dicevo, con la presenza di Benkvira e di Smodrig,
26:35che sono due, diciamo, dell'ultra destra, molto duri, molto interventisti,
26:42la vittoria magari di un altro blocco potrebbe creare le condizioni,
26:46probabilmente anche per un alleggerimento, diciamo, di alcune posizioni più dure
26:51e magari cercare di trovare una soluzione diplomatica, se fosse possibile, anche se non è facile.
26:59Mentre o uno stallo o, appunto, una riconferma di Netanyahu
27:04probabilmente creerebbe, diciamo, una continuità, una politica di continuità rispetto a quello che avviene ora.
27:11Chiaramente Trump, penso, se mi ricordo male, proprio ieri si è rispeso anche per Netanyahu,
27:17in vista delle elezioni, ovviamente tra i due c'è un rapporto, diciamo, molto forte.
27:22Netanyahu è entrato di fatto in guerra con l'Iran proprio per appoggiare, appunto, Israele,
27:30oltre che dal loro punto di vista per impedire che Israele si dodi dell'arma nucleare
27:36e questo ha provocato, ovviamente, tutta una serie di scosse anche economiche,
27:43come con la chiusura di Ormuz, che ha provocato, a stavolta, ne abbiamo parlato pure tante volte qui,
27:49anche degli effetti, diciamo, economici sul prezzo del petrolio, sul gas, sui fertilizzanti.
27:56Questo per farvi capire poi, appunto, quanto poi Israele sia fondamentale in questo momento
28:03e quindi le elezioni non solo, e ovviamente, principalmente sul quadrante, diciamo, medio orientale,
28:10ma poi in realtà anche su tutto il mondo, in particolare anche per noi europei,
28:16perché, ripeto, le loro mosse stanno, ovviamente, influenzando anche i commerci
28:21e il prezzo di alcune materie che noi utilizziamo quotidianamente, insomma.
28:31Quindi ci rivedremo e capiremo com'è andata a finire sicuramente dopo il 27 ottobre
28:37e sperando di, appunto, di aver dato un quadro e, appunto, vi ringrazio e buona serata.
28:51Grazie anche a Daniele Ruvinetti, Senior Advisor della Fondazione Medoro,
28:57opinionista televisivo, esperto di geopolitica, molto interessante anche questo contributo.
29:02Oggi abbiamo fatto una narrazione, diciamo, un po' diversa dal solito,
29:06ma sempre puntuale con i contenuti del loro posto
29:10per dirvi esattamente che cosa sta succedendo nel mondo.
29:14Grazie per essere stati con noi
29:16e Diplomacy Magazine vi dà appuntamento fra 14 giorni.
29:20Intanto grazie per essere stati con noi. Arrivederci.