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00:00Nel 1992 producevamo sì e no il 30% del PIR mondiale, oggi ne produciamo il 15%.
00:06L'Italia si indebiterà con questo Fondo Safe.
00:10E qual è la minaccia più grande che incombe nella nostra società?
00:14Quella solo presunta russa o quella che invece è già reale?
00:18Fare il ritorno ad una politica monetaria che ci è stata negata, no?
00:21Fare cose concrete invece di riamanere imbrigliati
00:24in una ideologia puramente dogmatica del Green Deal e dell'ambientalismo che non serve a niente.
00:31Queste sono cinque affermazioni fatte da Roberto Vannacci
00:35durante un'intervista ad Adolfo Valente di Classi MC al Forum Ambrosetti di Cernobbio,
00:40il convegno internazionale durante il quale ogni anno si riscute e si analizza
00:44il presente e il futuro economico dell'Europa.
00:47Oggi prenderemo queste cinque tesi del leader di Futuro Nazionale
00:50e le metteremo sotto la lente di ingrandimento
00:52per capire quanto c'è di vero e quanto invece sia una narrazione
00:56volutamente fuorviante o incompleta.
00:58Cominciamo!
01:04A Gaza Israele sta commettendo un genocidio.
01:11We will give the British people a referendum
01:17We will make America great again!
01:35Ciao, io sono Pasquale Ancona e questo è Interessi, il format di Milano Finanza
01:40in cui analizziamo gli interessi economici e finanziari dietro le grandi storie dal mondo.
01:49Partiamo dalla metrica che Vannacci usa per certificare il presunto fallimento
01:54dell'integrazione europea, il calo della quota di PIL mondiale prodotta dal nostro continente.
01:59Lei dice che noi non vogliamo uscire dall'Europa ma in qualche modo vogliamo un'Europa diversa.
02:04Allora qual è il tema?
02:05Nel 1992 producevamo sì e no il 30% del PIL mondiale, oggi ne produciamo il 15%.
02:12Quel passaggio dal 30 al 15% è un numero che ad un primo ascolto impressiona.
02:19È la pietra angolare del suo attacco al Trattato di Maastricht del 92
02:23ma è il classico esempio di verità parziale usata per sostenere una tesi anti-europeista.
02:29Vannacci dimentica di contestualizzare un fatto macroeconomico fondamentale.
02:34Negli ultimi 30 anni la mappa economica globale è stata del tutto riscritta.
02:39Nel 1992 l'Occidente, inteso come Stati Uniti, Europa e Giappone, controllava quasi il 70% della ricchezza mondiale.
02:47Ma quello era un mondo piccolo.
02:50Oggi quella quota globale è scesa sotto il 45%.
02:54La prova che la colpa non sia di Maastricht sta proprio dove le regole di Bruxelles non sono mai arrivate,
02:59il Giappone appunto.
03:01Nel 92 Tokyo pesava per il 15% dell'economia mondiale.
03:04Oggi vale appena il 4%.
03:06Se la causa del declino fosse l'integrazione europea, come si spiegherebbe il crollo del Giappone?
03:12La spiegazione è semplice, non è così.
03:14Trent'anni fa la Cina era un attore marginale da circa il 2% del PIB globale.
03:19Oggi è una superpotenza da oltre il 18% che ha sorpassato l'intera eurozona.
03:24L'India e il sud-est asiatico hanno triplicato il loro peso.
03:28Nel 92 il PIB dell'India era di 288 miliardi di dollari.
03:32Oggi sfiora i 4 trilioni.
03:33Il declino relativo di cui parlava Nacci non è un falimento di Bruxelles.
03:38È il risultato inevitabile dell'ingresso di 3 miliardi di persone in Asia nel mercato globale.
03:44Raccontare questo dato senza citare la crescita di Pechino e di Nuova Delhi
03:48è come lamentarsi che la propria fetta di torta sia diventata più piccola
03:52non perché qualcuno ce l'ha rubata,
03:54ma perché a tavola si sono seduti tre commensali che prima semplicemente non stavano mangiando.
04:04Adesso i fondi per aumentare la difesa.
04:07L'Italia approfitterà di almeno 8,9 miliardi con il programma SAFE per il debito comune.
04:13Lei è contrario sia a un esercito comune che ai fondi europei in questo senso
04:17che a un debito comune in generale.
04:21L'Italia si indebiterà con questo fondo SAFE perché, ripeto, l'Europa non regala niente a nessuno.
04:28Anche i fondi, anche le risorse a fondo perduto del PNRR verranno restituite dall'Italia
04:34in base al 13% di contribuzione all'Unione Europea.
04:39E questi fondi del PNRR, scusi, questi fondi del SAFE, questi 8 miliardi,
04:44noi li restituiremo a partire dal 2036 e si andranno a sommare a circa gli 8 miliardi all'anno
04:52che noi dovremmo restituire per le risorse del PNRR.
04:57Passiamo al secondo punto.
04:58I fondi europei, la difesa comune e il PNRR.
05:02Vanna ci sostiene che strumenti come il programma SAFE o il Next Generation EU
05:06siano solo trappole di debito che schiacceranno i nostri bilanci.
05:11Qui occorre fare chiarezza su due piani distinti.
05:14La tecnica della spesa militare e il ritorno dell'investimento.
05:18Sul programma SAFE sulla difesa comune, la critica di Vanna ci ignora un principio economico di base,
05:24la frammentazione della spesa.
05:26Oggi i paesi europei spendono complessivamente cifre enormi per la difesa,
05:31ma lo fanno in modo inefficiente duplicando il sistema d'arma, le catene logistiche e i centri di ricerca.
05:37Pensiamo ai diversi modelli di carri armati o caccia operativi in Europa rispetto agli Stati Uniti.
05:42Creare strumenti di debito e di acquisto comune come il SAFE serve proprio a generare economie di scala.
05:49Permette agli Stati membri, Italia compresa, di ottimizzare la spesa industriale
05:53e ottenere capacità difensiva che da soli non potremmo mai permetterci.
05:58E per quanto riguarda il PNRR è vero, come ricorda il generale,
06:02che le sovvenzioni europee non sono dei regali,
06:04poiché l'Italia contribuisce al bilancio UE per circa il 13%,
06:08ma definirlo un semplice fardello da restituire a partire dal 2028
06:13significa fare un racconto a metà.
06:16Il Ministero dell'Economia e l'Ufficio Parlamentare di Bilancio
06:19indicano che gli investimenti del PNRR garantiscono un impatto diretto sul PIL
06:25tra l'1,5% e l'1,8% rispetto a uno scenario senza.
06:31Tradotto, senza la spinta del PNRR, che da sola vale lo 0,5-0,6% di crescita annuo,
06:36l'Italia si troverebbe in una condizione di stagnazione o crescita zero.
06:40E trattare questi fondi unicamente come debito,
06:43ignorando la leva di crescita su PIL, riforme e digitalizzazione,
06:46significa offrire una visione parziale pensata per generare ansia
06:51invece che per valutare la sostenibilità finanziaria.
06:57Ci fanno temere di avere un paese ostile vicino, che è la Russia.
07:02E questa è come la intende?
07:03Questa è tutta da provare e non è giustificata.
07:07Vorrei chiedere qual è la minaccia più grande che incombe nella nostra società?
07:11Quella solo presunta russa o quella che invece è già reale?
07:15Noi abbiamo un altro grandissimo problema, la denatalità.
07:18Noi abbiamo un tasso di fertilità all'1,14.
07:21Allora, per chi lo creiamo questo futuro?
07:23Il terzo tema toccato nell'intervista riguarda la denatalità e la gestione dei flussi migratori.
07:29Il dato citato da Vannacci, il tasso di fertilità italiano,
07:32fermo all'1,14%, è strettamente corretto.
07:36È il minimo storico registrato dall'Istat.
07:38Tuttavia, la conclusione politica che ne trae genera un paradossologico irrisolto.
07:43Vannacci usa il calo delle nascite per sostenere la chiusura dei confini e la sua remigrazione.
07:48Ma le proiezioni demografiche dell'Istat mostrano che entro il 2050 l'Italia perderà quasi 7 milioni di persone in
07:56età lavorativa.
07:57Senza l'integrazione dei flussi migratori regolari e qualificati,
08:00il sistema economico e sociale del paese rischia il collasso.
08:04Molto semplicemente non ci sono abbastanza lavoratori attivi per pagare le pensioni e finanziare la sanità pubblica.
08:11I dati dell'osservatorio CP dell'Università Cattolica confermano che gli stranieri residenti in Italia
08:17restituiscono ogni anno allo Stato circa 39 miliardi di euro tra tasse e contributi previdenziali
08:24a fronte di una spesa pubblica per servizi a loro destinata di circa 35 miliardi.
08:30A questo si aggiungono i 3 milioni di giovani di seconda generazione tra il 0 e i 35 anni censiti
08:35dalla fondazione ISBU.
08:36In un paese impoverito dal pensionamento dei baby boomer,
08:40questa platea rappresenta la spina dorsale della contribuzione fiscale dei prossimi 30 anni.
08:46E spingere queste forze fuori dal sistema produttivo o ostacolarne l'integrazione
08:52significa accelerare l'insostenibilità del nostro sistema pensionistico.
09:00Mannacci, nel suo programma c'è anche una moneta fiscale da utilizzare come credito.
09:06È un'avventura importante e complicata.
09:09E soprattutto, a che serve se c'è l'euro?
09:12Diciamo che serve anche a rendere più flessibili, a fare il ritorno ad una politica monetaria che ci è stata
09:18negata.
09:18Un po' quello che è stato fatto con i crediti cedibili del piano del 110% del superbonus.
09:29Quindi non sono il primo ad averla pensata.
09:31Siamo al quarto punto.
09:32La proposta di introdurre una moneta fiscale parallela,
09:36prendendo a modello il meccanismo dei crediti di imposta cedibili del superbonus.
09:41Questa idea si scontra direttamente con le regole di contabilità pubblica europee.
09:47La possibilità di usare i crediti di imposta come moneta di scambio è stata bocciata sia dalla BCE che dall
09:53'Eurostat.
09:54Nel febbraio del 2023 è stata chiarita la classificazione contabile dei crediti cedibili,
10:00secondo le regole SEC del 2010.
10:02Quando un credito di imposta è liberamente trasferibile ed ha un'elevata probabilità di essere utilizzato,
10:08viene definito credito pagabile, payable tax credit.
10:12Questo significa che il suo intero ammontare deve essere registrato immediatamente e come debito e deficit nell'anno in cui
10:20viene concesso,
10:21anziché essere diluito negli anni successivi.
10:24L'esperienza del superbonus ha dimostrato che questi meccanismi non creano ricchezza dal nulla,
10:31ma appesantiscano istantaneamente i saldi di bilancio, aumentando la pressione sui tassi di interessi e sullo spread.
10:38Promettere flat tax e strumenti monetari alternativi senza indicare le relative coperture finanziarie
10:44in un paese da oltre 2.900 miliardi di liebito pubblico non è un'opzione percorribile per i mercati finanziari.
10:52E rifugiarsi nell'affermazione io non sono un ragioniere significa ignorare che i vincoli di bilancio rispondono a precise regole
11:00matematiche.
11:05Allora, vannacci, se domani fosse presidente del Consiglio è la prima cosa che faremmo.
11:09Se riuscissimo a abbassare il prezzo dell'energia, ne gioverebbero le imprese, ne gioverebbe l'industria,
11:13ne gioverebbero i cittadini, ne gioverebbe il rilancio economico del paese.
11:17E ritornerebbero a fare cose concrete invece di riammenere imbrigliati in una ideologia puramente dogmatica del Green Deal e dell
11:26'ambientalismo che non serve a niente.
11:28Infine, la quinta affermazione, abolire il Green Deal europeo per abbattere i costi dell'energia per famiglie e imprese.
11:34Anche qui ci troviamo di fronte a una semplificazione.
11:38Il prezzo dell'elettricità in Italia non è strutturalmente alto a causa delle pale eoliche o dei pannelli solari,
11:45ma per la nostra storica dipendenza dal gas naturale.
11:48È vero che le politiche ambientali europee incidono sul costo finale.
11:52Il sistema EU-ETS impone un prezzo alle quote di CO2 emesse dalle centrali a combustione fossile,
12:01rincarando la produzione da gas.
12:03Tuttavia, la vera anomalia italiana risiede nel meccanismo del prezzo marginale.
12:08In Italia, oltre il 50% dell'elettricità viene ancora prodotto bruciando gas nelle centrali a turbogas,
12:16contro il meno 10% della Francia e circa il 20% della Germania.
12:21Poiché nel nostro mercato elettrico l'ultimo impianto chiamato a coprire il fabbisogno giornaliero
12:26è quasi sempre una centrale a gas,
12:28il prezzo fissato del gas determina il valore di tutta l'energia venduta quel giorno,
12:33anche di quella prodotta a costo zero da sole e vento.
12:36Cancellare le normative sulle rinnovabili non risolve il nodo del prezzo marginale,
12:41ma prolunga la dipendenza dalle importazioni di gas e dai picchi del prezzo del TTF di Amsterdam,
12:47legati alle crisi geopolitiche.
12:50Analogamente, l'idea di riaprire le forniture russe ignora che l'Italia ha ridotto la sua dipendenza
12:55dal gas di Mosca dal 40% del 2021 a meno del 10% di oggi,
13:00evitando di esporre la propria politica industriale a dei ricatti strategici.
13:08Arrivati a questo punto, emerge con chiarezza la struttura della comunicazione di Mannacci.
13:13Il leader di futuro nazionale utilizza tecniche consolidate di narrazione e propaganda politica.
13:19Il cherry picking, ovvero isola un elemento reale come il calo delle nascite o il peso relativo del PIL,
13:25staccandolo dal contesto macroeconomico globale per avvalorare la propria tesi.
13:29Il reframing identitario, ovviamente, quando l'analisi tecnica e contabile smentisce le sue proposte economiche,
13:35sposta il piano del confronto dai numeri ai valori emotivi, come la difesa della patria oppure l'identità.
13:41E infine la polarizzazione, ovvero trasforma dossier finanziari complessi in una costante contrapposizione ideologica.
13:47Costruire storie d'impatto serve a raccogliere consenso nei talk show e nelle piazze,
13:52ma la gestione dei conti pubblici, il rating del debito e la sostenibilità industriale
13:57rispondono a rigore dei dati e delle coperture finanziarie.
14:00E l'Italia non può permettersi di scambiare la realtà economica con una narrazione politica.
14:06E voi cosa ne pensate?
14:07Le proposte di Vannacci rappresentano una scossa necessaria o una strada rischiosa per i conti del paese?
14:14Scriveteci nei commenti.