00:04Parlo dello studio Volga, uno studio che è stato presentato all'ESMO, uno studio che riguardava
00:09una popolazione di pazienti con tumore della vescica che noi medici non riteniamo candidabile
00:14ai trattamenti con la chemioterapia tradizionale. Quali sono questi pazienti? Di solito sono pazienti
00:19anziani, pazienti che hanno una funzionalità renale non adeguata, per i quali l'oncologo non
00:25li candida alla chemioterapia fanno direttamente l'intervento chirurgico. Che cosa ci ha detto
00:30questo studio? Questo studio ci ha detto che trattando questi pazienti con una immunoterapia
00:35Durvalumar e un farmaco biologico che si chiama Infortuna Vedotin prima dell'intervento e solo
00:40immunoterapia successivamente all'intervento, la probabilità di guarire di questi pazienti
00:45aumentava in maniera significativa. Parliamo di una riduzione della possibilità di recidiva
00:51di circa il 50% e della morte di circa il 40%. Quindi uno studio che va a impattare
00:57tantissimo sulla pratica clinica perché ci permetterà di offrire a questo setting di
01:01pazienti un pochettino più sfortunato per le condizioni generali perché sono pazienti
01:05fragili una strategia terapeutica molto performante. Ora io credo che questo studio ci dia qualche
01:12altro spunto perché ci fa vedere ancora una volta quello che sta succedendo nel tumore della
01:18vescica e cioè che abbiamo trattamenti molto efficaci, trattamenti che sono in grado di ridurre
01:24la malattia, di far sparire la malattia in un'alta percentuale di casi e che ci fanno anche sognare
01:29che nel prossimo futuro non solo potremo dare a questi pazienti migliori probabilità di guarire ma
01:35potremo anche garantire dei percorsi diversi, magari fra qualche anno ci racconteremo addirittura
01:40senza la chirurgia. Ora sappiamo che il tumore della vescica tra l'altro è un tumore che è in
01:46incremento nella mia area nel Salento rappresenta il quinto o sesto tumore per incidenza, è un
01:52tumore che dipende molto dallo stile di vita, ne parlavamo prima anche con la prof Berardi, il fumo
01:58la fa da padrone ma anche l'esposizione ambientale e professionale a molte sostanze per cui la
02:05sensibilizzazione dei medici di base ma anche dei nostri cittadini è fondamentale. Fondamentale è che
02:12quando vediamo del sangue nella pipì, la cosiddetta immaturia che noi medici chiamiamo
02:16immaturia, non aspettiamo troppo tempo, non aspettiamo troppe recidive prima di andare dal
02:23nostro medico, è assolutamente un campanello d'allarme che va assolutamente indagato. Al di là
02:30diciamo del discorso che è in parte più politico e che ha a che fare con la politica sanitaria, cioè
02:36quella della prevenzione, non esiste un vero screening per questo tumore ma l'unica cosa che
02:42possiamo fare è sensibilizzare medicina del territorio e cittadini. È chiaro che oggi ci
02:48portiamo a casa questa bella notizia perché sappiamo con questo studio che anche se dovessimo
02:53avere una diagnosi tumore della vescica in una persona di 75-80 anni fragile, oggi non abbiamo
02:59più solo il chirurgo come opzione ma abbiamo un'opzione di trattamento perioperatorio che a
03:04questi pazienti dà un'ottima chance di guarire da questa malattia.