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Trascrizione
00:00C'è un numero che è tornato a fare paura ai mercati, è un numero piccolo, solo un 5
00:04seguito dal simbolo della percentuale 5%, più o meno quanto rende oggi un grande titolo
00:09di Stato a lunga scadenza.
00:11Il Tresione americano ha superato il 5% e il BTP italiano si è spinto verso il 4,7%.
00:17Vista così verrebbe quasi da chiedersi ma dove sarebbe il problema?
00:20Perché ha dei soldi da investire, il 5% non sembra affatto una minaccia, anzi a dirla
00:25tutta sembra un regalo.
00:36Se compro oggi un'obbligazione, la porto fino alla scadenza, posso bloccare un rendimento
00:41che per anni gli investitori si sono solo sognati.
00:45Allora cominciamo proprio da qui, da quel 5%, perché se io lo incasso da qualche parte qualcuno
00:52lo paga e lo fa al termine di un lungo viaggio.
00:55Quel 5% infatti può partire dal vostro contotitoli e finire dopo diversi passaggi nel vostro mutuo,
01:02nella borsa, nelle decisioni di un'azienda e persino nel vostro posto di lavoro.
01:07Io sono Adolfo Valente, giornalista di classe CNBC e ora proviamo a seguire quei soldi di
01:13tasca in tasca, cominciando dalle vostre.
01:18Immaginiamo di avere 1000 euro, decidiamo di comprare un titolo di Stato che offre un
01:22rendimento a scadenza.
01:24Se tutto procede regolarmente e teniamo il titolo fino alla fine abbiamo bloccato quella
01:29rendita.
01:29Se i rendimenti dovessero salire ancora, il valore del titolo scenderà, ma questo a
01:34noi non importa perché non dobbiamo venderlo, ma tenerlo solo fino a quando incasseremo quanto
01:40ci è dovuto.
01:41Stiamo semplificando ovviamente, ci sarebbero da considerare rischio emittente, infrazione,
01:46fiscalità, ma il punto resta.
01:49Dopo anni nei quali il denaro rendeva pochissimo, il risparmiatore è tornato a essere pagato
01:54e profumatamente per prestarlo.
01:56Ottima notizia, almeno per lui, perché adesso dobbiamo girare il tavolo e cominciare
02:02a chiederci se qualcuno porta l'incasso l'assegno del 5%, chi firma quell'assegno?
02:10La risposta nel caso di un BTP è semplice, lo Stato, ed ecco la prima trasformazione del
02:15nostro 5%, quello che per noi era un rendimento, per il tesoro diventa un costo.
02:21E la stessa moneta vista dalle due facce, il debito pubblico è un enorme condominio
02:25di titoli emessi in anni diversi, a tassi diversi e con scadenze diverse, ma ogni anno
02:30una parte di quel debito arriva a scadenza e dovrà essere rifinanziata.
02:34Quando il costo del denaro sale, aumenta anche quello per rinnovare i propri debiti.
02:39Su 100 miliardi la differenza fra 2 e 4% significa ben 2 miliardi.
02:45Su 3.000 miliardi l'attuale debito nazionale, o 40.000, quello americano, la cifra comincia
02:51a diventare enorme. Il debito non è aumentato, anzi magari l'abbiamo contenuto, ma è aumentato
02:57il suo affitto. Ed è qui che il nostro 5% comincia a diventare interessante anche per
03:01chi non possiede neppure un BTP, perché i soldi che uno Stato spende per gli interessi
03:06non serviranno per ridurre le tasse, finanziare investimenti, sanità, scuola, pensioni o nuove
03:11misure. Il 5% insomma è uscito dal nostro contotitoli ed è entrato nel bilancio dello Stato,
03:17ma il viaggio è appena cominciato.
03:23Immaginiamo adesso di essere un imprenditore, vogliamo costruire un nuovo stabilimento, comprare
03:28nuovi macchinari, aprire 10 negozi, ci servono 100 milioni. Andiamo sul mercato a cercarli
03:34e troviamo un possibile investitore che ci fa una domanda piuttosto scomoda. Perché
03:39dovrei prestare i miei soldi a te se posso comprare un titolo di Stato e ottenere un rendimento
03:44maggiore? La domanda è legittima e qui il treasury o il BTP diventano qualcosa di più
03:49di un'obbligazione, diventano il concorrente invisibili di qualsiasi azienda che abbia bisogno
03:55di capitale. Anche perché in genere prestando denaro allo Stato con un rischio minore rispetto
04:01a farlo a un'impresa. Quindi vorrò essere compensato con un rendimento maggiore. Ed ecco
04:07la seconda metamorfosi. Il 5% del nostro risparmiatore è diventato prima costo per lo Stato e poi
04:13l'asticella che un'impresa deve superare per convincere qualcuno a finanziarla.
04:19A questo punto un investimento che ieri aveva senso, oggi potrebbe non averlo più. Il costo
04:25per aprire una nuova fabbrica, una catena di negozi, un nuovo progetto industriale potrebbe
04:29non essere più giustificato dai ricavi. L'economia si ferma e così l'occupazione.
04:35Chi poteva trovare lavoro nelle nuove iniziative resta a casa ed eccoci arrivati a qualcosa che
04:40apparentemente non ha nulla a che fare con i lupi di Wall Street che investono in titoli
04:44di Stato. Il lavoro, quello dei nostri figli, compagni, compagni, nipoti, a fronte di rendimenti
04:51così alti, l'occupazione soffre e le opportunità di impiego si restringono.
04:55In economia è una dinamica codificata che si chiama Doom Loop. Noi potremmo tradurla
05:00con spirale negativa. È l'ennesimo punto di arrivo che non ci aspettavamo, ma non è ancora
05:06il capolinea. Perché il viaggio del 5% continuo e tra poco passa proprio dal vostro salotto.
05:12Ma prima di rispondere al citofono prendiamoci la pausa. Ci vediamo nella seconda puntata.
05:17Io sono Adolfo Valente, giornalista di Classi NBC. Oggi proviamo a seguire quei soldi di tasca
05:23in tasca. E intanto se video come questi ti possono interessare ti ricordo di attivare
05:28la campanella, iscriverti al canale e se vuoi commentare. Noi intanto cominciamo a seguire
05:34quei soldi di tasca in tasca, partendo dalle vostre.
05:39Titoli di Stato che rendono quasi il 5%, che bella notizia per i risparmiatori. Noi però
05:44abbiamo seguito il tragitto di quel numero dai conti individuali a quelli dello Stato
05:49per entrare nei bilanci delle aziende. Ora attenzione, perché dimentichiamo Wall Street,
05:54ci concentriamo, come dicono gli americani, su Main Street. Entriamo in una banca con una
05:59coppia che vuole comprare casa. Servono 250.000 euro, facciamo di nuovo un conto,
06:04ipotizziamo un mutuo da 250.000 euro a 25 anni. Con un tasso del 2% la rata è circa
06:101.060 euro al mese e con un tasso del 4% saliamo a 1.320. Quasi 260 euro in
06:17più ogni
06:17mese, più di 3.000 euro l'anno e nell'arco di 25 anni la differenza arriva a quasi 78
06:23.000
06:23euro. Stessa casa, stesso capitale preso a prestito, ma il prezzo del denaro è cambiato.
06:29Naturalmente il rendimento del BTP non determina automaticamente il vostro mutuo. Entrano in
06:34gioco i tassi BCE, l'Euribor e altro ancora, a seconda del finanziamento, lo spread della
06:39banca, la durata e il rischio del cliente, ma appartengono tutti allo stesso ecosistema.
06:45Quando il costo del denaro nell'economia rimane elevato, anche finanziarsi tende a diventare
06:51più oneroso. Ed ecco perché due punti percentuali su uno schermo sembrano quasi
06:57niente, ma su un mutuo di 25 anni possono valere decine di migliaia di euro e decidere
07:03se si compra o meno. E attenzione, perché se migliaia di famiglie scelgono di non comprare
07:09casa, cambia anche il mercato immobiliare e cede il mercato dell'edilizia, che è anche
07:14uno dei principali motori di lavoro a bassa specializzazione per le fasce sociali più deboli.
07:19Non a caso ogni incentivo che tenti di rilanciare l'economia dagli eco e i super bonus, ci avrete
07:25fatto caso, riguarda l'edilizia. Ancora una volta quindi quel famoso 5% si è mosso, stavolta
07:32arrivando da piazza affari alla piazzetta sotto casa, ma nel suo viaggio manca ancora una tappa
07:38e forse è quella che i mercati temono di più.
07:42Immaginiamo di avere ancora i nostri 1000 euro. Possiamo comprare azioni oppure possiamo
07:47comprare un treasury che ci offre oltre il 5%. La domanda diventa inevitabile. Se un'obbligazione
07:54a basso rischio mi regala tutto questo rendimento, cosa deve offrire un'azione per convincermi
07:59ad accettare un rischio maggiore? I rendimenti diventano così anche il grande concorrente invisibile
08:05della borsa. Finché sono loro a farti guadagnare senza rischi, perché accettare sfide sui listini?
08:12Ma c'è anche un secondo meccanismo, più tecnico ma forse ancora più interessante. Il valore di un'azienda
08:20come quelle quotate dipende anche dagli utili che produrrà in futuro. Ma, sorpresa, 100 euro fra 10 anni
08:27non valgono 100 euro. E quanto valgono? Beh, dipende proprio dal tasso con cui li portiamo al presente.
08:34Qui facciamo il nostro terzo esperimento. Prima immaginiamo di avere 82 euro oggi e di investirli
08:42al 2% di rendimento. Tra dieci anni diventeranno 100 euro. Fin qui tutto semplice. Ora immaginiamo
08:49però di dover ricevere tra dieci anni l'eredità di nostra zia. 100 euro tondi. Non vogliamo
08:55aspettare e quindi chiediamo a qualcuno di anticiparci quel denaro e di prendersi 100 euro lui
09:00fra dieci anni. Chi accetta però non ci darà 100 euro ma 82. A causa di quel rendimento
09:06del 2% che ora però si chiama tasso di sconto. Perché facendo il percorso al contrario nel
09:13tempo dobbiamo scontare dalla cifra futura quel rendimento del 2% che non avremo. E se invece
09:18del 2 il rendimento da scontare fosse il 5? 100 euro futuri diventeranno 61 euro circa
09:25oggi. Potremmo dire che ci importa poco. Chi è che viaggia nel tempo per chiedere prestiti?
09:30Ma in realtà tutto questo conta molto nei bilanci aziendali che sono fatti anche di incassi
09:34previsti e obiettivi di ricavo. Per un'azienda i 100 euro che prevede di guadagnare in futuro
09:39diventano 61 nel bilancio attuale. Circa 40 euro e più del 25% in meno. Questo è uno
09:46dei motivi per cui pochi punti percentuali sui rendimenti possono provocare movimenti enormi
09:52in borsa e colpire in particolare le aziende le cui valutazioni dipendono da profitti attesi
09:57fra molti anni. Si chiamano GROW come crescita in inglese e tra le altre sono soprattutto quelle
10:03tecnologiche oltre che in generale tutto ciò che promette molto domani e magari guadagna
10:08relativamente poco oggi. Ed eccoci allora al paradosso finale.
10:14Siamo partiti da un investitore soddisfatto. Ha comprato un'obbligazione che rende il 5%.
10:19sembrava una storia semplice ma non lo era perché quel rendimento è contemporaneamente
10:25il reddito del risparmiatore, il costo del debitore, un riferimento per il finanziamento
10:30delle imprese, un pezzo del prezzo del credito per famiglie e aziende e uno dei metri con
10:35cui i mercati decidono quanto valgono le azioni. E adesso possiamo rileggere i tre numeri che
10:40abbiamo incontrato lungo il nostro viaggio. Due punti percentuali in più su 100 miliardi
10:45di debito circa 2 miliardi l'anno, due punti percentuali in più su un mutuo da 250 mila
10:51euro circa 78 mila euro in più in 25 anni, un tasso di sconto che passa dal 2 al 5
10:57% e
10:58il 25% in meno dei nostri soldi. Sono tre mondi apparentemente lontanissimi ma hanno qualcosa
11:05in comune, il prezzo del tempo. Perché in fondo la variabile che il rendimento inserisce
11:10nel semplice costo del denaro è proprio questa, il tempo. Quanto costa avere dei soldi oggi
11:16invece che domani? Ed è per questo che sui mercati mondiali tutti guardano ossessivamente
11:21pochi decimali sul rendimento di un treasury, 5, 5.1, 5.2, sembrano numeri minuscoli ma dietro
11:29quei decimali ci sono migliaia di miliardi di dollari e soprattutto c'è una delle leggi più
11:35semplici della finanza. Anche il denaro ha un prezzo e quel prezzo è tornato e quando
11:42sale abbastanza non rimane confinato sui monitor dei trader, comincia a viaggiare dal portafoglio
11:47di un investitore al bilancio di uno stato, dal bilancio dello stato a quello delle imprese
11:51poi al mondo del lavoro fino alle banche, ai mutui per ritornare nelle nostre tasche.
11:57Non sempre aumentato, spesso diminuito perché il 5% può essere un rendimento, può essere
12:03un'opportunità, può essere un costo ma soprattutto è il prezzo del presente e quando quel prezzo
12:09cambia, prima o poi, cambia anche il prezzo di quasi tutto il resto.