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  • 21 minuti fa
Trascrizione
00:13Per molti di noi Città del Messico è sempre stata Italia-Germania 4 a 3, ma per chi segue
00:20lo sport come faccio io, come fanno tanti del mio mestiere o solo appassionati, Città
00:28del Messico vuol dire Di Biasi, vuol dire Mennea, vuol dire Simeoni, vuol dire Gentile, vuol
00:34dire Moser, cioè è una patria per lo sport italiano, un luogo dove si raccolgono medaglie
00:42d'oro e successi che durano tutta la vita. E adesso Città del Messico è Chimi Antonelli,
00:50il ragazzo che in questo momento rappresenta non solo un idolo sportivo, ci vuol poco a
01:00vincere un campionato del mondo di Formula 1 e diventare il personaggio più noto del
01:07paese, ma anche il personaggio più noto del mondo. Chimi è qualcosa di più, soprattutto
01:15in questo momento per l'Italia, è un giovane, quante volte si dice giovane in questi giorni
01:22e quasi sempre intorno ai giovani si spendono parole amare, parole cattive. Ecco, Chimi è
01:31il giovane che tutti vorremmo avere vicino a noi, è il giovane che dovrebbe praticamente
01:39contagiare tutto l'universo giovanile del paese, perché è bravo, perché è forte, perché
01:47è bello, perché è innocente e questo gli auguriamo di continuare ad essere per il resto
01:55della sua carriera, per il resto della sua vita. Per me Città del Messico è anche un'altra
02:03cosa, quando ho visto la mano di Chimi spuntare dall'auto per dire sono primo, ho vinto, ho
02:10vinto, mi è venuta in mente la mano di Diego, quella storica mano di Dios che è diventata
02:18il segnale di un giovane campione del mondo che dedicava alla sua patria una grande vittoria.
02:28Diego era un guerriero, Chimi è un bravo ragazzo, nel rispetto dell'uno e dell'altro
02:36dico ci sono dei giovani che bene o male insegnano sempre qualcosa a tutti noi.
02:49Grazie a tutti!

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