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00:26Grazie a tutti.
00:30Nel senso che accadono tante cose, stiamo entrando nel vivo di una stagione elettorale che potrebbe incidere sullo scenario internazionale.
00:38Chiedo a lei, Serbia, Brasile, Israele, ora il piatto forte delle elezioni statunitensi, qual è la posta in gioco per
00:46Trump con il voto mid-term?
00:49Ma quella principale strutturale per l'amministrazione Trump è non perdere il Senato, in quanto la strategia politica dei democratici
01:03per le prossime elezioni presidenziali è comunque arrivarci con un'imputazione, con un impeachment di Donald Trump.
01:14Se perde il Senato questo scenario è abbastanza probabile, se lo mantiene no.
01:23La sua idea, professore?
01:29Parlando con i colleghi americani del mio gruppo di ricerca, anche loro pensano più di sì che di no, cioè
01:38che riesce a tenerlo, perché la motivazione è questa,
01:42cioè che nei sondaggi che sono molto negativi in termini generali per l'amministrazione Trump, ma per quelli che sono
01:53specifici per i seggi nel sistema elettorale americano,
01:57vedono in parte una rimonta e in parte molta gente che dice che non voterà Trump in realtà lo vota,
02:05cioè c'è come dire una specie di trucco.
02:11Quindi, dalla posizione italiana che non ha nella relazione diretta, è difficile fare una scommessa.
02:20Comunque, infatti noi, più sul piano europeo, cerchiamo di fare degli scenari che indicano sia una tenuta di Trump,
02:30per i motivi che ho detto prima, sia una sua posizione di minoranza molto aggredita sul piano legale, appunto, da
02:40parte del Partito Democratico.
02:42E quindi abbiamo, abbiamo, valutiamo ambedue le opzioni e non riusciamo ancora ad assegnare una probabilità.
02:51Negli Stati Uniti i sondaggi hanno mostrato un forte evento a favore del Partito Democratico, ma lei appunto mi spiega
02:57che dietro le quinte dei think tank internazionali le opinioni sono diverse.
03:04Ma cosa succederà dopo il 3 novembre, quindi?
03:09Su quale teatro?
03:11Sempre negli Stati Uniti, perché poi si riflette tutto sulla scena internazionale, ma sul fronte interno americano, lei vede dei
03:22grandi cambiamenti in arrivo?
03:25Grandi, grandi no, perché se uno fa l'analisi di che cos'è il potere esecutivo presidenziale negli Stati Uniti,
03:32vede che, sì, può essere limitato per molti aspetti da un congresso avverso, però per alcuni aspetti militari, sicurezza, decisioni
03:44esecutive, eccetera,
03:46prevale il potere esecutivo.
03:49E quindi non è che Trump venga privato di poteri decisionali autocratici in questo senso.
04:01Quindi, chi pensa che ci possa essere una svolta, per esempio, sul piano militare, a riguardo di Hormuz e dintorni,
04:12è importante che si renda conto che sul piano formale il Presidente degli Stati Uniti può ordinare la guerra,
04:24cioè un'azione militare, anche se al congresso contro.
04:27Ma quindi, Professor Pelanda, sul fronte Iran e Medio Oriente, è ancora Washington la variabile decisiva?
04:36Sì, assolutamente sì.
04:40E l'amministrazione Trump lavora su uno scenario in cui c'è una stima di quanto sia sopportabile l'impatto
04:53inflazionistico.
04:55Non so quanto tempo vuole dedicare a questo, dottoressa.
05:00Comunque, diciamo, ci sono due date, diciamo due mesi, tre mesi, fine anno e marzo 2027.
05:13Allora, una turbolenza che rialza anche i prezzi dei carburanti, eccetera, eccetera,
05:19entro sei mesi è considerata gestibile per gli Stati Uniti e per gli alleati.
05:25Se la turbolenza dura oltre sei mesi non è gestibile.
05:31Infatti l'amministrazione Trump sta già preparando tutta una serie di uno scenario strategico
05:39in cui ci sono quattro scenari fondamentalmente.
05:43Uno, quello più nuovo, è la ricerca di una collaborazione con la Cina e con la Russia
05:49attraverso uno scambio, ovviamente, non è amore.
05:54Ecco, una intra-war cooperation, cioè una cooperazione intrabellica,
05:59perché la Cina e la Russia hanno ambedue degli svantaggi nel mantenere troppo alto
06:05il prezzo dei combustibili fossili.
06:08E questo spiega anche una serie di azioni preparatorie che sono già avvenute e stanno avvenendo.
06:16C'è poi un altro scenario in cui iraniani e statunitensi stanno parlando molto,
06:27che adesso è emerso sulla stampa, è riservato e non è ben localizzato,
06:35dove fondamentalmente l'Iran aspetta, crede che l'indubbillamento di Trump
06:43in qualche modo possa essere una condizione di vittoria.
06:47L'Iran non vuole però continuare una guerra perché c'è solo la resistenza del regime.
06:55Con il riconoscimento della rilevanza di Teheran per il traffico di Ormuzzo
07:02è considerata una condizione di vittoria.
07:05Gli Stati Uniti finora hanno tenuto e ancora tengono per un po'
07:11una strategia, diciamo, di, io l'ho chiamata del boa constrictor,
07:16ha altri nomi, di soffocamento lento dell'Iran
07:20per costringere il regime ad aprirsi a dei compromessi.
07:28Quello che è più stabile nelle previsioni è il fatto che comunque gli Stati Uniti
07:34se accendono un'azione bellica non lo fanno, non mettono i soldati a terra
07:42e non mettendo i soldati a terra ovviamente l'azione ha come scopo
07:47quella di costringere il nemico, l'avversario, come preferisce chiamarlo,
07:52a un negoziato in cui rinuncia alle cose più rilevanti per gli Stati Uniti.
08:01Quindi non è finita assolutamente.
08:05Tra l'altro la speranza dell'Iran che le elezioni di medio termine
08:13diventino una sconfitta molto forte di Trump all'interno
08:17è una speranza esagerata perché appunto come dicevo prima
08:21i poteri esecutivi di un Presidente degli Stati Uniti
08:24possono in qualche modo in alcune situazioni bypassare, superare i limiti del congresso.
08:32Molto interessante soprattutto perché i nodi non sono stati ancora sciolti sul Golfo
08:38c'è una forte instabilità che ha coinvolto anche l'Arabia dal punto di vista degli attacchi subiti.
08:46Intanto in Israele le elezioni legislative di fine ottobre si sono concluse
08:51con uno stallo politico totale senza maggioranza.
08:54Il voto è stato letto, interpretato, vissuto come un forte referendum
08:58sulla leadership di Benjamin Netanyahu.
09:02Pensa che una convergenza strategica tra Israele e le monarchie del Golfo sia ancora possibile?
09:10Sì, anche perché i due partiti maggiori in conflitto
09:16quindi Netanyahu e Eisenkot
09:20non hanno posizioni troppo diverse sulla politica estera
09:24quindi c'è una convergenza sempre più forte con gli Emirati
09:31che di fatto usano un Iron Dome
09:34cioè uno scudo aereo spaziale israeliano
09:38e l'Arabia Saudita che in questo momento è la nazione araba sunnita più in difficoltà
09:44comunque ha accettato un aiuto sostanziale da parte di Israele
09:51su alcuni temi tecnologici e militari
09:55senza farlo sapere
09:57appunto non è apparso sulla stampa
10:00ma questo è in atto.
10:02Veniamo in Europa
10:03Prego, prego professore
10:05Concluda pure
10:07No, dico
10:08mi sembra che nell'analisi sulla situazione israeliana
10:14si sia un po' esagerata sul piano delle emozioni ideologiche
10:20la leadership di Netanyahu in qualche modo
10:23resta intatta almeno per i prossimi 4-6 mesi
10:29l'ipotesi che fanno molti apprezzabile sul piano dell'inclusione
10:36di avere un appoggio esterno dai partiti arabi
10:40per il partito che la coalizione che ha preso meno voti
10:46è molto fantasiosa
10:50nel senso che se un partito che ottiene e chiede l'appoggio dei partiti arabi
11:00in Israele viene massacrato dai medi immediatamente
11:04Può darsi che anche Netanyahu speri che scatti questa trappola
11:10per poi tornare ad elezioni tra 4-6 mesi
11:14motivo per cui Herzog, presidente della Repubblica israeliana
11:18sta cercando in tutti i modi, anche direi disperatamente
11:21di creare un compromesso tra maggioranza e opposizione
11:28per mantenere stabilità nel sistema israeliano
11:31Comunque la politica estera israeliana non cambia
11:35Vorrei concludere in un minuto
11:37le chiedo la sintesi sull'Europa
11:40perché c'è un faro sui Balcani dopo le elezioni in Serbia
11:44la storica e straordinaria vittoria della lista studentesca
11:49che ha sconfitto il governo Vucic dopo 12 anni di potere tirannico
11:54Con la sua analisi lei offre una visione geopolitica però più ampia
11:58Qual è il tema geopolitico vero nei Balcani?
12:03Ma è quello di, io lo chiamo progetto Lago Adriatico
12:07C'è un progetto transnazionale, quindi localizzato nell'area adriatica
12:14più il retroterra, cioè l'Ungheria, la Macedonia del Nord
12:19l'Austria anche metterei, per gli accessi al mare
12:24Quindi un periodo di 5-6 anni che permette di ridurre le conflittualità interne nei Balcani
12:35e permette una preparazione per poi riuscire ad avere una sufficiente stabilità della zona
12:46che permette l'inclusione nell'Unione Europea
12:49evitando di differenziare le inclusioni
12:52cioè entra dentro uno e l'altro no
12:54questo è un motivo di conflitto molto forte nell'area
12:58è un interesse nazionale prioritario italiano
13:01ma anche del sistema finanziario e industriale italiano
13:05perché l'area balcanica opportunamente finanziata e stabilizzata sul piano geopolitico
13:16è una grande opportunità di tipo economico
13:21Quindi regioni integrate su base europea
13:26a prescindere dall'adesione o meno nell'Unione a stretto giro
13:31è chiarissimo
13:32Quindi una prospettiva da seguire
13:34anche per quelli che sono gli interessi dell'Italia
13:37nell'area dei Balcani
13:39dove c'è un paese di riferimento che è l'Albania
13:43Grazie, grazie professor Pelanda per le sue analisi
13:47e per essere stato con noi
13:49Grazie e l'aspettiamo di nuovo presto
13:51Buon lavoro
13:52Grazie a lei
13:54Grazie a voi per averci seguito
13:56Vi lascio alla programmazione di Classi NBC
13:58Rimanete con noi e arrivederci
14:01Grazie a tutti
14:05Grazie a tutti
14:06Grazie a tutti
14:07Grazie a tutti