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  • 5 ore fa
"Ora abbiamo acquisito una conoscenza del mondo dell'acqua, ma nel passato i problemi del rischio idrogeologico non erano così frequenti e intensi come oggi, quindi il tema era un po' sotto traccia. Il quadro conoscitivo ci ha permesso di avere una situazione più chiara. Bisogna passare dal dopo al prima”. Così Marco Casini, segretario generale Aubac, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.

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Trascrizione
00:02Sì, Giorgio, grazie. Siamo qui in diretta dalla Sera di Rimini, Ecomondo.
00:07Con me c'è Marco Casini, segretario generale AUBAC, segretario di Bacino dell'Appennio Centrale.
00:13Acqua, ovviamente, rischio idrogeologico, alla luce anche del cambiamento climatico in corso.
00:18Quanto è fondamentale lavorare sulla prevenzione e intervenire prima che i disastri naturali possano avvenire?
00:25Questa è esattamente l'unica cosa che dobbiamo fare il prima possibile.
00:31Noi fino adesso agiamo sempre dopo, dopo che si verifica un problema, un disastro, bisogna passare dal dopo al prima.
00:39Questo però prevede tutta una serie di attività che riguardano poi tutti i soggetti della filiera.
00:45Per quanto riguarda la pubblica amministrazione si deve intanto avere un quadro chiaro di quelli che sono i fabbisogni,
00:52di quelle che sono le disponibilità, di quelle che sono le criticità.
00:55E questo quadro siamo riusciti a farlo.
00:58Quindi gli anni passati, i recenti anni, sono serviti proprio ad acquisire una conoscenza di un mondo,
01:05quello dell'acqua, che a me non era poi così noto, quanto l'acqua l'abbiamo sempre avuta in grande
01:10quantità
01:11e i problemi del rischio idrogeologico non erano così frequenti e intensi come oggi.
01:16Quindi era un tema che rimaneva un po' sotto traccia.
01:19Quindi quadro conoscitivo, dati, per avere una situazione più chiara.
01:24Questi dati ci dicono che siamo indietro dal punto di vista delle infrastrutture,
01:29perché attività che andavano fatte non lo sono state,
01:32e allo stesso tempo il clima che è cambiato esercita pressioni più forti, più rapide,
01:38che siano attività di adattamento a situazioni prima inesistenti.
01:42Esiste anche un tema di regolazione, penso a quello che produce le autorità territoriali,
01:48le autorità nazionali e l'autorità europea.
01:51C'è un tema di omogenità delle regole che possano consentire interventi omogenei sul territorio o no?
01:57No, c'è la necessità di normare alcune attività, penso al riuso per esempio in Italia,
02:04che ancora è sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità.
02:08Penso agli usi rigui, agli usi industriali, agli usi anche ai cittadini,
02:12perché oggi le città hanno bisogno di molta più vegetazione e alberi di prima,
02:16a causa delle ondate di calore, e piantare nuovi alberi si fa avere acqua per poterli piantare.
02:22E questo significa ricorrere anche al riciclo.
02:24Su questo per esempio l'Italia ancora deve terminare il suo percorso di normazione.
02:29Questo è un passo che va fatto.
02:31Ha parlato di prevenzione, di previsione, quanto sono importanti i dati in questo processo?
02:37Dicevo prima, la prima attività è stata proprio quella di raccogliere dati che sono climatici,
02:43quindi quanto piove, temperatura, umidità del terreno, infiltrazione,
02:47quindi tutte le informazioni che ci consentono di capire di quanta acqua disponiamo
02:53e quindi quali sono gli elementi di criticità o meno che il territorio offre.
02:58Allo stesso tempo ci serve conoscere i consumi, chi preleva l'acqua,
03:01l'acqua a chi viene destinata, per le attività attuali e future.
03:06Penso per esempio a data center o altre attività che diventano oggi importanti.
03:11Questi dati sono alla base di qualunque tipo di pianificazione e programmazione.
03:15Ecco, ha fatto scendere i data center, qui a Ecomondo si incrociano transizione ecologica
03:20e transizione digitale.
03:22Avremo sempre più bisogno di data center, ma i data center consumano tanta energia e tanta acqua.
03:26Sì, il data center è una necessità a livello mondiale.
03:30La sua localizzazione è indipendente poi dal luogo in cui serve il suo utilizzo,
03:37quindi non necessariamente debbono stare in Italia, possono stare anche in altri stati europei.
03:43Certamente ce n'è un certo fabbisogno.
03:45Allora bisogna intanto individuare qual è il numero di data center che l'Italia necessita per le sue attività.
03:53A quel punto incrociare questo fabbisogno con le aree disponibili, con le aree idonee,
03:58perché il problema dei data center non è il singolo data center,
04:01ma il fatto che poi ce ne possa essere più di uno nella stessa area.
04:05Questo perché queste infrastrutture hanno bisogno di energia e questo è il primo elemento irrinunciabile,
04:12però poi il loro raffreddamento può richiedere anche acqua,
04:15in quanto è il modo più economico per raffreddarli.
04:18Allora se però il data center di grandi dimensioni utilizza l'acqua per raffreddarsi,
04:24può creare localmente un impatto importante.
04:27Allora siccome questo consumo non è un fatto necessario, un fatto opzionale,
04:33bisogna coordinarlo con tutta una serie di altre attività,
04:37dove la pianificazione, la conoscenza di quello che si vuole fare e dove è il primo elemento.
04:42Chiudo un'ultima domanda che si ricollega a quella che le facevo all'inizio.
04:45Il cambiamento climatico vuol dire anche periodi di siccità prolungata
04:49oppure fenomeni estremi, come siamo abituati ormai a vedere.
04:53Allora le chiedo come tutto questo ha cambiato il vostro approccio,
04:56perché fino a una decina di anni fa, 15 anni fa, immagino che un'autorità di bacino
05:01potesse rapportarsi al territorio con dei dati stabili e una stagionalità prevedibile.
05:06Oggi forse è tutto complicato anche da questo elemento qui.
05:09Sì, però in questo comportamento anomalo abbiamo trovato anche un percorso, un path.
05:17Ormai le nostre annate sono comunque sempre calde, con ondate di calore sempre più persistenti
05:24e frequenti, che portano ad un'assenza di acqua per lungo periodo.
05:28E sappiamo che poi, come arriva l'autunno o magari prima dell'estate,
05:33si verificano puntualmente.
05:35Roma è un caso, adesso sono 5-6 anni, che sempre a settembre si verificano
05:39uno o due episodi di mezza giornata che allagano la città.
05:42Questo è dovuto a temperature alte, umidità, che poi tutta insieme si scarica al suolo.
05:47Quindi in questo caos dal punto di vista climatico
05:50stiamo attraverso proprio lo studio dei dati trovando delle ripetizioni.
05:55Allora questa compresenza di assenza di pioggia e fenomeni intensi
06:01è diventata la nuova normalità.
06:02Fare questo significa gestirlo, significa raccogliere l'acqua quando è troppa
06:08e quindi gestire in vasi, avere città cosiddette spugna in grado di trattenere l'acqua
06:12e non mandarla via subito, significa nei periodi di siccità avere alternative.
06:18Penso al riuso, penso alla desalinizzazione, penso al fatto che devi ridurre le perdite
06:24del sistema di distribuzione che oggi sono arrivate nel tempo
06:27a valori incompatibili con quello che è il clima che abbiamo.
06:31Grazie, grazie per il suo intervento.
06:34Allora Giorgio Lia, ripasso la parola a voi e ci colleghiamo presto qui
06:40dalla Fiera di Rimini con un nuovo ospite.

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