- 31 minuti fa
Categoria
🎥
CortometraggiTrascrizione
00:10Bentornati a Longevity Magazine. Oggi parliamo di un argomento importante perché parliamo
00:17spesso di invecchiamento del corpo, ma non è solo quello, molte volte invecchiamo più
00:24nell'anima che nel corpo. Ed è per questo che parleremo oggi con un professore merito
00:30di psicologia clinica e psicoterapia, uno psicoterapeuta di quegli importanti, un psicoanalista
00:35vero, ed è il professor Lucio Sarno. Guardiamo il servizio e poi parliamo con lui.
00:42L'avanzare dell'età e la paura di invecchiare costituiscono un fenomeno psicologico complesso,
00:49segnato dalla progressiva percezione del limite dell'esistenza e dal venir meno
00:54delle certezze identitarie, professionali e sociali. Questa condizione può innescare ansia
01:00o stati depressivi, accelerando il deterioramento fisico e cognitivo se non affrontata con un
01:06adeguato lavoro interiore. In tale ambito, la cura della psiche incide direttamente sul
01:12benessere del corpo, capovolgendo la massima tradizionale per affermare che è una mente
01:18sana a preservare la salute fisica. Sul fronte dei prossimi sviluppi, l'emergere della
01:24cosiddetta quarta età, richiede di valorizzare la psicoterapia come strumento preventivo e
01:30continuo di manutenzione della salute emotiva. Tra le nuove prospettive si delineano gruppi
01:36di confronto e condivisione dedicati, concepiti non come passatempi ludici, ma come spazi di
01:43dialogo profondo. Questi percorsi consentiranno di rielaborare la sofferenza del tempo che passa,
01:49riscoprire potenzialità inespresse e contrastare l'isolamento.
01:57La paura di invecchiare. Abbiamo paura di invecchiare? La domanda? È normale? Forse sì,
02:06forse no. Cosa possiamo fare? Rivolgiamo direttamente all'ospite che ho presentato
02:11prima, a uno psicanalista di quelli con non solo la P maiuscola, la S, la I, la O, cioè
02:16maiuscolo tutto, un professore merito importantissimo che è venuto a trovarci, che è un caro amico,
02:22ma è soprattutto il professor Lucio Sarno. Ben arrivato Lucio.
02:26Grazie, è il piacere anche mio di stare qui con te.
02:29Grazie, grazie. Paura di invecchiare, è normale?
02:34Direi di sì. Più che paura vi è qualcosa che si accompagna all'invecchiamento e che in
02:45qualche modo fa sentire. Mina un po' alla volta interiormente le tue sicurezze. La possibilità
02:57di avvertire un benessere che abbia una sua forza, una sua costanza, una sua stabilità
03:05e in ogni caso delle possibilità di cambiamento futuro che possano in qualche modo anche migliorare
03:13la tua condizione attuale. In realtà l'invecchiamento porta con sé la percezione del senso del limite
03:20della nostra esistenza. E quindi la vita da universo in espansione diventa un universo in
03:27contrazione, in cui i limiti si avvertono come qualcosa di forte e di duro. I limiti di durata
03:37dell'esistenza e quindi della sua fine. I limiti dettati dalle condizioni fisiche che talvolta si
03:45fanno avvertire più o meno insistentemente, così come la percezione che tutto ciò che in qualche
03:53modo di sofferto, di negativo vi sia oggi nella tua vita abbia delle ridotte se non mancate
04:05possibilità di cambiamento in un futuro X o Y. Per cui io credo che questo sia un elemento che
04:16segna l'invecchiamento, segna il passare del tempo e man mano che la vita con i suoi anni
04:24conta il suo perdurare, possa in qualche modo contribuire a determinare una condizione di malessere
04:37più o meno sordo, più o meno fisiopatologico o più o meno patologico.
04:43C'è qualcosa che si può fare per aiutarci? Io volevo, a proposito di queste parole che mi hanno
04:50colpito molto, grazie, noto sulla mia persona la difficoltà nell'accettare a non fare più progetti
05:02a lungo termine. Mi trovo a fare progetti a ormai breve termine e un po' manca questo, è una cosa
05:12brutta o inormale?
05:14direi che purtroppo è qualcosa che è quasi obbligato, necessario, a meno che non si riesca a fare un lavoro
05:29interiore
05:30che in qualche modo contrasti questa sensazione della necessità di non poter investire nel futuro.
05:41Porto sempre dentro di me l'insegnamento di un grandissimo maestro della psicoanalisi contemporanea, purtroppo morto ormai
05:48da alcuni anni, che io avevo la fortuna di conoscere da giovanissimo psicoanalista ancora in formazione
05:58alla fine degli anni 70 e durante una supervisione che tenne con un piccolo gruppo fortunato, fra cui ero anch
06:09'io,
06:11di fronte a un collega ben più esperto e anziano di me, che si poneva e gli poneva il problema
06:20sul prendere in psicoanalisi
06:23una donna ultra sessantenne che si era presentata a lui comunicandogli contestualmente che l'era stato diagnosticato
06:33un tumore al quarto stadio e che aveva una prognosi sufficientemente in fausta e la presumibile durata della sua vita
06:42ulteriore di un anno o poco più. Lui riteneva di non doverla prendere in cura, sia per l'età e
06:52quindi già per una
06:53prospettiva di vita e di cambiamento che di solito la psicoanalisi lega a età, tra virgolette, meno datate,
07:00sia per il fatto che vi fosse una durata che fosse quella del limite dettato dalla malattia e dalla vita.
07:10Questo psicoanalista, che peraltro inglese, ma che aveva avuto per caso nato e vissuto durante l'infanzia in India,
07:20quindi secondo me aveva anche qualcosa che gli derivava da una spiritualità assorbita precocemente, diversa dalla nostra,
07:31rimase, come dire, metti d'abbondo, assorto per qualche momento, dopodiché rivolgendosi al mio collega e gli chiese
07:39«Mi scusi, ma perché questa donna le ha chiesto di iniziare un'analisi proprio adesso?».
07:46Ha detto, rispose il mio collega, che il tempo che le rimane da vivere vuole trascorrere al conoscersi il più
07:57possibile,
07:58a prendersi cura della sua anima e dare un senso vero e profondo alla sua esistenza.
08:07Il collega rimase per un attimo sempre sospeso e poi rivolgendosi e guardando in viso il mio collega
08:18ha visto «E le sembra poco!».
08:20Effettivamente, che lezioni di vita!
08:25Dopodiché, ancora un attimo, mi scusi, ma quanto ha detto che le resta da vivere?
08:33Ma, ha detto «Secondo le statistiche dettate dalla scienza medica, un anno, forse poco più,
08:44al di là delle certezze della scienza medica, lei sa quando morirà».
08:53Perfetto.
08:54«E da allora io capì che la vita va vissuta, allora ero giovane, adesso lo sono molto, molto meno,
09:02con quello stesso spirito, vale a dire tenuto conto che noi non sappiamo quando accadrà».
09:09Queste paure, fondamentalmente, possono portare anche a patologie che poi diventano di tua competenza?
09:17«Purtroppo sì. Possono accentuarsi ansie, talvolta del tutto irrazionali, immotivate,
09:27relative al proprio stato di salute o rispetto ad accadimenti improvvisi e inaspettati,
09:35che in realtà sappiamo quali sono nell'ombra che lavorano,
09:39o al contempo il venire meno di un interesse autentico per la vita?
09:48Tenuto conto che sono venute meno tutta una serie di certezze che erano legate
09:54alla nostra identità professionale, sociale, familiare, eccetera.
10:00e il fatto che venendo meno questi cardini della tua identità e venendo meno la tua capacità
10:11di investire, non nei passatempi che trovo orribili, i passatempi per gli anziani, i solitari,
10:21piuttosto che non attività pseudoludiche, tutte tete a declinarti come passatempi.
10:30Invece dare un senso e un valore al tempo che non sappiamo quant'è
10:36e che di solito però, tornando alla tua domanda, se tu non sei capace di investire sulla vita
10:44genera anche degli stati depressivi, più o meno cronici, ahimè, riducendo ulteriormente
10:50il tuo spazio vitale e accelerando quel deterioramento fisico e mentale
10:56che può condurti alla morte nel modo più impietoso e direi anche più triste.
11:02E domanda doppia questa volta, come possiamo accorgersene che stiamo cadendo in quel tranello,
11:10che è la prima parte della domanda e la seconda, a quel punto prima di caderci potrebbe servire
11:16fare una chiacchierata, mi permetto di chiamarlo chiacchierata, una visita, chiamarlo chiacchierata,
11:23con uno psicanalista di fiducia?
11:26Io direi di sì, dobbiamo considerare che la psicoanalisi che è nata ed è una disciplina
11:36che mette al centro la cura di patologie più o meno gravi e financo gravissime, a mio avviso
11:47è il miglior strumento di prevenzione rispetto all'ammalarsi, per cui non dobbiamo considerarlo
11:55solo come il rimedio estremo quando siamo costretti a doverci prendere cura di qualcosa che sintomaticamente
12:05in modo più o meno estensivo incide non solo sulla qualità della nostra vita, ma addirittura
12:10sulla possibilità di vivere decentemente il nostro vivere quotidiano così costretto da
12:16un'infinità di paure, conflitti, sofferenze più o meno nominate o nominabili, ma che comunque
12:25lavorano sordamente dentro di te.
12:27Ma dobbiamo immaginarlo invece come una sorta di cura della salute, cura per il mantenimento
12:38della salute e la prevenzione. Per cui io non nascondo che accanto alla mia professione che
12:46all'80% vede al centro della mia attenzione pazienti più o meno gravi di diversa età,
12:54io lascio sempre uno spazio e devo dire che è cresciuto nel tempo lo spazio di persone
13:00che vivono un disagio della cosiddetta terza età, ora ci avviamo a poterne considerare
13:06forse anche una quarta, grazie a Dio, a maggior ragione, quindi tenendo conto che ce n'è
13:11ancora un'altra possibile successiva che in qualche modo possano rivolgersi a una manutenzione,
13:20brutto termine perché quello riguarda in genere le macchine, però bisogna prendersi
13:27cura di noi e scoprire quanti tesori e quante potenzialità sono racchiuse ancora inespresse
13:37dentro di noi, quindi scoprire quello che ancora noi non conosciamo di noi e che ci rende
13:43la possibilità di… la seconda cosa è quella di avere avviato dei gruppi di confronto,
13:51non tanto di passatempo, sarebbe offensivo nei confronti delle persone, sarebbe offensivo
13:56nei confronti della scienza, della disciplina che coltivo da tutta la mia vita, vale a dire
14:02gruppi dedicati a uno scambio, un confronto che sia legato alle cose più intie e profonde,
14:09perché talvolta il fatto di condividere aspetti della vita che ti accorgi non sono legati
14:15alla te come persona, perché in qualche modo condividi con altri, te li fa sentire da una
14:21parte meno pesanti e meno gravi e dall'altra ti dà la possibilità di un rispecchiamento,
14:28di una comprensione, di uno scambio che diventa un volano per poter immaginare delle proprie
14:35vite diversamente da come altrimenti nella propria solitudine si sarebbe pesanti. Quindi
14:41non dei gruppi passatempo, non dei gruppi di bocciofili per intenderci, anche te, anche
14:46quello con Farmelli, però di gruppi che in qualche modo ti permettano di poter dialogare
14:54con te stesso e con altri su temi, problemi, sofferenze, disagi che non attengono alla tua
15:02psicopatologia, ma che attengono alla sofferenza che l'età porta con sé.
15:08Chiarissimo, chiarissimo e quindi il messaggio è non bisogna vergognarsi di prendersi cura
15:14della propria anima e dire nascondo di andare dallo psicanalista perché mi vergogno, non sono
15:20mica matto, però se vai a fare le terapie del ginocchio lo dici? E allora è intelligente
15:27andare dallo psicanalista a curarsi l'anima e a prevenire il problema, questo è il messaggio
15:33che deve passare, mai vergognarsi perché ci si prende cura della propria anima, mai, questo
15:41è importante. Assolutamente sì e quindi il benessere che non è mai o almeno non dovrebbe
15:50essere mai esclusivamente fisico o mentale, paradossalmente il benessere attraverso la
15:56mente talvolta cura o almeno migliora o almeno aiuta a tollerare anche i limiti che il fisico
16:04porta ugualmente con sé col passare degli anni.
16:07In chiusura vorrei, se ne voglia ovviamente, un tuo giudizio del tuo livello sulla frase
16:17che sto dicendo quasi in ogni puntata, basta mensana in corpore sano, questo forse valeva
16:23per gli antichi greci, ad oggi è esattamente il contrario, corpore sano in mensana.
16:30Me l'hai rubata o è telepatia? È un'espressione che uso abitualmente, assolutamente con questo
16:42capovolgimento. Il corpo paradossalmente risente molto di più, in termini positivi o negativi,
16:50di una mente sana, curata o non curata, di quanto la mente paradossalmente non risenta
16:58di un corpo sano o malato.
17:00Quindi se ci tenete ad avere un corpo sano, curatevi anche l'anima, la mente.
17:06Grazie professor Sarno, fantastico, grazie, alla prossima.
17:10Arrivederci.
17:20Grazie a tutti.