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  • 13 minuti fa
MILANO (ITALPRESS) - "È un'esperienza umana incredibile quella che ho fatto oggi". E' così che Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio '92 in via D'Amelio, a Palermo, ha descritto l'incontro avuto a Milano con Marcello D'Agata, ex boss ed esponente di primo piano di Cosa Nostra catanese legato al clan di Nitto Santapaola, tutt'ora detenuto nel carcere di Opera dove ha iniziato un percorso di redenzione. L'incontro si è svolto sotto forma di dialogo presso il Centro territoriale sociale di Corso Garibaldi ed è stato organizzato dall'associazione "dEntrofUoriars", che si occupa del reinserimento dei detenuti e dall'associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli. "Per me è stata un'esperienza umana incredibile vedere una persona che, come lui, addirittura dice che la pena se la meritava e che non ha collaborato con la giustizia proprio per scontarla fino alla fine. Non lo credevo - ha aggiunto Borsellino - ed è un caso rarissimo, sembra quasi irreale, che il carcere potesse ottenere questi effetti. Evidentemente ha avuto fortuna. È capitato in un carcere dove ha avuto la possibilità di fare questo percorso".

xu9/sat/mca2

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00:02È un'esperienza umana incredibile quello che ha fatto oggi. Io avevo già un'esperienza di questo tipo con un
00:11altro collaboratore di giustizia in quel caso.
00:16In questo caso Marcello è soltanto un po' il titolo. Io conoscevo Casper Emutolo che ha avuto un percorso simile
00:23a questo. Per me è stata un'esperienza umana incredibile. Vedere una persona che come lui addirittura dice che la
00:31pena se la meritava e che lui voleva scontare, non ha collaborato con la giustizia proprio per scontare fino alla
00:40fine la sua pena è stata un'esperienza umana incredibile.
00:44Io non credevo, ed è un caso rarissimo, sembra quasi irreale, che il carcere potesse ottenere questi effetti. Evidentemente è
00:54stato se ha avuto fortuna, è capitato in un carcere dove ha avuto la possibilità di fare questo percorso.
01:02Purtroppo oggi la cazzo, non soltanto la cazzo, ma il nostro quartiere di Palermo come Brancaccio, come lo Zen, che
01:11allora non esisteva neppure quel quartiere, sono ancora quartieri molto poveri ed è nella povertà e nel bisogno che la
01:19criminalità va a pescare.
01:21E purtroppo tanti bambini oggi prendono ancora quella strada. È per questo che ho voluto citare la casa di Paolo,
01:29che è una casa di accoglienza, dove noi accogliamo alcuni di quei bambini, gli diamo la possibilità di sognare, perché
01:39quei bambini non riescono neanche a sognare.
01:43Ed è la criminalità che va a pescare lì e purtroppo trova i suoi adepti. Purtroppo succede, non succede solo
01:53a Palermo, non succede solo al sud, ma succede anche nelle periferie delle grandi città come Milano.

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