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  • 4 mesi fa

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00:18Dottor Cammarata, politiche di screening in regione Piemonte, a che punto siamo?
00:24Direi che siamo a buon punto e mi riferisco alla popolazione con disturbo da uso di sostanze, riferendomi a questo
00:33target non vado a soffermarmi sulla popolazione generale o sulla popolazione detenuta, soprattutto per esigenze di tempo.
00:40Diversi sono i certi del Piemonte che hanno avviato lo screening per l'epatite C nei propri ambulatori, nella mia
00:47asla siamo già partiti con lo start, è stato dato il 9 maggio scorso,
00:54ottemperando così al mandato derivante dal decreto attuativo del 14 maggio 21, ex post decreto 1000 proroghe, e anche alle
01:03indicazioni regionali in materia di screening per l'epatite C.
01:07Professor Pirisi, come possiamo abbreviare il percorso di test and treat del paziente complesso?
01:15Test and treat significa che noi accorciamo quello che è il tempo di solito dedicato a fare alcune indagini prima
01:24di iniziare il trattamento, tipicamente indagini per esempio di stadiazione.
01:28Ora, tutto questo si può fare oggi in maniera molto semplificata, perché abbiamo a disposizione dei farmaci estremamente efficaci,
01:36che possono essere altrettanto attivi in diverse condizioni, anche di malattia avanzata,
01:44e quindi possiamo decidere di tagliare del tutto le indagini di stadiazione, si può fare in determinate situazioni,
01:52o ancora meglio, in centri di riferimento terziario, come è il nostro nell'azienda ospedale universitaria di Novara,
02:00fare nella stessa seduta l'inquadramento clinico, la valutazione di stadiazione e iniziare il trattamento.
02:09Dottor Cammarata, è possibile raggiungere una politica di point of care presso i servizi per le dipendenze del territorio?
02:17Assolutamente sì, sappiamo da tempo che il point of care è un modello efficace per la presa in carico dei
02:24consumatori di sostanza,
02:26proprio perché le azioni di cui necessita si svolgono su un percorso preordinato e sequenziale,
02:32che contribuisce a rimuovere le barriere del referral, facilitando all'interno dei CERT la diagnosi e l'accesso al trattamento
02:40delle popolazioni speciali
02:41e contribuendo all'eliminazione del virus dell'epatite C.
02:45Delle tre fasi, però, quella più problematica è la fase 2, la fase più critica,
02:50in quanto prevede una valutazione specialistica che dovrebbe essere eseguita dall'infettivologo o dall'epatologo
02:56con l'utilizzo quando indicato del fibroscan, ad esempio, per completare la valutazione e facilitare l'inizio del trattamento.
03:03Quindi va da sé che se tale valutazione specialistica è ritenuta condizia sine qua non per avviare il trattamento,
03:10occorrerà pensare a come questi specialisti possono essere presenti all'interno dei CERT
03:14e parimento occorrerà vedere anche i capitoli di spesa aggiuntivi e certi per strumenti tecnologici e test di laboratorio.
03:22Professor Pirisi, quali sono le difficoltà che emergono nel collaborare con diverse aziende sanitarie?
03:31È facile dire che collaborare con il sistema sanitario regionale e nazionale
03:37è una combinazione che non possiamo definire proprio di tutti i giorni.
03:44Però già la stessa presenza mia e del dottor Camarata nella stessa intervista dimostra che si può fare,
03:53che in realtà ci si può parlare anche tra realtà come appunto un'azienda ospedale universitaria e una ASL
04:00che sono destinati a fare delle cose diverse, però secondo me funziona sempre in base a quanto le persone
04:08hanno voglia e disponibilità a collaborare.
04:10Con Liborio collaboriamo da tempo su questo argomento, quindi sono molto ottimista
04:15che quantomeno nella nostra area riusciremo a fare tutte le cose in tempo utile.

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