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  • 3 mesi fa
Trascrizione
00:10Ben ritrovati da Marco Marelli e da tutta la redazione di Focus SG. Abbiamo una puntata
00:15molto densa in quanto ci occupiamo di tutte e tre le dimensioni, quella ambientale e sociale
00:20di governance, facendo anche proprio un focus però sull'economia. Perché questo? Perché
00:26in Europa stiamo vedendo una fortissima deindustrializzazione in più settori e avremo un servizio dedicato
00:32all'auto, un'Asia sempre più aggressiva e quindi anche con aspetti sociali a rischio.
00:40Oggi conoscere le proprie forze e agire di conseguenza è fondamentale per tutti, anche
00:46per noi cittadini. In questa puntata di Focus SG abbiamo qui con noi la professoressa Monica
00:52Cabiglio, ordinaria di Econometria all'Università Caposcari di Venezia e responsabile del centro
00:58di competenze Transparence. Ringrazio il Presidente di FederChimica, anche lui qui con noi, Francesco
01:04Buzella e il CFO di Lucart, Andrea Fano. Grazie anche a lei. Prima di iniziare il dialogo con
01:12i nostri ospiti vediamo questo servizio che abbiamo preparato.
01:21L'Asia è sempre più aggressiva
01:26e il 2026 si prospetta come l'anno dell'auto cinese.
01:33Nel 2016 la Cina esportava 700.000 auto. Nel 2026 si prevede possa avvicinarsi ai 10 milioni
01:43di veicoli esportati. Se accadrà, sarà record assoluto mondiale per una nazione.
01:53In Europa, nel 2016, si producevano circa 18 milioni di veicoli. Oggi, 12 milioni.
02:06Il simbolo più evidente delle difficoltà del settore automobilistico europeo è Volkswagen.
02:14Dopo lo stabilimento Audi di Bruxelles, dovrebbero chiudere Hannover, Zwickau ed Endem. Oltre
02:21al sito Audi di Neckarsulm. Si parla di tagli di personale per 100.000 dipendenti e sull'indotto
02:28una caduta di 300.000 posti di lavoro. Se tutto verrà confermato, sarà una disfatta
02:35per l'industria automobilistica europea e per Volkswagen, che solo dieci anni fa era
02:41il primo gruppo automobilistico mondiale. Il 2026 sarà l'anno dell'auto cinese, ma
02:51sarà soprattutto l'anno dell'industria automobilistica europea. Se non si cambia
02:56registro, per l'auto made in Europe, cala il sipario e arriva il cartello di Hand.
03:03L'industria automobilistica europea, ricordiamo, che incide attorno al 7% del PIL. L'automotive
03:11sulla metallurgia europea incide quasi per il 30%, sulla chimica attorno al 30%, sul vetro
03:20e sul tessile per il 20% e sui servizi muove più di 300 miliardi. L'industria dell'automotive
03:29è quella più complessa e difficile con prodotti che debbono durare più di 10 anni, funzionare
03:35a meno 40 gradi e a più 40 gradi. L'automobile, oltre a muovere le persone, è il prodotto che
03:44muove più denaro in assoluto. E per questo è anche strategica a livello geopolitico. E
03:50perderla significa perdere libertà a 360 gradi, ma non solo. Il primo passo da farsi è lasciare
03:58libertà di vendita ad autotermiche ed elettriche. E questo lo deve fare Bruxelles. Il secondo,
04:06quello di concentrarsi sui prodotti e le loro performance. E questo lo devono fare i manager
04:11dell'auto. Il terzo è quello di non fermarsi a guardare due gadget e il bel vestito, ma la
04:19sostanza. E questo lo devono fare i consumatori. Solo così avremo auto europee e cinesi migliori
04:28e tutti ci guadagneremo.
04:38Abbiamo visto un'automotive europea in forte crisi e un'automotive asiatica in superforza.
04:48L'automobile europea ha perso 6 milioni e quest'anno l'automobile cinese, l'industria
04:53automobilistica cinese dovrebbe raggiungere il record assoluto di 10 milioni di esportazioni.
04:59Quindi, come abbiamo anticipato, Asia molto aggressiva.
05:01Dottor Fano, sul settore, quello della carta, qual è la situazione oggi?
05:07Il settore del tissue sta affrontando una sfida senza precedenti. Sta crescendo infatti l'importazione
05:13dai paesi asiatici, in particolare da Cina, Indonesia e Turchia. Questo sta avvenendo sostanzialmente
05:19per due motivi, costi energetici inferiori rispetto ai nostri e introduzione dei dazi
05:24americani. Parte infatti della sovrapproduzione asiatica è stata deviata dagli Stati Uniti
05:29al nostro continente. Solamente nel 2025 abbiamo avuto circa 600 mila tonnellate di importazione
05:35in crescita rispetto al 2024. Per le aziende italiane pertanto è fondamentale, è un tema
05:41centrale l'energia, incide molto nei nostri costi di produzione e pertanto
05:49per noi, considerate solamente che nel corso del 2026 l'energia e il gas sono cresciuti
05:55di oltre il 50% rispetto al 2025. Per noi pertanto è fondamentale che ci sia una politica
06:01energetica chiara e ospighiamo che ci sia una revisione dello schema ETS che vada a tenere
06:07in considerazione la competizione globale e che vada a tenere in considerazione gli investimenti
06:13che le imprese europee, non solo italiane, stanno facendo per la decarbonizzazione.
06:17L'Italia è uno dei produttori principali a livello globale di carta tissue, l'UCart
06:25si contraddistingue per questo in una produzione di carta riciclata, siamo tra i leader europei
06:32nella produzione di tissue riciclato, non abbiamo l'intenzione, la sfida non è rincorrere i produttori
06:39a basso costo, bensì è quella di valorizzare l'innovazione, il know-how e la sostenibilità
06:44nell'economia circolare e creando valore per i nostri stakeholders e creando valore
06:51per i nostri clienti e il consumatore finale.
06:55Professore Saviglia abbiamo sentito delle tematiche sempre legate agli ETS che preoccupa
06:59molto l'industria nazionale ma anche quella europea, che tant'è Francia, Germania e Italia
07:05stanno facendo squadra per una revisione. Lei ha uno studio importante con un'università
07:11inglese, cosa emerge e ci racconta qualcosa, grazie su questo tema.
07:15In 20 anni di analisi sui risultati dell'ETS hanno mostrato che il sistema ha ridotto le
07:21emissioni senza lasciare tracce evidenti sui conti delle imprese, quindi appare efficace
07:27per l'ambiente e neutrale per la competitività. Con i colleghi della L.A. Business School dell'Università
07:32di Reading abbiamo voluto approfondire questa conclusione, abbiamo quindi costruito un bilancio
07:37dinamico delle quote di carbonio, il dynamic allowance balance, incrociando i registri di
07:42conformità con oltre 2 milioni di transazioni da 2005 a 2022 che sono gli ultimi dati disponibili.
07:48Che cosa emerge? Tre elementi. Il primo, non si può distinguere tra vero abbattimento
07:53delle emissioni e la loro rilocalizzazione. Un impianto che emette meno può essere più
07:58efficiente o può semplicemente produrre meno perché la produzione si è spostata altrove.
08:03Un esempio concreto che abbiamo analizzato anche con il centro Transparence è la fusione
08:08di basamenti motore per l'automotiva europea che emigrata in Turchia e in parte in Brasile,
08:14quindi fuori dal perimetro ETS. Quelle emissioni rientrano nei conti solo ora con i meccanismi
08:20di aggiustamento cross border, quindi il Cibam partito quest'anno e con l'anvio dell'ETS turco.
08:29Secondo, il costo del carbonio emerge a un effetto negativo, robusto e statisticamente
08:36significativo sui margini operativi delle imprese. Quindi i segnali di prezzo incide e incide
08:42sulla redditività industriale. Il terzo riguarda la capacità produttiva. Quindi se il carbonio
08:48comprime i margini, la prima capacità uscita dal mercato è quella più esposta al prezzo
08:53del carbonio. E qui è la vera domanda, che cosa intendiamo per abbattimento? Se un impianto
08:58emette meno, perché produce meno, perché chiude, dal punto di vista statistica si registra
09:04lo stesso risultato. Meno emissioni, ma il significato è chiaramente profondamente diverso.
09:09Può voler dire perdita di capacità industriale. E non possiamo chiamare automaticamente questo
09:14un successo. Il punto quindi non è mettere in discussione la riduzione delle emissioni,
09:18ma se questa nei fatti spinge fuori dal mercato capacità produttiva europea, la decarbonizzazione
09:24misurata rischia di coincidere con una deindustrializzazione reale. E per questo ETS, politica industriale,
09:32strategia europea vanno necessariamente pensati insieme.
09:36Presidente Buzella, qui proprio a Focus SG ne avevamo già parlato in largo anticipo.
09:41Adesso vediamo che qualcosa si muove. Cosa ne pensa lei di questo? Sulla tematica degli
09:47ETS, poi le chiederò degli asiatici. Sulla tematica degli ETS condivido assolutamente
09:54quello che è stato detto. Effettivamente non si capisce, anzi sempre di più, sembra che
10:00la riduzione in termini di emissioni sia legata alle chiusure aziendali, più che ad una riduzione
10:07delle emissioni. Cioè chiudo l'azienda e quindi di emissioni non ne ho più. L'ETS, giustamente
10:14è stato fatto notare, nasce una ventina d'anni fa. Però noi dovremmo guardare soprattutto
10:19gli ultimi anni, perché in vent'anni viviamo un'era geopolitica molto diversa rispetto
10:27a quella di vent'anni fa. Noi avevamo comunque un fornitore vicino di gas, che era la Russia,
10:34era un po' il nostro Texas, oggi non l'abbiamo più, c'era guerra in Ucraina, adesso c'è
10:39anche lo stretto di Ormuz. In questi anni abbiamo avuto la crisi dei debiti sovrani,
10:45è fallita l'Eman Brothers, abbiamo visto di tutti i colori. Quindi non so pensare che
10:48uno strumento nato vent'anni fa con certe logiche, e aggiungo abbastanza light nei primi
10:55anni, perché le quote costavano 7-8 euro, oggi siamo a 70-80 euro per l'acquisto. Quindi
11:02l'impatto finanziario è molto superiore oggi rispetto al passato, per l'acquisto,
11:08anche perché si è finanziarizzato il mercato. Oggi il primo investitore sull'ETS è Black
11:12Rock, e uno dice ma perché Black Rock che non fa industria investe? Investe perché spera
11:18che il prezzo della quota 12 aumenti per poi rivenderla a più alto prezzo. Questa finanziarizzazione
11:24ha portato i prezzi alle stelle, la troviamo assolutamente ingiusta perché doveva essere uno strumento
11:30per le aziende. Le aziende dovevano intescambiare quote di CO2 tra chi riduceva e chi ne aveva
11:36bisogno. Invece due terzi del mercato oramai è finanziario, non è più veramente un mercato
11:42industriale. Queste due componenti, oltre al fatto che oggi, io dico anacronistico perché
11:50oggi il prezzo dell'energia è talmente alto, parliamo di, proprio in questi giorni, un prezzo
11:58del gas, e questo chiaramente si ripercuote anche sul termo elettrico visto che il grosso
12:04viene fatto da gas, abbiamo dei prezzi attorno a 50 euro megawattora, che vuol dire prezzo
12:10finito nell'azienda è attorno a 65 euro, perché poi c'è il dispacciamento da altre
12:14cose. In America parliamo di 20, già dispacciato, cioè già come bolletta finita, quindi siamo
12:21più del triplo. Oggi è insito stesso nel prezzo dell'energia il fatto di voler risparmiare,
12:27cioè non c'è bisogno delle TS che ti fa pagare oltre all'ingresso di energia anche i gas combusti
12:34che escono, quindi fai pagare l'energia due volte, prima e dopo. Ma già oggi con questi
12:39prezzi le aziende tentano in tutti i modi di ridurre i consumi e ridurre le emissioni,
12:45se non lo fanno fino in fondo è perché non ci sono ancora delle tecnologie mature, valide,
12:50economicamente sostenibili, perché questo è il tema, che permettano di abbandonare le emissioni.
12:57I due pilastri della transizione green dovevano essere l'idrogeno verde e dove non è possibile
13:03la cattura della CO2, questi sono i due pilastri. Oggi mi sembra un po' fuori da radar,
13:07l'idrogeno verde, se uno apre i giornali non se ne parla neanche più, perché è troppo caro
13:11al momento. E la cattura da CO2 si sta facendo qualche esperimento, mi viene in mente quello
13:17di Elena e Ravenna, ma siamo ancora a livello di pilota industriale, non di una tecnologia
13:23abilitativa che comunemente si può applicare. Quindi tu mi stai comunque tassando, perché
13:29alla fine l'ETS è una tassa, lo era già all'epoca, ma era una tassa più bassa con la
13:35speranza
13:36che arrivassero nuove tecnologie, una spinta sulle nuove tecnologie che dovevano essere
13:42questi due pilastri della transizione. I pilastri non ci sono stati, alcuni tipi di industria
13:48non possono neppure elettrificare, si parlava della carta, ma anche la ceramica, il cemento,
13:53buona parte della chimica è gasivora, può andare solo a gas. Perché tu mi stai penalizzando,
13:58mi stai tassando, perché io non ho alternativa. In questo modo mi fai chiudere, col fatto
14:05che altri in altri continenti riusciranno ad essere più competitivi, si crea una simmetria
14:10competitiva, per cui qui in Europa io chiuderò, vedremo che le emissioni si ridurranno, ma
14:16non grazie all'ETS, ma solo al fatto che ho chiuso l'azienda.
14:19Sulla simmetria competitiva qui la voglio, prima ho fatto l'esempio degli Stati Uniti
14:25che appunto pagano un terzo l'energia alle aziende, ma quello che c'è è questa presenza
14:29fortissima dell'Asia, anche perché gli Stati Uniti hanno chiuso all'Asia, anche per
14:35un discorso quello di strategia di sicurezza nazionale con tutto quanto i prodotti legati
14:40all'elettronica. Adesso vediamo tantissimi prodotti dall'Asia che arrivano da noi in Europa,
14:47che abbiamo sentito anche sulla carta, che ha un valore molto basso. Sulla chimica, la
14:51presenza dell'Asia com'è?
14:53Le importazioni di chimica dall'Asia sono triplicate, non dimentichiamo che oggi la Cina
14:58rappresenta il 45% della produzione della chimica nel mondo, vent'anni fa era il 5%,
15:04è stata un'esplosione di impianti, anche in buona parte sovvenzionati, sembra che la
15:11chimica sia il settore in assoluto più sovvenzionato dal governo cinese per fare nuovi impianti.
15:17Quindi è una concorrenza assolutamente asimmetrica e sleale sotto questo profilo, hanno chiaramente
15:23anche un quadro normativo più semplice rispetto al nostro, ma su quello mi viene da dire ci
15:28vuole poco, perché il peggio dell'Europa sotto il profilo normativo è praticamente impossibile
15:33e in questo modo noi ci troviamo assolutamente spiazzati. Ma subiamo un doppio danno, intanto
15:40nel 2025 il disavanzo sui prodotti chimici verso l'Asia è arrivato a 8 miliardi, man mano
15:46stanno acquisendo quattro di mercato, ma quello che ancora più preoccupa è che tutti i prodotti
15:51finiti che vengono fatti in Cina utilizzeranno chimica cinese, non certo vengono a comprarle
15:58in Europa e quindi questo è tutto volume che noi vediamo perdere giorno dopo giorno, non solo
16:03noi, ma anche la manifattura vale perché arrivano prodotti finiti, oltretutto aggerando
16:08il Sibam, perché il Sibam vale solo sui prodotti intermedi, ma non è stato pensato, non si capisce
16:13in base a quale logica, sui prodotti finiti, quindi un incentivo ad andare a produrre prodotti
16:19finiti carbonizzati in altre ere del mondo e importarli in Europa. Quindi con un quadro di
16:25questo tipo chiaramente siamo perdenti in partenza, energia più cara, ETS, sovvenzioni
16:31in Cina, esportazione di prodotti finiti molto più competitivi, ecco mi chiedo come si possa
16:38competere.
16:39Sì, io prima ho parlato anche di Asia perché l'ha detto e l'ha accennato lei anche adesso,
16:44anche Corea sta facendo proprio quadrato sulle sue aziende, cioè tutti quanti cercano proprio
16:49di fare il prodotto finito con tutti i componenti del proprio paese perché c'è proprio una
16:55tensione geopolitica su cui noi in Europa purtroppo non attenzioniamo e noi come stampa, come
17:01Dogwatch continuiamo ad accendere questi fari. Una domanda velocissima, lei per cercare di
17:08fermare questo processo di invasione, cosa ne pensa dei Dazi?
17:14Allora, io non sono mai stato un fautore dei Dazi perché i Dazi sono una soluzione emergenziale,
17:21cioè il Dazi può andare bene probabilmente in una situazione quale quella che stiamo vivendo
17:26con una deindustrializzazione così profonda e così veloce. Non dimentichiamo che il settore
17:31della chimica negli ultimi 4 anni ha perso il 10% degli impianti europei, che è 6 volte
17:38il ritmo di chiusura, che è quello diciamo del passato, siamo a 6 volte tanto, con un calo
17:45dal 2022 al 2025 del 90% dei nuovi investimenti nella chimica, cioè nessuno investe più in
17:50impianti chimici in Europa, che poi è una scienza, un'industria abilitante per tutti
17:55gli altri settori. È un grave problema non avere più produzione europea, buona parte
17:59dello sviluppo di nuovi prodotti deriva dal settore della chimica. Quindi in una situazione
18:04del genere uno può anche pensare di applicare delle tariffe, dei Dazi, però deve applicarle
18:10intanto su tutte le filiere, o perlomeno quelle più in crisi, non sui singoli prodotti,
18:14perché poi metti in crisi il settore immediatamente a valle. E oltre ad una cosa di questo tipo
18:21però bisogna pensare a un rilancio vero dell'Europa a livello competitivo, ecco non possiamo
18:26pensare poi di vivere sui Dazi, i Dazi hanno vita breve, dopo qualche anno il Dazio si sgonfia
18:33e comunque alla fine il prodotto arriva lo stesso. Quindi bisogna riacquisire competitività,
18:38questo deve essere il nostro mantra. E per acquisire competitività qual è la prima
18:44azione da farsi? La prima azione è una presa di coscienza, è una presa di coscienza da
18:48parte dell'Europa che le politiche messe in atto non vanno bene, vanno assolutamente
18:56ripensate, cosa che invece purtroppo ancora io non vedo e che quindi va bene avere come
19:02parametro anche quello ambientale, ma dico anche quello ambientale, non può essere l'unico
19:08parametro da guardare. Per cui prima ci sono gli obiettivi di sostenibilità ambientale
19:13e poi c'è il nulla. No, c'è una sostenibilità ambientale, una sostenibilità economica e
19:18una sostenibilità sociale e tu le devi mettere insieme e devono comunque andare avanti insieme.
19:23Quando ci sarà un cambio di mentalità di questo tipo e quindi ad esempio una revisione
19:28profonda e io vorrei dire addirittura la cancellazione del sistema ETS, allora a quel punto forse daremo
19:35un segnale di tale fiducia al mercato che qualcuno magari ricomincerà anche a dimestire
19:39in Europa. La puntata di Focus SG termina con i nostri ospiti, prima di lasciarvi, ripeto,
19:47conoscere le proprie forze è importante e agire anche di conseguenza in un mondo sempre
19:53più competitivo come abbiamo visto, in tutti i settori e che tocca anche da vicino noi cittadini,
20:01soprattutto per quanto riguarda la parte sociale. Alla prossima puntata naturalmente di Focus SG.
20:07Grazie.

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