" In ogni società, in ogni paese, in ogni epoca, ci sono angoli bui che sfuggono allo sguardo. Punti ciechi e zone d'ombra in cui la luce di tutti i giorni non arriva. Soprattutto per quelle società, quelle epoche e quei paesi che si ritengono più sani, più felici e più innocenti. E che proprio quelle zone d'ombra hanno deciso d'ignorare, stabilendo un confine oltre il quale non è più lecito, non è più raccomandabile, spingere lo sguardo. E invece è proprio lì che si annidano gli incubi che turbano i sogni dell'infanzia più innocente. Ogni epoca, ogni luogo, anche l'Italia, ha il suo incubo. Il suo serial killer... "
PIETRO MASO: Il caso di Pietro Maso, consumatosi a Montecchia di Crosara (Verona) nel 1991, è uno dei delitti familiari più celebri, cruenti e agghiaccianti della cronaca nera italiana. La notte del 17 aprile 1991, Antonio Maso e Marirosa Tessari vengono brutalmente aggrediti e uccisi al rientro nella loro villetta. A compiere il massacro è il figlio diciannovenne Pietro Maso, aiutato da tre amici complici: Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e il minorenne Damiano Tommasi. I genitori vengono colpiti ripetutamente alla testa e al corpo con tubi di ferro, blocchetti di cemento e una pentola a pressione. Per simulare una rapina finita male, i giovani mettono a soqquadro la casa e Pietro, poche ore dopo, finge di scoprire i cadaveri al suo rientro. Il movente del delitto non risiede in abusi o traumi familiari, ma nell'assoluto vuoto valoriale e nell'ossessione per il denaro facile e la bella vita. Pietro Maso desiderava svaligiare i conti dei genitori per finanziare uno stile di vita fatto di abiti d'alta moda, profumi costosi, auto di lusso e serate in discoteca. Pochi giorni prima del delitto, aveva persino tentato di falsificare la firma della madre su un assegno da 25 milioni di lire. La messinscena della rapina crolla dopo pochi giorni di serrati interrogatori da parte degli inquirenti, insospettiti dall'atteggiamento gelido e distaccato di Pietro. Pietro Maso viene condannato a 30 anni di reclusione, evitando l'ergastolo grazie al riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. I complici Carbognin e Cavazza vengono condannati a 26 anni ciascuno, mentre il minorenne Tommasi a 13 anni.
https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_dei_coniugi_Maso
https://en.wikipedia.org/wiki/Murders_of_Antonio_Maso_and_Mariarosa_Tessari
https://es.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
https://pt.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
#ProfondoNero #CarloLucarelli #PietroMaso #OmicidioConiugiMaso1991 #MontecchiaDiCrosara #Verona #Anni90 #GiorgioCarbognin #PaoloCavazza #DamianoTommasi #OmicidioFamiliare #Parricidio #Consumismo #VuotoGenerazionale #TelevisioneItaliana #ProgrammiTV #CrimeInvestigation #CronacaNera #StorieCriminali #TrueCrime #MisteriItaliani #GialliItaliani #StorieVere #DocumentarioCrime #InchiesteGiornalistiche #CrimeCommunity
PIETRO MASO: Il caso di Pietro Maso, consumatosi a Montecchia di Crosara (Verona) nel 1991, è uno dei delitti familiari più celebri, cruenti e agghiaccianti della cronaca nera italiana. La notte del 17 aprile 1991, Antonio Maso e Marirosa Tessari vengono brutalmente aggrediti e uccisi al rientro nella loro villetta. A compiere il massacro è il figlio diciannovenne Pietro Maso, aiutato da tre amici complici: Giorgio Carbognin, Paolo Cavazza e il minorenne Damiano Tommasi. I genitori vengono colpiti ripetutamente alla testa e al corpo con tubi di ferro, blocchetti di cemento e una pentola a pressione. Per simulare una rapina finita male, i giovani mettono a soqquadro la casa e Pietro, poche ore dopo, finge di scoprire i cadaveri al suo rientro. Il movente del delitto non risiede in abusi o traumi familiari, ma nell'assoluto vuoto valoriale e nell'ossessione per il denaro facile e la bella vita. Pietro Maso desiderava svaligiare i conti dei genitori per finanziare uno stile di vita fatto di abiti d'alta moda, profumi costosi, auto di lusso e serate in discoteca. Pochi giorni prima del delitto, aveva persino tentato di falsificare la firma della madre su un assegno da 25 milioni di lire. La messinscena della rapina crolla dopo pochi giorni di serrati interrogatori da parte degli inquirenti, insospettiti dall'atteggiamento gelido e distaccato di Pietro. Pietro Maso viene condannato a 30 anni di reclusione, evitando l'ergastolo grazie al riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. I complici Carbognin e Cavazza vengono condannati a 26 anni ciascuno, mentre il minorenne Tommasi a 13 anni.
https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_dei_coniugi_Maso
https://en.wikipedia.org/wiki/Murders_of_Antonio_Maso_and_Mariarosa_Tessari
https://es.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
https://pt.wikipedia.org/wiki/Caso_Maso
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TVTrascrizione
00:04Ci sono delitti che vanno oltre la cronaca nera, oltre alle vittime, a chi le ha uccise e alle persone
00:10che ci stanno intorno.
00:12E non perché siano più importanti, nessuna vittima è mai meno importante di un'altra, ci mancherebbe,
00:17ma perché avvengono in un momento particolare in cui il paese sta cambiando.
00:22O forse era già cambiato prima, non importa.
00:25Perché quel delitto, come un colpo di rasoio, squarcia la pelle della società e fa capire a tutti, per la
00:31prima volta,
00:32che siamo diversi da quello che credevamo, siamo un'altra cosa, che c'è un prima e c'è un
00:37dopo.
00:40Ogni epoca, ogni luogo, anche in Italia, ha i suoi incubi, delitti inquietanti che ci hanno cambiato per sempre.
01:07Io non mi vestivo come gli altri miei coetanei.
01:12Non sembravano eppure nati in quel posto.
01:15Loro mettevano al dolce vita.
01:18Io la camiciavo nel fular.
01:20Loro parlavano poco.
01:24Io socializzavo con tutti.
01:27Loro erano impacciati con le ragazze.
01:31Io sapevo come comportarmi.
01:45L'Italia è quella dell'inizio degli anni 90, 1991, per la precisione.
01:51Gli anni di piombo sono finiti e sono finiti anche gli anni 80.
01:55Al governo c'è la democrazia cristiana con Giulio Andreotti per la settima ed ultima volta.
02:00Il Partito Comunista, invece, si è sciolto.
02:09Tutti si chiedono chi abbia ucciso Laura Palmer, perché in tv spopolano le serie americane come i segreti di Twin
02:14Peaks e Miami Vice.
02:17Sono anche gli anni di Non è la Rai e Buona Domenica.
02:20Dei duelli tra Hilton Senna e Allen Prost, sui circuiti di Formula 1, la domenica pomeriggio.
02:28Alla radio passano Attenti al Lupo, di Lucio Dalla e Black or White, di Michael Jackson.
02:35Riccardo Cocciante, con Sestiamo Insieme, vince la 41esima edizione del Festival di Sanremo.
02:44Siamo a Montecchia di Crosara, un piccolo paese di poco più di 4.000 anime, in provincia di Verona.
02:50Non sembra nemmeno primavera.
02:52Il meteo parla di uno strano inverno che non vuole saperne di finire.
02:56È un bel guaio, perché Montecchia vive di agricoltura.
03:01Prima qui non si stava bene.
03:03C'erano soltanto i vecchi, i giovani se ne andavano in cerca di fortuna.
03:06Adesso, però, è diverso.
03:08Il nord-est d'Italia ha conosciuto una forte ripresa economica, un vero e proprio boom agricolo.
03:14Montecchia è un paese ricco, i contadini sono benestanti,
03:18lavorano tutto il giorno e i soldi vanno direttamente in banca, tutti,
03:21per la loro vecchiaia, per il futuro dei figli.
03:35Montecchia di crozara è terra da coltivare.
03:38Montecchia di crozara è una provinciale, una piazza, una chiesa,
03:42un cinema parrocchiale, una sala da giochi, un bar.
03:45Per chi ci abita è una cambiale già firmata.
03:48Sacrificio e lavoro.
03:49È la sera del 17 aprile e sta piovendo.
03:53È mercoledì e come tutti i mercoledì Antonio e Maria Rosa Maso vanno all'Onigo,
03:58un paese vicino, per il gruppo di preghiera e di lettura dell'Antico Testamento che frequentano.
04:07Si sono sposati i giovani, Maria Rosa e Antonio, come si usava allora,
04:12e sono ancora una coppia affiatata dopo 30 anni.
04:16Vivono da sempre a Montecchia e sono più che benestanti.
04:20In banca sono riusciti a mettere da parte più di un miliardo.
04:32Antonio ha 55 anni, è un uomo forte, dalla fronte ampia ai capelli radi.
04:37Coltiva la sua terra circa 3 ettari a vigna e ciliegi.
04:50Maria Rosa ha 48 anni, è una donna solida, di bassa statura, dal viso chiaro e aperto.
04:56Si occupa della casa, del giardino e dei tre figli,
04:59Nadia e Laura, che hanno 27 e 26 anni,
05:02e Pietro, che ne ha 19 e vive con loro.
05:19Sono circa le 23.
05:21Di ritorno dall'Onigo, i signori Maso si fermano al Barjon, in centro a Montecchia,
05:27dove all'inizio della serata avevano accompagnato Pietro.
05:30Piove e magari ha bisogno di un passaggio, ma Pietro non c'è.
05:34Allora vanno a casa, parcheggiano in garage e fanno per salire al piano di sopra.
05:38Ma le luci, che dal garage portano di sopra, non si accendono.
05:42Niente di strano.
05:43Magari è saltata la corrente a causa del temporale.
05:47E così salgono.
06:13Alle due di notte rientra a casa anche Pietro.
06:16Ha trascorso la serata in giro con gli amici e ha fatto tardi, come gli capita spesso.
06:20Pochi minuti dopo, corre sotto la pioggia, verso la casa dei vicini.
06:24Quando il capofamiglia finalmente apre la porta, si trova di fronte Pietro che urla.
06:28È agitato.
06:29Di più, è sconvolto.
06:31Ho visto due gambe, due gambe per terra, dice.
06:42Quello che il vicino trova nella casa dei signori Maso è un vero massacro.
07:11Alle 3.30 del mattino del 18 aprile, i carabinieri sono nell'abitazione.
07:16Per un primo sopralluogo.
07:33Il corpo di Antonio Maso è all'ingresso della cucina, steso sul fianco destro.
07:38Poco distante, c'è Maria Rosa, a pancia in giù, con le braccia allargate.
07:44A terra c'è molto sangue e c'è sangue anche nel bagno e nel corridoio.
07:51Per terra, in cucina, c'è una maschera da diavolo.
08:07Pietro Maso viene interrogato verso le 4.
08:09È ancora sconvolto e fa fatica a parlare.
08:12Ricostruisce la sua serata.
08:14È stato con gli amici al Bar John.
08:16Poi volevano andare in una discoteca di Verona, ma non li hanno fatto entrare perché c'era una festa privata.
08:21Allora hanno bevuto una birra e verso le 2 è rientrato a casa, dove ha trovato i corpi dei genitori.
08:28Vengono interrogati anche gli amici.
08:30Confermano la versione.
08:40Ma Pietro dice anche qualcos'altro, in quelle ore subito dopo il delitto.
08:45Racconta ai carabinieri che il padre da qualche tempo era preoccupato.
08:48Aveva visto girare vicino a casa un uomo sospetto che guidava una golf bianca.
08:53I carabinieri fanno degli accertamenti e trovano subito un riscontro.
08:57Salta fuori un nome, Giovanni.
08:59È un conoscente, a cui tempo prima Antonio, il padre di Pietro, ha prestato 6 milioni.
09:04Quei soldi non li ha mai avuti indietro.
09:06E Giovanni ha una golf bianca.
09:14Ma nel giro di poche ore, i carabinieri accertano che Giovanni non ha niente a che vedere con quegli omicidi.
09:20E allora che cosa è successo?
09:22Si tratta davvero di una rapina finita male?
09:24È un'ipotesi che non convince.
09:34Tanto per cominciare non ci sono segni di effrazione.
09:38Gli oggetti di valore non sono stati presi.
09:40E poi i ladri avrebbero potuto fuggire tranquillamente dall'ingresso principale.
09:45Quindi, perché uccidere i coniugi Maso?
09:48E non è tutto.
09:49Le lampadine sono state svittate, come se qualcuno avesse voluto simulare un blackout.
09:54Gli indizi fanno pensare più a un agguato che a una rapina.
10:09Chi ha ucciso Antonio e Maria Rosa era in casa e li stava aspettando.
10:27Poi succede una cosa.
10:29La mattina di venerdì 19 aprile, il direttore della Cassa di risparmio di Verona chiama la sorella di Pietro.
10:35Qualche giorno prima c'è stato uno strano movimento di denaro sui conti correnti dei suoi genitori.
10:41Un assegno di 25 milioni, firmato da Maria Rosa, la signora Maso,
10:46e intestato a un giovane di Montecchia di Crosara, che si chiama Giorgio.
11:00Giorgio ha 18 anni, uno in meno di Pietro, ed è un suo grande amico, e uno del giro del
11:05Bar John.
11:07Venerdì pomeriggio Laura si presenta con Pietro alla caserma dei Carabinieri di San Bonifacio.
11:11Vuole denunciare l'accaduto perché la storia dell'assegno proprio non le torna.
11:22Mentre i Carabinieri le stanno facendo alcune domande, Pietro scatta.
11:26Grida alla sorella di farsi gli affari suoi.
11:29Dice che Giorgio aveva bisogno di soldi e che sua madre gliele ha prestati.
11:51Ma c'è un particolare.
11:53A casa dei Maso è stata trovata una rubrica telefonica.
11:56Alla lettera V c'è la firma di Maria Rosa Tessari, scritta in blu e ripetuta più volte.
12:01Nella pagina dopo c'è una cifra, 25 milioni, scritta in lettere.
12:11Sembrano le prove di qualcuno che stia cercando di imitare la calligrafia e la firma di qualcun altro.
12:17E' abbastanza per approfondire.
12:19Non solo.
12:20C'è anche il nervosismo di Pietro che è evidente e che è un motivo in più.
12:24Così i Carabinieri lo interrogano, lo torchiano, non gli lasciano tregua.
12:33Alla fine lui confessa.
12:34Sì, dice.
12:35Ha falsificato la firma dell'assegno.
12:38Sua madre non ne sapeva nulla, ma c'è dell'altro.
12:41Davanti alle facce e le vite dei Carabinieri, Pietro Maso confessa.
12:44E' stato lui a uccidere i suoi genitori.
12:47Ora è finita davvero.
12:48Solo voglio di stendermi e di fumare una sigaretta.
13:03Non è la prima volta che accade un fatto di sangue da quelle parti.
13:07Ci sono stati Marco Furlan e Wolfgang Abel, gli assassini neonazisti del gruppo Ludwig.
13:12E un po' più in là, verso est, c'è stata la mala del Brenta di Felice Maniero.
13:18Ma questo sembra diverso.
13:21L'Italia sembra accorgersi improvvisamente che anche un ragazzo per bene,
13:25un ragazzo figlio di una famiglia così ricca,
13:28può compiere un delitto così efferato.
13:30Figli che uccidono i genitori.
13:32Non è la prima volta che accade, ma in questo momento sembra colpire di più.
13:54Facciamo un passo indietro.
13:55Pietro è l'unico figlio maschio di Maria Rosa e Antonio.
13:58È anche l'ultimo genito ed è nato con problemi di salute e per questo è il più coccolato.
14:04Da adolescente ha frequentato l'istituto agrario fino al terzo anno.
14:07Poi ha interrotto gli studi.
14:08La terra è buona e il lavoro non manca.
14:10La scuola è una perdita di tempo.
14:18A Pietro non piace lavorare nei campi.
14:21Anzi, a Pietro non piace lavorare comunque.
14:24Però gli piace la bella vita, le belle macchine, i bei vestiti, i profumi.
14:28Frequenta molte ragazze, 4 o 5 a settimana, nei periodi migliori, come dice lui stesso.
15:03La scuola è la scuola è la scuola.
15:05La sera incontra gli amici al Bar John, uno dei pochi di Montecchia.
15:09Offre da bere a tutti, gioca a poker e a biliardo.
15:12La sua stecch è la numero 8.
15:14Quando gioca, scommette e è anche forte.
15:16100.000 lire a buca è la posta.
15:40Per gli amici è un idolo, un eroe.
15:43Pietro lo sa.
15:44Sa di avere un ruolo ben preciso da interpretare.
15:46Frequenta tutte le discoteche tra Verona e Vicenza e il Casinò di Venezia.
15:56È un'attrazione che porta gente e soldi.
15:59Dove c'è lui, la discoteca si riempie.
16:01I locali lo cercano e i ragazzi lo imitano.
16:03Pietro lo sa e detta le mode.
16:05Da spettacolo.
16:17Entro nel locale.
16:19La musica è pronta.
16:22Sono un torero nell'area.
16:24Ho provato la scena per settimane.
16:27Movimento secco e dalla giacca spuntano due ventagli.
16:29Alzo sopra la testa.
16:31La musica è martella.
16:33Un colpo si aprono.
16:35Inizia a ballare.
16:42Vuole essere come Don Johnson in Miami Vice.
16:45Il detective della narcotici che veste Valentino.
16:48E va in giro con una Ferrari bianca.
17:08Ma la bella vita e il sogno di Pietro Maso
17:11finiscono la notte il 17 aprile 1991.
17:15Per lui e per i suoi complici.
17:17Perché a compiere il delitto Pietro non è da solo.
17:20Durante la confessione al comandante dei carabinieri
17:23fa il nome di Giorgio.
17:25Il ragazzo a cui era stato intestato
17:27quell'assegno di 25 milioni.
17:29E anche quello di altri due suoi amici.
17:31Paolo e Damiano.
17:36Paolo e Damiano.
17:38Paolo e Damiano.
17:56Alla prossima.
18:06Il primo, Giorgio, è un ragazzo timido, di quelli che di solito restano ai margini del gruppo.
18:12Da quando ha conosciuto Pietro, però, Giorgio è cambiato.
18:16Si è lasciato sedurre dalla possibilità di una vita diversa.
18:19Una vita che non sia soltanto famiglia e lavoro, come quella dei suoi genitori.
18:36Paolo è stato compagno di scuola di Pietro e anche lui ne subisce il fascino.
18:41Damiano, invece, all'epoca dei fatti è minorenne e anche lui frequenta il bar John.
18:46Io potevo permettermi di frequentare quelli che gli altri scartavano.
18:50E a quel tempo il resto della compagnia considerava Giorgio una nulità.
18:54Io potevo trasformarlo.
18:58Noi figli di contadini, operai senza desideri, scoprivamo dalla tv che lì fuori c'era un mondo altro, al quale
19:04non ne eravamo destinati.
19:06Un mondo di belle donne, belle macchine, bei tramonti.
19:10Una vita di successo.
19:14Ma dalla confessione di Pietro emerge anche qualcos'altro.
19:18Qualcosa, se possibile, di ancora più agghiacciante.
19:48Pietro racconta infatti che prima della notte del discorso,
19:51il 17 aprile, lui e i suoi amici avevano già tentato di uccidere Antonio e Maria Rosa.
19:56Anzi, lo stavano pianificando da tempo, da almeno tre mesi.
20:03A marzo, Pietro e Giorgio erano andati a Vicenza a cercare qualcuno pronto a sporcarsi le mani per loro,
20:10ma non erano riusciti a trovarlo.
20:12A ritorno a Montecchia, avevano cambiato piano.
20:29Avevamo bisogno di veleno per topi.
20:31Dovevamo appelenare tutti.
20:34Abbiamo comprato anche un sonnifero per fare una mistura.
20:39Avevamo confuso la realtà con troppi telefilmi.
20:44Arrivati a destinazione, abbiamo buttato tutto nel secchio della spazzatura,
20:49perché temevamo che qualcuno potesse sentire l'odore.
20:55Qualche settimana dopo ci riprovano.
20:58Pietro accompagna sua madre a fare commissioni.
21:01Si mette al volante dell'auto e seduto dietro c'è anche Giorgio.
21:04Il piano è quello di colpirla alla testa con un pestacarne.
21:09Ma Giorgio non se la sente, ha paura, non ha il coraggio.
21:15Giorgio dice che c'erano sempre macchine che ci venivano incontro.
21:19Ha avuto paura che qualcuno ci vedesse.
21:23Non era mai successo.
21:25Non era mai successo che Giorgio si rifiutasse di fare ciò che gli chiedevo.
21:42Il 3 marzo del 1991, domenica, Pietro organizza un pranzo di famiglia.
21:48Vuol far saltare per aria la villetta,
21:50con dentro tutta la famiglia riunita a tavola, cognati compresi.
21:54Piazza alcune bombole di gas nella tavernetta.
21:56Ottura il cammino con dei vestiti
21:59e ci mette anche quelle luci da discoteca
22:02che si accendono da sole, al minimo rumore.
22:18Punta una sveglia alle 12,
22:20in modo che il suono attivi le luci e la scintilla infiammela aria,
22:23che dovrebbe essere satura di gas.
22:25Ma il piano fallisce.
22:26Perché Pietro non ha aperto le valvole.
22:30Ma invece della casa all'ultimo faccio saltare il piano.
22:36Mi ha mancato il coraggio.
22:41La scusa per i miei compagni è che mio padre quella domenica non sarebbe stato in casa.
22:51Poi succede una cosa, una cosa per cui non si può più aspettare.
22:55A febbraio, Giorgio era riuscito a ottenere un prestito dalla Cassa di Risparmio di Verona.
23:0023 milioni per comprare un'auto, ma non una qualsiasi.
23:03Una lancia delta a trazione integrale.
23:06La macchina che quell'anno domina il campionato del mondo di rally.
23:09L'auto che tutti i ragazzi di Montecchia desiderano, ma che nessuno può permettersi.
23:24Ora, grazie a quel prestito, Giorgio può.
23:27Ma quando arriva a casa, trova suo padre che gli dice che non può comprarsi quella macchina.
23:31Troppo grossa, troppo lussuosa, per un ragazzo come lui.
23:35Giorgio è costretto ad obbedire, ma non restituisce i soldi.
23:38Pietro lo ha convinto a tenerseli.
23:40Tanti soldi così, tutti insieme, non li avevano mai visti.
24:12Volevamo fare la bella vita, era desiderio di vita e basta.
24:17Il paese offriva pochissimo e la tv ci offriva quel tanto che basta per sognare altro.
24:31Giorgio e Pietro si scatenano.
24:33Abiti firmati, ristoranti di lusso e discoteche.
24:36Gli amici del Bar John credono che abbiano vinto al totocalcio
24:39o che siano coinvolti in qualche giro strano.
24:49In meno di un mese, i 23 milioni del prestito sono finiti.
24:53Giorgio però deve restituire i soldi alla banca e non sa come fare.
25:01Pietro allora ha un'idea.
25:04Stacca un assegno dal blocchetto della madre e ne falsifica la firma.
25:08Giorgio ritira i soldi senza problema e salda il suo debito.
25:11Tutto sembra filare liscio.
25:15E invece no, perché nel giro di qualche giorno
25:17sua madre si sarebbe accorta dell'assegno e sarebbe stato un guaio.
25:21Bisognava agire in fretta e non soltanto per quello.
25:34Il piano di Pietro Maso era di uccidere la propria famiglia
25:38per impossessarsi dell'eredità.
25:42Aveva anche fatto i calcoli.
25:44Un miliardo e mezzo in tutto, tra casa, 11 campi da vendere e i risparmi in banca.
25:49Ma aveva bisogno d'aiuto.
25:54Per questo aveva coinvolto prima Giorgio e poi Paolo e Damiano.
25:59Agli ultimi due aveva promesso 200 milioni.
26:02Il resto dell'eredità se lo sarebbero diviso lui e Giorgio.
26:05Come dirà lo stesso Pietro Maso,
26:08eravamo pronti a tutto pur di spezzare la maledizione
26:11a cui ci avevano condannato i nostri genitori.
26:29Mi è venuto in mente di condurre una vita brillante
26:33e quindi mi servivano molti soldi.
26:37Per avere questo denaro l'unica soluzione era quella di avere subito l'eredità
26:41che mi sarebbe spettata dai miei genitori qualora fossero morti.
26:45Nonché mi sarebbe piaciuto averla intera,
26:48dovendo così essere costretto ad uccidere anche le mie sorelle.
26:58Torniamo al giorno del delitto, 17 aprile 1991, mercoledì.
27:11Sono le 21. Pietro, Giorgio e Paolo escono dal bar John
27:16e vanno a casa di Damiano.
27:19Prendono due borsoni e raggiungono casa Maso, in via San Pietro.
27:27Alle 21.30 entrano.
27:30Pietro è sempre più nervoso, fuma una sigaretta dopo l'altra.
27:33Paolo e Giorgio hanno paura, vorrebbero rimandare, non è la serata giusta.
27:37Ma Pietro dice, o stasera o niente.
27:41Presto sua madre si accorgerà di quell'assegno da 25 milioni
27:44e scoprirà che è stato lui a falsificare la firma.
27:47Bisogna ucciderli e bisogna farlo ora.
28:14Ore 22.30. Pietro apri i borsoni.
28:30Dentro ci sono una sparanga di ferro, un blocco a sterzo, delle tute da lavoro e due maschere di carnevale.
28:36Una da diavolo e l'altra da zio tibia.
28:39Le dà a Giorgio e a Paolo.
28:40Lui non la vuole, vuole vederci bene.
28:50Impugna la spranga e Paolo prende il blocco a sterzo.
28:58Gli altri due hanno bisogno di un'arma e vanno in cucina.
29:01Impugnano delle padelle e colpiscono a vuoto.
29:04Fanno delle prove per vedere se sono armi adatte a uccidere.
29:12Pietro tira fuori le tute dai borsoni.
29:14Lui non se la mette.
29:16Svitano le lampadine dell'ingresso e della cucina.
29:19Si appostano nel buio e aspettano.
29:22Nel frattempo Antonio e Maria Rosa sono al bar John, cercano Pietro.
29:26Forse potrebbero dargli un passaggio a casa.
29:32Sono da poco passate le 23 quando si sente un tintinnio di chiavi.
29:36È Antonio Maso che sta salendo.
29:47Nessuno pensa ai coltelli a qualcosa di più appropriato.
29:50Volevamo uccidere senza uccidere.
29:52Colpire senza accostarci ai corpi.
29:54Senza vedere troppo sangue.
30:10Il primo a colpire è Pietro.
30:14Cala la spranga su suo padre con tutta la forza.
30:17L'uomo crolla a terra, ma respira ancora.
30:24Maria Rosa viene colpita qualche istante dopo da Giorgio e Damiano, ma non muore.
30:29Si trascina verso la cucina e allora Giorgio le si avventa addosso
30:33e la colpisce con la padella, così forte che il manico si rompe.
30:37Ma ancora non muore.
30:57Giorgio chiama Pietro in aiuto, che accorre, lasciando a Paolo il compito di finire suo padre.
31:03Pietro allora passa un cuscino a Giorgio, che cerca di soffocare Maria Rosa, ma non ci riesce.
31:19Ci provano anche con un sacchetto di plastica, ma non ci riescono.
31:30Allora Pietro colpisce sua madre con la spranga con cui aveva colpito suo padre.
31:51In tutto, l'agonia dei signori Maso dura 53 minuti.
32:07E' mezzanotte e mezza. Pietro, Giorgio, Paolo e Damiano hanno appena massacrato i coniugi Maso, i genitori di Pietro.
32:20Coprono i cadaveri con le lenzuola.
32:22La vista dei corpi, riversi a terra in un lago di sangue, è insopportabile.
32:26Si lavano.
32:30Pietro si cambia perché sui pantaloni c'è una macchia di sangue.
32:33Rovesciano il contenuto dei cassetti in mezzo alla stanza per simulare una rapina finita male.
32:38Raccolgono lenzuola, tute e armi e mettono tutto nei borsoni.
32:43Si dimenticano una maschera, quella da diavolo.
32:45E si dimenticano anche di riavitare le lampadine.
32:51Pietro prende l'auto di suo padre e accompagna Paolo a casa.
32:55Poi, assieme a Giorgio e Damiano, va a Verona in discoteca.
32:58Al Berfis non li lasciano entrare, c'è una festa privata e serve l'invito.
33:03Ma non importa, restano lì fuori per un po'.
33:06L'importante è dire che erano là, quella notte, e non a Montecchia di Crosara, a massacrare i signori Maso.
33:22Sulla via del ritorno si liberano delle armi del delitto.
33:25Pietro li accompagna Damiano e Giorgio.
33:28Finalmente arriva a casa.
33:35Sono le 2.30 e tutto finito.
33:37Ora non rimane che suonare il campanello dei vicini e interpretare la parte.
33:42La parte del figlio sconvolto per la morte dei genitori.
34:08Il processo a Pietro Maso e i suoi complici inizia il 18 febbraio 1992.
34:14Alla prima udienza i giornalisti affollano l'aula.
34:17La storia del ragazzo benestante che ha massacrato i suoi genitori è diventata un caso mediatico.
34:32Ora l'Italia sa che queste cose succedono, e non solo in Twin Peaks o in Miami Vice, e non
34:38solo in America.
34:39Succedono anche in un piccolo paese della provincia di Verona.
34:46Pietro e i suoi amici entrano in aula ben vestiti, giacca elegante e capelli impomatati.
34:51Fumano.
34:52Si cambiano d'abito anche più volte al giorno.
34:54Pietro non mostra il rimorso.
34:56Come nelle discoteche che frequentava, si comporta da protagonista dello spettacolo.
35:06Entro in aula come in un set cinematografico.
35:08Devo recitare la mia parte.
35:15Dalle 177 pagine della relazione finale dello psichiatra Vittorino Andreoli,
35:21incaricato di redigere una perizia,
35:23emerge che Pietro Maso soffre di un disturbo narcisistico della personalità,
35:28che lo porta ad assumere un comportamento egocentrico,
35:31una figura da leader e a non riconoscere l'autorità dei genitori.
35:37In Giorgio Carbognin si rileva invece un disturbo dipendente di personalità.
35:42Anche Paolo è immaturo, ha scarsa capacità critica e tende ad essere un gregario.
35:47L'incastro delle diverse personalità è perfetto.
35:49C'è un leader, Pietro, e ci sono i suoi sottoposti, che non devono scegliere.
35:53Devono solo essere scelti.
35:56I genitori, secondo Andreoli, per Pietro erano un salvadanaio da cui attingere in continuazione.
36:02Un salvadanaio da rompere nel momento del bisogno.
36:05E c'è di più.
36:07Secondo la perizia psichiatrica, ci sarebbe anche un altro colpevole.
36:15Sarebbe il nord-est italiano, inondato dai soldi del boom agricolo.
36:19Soldi che non si spendono, ma si noscondono e si mettono da parte.
36:23Soldi che hanno sostituito i libri e la scuola, che sono una perdita di tempo,
36:27perché portano via braccia al lavoro e quindi anche al guadagno.
36:31E questa è una cosa che pensano anche i genitori.
36:42Pietro Maso racconta che con i soldi dell'eredità voleva comprarsi una BMW 2000,
36:47con il cruscotto in radica e i sedili in pelle.
36:49La vuole bianca, come la Ferrari di Don Johnson in Miami Vice.
36:53La vuole come la sua, perché Don Johnson è l'unica persona al mondo che ritiene più in gamba di
36:57lui.
36:58In carcere le preoccupazioni di Pietro sono rimaste le stesse.
37:02La cura della propria persona, i vestiti, la palestra.
37:05Da quando ha cominciato ad uscire dalla cella, nell'ora d'aria, prende il sole, si abbronza.
37:15Pietro Maso riceve centinaia di lettere di ammiratori.
37:19Sono ragazzi come lui, che lo ammirano perché ha avuto il sangue freddo di uccidere i suoi genitori.
37:24È diventato un eroe, un eroe da ammirare.
37:27Riceve anche molte lettere di ragazze che gli inviano ciocche di capelli,
37:31fotografie in costume da bagno o in biancheria intima.
37:49Io prendo il mio bottino.
37:51Tutto contento mi siedo sulla branda.
37:54Gli altri carcelati mi si fanno intorno.
37:58Butto il pacco di lettere al centro come fosse un tesoro.
38:01Comincio a leggere a voce alta.
38:04E ogni volta che dentro ci trovo una foto, la faccio girare.
38:10Quelle in biancheria intima sono le più gettonate.
38:13Ce le spartiamo.
38:26Fuori dal carcere, Pietro Maso diventa un idolo.
38:28Allo stadio le brigate giallo-blu, i tifosi del Verona, lo fanno diventare il protagonista di cori e striscioni.
38:35Urlano Forza Maso, Maso sindaco.
38:37I suoi amici fondano addirittura il Pietro Maso fan club.
38:43Il 29 febbraio del 1992, la corte d'assise di Verona condanna Pietro Maso a 30 anni di reclusione e
38:51Giorgio e Paolo a 26.
38:53Sentenza che verrà poi confermata dalla Cassazione e l'aprile del 93.
38:58Damiano invece viene condannato a 13 anni dal Tribunale dei Minori di Venezia, nel febbraio del 94.
39:16Non è la prima volta che un figlio uccide i genitori, ma con Pietro Maso l'Italia sembra scoprire
39:22che se una cosa del genere può accadere in un paesino benestante dove girano i soldi, allora può succedere dovunque.
39:28E Pietro Maso diventa anche il protagonista ideale, il modello di una televisione che mostra uomini e donne belli, giovani
39:37e sorridenti,
39:38auto di lusso e vestiti griffati.
39:40E che è in grado di trasformare anche un assassino in un eroe.
40:16Attenti bambini, non accettate caramelle dagli sconosciuti.
40:22Era circa un mese che girava per quelle strade, varcheggiava vicino alla scuola, si sedeva sul muretto e aspettava.
40:31Dov'è finita Milena?
40:33Che ha 13 anni ed è una bella ragazza, simpatica e sportiva.
40:36Non l'ho mai vista né conosciuta.
40:39Se vuole vedere viva Milena, 50 milioni, prima juola, Corsitalia.
40:43Non l'ho mai vista.
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