Sono cinque le persone coinvolte a Bologna nell'operazione che, spiega la Questura bolognese, «ha documentato l'esistenza di un meccanismo finalizzato a consentire l'ingresso illegale in Gran Bretagna di persone che non ne avevano titolo». Nel dettaglio, spiega il commissario capo della Squadra mobile Giacomo Uboldi, nel capoluogo emiliano è stato arrestato e portato in carcere- con le accuse di associazione a delinquere volta al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di riciclaggio- un 40enne pachistano senza precedenti, che vive a Bologna da molti anni e che è considerato il «regista» dell'attività criminale. L'uomo comparirà domani in Corte d'appello per l'udienza di convalida. Altre quattro persone- la moglie dell'arrestato, i titolari di due agenzie di viaggio e un altro uomo pachistano ritenuto un collaboratore dell'organizzazione- sono state invece sottoposte a perquisizione e sentite a sommarie informazioni in presenza dei loro difensori: tre di loro, dettaglia Uboldi, hanno fornito la loro versione dei fatti. Parlando con i cronisti, il commissario capo della Squadra mobile fa sapere che all'origine dell'operazione c'è quanto appurato «circa due anni fa dalle Forze di Polizia inglesi, che hanno ricostruito un movimento sospetto di soggetti provenienti dall'Asia negli aeroporti inglesi». La maggior parte dei migranti spiega la Questura, «arrivava in aereo in Unione europea (18 gli aeroporti coinvolti), utilizzando visti turistici apposti ai documenti di identità». Stando a quanto emerso dalle indagini, negli ultimi due anni sarebbero state fatte entrare illegalmente in Gran Bretagna centinaia di persone.