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  • 9 ore fa
"È importante che anche il cittadino comune sappia che la tecnologia è uno strumento aggiuntivo, ausiliario". Così Giuseppe Barbagallo, presidente del Congresso e professore ordinario di Neurochirurgia all'Università di Catania, in occasione del 75° Congresso della Società Italiana di Neurochirurgia (SINch).

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Trascrizione
00:10Come esiste l'esperienza clinica del chirurgo?
00:30In realtà e nella pratica clinica quotidiana tutto ciò che oggi la tecnologia mette al servizio della neurochirurgia.
00:36È necessario trovare sempre una via di mezzo, c'è un equilibrio tra ciò che la tecnologia ci spingerebbe o
00:42ci può spingere a fare
00:44e l'esperienza clinica e l'esperienza chirurgica che ci consente di comprendere realmente se ciò che noi potremmo fare
00:52è appropriato per quel singolo paziente.
00:55Credo che non si possa ignorare il ruolo dell'innovazione tecnologica, delle moderne tecnologie, dello sviluppo della informatizzazione, della digitalizzazione
01:06applicata alla medicina
01:07ma tutto ciò deve essere attentamente integrato con l'esperienza clinica, con l'esperienza chirurgica per far sì che si
01:17mantenga sempre una umanità delle cure.
01:19Alcuni anni fa l'NIH, il National Institute of Health degli Stati Uniti aveva definito la neurochirurgia come la branca
01:26più tecnologica della medicina
01:28e se questo avveniva anni fa ancora più valido probabilmente il messaggio è oggi perché l'intelligenza artificiale realmente
01:36se applicata per esempio alle apparecchiature di risonanza magnetica o di diagnostica per immagini
01:42sta consentendo ai neurochirurghi di poter non fare diagnosi di certezza ma quantomeno ipotizzare, immaginare con sempre maggiore precisione
01:53quale potrebbe essere la diagnosi di una patologia oncologica cerebrale o vertebro midollare.
02:00È chiaro che la diagnosi poi la dà sempre comunque l'esame istologico, l'analisi biomolecolare di un tessuto
02:08però strumenti quale la intelligenza artificiale e quali per esempio la neuronavigazione
02:15le faceva riferimento all'applicazione delle tecniche di navigazione all'interno del cervello
02:19sono strumenti che contribuiscono in modo indiscutibile a ridurre, non aboliscono ma possono ridurre in modo significativo
02:28il rischio di creare ulteriori danni ad un paziente quando il neurochirurgo interviene.
02:34Quindi sono degli strumenti che certamente possono migliorare l'atto chirurgico
02:39possono migliorare soprattutto l'outcome di un intervento chirurgico
02:43con la consapevolezza che è importante che venga conosciuta un po' dai non addetti ai lavori
02:50cioè dal cittadino comune
02:51che tutta la tecnologia è uno strumento aggiuntivo, ausiliario per il miglioramento
02:57come dicevo prima dell'outcome del paziente
03:00della riuscita clinica di un intervento chirurgico per la possibilità di ridurre complicanze
03:05ma non dobbiamo illuderci, non dobbiamo pensare che sia sufficiente utilizzare l'intelligenza artificiale
03:11o la neuronavigazione o altre tecnologie che possono oggi essere disponibili sul mercato
03:17per trasformare quello che rimane un atto chirurgico eseguito da un uomo
03:21anche nell'era della robotica
03:23in qualcosa che sia priva di complicanze
03:26e che soprattutto sia scontato
03:30che possa essere associata ad un esito obbligatoriamente positivo
03:34questo purtroppo non avviene ancora
03:36ed difficilmente potrà avvenire nel prossimo futuro

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