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00:00C'è una data che ha cambiato per sempre il modo in cui l'Europa guarda l'energia.
00:06Il 24 febbraio 2022, l'invasione russa dell'Ucraina.
00:12E ce n'è purtroppo una seconda, che quattro anni dopo ha riportato la geopolitica direttamente dentro i prezzi.
00:19Il 28 febbraio del 2026, l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran.
00:35In mezzo ci sono stati il record del gas europeo, il petrolio a ridosso di 150 dollari al barire,
00:43le sanzioni dell'Unione Europea alla Russia, la chiusura, la riapertura e ancora lo stop a rotte strategiche marittime molto
00:53importanti.
00:53La corsa anche europea al gas naturale liquefatto, come dice la parola, è liquida.
00:59Quindi si trasporta più facilmente tramite le navi.
01:03E poi il riempimento degli stoccaggi, l'accordo tra gli Stati Uniti e il Venezuela,
01:09è una trasformazione profonda di tutta la mappa energetica mondiale.
01:14Oggi il punto non è soltanto capire quanto costano un barile di petrolio o un megawattora di gas.
01:21Il punto è capire perché il mercato, a distanza di quattro anni dal primo shock,
01:27sia ancora così sensibile a una nave che non passa, a una raffineria che si ferma,
01:33o a un messaggio, di solito basta un tweet, proveniente da Washington, Tehran o Mosca.
01:40Mi chiamo Francesca Gerosa, sono giornalista di Milano Finanza e mi occupo di mercati.
01:46Quindi cerchiamo di capire che cosa veramente fa spostare il prezzo del petrolio e del gas
01:52e soprattutto quali sono le implicazioni per gli investitori.
01:57Partiamo dal petrolio.
01:59Il 24 febbraio 2022, il giorno dell'attacco della Russia all'Ucraina,
02:05il Brent, quindi il petrolio di riferimento europeo, era già vicino a 100 dollari al barile.
02:12Nei giorni successivi il mercato è entrato in una vera e propria fase di panico.
02:18L'8 marzo il Brent è arrivato fino a quota 127,98 dollari al barile,
02:25il massimo dal 2008, l'anno della crisi finanziaria globale,
02:31quando la quotazione nell'intraday arrivò fino a 150 dollari al barile dopo il fallimento di Lehman Brothers.
02:40La paura dei mercati era semplice e palpabile.
02:44Perdere una parte dell'offerta russa in un mercato che comunque era già atteso.
02:49Il petrolio, infatti a differenza del gas trasportato via gasdotto,
02:54è una materia prima più facilmente ridistribuibile, ma non è infinitamente sostituibile.
03:02Infatti servono navi, assicurazioni, raffinerie, porti, capacità di stoccaggio e soprattutto ci vuole tempo.
03:12Negli ultimi mesi l'Ucraina sta conducendo una campagna sistematica di attacchi con droni a lunga gittata
03:19contro le raffinerie e tutte le strutture petrolifere russe.
03:23L'obiettivo non è solo quello di bruciare petrolio, ma di rendere più difficile alla Russia il fatto poi di
03:30produrlo
03:31e quindi alla fine andare a ridurre la capacità economica della Russia.
03:35L'obiettivo non è semplicemente bruciare il petrolio, ma rendere più difficile alla Russia trasformare il greggio in carburante
03:45e quindi ridurre la capacità economica della Russia e anche militare a sua volta.
03:50Questo sicuramente è uno dei motivi che ha portato al rialzo del prezzo del petrolio,
03:58fino al picco, dicevamo, anche di 127 dollari al barire.
04:03Dopo questa esplosione a marzo del 2022, il Brent è sceso progressivamente, però in modo molto graduale.
04:11La domanda globale ha rallentato, le scorte si sono ricostituite
04:17e il mercato ha imparato a convivere con questo nuovo regime delle sanzioni dell'Unione Europea nei confronti di Mosca.
04:26Nel 2023 e nel 2024 le quotazioni del greggio si sono mosse in un intervallo sicuramente più basso,
04:35mentre nel 2025 il petrolio è tornato a scendere verso quota 60-70 dollari al barire.
04:44Il secondo shock, però, è arrivato nel 2026.
04:49La guerra degli Stati Uniti ed Israele contro l'Iran, che è iniziata il 28 febbraio di quest'anno,
04:56ha riportato in primo piano comunque un rischio diverso,
05:00non sostanto la perdita di produzione di greggio, ma il rischio fisico sulle rotte marittime.
05:07Perché? Perché al centro c'è lo stretto di Hormuz, attraverso il quale prima del conflitto
05:13transitava circa un quinto del petrolio mondiale e anche una quota importante di gas naturale liquefatto.
05:22Ebbene, il Brent è partito da poco sopra i 70 dollari al barile,
05:27a malzo è salito oltre 100 dollari,
05:30il 31 è arrivato al massimo di 118-35 dollari al barile
05:36e qui bisogna fare una distinzione.
05:39Il 7 aprile il mercato fisico ha registrato prezzi ancora più estremi
05:44per alcune qualità di greggio.
05:46In particolare, alcune raffinerie europee e asiatiche
05:51sono arrivate a pagare quasi 150 dollari il barile.
05:56Ma il riferimento a cui normalmente si guarda nei mercati finanziari
06:01è appunto il Brent, quindi il benchmark di riferimento europeo.
06:08Da allora il premio per il rischio è andato avanti e indietro.
06:13Ogni volta che si intravedeva una tregua in Medio Oriente
06:17o che il presidente statunitense Donald Trump con un solo tweet
06:21faceva credere in un riavvio dei negoziati per raggiungere la pace,
06:27in Medio Oriente il petrolio è sceso.
06:30Ogni volta invece che lo stretto di Ormuz è tornato sotto pressione
06:34con pochissime navi, alcune volte addirittura nessuna,
06:39che sono riuscite a passare dal canale,
06:41il prezzo ha reagito verso l'alto.
06:44E arriviamo quindi a metà settembre,
06:46con il Brent tornato sopra 107 dollari al barile,
06:51con una nuova escalation in questo caso,
06:54perché gli youth sostenuti dall'Iran
06:56hanno conquistato la strategica città portuale di Moqa
07:02e l'isola di Zucar che è sul Mar Rosso,
07:05mettendo le mani direttamente sullo stretto di Bab-el-Mandeb,
07:10che è una delle rotte mondiali più importanti
07:14per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mar Mediterraneo.
07:18Il controllo rischia di allargare e aggravare anche il conflitto
07:22in Medio Oriente e far salire ancora di più i prezzi del petrolio,
07:27anche perché ora gli youth sono in grado di esercitare
07:30una coercizione marittima sulla rotta
07:33su cui l'Arabia Saudita,
07:35che è il maggior esportatore mondiale di petrolio,
07:38aveva comunque utilizzato per trasportare il greggio.
07:43Il mercato sta incorporando nei prezzi dell'oro nero
07:47anche il rischio a questo punto che le vie alternative,
07:50non solo lo stretto di Ormuz,
07:53diventino vulnerabili, impraticabili.
07:57La logistica è per questo che è il vero problema.
08:01E da questo punto di vista,
08:03l'OPEC+, cioè l'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio allargata,
08:09perché comprende anche la Russia,
08:11a questo punto può cercare di intervenire
08:14modificando gli obiettivi a livello di produzione,
08:17ma non può sicuramente riaprire lo stretto di Ormuz,
08:21non può riparare una raffineria attaccata dai miliziani,
08:25così come non può convincere una petroliera
08:29a entrare in una zona di guerra senza le dovute sicurezze.
08:35Ecco perché in questa fase il potere del cartello
08:37è decisamente molto più limitato.
08:40L'OPEC non può garantire che quei barili di petrolio
08:44vengano prodotti o che raggiungano effettivamente il mercato.
08:49La prossima riunione del cartello si terrà il 4 ottobre.
08:53Il gruppo dovrà esaminare e stimare
08:56la produzione petrolifera per il 2027.
09:02Nel frattempo le stime delle banche d'affari
09:05sul prezzo del petrolio
09:08a questo punto potrebbero salire fino a 120 dollari al barire,
09:13come ha avvertito di recente Goldman Sachs,
09:16se gli attacchi alle navi in Medio Oriente
09:19aumenteranno e continueranno.
09:22E gli eventi degli ultimi giorni suggeriscono
09:24che il rischio che le interruzioni delle spedizioni
09:27si allarghino o si intensificano
09:29è decisamente significativo.
09:31Goldman Sachs ha anche un obiettivo più basso,
09:35a 80 dollari al barire,
09:37nel caso in cui naturalmente
09:38le esportazioni dal Medio Oriente tornino alla normalità.
09:42E per noi comuni mortali cosa significa tutto questo?
09:45Il prezzo della benzina purtroppo sale subito
09:48quando il prezzo del petrolio aumenta,
09:51ma scende purtroppo molto lentamente
09:54quando il greggio cala.
09:56Questo è un fenomeno economico
09:58noto come trasmissione asimmetrica dei prezzi.
10:02In pratica, il carburante venduto oggi nei distributori
10:07è stato comprato e raffinato settimane fa
10:11quando il petrolio costava di più.
10:13Abbassare subito il prezzo
10:15significherebbe vendere in perdita
10:18o erodere i margini su quel vecchio stock.
10:21Al contrario,
10:22se il petrolio sale,
10:23i venditori alzano subito i prezzi
10:27per coprire i costi dei futuri rifornimenti.
10:30Il costo del greggio rappresenta peraltro
10:32una frazione del prezzo finale
10:35della benzina alla pompa.
10:37Una fetta enorme del costo è fissa
10:40ed è composta da Ciseiva
10:42che non cambiano anche se il petrolio crolla.
10:46Dal barile al serbatoio
10:48il prezzo include anche i costi di trasporto,
10:51la raffinazione,
10:53lo stoccaggio
10:53e la gestione dei punti vendita
10:55che di solito restano stabili
10:57o si adeguano con molta gradualità
11:01se il prezzo del petrolio cade.
11:05Guardiamo invece adesso al gas,
11:08l'altro secondo shock.
11:10Il gas europeo nel 2022
11:13ha vissuto qualcosa di ancora più traumatico,
11:16anche se il trend è diverso comunque
11:18da quello del petrolio,
11:20perché per anni l'Europa ha costruito
11:22la propria sicurezza energetica
11:24sulla disponibilità di grandi quantità
11:27di gas russo via gasdotto, via tubo.
11:30Quando quella certezza è venuta meno,
11:33il mercato ha dovuto sostituire
11:36rapidamente milioni e milioni
11:38di vetri cubi di gas
11:40e questo ha portato a un'esplosione
11:42del prezzo del gas naturale europeo.
11:45Il picco della crisi in Europa
11:48è stato intorno a 340 euro per megawatt ora.
11:54La media del terzo trimestre del 2022
11:57è stata superiore a 200 euro a megawatt ora,
12:02mentre oggi ad esempio
12:04siamo su valori decisamente più bassi,
12:07intorno a 80-83 euro a megawatt ora.
12:10Il confronto con il 2021
12:12è quello che spiega davvero la trasformazione.
12:16Prima della guerra in Ucraina
12:18il gas europeo era una materia prima
12:21relativamente economica.
12:23Dopo il 2022
12:25è diventato un asset geopolitico.
12:29L'Europa infatti ha reagito
12:31all'incremento dei prezzi del gas
12:34costruendo rigassificatori,
12:36ampliando la capacità di importare
12:39gas naturale liquefatto,
12:41aumentando anche gli stoccaggi
12:43e diversificando verso la Norvegia,
12:47l'Algeria, l'Azerbaijan
12:48e gli Stati Uniti anche,
12:50riducendo a questo punto
12:52la dipendenza dalla Russia
12:54e soprattutto dal gas russo
12:56trasportato via gasdotto.
12:58Questa trasformazione ha reso
13:00sicuramente il sistema più resiliente,
13:02ma non ha reso il sistema
13:04meno immune dagli shock.
13:08Il problema infatti
13:10degli stoccaggi resta
13:12e la guerra tra Stati Uniti e Iran
13:14ha colpito anche una delle arterie
13:17fondamentali del mercato mondiale del gas.
13:19Se una quota importata del gas
13:21del Golfo Persico
13:23deve attraversare lo stretto di Hormuz
13:25è una difficoltà importante per l'Europa
13:29perché l'Europa insieme all'Asia
13:31deve contendersi i carichi disponibili.
13:34E qui entra in gioco il prezzo.
13:37Se l'Asia, e quindi la Cina in primis,
13:39è disposta ad offrire di più,
13:41le metaniere vengono dirottate verso est.
13:44Se l'Europa vuole trattenerle,
13:46deve pagare di più,
13:48ma rischia che poi questo gas non arrivi
13:50perché le navi sono appunto bloccate
13:52nello stretto di Hormuz
13:54dai soldati iraniani.
13:55E così il prezzo del gas naturale europeo
13:58quotato ad Amsterdam
13:59è salito a metà settembre
14:01fino a un massimo a 82,85 euro megawatt ora.
14:05Un livello già toccato alla fine del 2022.
14:09Ma la differenza rispetto a questo anno
14:12è fondamentale.
14:13Oggi l'Europa dispone di più infrastrutture,
14:16più fondi e anche più flessibilità.
14:19E' anche vero che il prezzo del gas,
14:21per fortuna,
14:22è ancora molto lontano
14:25dal picco di 339,196 euro a megawatt ora
14:31toccato il 26 agosto del 2022,
14:35a sei mesi dallo scoppio della guerra in Ucraina.
14:38L'Italia da questo punto di vista
14:40parte meglio rispetto agli altri paesi europei.
14:43A inizio settembre
14:44gli stoccaggi italiani erano sopra l'84%
14:49contro il 67% della media europea.
14:53E' una differenza importante
14:55che può diventare preziosa
14:56se l'inverno sarà freddo
14:58o se le importazioni di gas naturale liquefatto
15:02dovessero incontrare nuovi ostacoli.
15:04Il sistema europeo nel suo complesso
15:07è entrato a settembre
15:09con un livello di riempimento molto basso
15:12rispetto alla media recente.
15:14e questo significa che l'Europa
15:16può anche avere abbastanza gas
15:18per superare l'inverno
15:19in uno scenario però normale.
15:21Ma ha un cuscinetto decisamente più sottile
15:25contro uno shock
15:26soprattutto se la guerra
15:27tra la Russia e l'Ucraina
15:29dovesse continuare
15:30idem per quanto riguarda
15:32la guerra tra Stati Uniti e Iran.
15:35E se vogliamo
15:36un'importanza ha anche il metodo
15:38perché un inverno come dicevamo prima
15:40mite
15:41può rendere gestibile
15:42una situazione di stoccaggio relativamente bassa.
15:46Un inverno freddo invece può trasformare rapidamente
15:50lo stesso livello di scorte
15:52in un problema per quanto riguarda i prezzi del gas.
15:57L'Italia negli ultimi anni
16:00ha diversificato parecchio
16:02le fonti di approvvigionamento
16:05però questo non significa
16:06che sia diventata indipendente
16:09per quanto riguarda il gas.
16:12Nel 2026 il gas
16:14arriva soprattutto
16:15dall'Algeria,
16:17dall'Azebaijan,
16:18via TAP,
16:19misura minore invece
16:20dalla Libia
16:21e dalle reti del nord.
16:22Questa struttura è comunque molto diversa
16:25da quella di 4 anni fa
16:26però diversificazione
16:28non significa indipendenza.
16:29La produzione nazionale
16:31resta modesta
16:32rispetto ai consumi.
16:34Il rilancio delle trivellazioni
16:36come suggerito di recente
16:38dalla Premier
16:39sia per quanto riguarda il petrolio
16:41che il gas
16:42dalla Premier
16:43Giorgia Beloni
16:43può aumentare la sicurezza
16:45ma non può sostituire in tempi brevi
16:48le importazioni.
16:51Quindi c'è un elemento
16:53che collega in questo momento
16:55il petrolio con il gas.
16:56Gli Stati Uniti.
16:57Nel 2025
16:59gli Stati Uniti
17:00hanno superato la Russia
17:02come principale esportatore
17:05netto di gas.
17:06Mentre il gas naturale
17:07liquefatto americano
17:09è diventato una componente essenziale
17:12della sicurezza energetica europea.
17:14Questo significa che la guerra in Ucraina
17:17prima
17:17e quella
17:18in Medio Oriente dopo
17:20hanno prodotto
17:21un effetto quasi paradossale.
17:24L'Europa
17:25è sì
17:25meno dipendente
17:26dalla Russia
17:27ma più legata
17:29alla disponibilità globale
17:31di gas naturale
17:32liquefatto
17:33che arriva da dove?
17:34Dalli Stati Uniti.
17:35Nel petrolio invece
17:36gli Stati Uniti
17:37sono contemporaneamente
17:39grandi produttori
17:40e grandi consumatori.
17:42E questo rende il mercato americano
17:44un elemento stabilizzante
17:46per l'Europa
17:47ma non elimina
17:48il rischio
17:49di shock
17:49globali.
17:52E quindi
17:53torniamo a questo punto
17:54alle due date
17:56da cui
17:57siamo partiti.
17:5824 febbraio
18:002022
18:01L'Ucraina
18:03mostra all'Europa
18:04che una materia
18:06prima
18:07può diventare
18:08un'arma
18:09geopolitica.
18:10Seconda data
18:1128 febbraio
18:132026
18:14la guerra
18:15tra Stati Uniti
18:16e Iran
18:17mostra
18:18che non basta
18:19avere la materia prima
18:21bisogna
18:22saperla
18:23e poterla trasportare.
18:24Il petrolio
18:25quindi ci racconta
18:26la vulnerabilità
18:28delle rotte marittime
18:30il gas
18:31la vulnerabilità
18:33delle infrastrutture
18:34e degli stoccaggi
18:36mentre i prezzi
18:37ci dicono
18:38che il mondo
18:39è sicuramente
18:41diventato
18:41più resilient
18:42ma non
18:43più tranquillo.
18:44La domanda
18:45per i prossimi mesi
18:46quindi
18:47è questa.
18:48Lo stretto
18:49di Ormuz
18:50riaprirà
18:51e soprattutto
18:52il mercato
18:53riuscirà
18:54a ricostruire
18:55le scorte
18:56e la capacità
18:58di trasporto
18:59abbastanza
19:00rapidamente
19:01da assorbire
19:02nuovi shock?
19:04Se la risposta
19:05è sì,
19:05quindi
19:06petrolio
19:07e gas
19:07potranno
19:08tornare
19:09verso
19:09livelli più normali
19:11intorno
19:12a 60
19:1370 dollari
19:14al barile
19:14nel caso
19:15del petrolio
19:16a 30
19:1740 euro
19:18a megawatt
19:18nel caso
19:19del gas.
19:20Se la risposta
19:21alla nostra domanda
19:23sarà no,
19:23il rischio
19:24è quello
19:25che gli investitori
19:26temono di più
19:27ovvero
19:28un aumento
19:29ulteriore
19:30dell'inflazione
19:31già al 3,3%
19:33in eurozona
19:34e soprattutto
19:35e questo riguarda
19:37le tasche
19:38delle famiglie
19:39i prezzi
19:40della benzina
19:40a 2,10 euro
19:42al litro
19:43e del gasaglio
19:44a 2,20 euro
19:46al litro.
19:47a
19:47a
19:47Grazie a tutti.