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Trascrizione
00:04Siamo con Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.
00:08Buongiorno Pitto, grazie di essere con noi.
00:11Buongiorno a voi, grazie per l'invito.
00:13Pitto, il tema mi sembra stia diventando questo, ma mi smentisca ovviamente dal lato della sua esperienza.
00:20Le merci stanno trovando un modo per passare, ma in realtà ha costi enormemente più alti
00:25e tutto questo ha un impatto netto sull'economia dei paesi occidentali.
00:31Sì, è certamente così.
00:33Dobbiamo fare una distinzione abbastanza importante fra la situazione dello stretto di Hormuz
00:38e la situazione del passaggio attraverso il canale di Suez e il Mar Rosso.
00:43Per quanto riguarda Hormuz, abbiamo una ripresa dei flussi di greggio
00:49perché siamo arrivati più o meno a livello dell'80% rispetto alla situazione pre-bellica
00:56anche se con situazioni alternative, quindi utilizzo di pipeline o utilizzo di trasbordo di petrolio
01:02da navi più piccole a navi più grandi.
01:04Mentre per quanto riguarda la navigazione commerciale attraverso lo stretto di Hormuz
01:08siamo praticamente ancora vicini allo zero.
01:11Abbiamo un passaggio di circa 3-4 navi al giorno contro le 70-80 navi quotidiane
01:19che passavano prima dello scoppio delle ostilità.
01:22Quindi la situazione di Hormuz dal punto di vista della navigazione commerciale
01:25continua a essere praticamente vicino a una situazione di chiusura completa.
01:30È ripresa invece in maniera sicuramente più decisa
01:34la navigazione attraverso lo stretto di Babel Mandeb e quindi poi il canale di Suez.
01:40Siamo all'incirca intorno a 40 navi al giorno che sono un numero considerevole
01:46anche se ancora lontano rispetto alla normalità che avevamo nel 2023
01:50di circa 70-80 passaggi al giorno.
01:54Quindi si sta normalizzando la navigazione commerciale attraverso lo stretto di Suez
01:58rimane ancora estremamente problematica, quasi preclusa la navigazione nello stretto di Hormuz.
02:04È importante sottolineare l'aspetto dei costi che evidenziava lei prima
02:09pensiamo soprattutto ai costi assicurativi.
02:12Noi avevamo un rischio guerra che praticamente non veniva nemmeno assicurato
02:17prima dello scopio delle ostilità ma comunque avevamo un premio
02:20che era circa lo 0,05% del valore della nave e delle merci.
02:25Adesso per la navigazione attraverso Suez si è intorno a 0,5% e 1%,
02:29quindi significa che su una nave di un valore di 100 milioni di euro
02:33ragioniamo su un premio assicurativo per un passaggio
02:35tra i 500 mila e 1 milione di euro come costo.
02:39Per quanto riguarda Hormuz abbiamo un premio che copre il rischio guerra
02:44quasi insopportabile perché stiamo parlando del 5-10%,
02:49quindi ripeto, su una nave del valore di 100 milioni di euro
02:52parliamo di un costo per un singolo viaggio tra i 5-10 milioni di euro,
02:56quindi sostanzialmente un rischio che non può essere di fatto assicurato.
03:00Pito, tutto questo ovviamente ha un impatto netto e lo stiamo vedendo
03:04sull'economia globale, io le chiedo però di valutare anche esattamente,
03:08esattamente insomma, di farci capire diciamo così quanto costa a noi,
03:13cioè su quali settori dell'economia italiana in questo momento
03:16è particolarmente incisivo a questa situazione.
03:20Certamente i settori che sono più colpiti sono i settori al di là appunto
03:25del settore energetico che è il primo ad essere colpito e dico una banalità
03:30sono tutte le industrie cosiddette energivore, quindi stiamo parlando
03:34di industria chimica, industria della plastica, carta, vetro, ceramica
03:38che sono le industrie che hanno la maggiore dipendenza da fonti di energia
03:44che quindi pagano un prezzo estremamente alto, quindi questo per quanto riguarda
03:48la produzione interna.
03:51Per quanto riguarda l'export noi abbiamo una situazione che colpisce
03:56in termini di costo la nostra industria del made in Italy verso i paesi del Golfo
04:01che era un mercato che stava crescendo in maniera estremamente importante
04:05e qui stiamo parlando di un mercato di destinazione di quello che rappresenta
04:09un po' il meglio se vogliamo, la punta di diamante del nostro made in Italy,
04:13quindi l'industria dei macchinari, della farmaceutica, della moda, della gelleria,
04:18anche tutto il settore agroalimentare, sono i settori che stavano trovando un mercato
04:24estremamente interessante in tutti i paesi dell'area del Medio Oriente.
04:27Quindi queste sono un po' le categorie merceologiche e settori industriali italiani
04:32che in questo momento stanno soffrendo in maniera più importante.
04:37Pito, io ho letto il vostro rapporto, quello che ne emerge, mi incorrega se sbaglio,
04:43è però che c'è anche una rimodulazione generale del traffico marittimo
04:49dovuto ai maggiori costi, alle ruote che cambiano in qualche modo,
04:52che però i nostri porti in questo momento non riescono a intercettare,
04:56è un po' una doppia beffa, abbiamo costi maggiori da una parte
05:00e non riusciamo ad approfittare eventualmente dei possibili piccoli forze e vantaggi.
05:08Sì, allora questa è una situazione che ha delle cause e delle spiegazioni abbastanza articolate.
05:14Dal nostro rapporto si vede come i porti italiani siano sostanzialmente fermi,
05:19alcune con un meno qualche cosa, meno 1,5 Genova, meno 4,1% Trieste,
05:25più 3,5% la Spezia, quindi sostanzialmente il sistema portuale italiano è abbastanza vicino
05:31a una crescita pari a zero.
05:32Quello che noi vediamo da quando c'è stata la chiusura di fatto dello stretto di Suez
05:37è una difficoltà dei porti del Mediterraneo centrale,
05:41quindi sono cresciuti in maniera abbastanza significativa i porti del Mediterraneo occidentale,
05:47perché chiaramente l'unica via di accesso al nostro mare è quella dello stretto di Gibilterra
05:52e sono cresciuti anche i porti del Mediterraneo orientale, soprattutto i porti turchi,
05:58perché una parte dei traffici che viaggiavano con servizi esclusivamente marittimi,
06:03quindi con contenitori, sostanzialmente si sono trasformati in traffici combinati mare e terra,
06:08quindi soprattutto rotabili, che hanno spinto molto alla crescita dei porti turchi,
06:12perché poi le merci proseguono via camion dalla Turchia fino ai paesi dell'Upper Gulf.
06:17Quindi sostanzialmente è una situazione di difficoltà dei porti del Mediterraneo centrale
06:22che è legata alla chiusura dello stretto di Suez da una parte
06:27e anche dobbiamo in una prospettiva temporale un po' più ampia,
06:32noi in effetti riscontriamo che i porti gateway italiani sostanzialmente da diversi anni
06:37movimentano la stessa quantità di contenitori.
06:39Quindi questo ci deve far riflettere sul fatto che, a mio avviso,
06:44abbiamo raggiunto la saturazione del mercato italiano per quanto riguarda la nostra portualità.
06:48Se vogliamo crescere dobbiamo inevitabilmente andare a cercare altri mercati
06:53che sono quelli della Svizzera, della Baviera, dell'Europa centrale.
06:56E questo si può fare, e qua si aprirebbe un'altra serie di considerazioni,
07:00solo attraverso un potenziamento delle infrastrutture ferroviarie,
07:03altrimenti i nostri porti resteranno confinati a quello che è il mercato espresso dalla nostra nazione.
07:10Accenniamole almeno queste considerazioni, Pitto,
07:13perché voi comunque proponete una ricetta che è fatta di infrastrutture, intermodalità, digitalizzazione.
07:21Io però le chiedo, molto di questo doveva dipendere dal PNRR che si chiude quest'anno.
07:27È stato fatto qualcosa? Dove si va a prendere i soldi per fare tutto questo?
07:31E' un momento in cui il denaro impazzisce con il costo dei rendimenti all'esterno.
07:37Noi proponiamo diverse ricette o comunque diverse proposte.
07:42Io partirei da quelle che costano meno per arrivare poi a quelle che sono più costose
07:46e che sono in parte ricomprese o sono state ricomprese nel PNRR
07:50o che poi dovranno avere un ulteriore sviluppo con tutti gli interrogativi
07:54circa la finanza pubblica e il costo del denaro al servizio della finanza pubblica e degli investimenti.
08:01Il primo punto è quello dell'introduzione di regole e tempi certi.
08:05Quindi sburocratizzazione, noi proponiamo la creazione, l'attuazione di una carta dei servizi portuali,
08:14quindi un set di regole che vadano a disciplinare l'attività dei nostri porti
08:19con tempi e performance certi a carico di tutti quanti gli operatori.
08:24Il secondo step che ha un costo basso ma un effetto molto rapido è la digitalizzazione.
08:28All'interno del PNRR abbiamo avuto una dotazione di 250 milioni di euro
08:32che può sembrare una cifra importante ma in realtà in un contesto di investimenti infrastrutturali
08:37è veramente pari quasi a nulla ma sta dando una spinta importante alla digitalizzazione delle nostre imprese.
08:44Il terzo step è rappresentato, come dicevamo, dall'intermodalità,
08:48quindi dallo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, soprattutto dall'ultimo miglio all'interno dei porti
08:53che ci consenta di comporre treni lunghi fino a 740 metri
08:57che rappresentano lo standard europeo per riuscire a proporci sui mercati che vadano al di là delle Alpi
09:04e poi abbiamo il tema delle nostre grandi opere, buona parte delle quali sono in corso,
09:09quindi bighe, tutti i lavori di infrastrutturazione marittima
09:12per migliorare e consentire l'accesso e la navigabilità dei nostri porti.
09:18Il PNRR è stato estremamente importante.
09:22Se noi guardiamo le cifre è stato un piano che nell'ambito dei trasporti
09:26è stato soprattutto dedicato alla voce di infrastrutturazione ferroviaria
09:31alla quale sono andati quasi 25 miliardi di euro più quasi 2 miliardi dal fondo complementare.
09:39Seconda misura, circa un miliardo di euro, ha riguardato lo sviluppo della portualità e della logistica
09:45fra cui anche il cosiddetto cold ironing, cioè l'intelificazione delle banchine
09:50e poi la terza voce è stata quella appunto della digitalizzazione e della logistica.
09:55Questa è quella che come dicevamo ha avuto il costo minore ma secondo me l'impatto maggiore,
10:00quindi un rapporto diciamo fra costi e benefici estremamente positivo e vantaggioso anche per la finanza pubblica.
10:08Allora grazie Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi, la invito già tra qualche tempo
10:15per riaggiornarci su una situazione complessa. Grazie per essere stato con noi.
10:19Grazie a voi per l'invito.