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00:04C'è Paolo Guerrieri, del Senspo, consigliere scientifico del Senspo e docente, tra l'altro
00:15fa parte anche dell'OIAI, dell'Istituto Affari Internazionali. Guerrieri, buongiorno, ben
00:20ritrovato.
00:22Buongiorno, buongiorno a voi.
00:23Allora, Adolfo ci ha riassunto quella che è la situazione per quanto riguarda l'automotive.
00:31Si potrebbe parlare anche di tanti altri settori in cui c'è questo squilibrio a livello commerciale,
00:37ma l'auto sicuramente resta in primo piano. Quello di Sefcovic è un lavoro non semplice,
00:45anche perché nello stesso tempo deve mantenere quelli che sono i rapporti commerciali con
00:51la Cina. È un lavoro di equilibrismo. Che cosa deve fare? Qual è la ricetta vincente?
01:00Certamente è una missione difficile, non impossibile come si potrebbe definirla. Difficile perché
01:09innanzitutto ha come oggetto immediato, come avete riassunto bene, questa richiesta sul
01:17fatto che la Cina limiti e quindi riduca le esportazioni di auto ibride che proprio perché
01:26l'Unione Europea ha imposto dei dazi sulle importazioni di veicoli elettrici sono esplose
01:34in questo periodo. Per cui c'è una quota che si dice pari al 25-30% delle auto ibride
01:41cinesi del mercato europeo, la richiesta dell'Unione Europea è di limitare queste esportazioni
01:49tanto da dimezzare al 15% questa quota. Quindi è una richiesta, come si dice, pesante. La
01:57Cina ha risposto seccamente di no, perché questa richiesta è stata avanzata ormai da qualche
02:03mese, però è in qualche modo una missione ancora più ampia perché non è solo naturalmente
02:12importantissimo il settore delle auto al centro, ma è un'ampia gamma di settori che la Cina
02:19in questo momento, le imprese cinesi stanno presidiando e soprattutto stanno presidiando
02:26esportando in tutto il mondo, ma particolarmente in Europa essendo un mercato molto ricco. Tanto
02:32che la stessa Presidente von der Leyen ha parlato di questo secondo shock cinese, perché il
02:39primo fu negli anni 90, primi anni 2000, ce lo ricordiamo bene, però quelli erano soprattutto
02:45beni leggeri, quelli che si facevano con molto lavoro e poca tecnologia. Questi no, queste
02:54esportazioni cinesi questa volta mirano al cuore della specializzazione europea, perché
03:00sono automobili, macchine industriali, prodotti chimici. Qui si insidia proprio la possibilità
03:13per interi settori europei di poter competere. Qual è il problema? Perché altrimenti si direbbe
03:21vabbè, ma questa è una competizione a livello mondiale, cosa vogliamo? Adesso in parte è
03:26vero che le imprese cinesi sono competitive e lo sono diventate proprio in questi anni,
03:32ma una parte di questo prezzo così basso rispetto alla qualità deriva anche da vantaggi
03:39artificiali della Cina, che sono soprattutto di tre ordini. Innanzitutto i sussidi, cioè
03:45i forti sostegni che vengono dati reali e finanziari alle imprese cinesi dallo Stato.
03:53O meglio, che in Europa non è diciamo allo stesso livello.
03:58Esatto, assolutamente. Pensi che l'Ocse ha calcolato che questi sussidi sono da tre a otto
04:06volte settore per settore quelli che mediamente vengono dati dagli altri paesi. Secondo, c'è
04:12la sottovalutazione dello yuan cinese, che si valuta intorno al 15-20%. Lo yuan cinese,
04:21il tasso di cambio non è libero, è in qualche modo guidato dalla banca centrale e soprattutto
04:29diciamo dal sistema finanziario che è nelle mani dello Stato cinese e questo dà un ulteriore
04:35vantaggio perché un 15-20% di sottovalutazione mediamente è qualcosa di consistenza. Terzo,
04:43c'è questo fatto da anni che la Cina produce molto di più di quello che non consumi, ma
04:51non è un fatto economico naturale. È il fatto che si tengono bassi i salari e i consumi,
04:59c'è un eccesso di produzione che deve trovare uno sbocco e lo trova naturalmente sui mercati
05:05di tutto il mondo. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano chiuso attraverso dazi proibitivi
05:11rende ancora più attraente il mercato europeo. Quindi l'Europa sta negoziando il fatto che
05:18ci sia maggiore equilibrio e reciprocità. È un negoziato molto difficile perché la Cina
05:25per ora fa muro e risponde seccamente di non voler...
05:31Ma gli Stati Uniti possono mitigare questa situazione?
05:35Come?
05:36Gli Stati Uniti possono mitigare in qualche modo questa situazione?
05:40Ma gli Stati Uniti in realtà si stanno trattando per loro stessi, fanno gli accordi bilaterali
05:45con la Cina. C'è stato questo ultimo summit Xi Jinping-Trump in cui gli Stati Uniti si sono
05:53assicurati vantaggi e condizioni. È evidente che noi dobbiamo avere una nostra politica perché
06:03non possiamo seguire gli Stati Uniti nei loro patteggiamenti bilaterali. Questa politica
06:10naturalmente è importante, non è una politica di protezionismo e basta, perché dobbiamo
06:17in realtà, come stavamo dicendo, protezionismo vuol dire difendere un'apertura rispetto a
06:25questi squilibri che sono artificiali. Ma dobbiamo avere anche una politica lungimirante,
06:31per esempio attirare investimenti cinesi nei settori dove siamo più deboli, ma investimenti
06:37veri dove poi si produca e si attivi produzione e occupazione europea. E poi, diciamo, il dato
06:46più importante è che naturalmente dobbiamo essere uniti come paesi europei, perché la
06:51Cina ci ha sempre trattato un po' come...
06:54Giocando su delle nostre debolezze, sulle nostre divisioni.
06:59Esattamente. Dando un po' come dire, un po' a questo, un po' a quell'altro. Oggi c'è
07:05qualcosa di importante. Anche la Germania, da sempre, diciamo, molto restia a prendere
07:12provvedimenti restrittivi, si è decisa a schierarsi con la Francia e con la Spagna, che
07:19è anch'essa. Questo è un fronte che potrebbe in qualche modo inaugurare una politica di
07:25maggiore coesione. Quindi su questo aspetto, questa è una novità di cui naturalmente la
07:33Cina potrebbe tener conto.
07:35Professore, grazie e grazie per essere stato con noi. Alla prossima.
07:40Grazie a voi.
07:41Grazie a voi.