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NovitàTrascrizione
00:26Buonasera e buon Natale, ben ritrovati su Telecosta
00:29Smeralda per una nuova edizione del nostro magazine, oggi vi proponiamo la riflessione
00:35sul Natale di Monsignor Giuseppe Batturi, l'arcivescovo della Diocesi di Cagliari, andremo
00:42alla Nusei per il pranzo d'amore con i detenuti e poi vedremo il presepe della chiesa di
00:47Sant'Efisio, mentre l'antropologa Claudia Zedda ci farà scoprire le tradizioni e le
00:52leggende del Natale in Sardegna, a proposito di tradizioni un approfondimento dedicato
00:58anche al canto popolare Naschi d'Est e infine andremo a Pabellonis per la casa di Babbo
01:05Natale, ma iniziamo dalla riflessione dell'arcivescovo della Diocesi di Cagliari, Monsignor Giuseppe
01:14Batturi.
01:17Costatiamo ogni giorno che vi sono tante brutte possibilità nella storia, la guerra, l'uccisione
01:23dei ragazzi che si ammazzano senza senso, senza senso, a volte si ha l'impressione di
01:31una vita che scorra per nulla, quasi per caso nasce e poi muore, il Natale dice di no, il
01:39Natale dice che c'è un Dio che è nato tra gli uomini, sta con gli uomini, ha pensato
01:45da uomo, ha lavorato con uomo, ha amato come uomo e come uomo addirittura nella maniera
01:52più infamante è morto, per riscattarci, per dire che la nostra carne, cioè la nostra
01:58esistenza ha un valore, ha un destino eterno, per dire che ha un senso, sperare perché la
02:05speranza può essere poggiata su una promessa di Dio che è diventata compagnia.
02:10Ecco il Natale, lasciamoci stupire dalla bellezza di un Dio che nasce povero tra gli
02:15uomini ma per essere nostro compagno, lasciamoci stupire, lasciamo che la gratitudine invada
02:22il nostro cuore perché nella gratitudine può nascere la speranza e un grande amore, Dio
02:28ci vuol bene. Buon Natale!
02:39Adesso andiamo a Lanusei per il pranzo di Natale con i detenuti del San Daniele, il servizio
02:45di Daniele Lozai.
02:5432 detenuti nella casa circondariale San Daniele di Lanusei, all'oro il passato, travolto
02:59il futuro rinchiudendolo in una cella. L'associazione Prisoner Fellowship Ogni Natale trasforma la
03:04solidarietà in speranza.
03:06Stiamo venendo in carcere già da tanti anni, abbiamo già un rapporto di amicizia con loro,
03:12quando arriviamo, perché loro ci accolgono, ci aspettano, la messa è un momento molto
03:19importante di preghiera e loro la stanno vivendo in un modo molto profondo e molto bello.
03:24Un gesto che illumina l'oscurità del carcere, il Natale in anticipo con il progetto L'altra
03:28cucina per un pranzo d'amore dietro le sbarre dove la solitudine pesa come un macigno, volontari,
03:34cuochi e organizzatori portano qualcosa che va oltre un semplice pranzo, il calore umano con
03:39loro, anche la Caritas ha con sorrisi e conforto.
03:42Quindi portiamo nel momento un messaggio di speranza, trovare la luce, l'avvento,
03:47periodo di attesa per trovare e quindi mandare la luce, perché tutti possiamo cadere.
03:51Piatti che sanno di casa, cucinati con cura, diventano simbolo di dignità e vicinanza per
03:56chi spesso si sente dimenticato.
03:58Oggi abbiamo deciso di interrompere il servizio per i nostri clienti, per dedicarci al carcere
04:04di Lanusei, con un gesto di solidarietà per i carcerati, insomma, per rendere felice
04:11anche loro il loro Natale.
04:13L'iniziativa è organizzata insieme a Rinnovamento nello Spirito Santo e dona ogni anno un momento
04:18di gioia a chi sconta la propria pena lontano dagli affetti.
04:21Il cibo e la musica da condividere tutti insieme per ricordare che la solitudine del carcere
04:26non è infinita.
04:27L'emozione è fortissima, poi il fatto di poter entrare qui dentro, per la prima volta
04:30noi a Lanusei ne abbiamo fatto altri carceri, regalare un momento di evasione, quindi una
04:36sorta di musica di libertà a questi ragazzi è qualcosa di importante.
04:40La musica non sbarra, la musica non ha confine, la musica non ha mura, soprattutto quando tu
04:45hai quasi il dovere di poter portare dei messaggi positivi all'interno di chi sta scontando
04:50una pena.
04:54Adesso scopriamo lo storico presepe della gioca allestito nella chiesa di Sant'Efisio
04:59a Cagliari.
05:08Anche quest'anno l'Arciconfraternità di Sant'Efisio propone alla visita di fedeli il presepe
05:16artistico sardo, che praticamente è la riproduzione di una festa di Sant'Efisio in miniatura, anziché
05:24compiere il suo tradizionale pellegrinaggio verso Nora, si rivolge verso Gesù Bambino,
05:32che in questa occasione viene fatto nascere all'interno di un nuraghe.
05:48questo presepeo fu creato negli anni 50 dalla GIOC, Gioventù Italiana degli Operei Cattolici,
05:57che era un'associazione che operava nel quartiere di Stampace nella chiesa di Santa Restituta.
06:20Il presepeo è stato realizzato completamente con materiali di recupero.
06:28Ci tengo a sottolineare che, essendo la Ciclopatia di Sant'Efisio una delle poche realtà che è
06:35sopravvissuta al corso del tempo, ha sempre acquisito beni artistici, simulacri,
06:46e anche altre soppellette religiose provenienti da altre realtà, da altre chiese che ora non esistono più,
06:55le custodisce per i fedeli.
06:58Lo stesso è successo per il presepeo artistico della GIOC.
07:08Insomma, l'idea di questo presepeo era proprio quella di far nascere Gesù un bambino in mezzo a noi.
07:15E per noi di Stampace non esiste cosa più identitaria che la festa di Sant'Efisio.
07:32Ora scopriamo tradizioni e leggende del Natale in Sardegna con l'antropologa culturale Claudia Zedda.
07:50Il Natale in Sardegna è un momento sicuramente, è stato un momento di incontro, di ritrovo familiare,
07:57ma sicuramente è stato un momento nel quale divinazione, propiziazione e medicina e magico-rituali
08:04che si potevano praticare e cambiare.
08:07Un'altra tradizione interessante era quella narrativa Samisse Buddha o Evuddu,
08:14la messa che si svolgeva la notte di Natale, sostanzialmente a mezzanotte.
08:21Era una vera e propria cerimonia rituale terapeutica.
08:26Le donne in attesa tendenzialmente preferivano essere presenti durante quella cerimonia
08:33perché si raccontava che eventuali imperfezioni del fetto sarebbero state risolte
08:42esponendosi agli influssi positivi di questo rituale.
08:51Non ricordiamo, non conosciamo l'albero di Natale come albero rituale tradizionale,
08:57ma conosciamo Sagotzina e Gena.
08:59Si trattava sostanzialmente di un grande tronco che veniva raccolto nelle campagne,
09:05il più delle volte mi è stato raccontato si trattasse di un tronco d'edera
09:09e questo veniva posto a bruciare o per l'intera vigilia e quindi il giorno di Natale
09:14o addirittura per l'intero ciclo, avendo cura ovviamente di spegnerlo e riaccenderlo all'occorrenza.
09:20Gli anziani raccontavano che Gesù Bambino si sarebbe scaldato davanti al fuoco di questa cozzina,
09:26di questo grande tronco e quindi avrebbe portato beneficio all'intera casa.
09:30Bruciando il tronco avrebbe bruciato le negatività dell'anno precedente che si stava chiudendo
09:37e avrebbe consentito l'apertura di un anno propizio, fortunato e abbondante.
09:44Le nonne e i nonni conservavano le ceneri di questo tronco e anche i carboni che rimanevano
09:50e li utilizzavano per particolari medicine e per particolari situazioni.
09:55Il più delle volte venivano utilizzati questi tronchi per bloccare i temporali.
10:00In grossa sostanza, dunque, si territoriava che il ceppo di Natale fosse un ingrediente
10:06importante alla medicina popolare e nelle protezioni rituali magiche di Sardegna.
10:14A proposito di tradizioni di Natale, in Sardegna il canto popolare Naschideste ce lo racconta
10:22Maurizio Melis.
10:29E' stato composto da Pietro Casu Naschideste, uno dei brani più significativi della tradizione
10:35natalizia sarda.
10:36Pietro Casu, nativo di Berchida, nato nel 1878, dopo gli studi teologici e filosofici
10:43è stato ordinato sacerdote ed insegnato lettere presso i seminari di Ozieri e Sassari.
10:49Divenne quindi prima parroco di Oschiri e poi di Berchida, dove morì il 20 gennaio
10:55del 1954.
10:57Ebbe fama di grande predicatore e fu autore di diverse opere, tra cui Notte e Sarda, un
11:02romanzo del 1910 e soprattutto il Vocabolario, con oltre 50.000 voci del Logodarese Comune,
11:10che lo impegno per tutta la vita.
11:20da 1899 e 1906 scrisse, sempre nella variante Logodarese, Sasspreigas, dove raccolse i testi
11:29delle sue prediche tenute, anche in continente ed all'estero, con l'obiettivo di mettere
11:34a disposizione dei lettori l'insegnamento del Vangelo e i tesori della sua esperienza
11:39nella lingua sarda.
11:48Il brano è tratto dalle celebri Cantones de Nadale, composte rapidamente nel dicembre
11:54del 1927, per ogni giorno della novena, che vennero presentati in ciascuna sera da una piccola
12:01orchestra e da un coro, riscuotendo subito una grande e calorosa accoglienza dei fedeli.
12:08Le Cantones furono musicate dal sacerdote ozialese Agostino Sanna, che fu dapprima organista
12:14nella cattedrale della sua città e poi direttore della Scola Cantorum, nella Facoltà di Teologia
12:20di Sassari.
12:21Un'impronta a questa chiedere grande impulso per veicolare l'importante canzone.
12:26A Berchida arrivò nel 1927 e Vistette come viceparroco fino al 1930.
12:34Tante le rivisitazioni nel tempo per questo gioiello del canto popolare Natalizio Sardo,
12:40dai curi polifonici ai curi a cappella, senza tralasciare i solisti, una per tutti, la cantante
12:47e folk Maria Giovanna Kerchi.
13:00Ora andiamo a Pabellonis per la casa di Babbo Natale, il servizio di Fausto Ruh.
13:16Pabellonis si trasforma ogni anno in un luogo magico con la tradizionale casa di Babbo Natale,
13:23un'attrazione che richiama visitatori da tutta l'isola.
13:26Tra luci scintillanti, decorazioni suggestive e laboratori creativi per bambini, l'atmosfera
13:33natalizia qui sembra uscire da un libro di fiabe.
13:37La casa di Babbo Natale di Pabellonis, con le sue stanze addobbate e l'immancabile poltrona
13:43dove i bambini possono incontrare il nonno più famoso del mondo, è diventato un appuntamento
13:49fisso per le famiglie.
13:50Gli organizzatori curano ogni dettaglio per ricreare l'autentico spirito del Natale,
13:57coinvolgendo i visitatori in attività che vanno dalla preparazione di biscotti natalizi
14:03alla scrittura della letterina.
14:05Anche quest'anno, per la quarta volta, per la quarta edizione, stiamo riproponendo,
14:09grazie alla collaborazione dell'Associazione Officine Sonore e di altre associazioni culturali
14:14e locali, la casa di Babbo Natale, che si amplia sempre di più e al suo interno accoglie
14:19nuovo teatro nel quale vengono svolte tante attività sia per i più piccoli che per i più
14:25grandi.
14:25Un luogo in cui grandi e piccoli vivono la magia del Natale, in cui Babbo Natale è il
14:31padrone assoluto della casa e in maniera del tutto confidenziale ci racconta che quest'anno
14:38si trova a dover affrontare difficoltà inattese nel suo compito di consegnare doni ai bambini
14:45sardi.
14:46C'è scelta una cosa che mi spanta, questa cosa che sei prendendo sul luogo di questo
14:52sposo che nasce a prendere il suo vento quando fai energia.
14:58non è che sia una cosa bella meta per me, mi tocca da fare il suo slalom, ma c'è
15:05fonte arrodata se sarebbe una cosa mia, non è Rudolf, non ha voglia che ci scuda
15:10su Brunco a uno con il suo sposo.
15:13Quindi ci caia e si muoverai, non ti ponciai meta.
15:23Era l'ultimo servizio, io vi auguro da parte di tutta la redazione e lo staff di Telecosta
15:28Smeralda, un buon Natale.
15:46Grazie.
15:47Grazie.