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TVTrascrizione
00:21Buon mercoledì e ben ritrovati con te di Tutto Racconta.
00:24Buonasera Daniela.
00:25Buonasera Andrea, benvenuti a tutti.
00:27Ci hanno detto che sta arrivando un forte temporale, quindi prepariamoci per questo preallerta legato al maltempo
00:34che dovrebbe arrivare proprio nel corso della trasmissione, ma...
00:38Noi siamo protetti qua giù.
00:39L'importante è che vada la corrente per vederci e chiudiate le finestre.
00:44Allora, questa sera parliamo di giovani, di emozioni, anche difficoltà legate ad un disagio emotivo probabile.
00:52E ne parliamo proprio con un ragazzo che è Oliver Cersosimo, attivo nel gruppo FACTA nel panorama delle superiori bresciane.
01:01Buonasera.
01:02Buonasera.
01:03Quanti anni hai?
01:0317.
01:04Sono sui 18, ma ricompirò verso fine anno.
01:07E tra poco conosceremo il nostro Oliver.
01:10E avremo anche una psicologa, ma iniziamo subito presentando anche la consigliera Raisa Labaran, delegata alla Sanità e Salute.
01:18Buonasera.
01:19Buonasera a voi.
01:20Si occupa però anche di istruzione, cultura, politica giovanile, inclusione sociale, giusto Raisa?
01:25Sì, alla commissione.
01:26Perfetto.
01:26Ci diamo tutti del tu qua, va bene?
01:28Sì, siamo in un salotto.
01:29Sì, siamo in un salotto di casa, una casa bresciana, anzi una casa del Canale 16 che rappresenta un po'
01:35più regioni del nord Italia.
01:37E Daniera?
01:38Eh sì, allora noi oggi diciamo che abbiamo pensato questa puntata perché l'avrete notato, siamo molto vicino anche ai
01:45giovani.
01:46I giovani ci guardano, i giovani osservano e anche noi siamo curiosi di conoscerli bene, no?
01:54Perché spesso Oliver, io partirei subito da te, si pensa ai giovani come quelli che magari si lamentano, hanno voglia
02:02di fare, di studiare.
02:03Due settimane fa forse abbiamo conosciuto un tuo coetaneo e siamo rimasti piacevolmente sorpresi da Lorenzo che invece ci ha
02:13fatto vedere, no?
02:14Un bellissimo aspetto di quello che voi siete stasera, però abbiamo tante domande da farti, anche dopo aver assistito agli
02:24ultimi fatti di cronaca di questi giorni.
02:26Allora io ti chiederai subito, voi come giovani come vi sentite? Siete quei giovani che stanno insomma anche descrivendo i
02:36media, i giornali, la politica di questi giorni oppure siete anche altro?
02:41Allora, a me personalmente non piacerebbe definire noi giovani come una categoria unica.
02:48Secondo me è sbagliato dire che tutti i giovani sono in un modo o in un altro, che tutti stanno
02:54bene o che tutti stanno male.
02:58Categorizzare e quindi generalizzare, secondo me, è già un punto di partenza sbagliato che molto spesso gli adulti fanno nei
03:06nostri confronti.
03:08Per quanto mi riguarda, anche con l'avvento più forte dei social negli ultimi anni, la pressione sulla nostra generazione
03:18è aumentata e sta sempre continuando ad aumentare.
03:21C'è l'ideale del perfezionismo, che tutta la vita deve essere perfetta, che non si può sbagliare, che non
03:29si può fare un passo indietro quando magari si è fatto troppi passi avanti.
03:33Io sinceramente, onestamente, penso che quando si parla di giovani, parlando anche di me in prima persona, è un argomento
03:44delicato.
03:45Adesso, ora come ora, mi viene in mente, verga, la metafora della fiumana, che paragona il progresso a un fiume
03:54in piena.
03:57Dice che tu, per andare avanti, devi riuscire a stare a galla in un fiume che è impazzito, in un
04:05fiume che non si riesce a domare.
04:07E quindi penso che noi giovani oggi, magari, per colpa dei social, facciamo qualcosa che molto spesso non va bene.
04:17Quindi generalizzare, ma anche credere in un ideale di perfezione che non esisterà mai.
04:26Beh, bella questa metafora di verga, eh?
04:29Cioè, vi sentite un po' sott'acqua? Dovete per forza notare alla perfezione?
04:38Sì, ci viene spesso richiesto di non sbagliare, no?
04:41Quando in realtà sbagliare fa parte del processo di crescita e questa cosa la sanno tutti da sempre.
04:50Quindi bisogna vedere, no, un po' nel parametro più di crescita cosa significa sbagliare e cosa non potrebbe significare.
04:59Magari non sbagliare o voler sempre cercare la perfezione che magari poi ti porta anche a sentirti una pressione addosso
05:07che non è sostenibile.
05:09Anche perché da noi viene richiesto tanto, specialmente per il nostro futuro, banalmente in terza media, a 13 anni, 14
05:15anni,
05:16quando si chiedono di scegliere una scuola per il tuo futuro.
05:19Io personalmente ho fatto molta fatica, ma so che anche tante persone hanno fatto fatica.
05:25Beh, non a caso in alcuni paesi europei si sceglie in quinta media.
05:29Quindi ci sono i cinque anni delle medie e poi ci sono i due anni delle superiori.
05:36Ah sì.
05:37Comunque il disagio emotivo degli adolescenti non riguarda soltanto appunto loro, la famiglia, riguarda l'intera comunità.
05:45Eh sì, riguarda l'intera comunità.
05:48Infatti continuare a pensare ai giovani solo come un singolo individuo ci porta un po' fuori rotta.
05:54Nel senso che si tratta di un tema collettivo che porta anche a un tema che è un po' quello
05:59che cerco di portare avanti di salute pubblica.
06:05Perché non si tratta solo del giovane, si tratta della sua famiglia, delle istituzioni, degli spazi che vive.
06:10E quindi bisogna far sì che anche le politiche che mettiamo in atto come istituzioni abbiano al centro i giovani.
06:19Ma in un modo partecipativo.
06:21Un termine che è un po' inflazionato ultimamente.
06:24Ma vuol dire ascoltarli e chiedere a loro che cos'è che ti preoccupa.
06:28Ma anche che cosa vorresti.
06:30Perché pensare sempre che gli adulti abbiano la risposta alle esigenze dei giovani è un po' sbagliato.
06:38Se penso ad esempio a un'iniziativa virtuosa che abbiamo fatto come Comune di Brescia tramite l'assessorato alle politiche
06:46giovanili
06:46è stato quello degli stati generali dei giovani tramite l'assessora Frattini
06:50che è stato un metodo di ascolto e di mettere veramente al centro e rendere protagonisti i giovani anche della
06:57città.
06:57Perché anche la città è fatta di giovani e deve essere vissuta da loro.
07:02E quindi credo che sia veramente importante che anche il tema dei giovani, si parla tanto di disagio giovanile,
07:10un termine che a me in realtà non piace tantissimo, ma che sia sempre un'ottica multidisciplinare e collettiva.
07:17Tra l'altro stavo anche pensando che l'Italia purtroppo sta diventando un popolo di vecchi.
07:22È un dato di fatto. Non è che questi giovani hanno il bisogno anche di farsi sentire
07:27proprio perché si è sommersi da una comunità che ormai è più rivolta agli adulti e agli anziani rispetto ai
07:34giovani.
07:34Ci sono tantissime altre in realtà. Penso per esempio all'India addirittura il 60% è under 30%.
07:40Quindi lì non si parla di giovani, quella è proprio la comunità giovane.
07:45Noi invece dobbiamo distinguere questo proprio perché sono sempre meno.
07:49È vero, siamo il secondo paese longevo al mondo dopo il Giappone.
07:55Molte delle nostre politiche giustamente vanno anche verso il tema dell'invecchiamento attivo degli anziani.
08:04Però a volte forse ci dimentichiamo e trascuriamo poi i nostri giovani anche nell'allocare le risorse.
08:11E quindi credo che i giovani vogliono dirci ci siamo anche noi, ascoltateci.
08:17E dobbiamo forse tendere la mano e far sì che loro la possano prendere e camminare veramente insieme.
08:23E a volte invece sembra che siamo un po' discostanti.
08:27Oliver, dunque io ne approfitto, visto che Raisa ha fatto la domanda,
08:32che cosa desiderereste voi giovani se poteste scegliere e chiedere qualcosa, ad esempio la consigliera?
08:39Vai.
08:39È qua.
08:40Mi trovi veramente in difficoltà perché vedo panoramiche diverse tutti i giorni,
08:48anche da quest'anno rappresentante dell'istituto, diversi studenti che ogni giorno si lamentano di diverse dinamiche.
08:57Ad esempio?
08:58Non lo so, magari a qualcuno non piace un determinato metodo di un professore,
09:03o a qualcun altro non piace, magari non si sente sicuro a dover svolgere un'interrogazione piuttosto che una verifica.
09:13Ma queste sono banalità che succedono nel mondo della scuola quotidianamente.
09:18Sulla scala più su Brescia, su tutti i giovani di Brescia,
09:23io penso che i ragazzi molto spesso si sentono un po' oppressi dalla scuola.
09:31Non in maniera negativa, io sono pro alla concorrenza,
09:36a me piace sentirmi sotto pressione per spingermi a fare di meglio,
09:40è anche un motore per provare a aumentare le mie capacità.
09:44Però questo sono io per come sono fatto io,
09:46e so che magari qualcun altro che è o più forte di me,
09:50o magari anche un po' meno forte di me,
09:52poi è sempre dipendente dal carattere che una persona ha.
09:57Quindi tu parli di una pressione alta da parte della scuola,
10:01cioè la scuola è come se vi volesse tutti molto bravi,
10:05e quindi questa cosa un po' incide sul vostro umore.
10:09È come se...
10:10È il famoso c'ho l'ansia da scuola.
10:12È come se non venisse contemplato l'errore, no?
10:15Ho un brutto voto, quando si prende un brutto voto si pensa
10:18oddio, questa è la fine, mi si abbassa la media,
10:21mi si abbassa i voti i genitori, a casa non saranno contenti di me.
10:26Quando invece dovrebbe essere un modo per capire anche personalmente
10:32cosa ho sbagliato per aver preso un brutto voto, no?
10:35Cosa posso fare per migliorare,
10:37cosa mi può spingere a voler provare a fare di più.
10:41E un'altra dinamica che secondo me al giorno d'oggi è un po' presa sotto gamba
10:48dagli adulti verso di noi, è la dinamica del nostro futuro, no?
10:52Molto spesso ci viene chiesto cosa vogliamo fare nel nostro futuro.
10:57E come parlavamo prima, prima di iniziare la diretta,
11:00io nel mio caso ho un percorso abbastanza delineato nella mia testa, no?
11:05Ma è molto più comune invece che un ragazzo a questa età
11:10sia ancora un po' indeciso su quello che deve fare.
11:13E molto spesso quindi ci viene chiesto di trovare un percorso
11:17per quelli che saremo noi domani,
11:18trovare un percorso per il nostro futuro,
11:21quando continuamente ci viene ripetuto che il futuro è ignoto,
11:25bisogna ancora crearlo.
11:26È un po' quello che dicevi tu, Andrea.
11:27E che appunto i lavori del futuro non esistono ancora, no?
11:30Che molti lavori verranno sostituiti.
11:32Quindi ci troviamo in questo...
11:34Siete un po' in un limbo.
11:36Sì, esatto, un limbo.
11:37Allora, adesso io stavo ascoltando il nostro...
11:41Oliver.
11:41Oliver e pensavo che in effetti queste dinamiche
11:45che tu dicevi, la scuola vuole delle prestazioni ottimali,
11:50non si calcola quello sbaglio che può essere umano,
11:55in realtà viene proiettato anche nel mondo del lavoro.
11:57Perché, ahimè, oggigiorno le aziende guardano molto i numeri,
12:00non perdonano e non ammettono che ci sia un errore
12:04che può essere legato poi dallo stress oppure dal troppo lavoro.
12:08Quindi non ammettono questo lato umano e guardano solo l'errore.
12:11Invece in realtà bisognerebbe vedere tutto il resto.
12:13La differenza tra l'adulto e l'adolescente è che...
12:15L'adolescente, tu non sei un adolescente, sei un ragazzo,
12:17ma ci sono delle regioni del cervello che non sono complete fino ai 26 anni.
12:23Quindi mentre l'adulto in un modo o nell'altro
12:25quello è e quello rimane, può lavorare sul suo carattere,
12:30ma quello è.
12:32I ragazzi in realtà hanno delle zone che non sono ancora sviluppate,
12:36quindi devono ancora crescere e devono ancora conoscersi.
12:39E in effetti nella scuola bisognerebbe,
12:43nella scuola comunque nel mondo dei ragazzi,
12:45bisognerebbe capire questo,
12:47che è un percorso anche biologico,
12:49non solo fisico, non solo culturale.
12:53Probabilmente sottovalutiamo questo.
12:54Sì, è un bel tema questo.
12:57Tra l'altro, secondo me,
12:59legato anche al nascere sempre di più
13:02di sportelli psicologici anche all'interno della scuola.
13:08Insomma, all'inizio dell'anno,
13:09sul registro elettronico,
13:11tu come genitore vieni subito avvisato
13:13di poter firmare, no?
13:15Perché tuo figlio, in maniera volontaria e anche anonima,
13:18può partecipare.
13:19E, ahimè, ascoltando anche tanti ragazzi,
13:23so di molti genitori che quella firma non la fanno.
13:26Anche questo è un punto a nostro sfavore.
13:29Stiamo perdendo?
13:30Sì, assolutamente.
13:32Perché lo stigma, purtroppo, è ancora molto forte.
13:35È uno stigma legato al...
13:36Se mio figlio o figlia dovesse andare allo sportello,
13:41in questo caso psicologico o psicopedagogico,
13:44allora vuol dire che mio figlio o non è performante
13:48o che io come genitore...
13:50Ho sbagliato.
13:50Ho sbagliato, no?
13:51In realtà questi sportelli rappresentano un po' una porta
13:55per lo studente, per la famiglia,
13:58ma anche per tutti coloro che lavorano all'interno del mondo scuola, no?
14:02Ancora significare di come è importante che sia tutto collegato.
14:07Quindi il messaggio che mi piacerebbe mandare a casa è
14:10non vergogniamoci, non vergogniamoci di chiedere aiuto,
14:13anche perché questo stigma che rischiamo di mettere
14:16non dando il consenso come genitori,
14:19lo trasferiamo anche ai nostri ragazzi e ragazze, no?
14:22Che quindi crescono o rischiano di crescere
14:25con il chiedere aiuto è simbolo di vergogna o di paura
14:30quando in realtà non dovrebbe essere così.
14:33Soprattutto in una società dove tanti giovani
14:37pensano che il loro futuro sarà nero, grigio, un po' opaco, diciamo,
14:43per via del contesto anche sociale,
14:47a livello credo ormai mondiale, dove siamo calati oggi.
14:50Io direi che sì, la situazione non è bellissima,
14:54però dobbiamo essere anche propositivi.
14:56E questi sportelli in realtà rappresentano anche
14:59un orientamento rispetto al territorio,
15:01perché deve essere, io stresso tanto questo concetto,
15:04ma deve essere tutto collegato.
15:05Se io vado allo sportello, non vuol dire che poi verrò preso in carico
15:09o in cura, ma vuol dire che vedo una difficoltà,
15:13posso parlare con un professionista,
15:15perché altrimenti il rischio che abbiamo
15:16è che i nostri giovani si affidino
15:19o a professionisti, a persone non corrette, non adeguate,
15:24o al famoso intelligenza artificiale,
15:27che è diventata anche tanto la confidente dei ragazzi.
15:31L'abbiamo affrontato questo tema.
15:33È il nuovo psicologo.
15:34Il nuovo psicologo, quindi credo che sia veramente importante
15:37dare gli strumenti ai ragazzi per potersi orientare
15:40e dire, ok, ho un problema, dove posso andare?
15:43Qual è lo step successivo?
15:44E questo anche per le famiglie.
15:46E le istituzioni hanno il dovere di far questo,
15:49di informare, di sensibilizzare
15:51e di far capire che non siamo soli,
15:54non stiamo camminando da soli.
15:56Allora, ci dobbiamo fermare con la pubblicità,
15:57però volevo farti una domanda e poi mi rispondi.
16:00So che è difficile per te, perché chiaramente
16:02parliamo dei ragazzi e tu rappresenti un po' i ragazzi,
16:05però tu giustamente dicevi
16:06è difficile pensare solo ad un fototipo di giovane.
16:13Quelle immagini che abbiamo visto nelle piazze
16:16dove si vedono dei ragazzi,
16:17magari non voglio parlare di violenza fisica,
16:22però magari anche distruggere tavolini, vetrine e quant'altro.
16:27Dai ragazzi, anche se ci si allontana da questo,
16:30viene comunque in un modo o nell'altro capita
16:32è giustificata oppure c'è un rigetto
16:36nel vedere quelle immagini anche da parte vostra.
16:40Non rispondermi adesso perché abbiamo la pubblicità.
16:57Torniamo in diretta, ti ho posto una domanda.
16:59Tu rappresenti un po' i ragazzi nel vedere queste immagini
17:03e cosa pensate?
17:05Cioè nel senso un po' in un certo senso le giustificate,
17:07giustificate la rabbia oppure no?
17:10Allora, è un argomento veramente molto delicato.
17:13In questi giorni se ne è parlato tanto a scuola,
17:17con i genitori, con gli amici.
17:19E' un argomento in cui è molto facile anche andare poi a sbagliare
17:24quello che si dice a riguardo.
17:27e come dice anche la Costituzione, manifestare e comunque ritrovarsi in pubblico
17:36per manifestare qualcosa, per farsi sentire, è giusto, è regolato nei limiti della legge,
17:46del buon costume, del decoro.
17:48E quello che è successo, specialmente a Milano, ma poi anche a Brescia,
17:53secondo me, ma anche che si sta vedendo in Francia,
17:57è un fenomeno di reazione di un gruppo di ragazzi
18:03che non va a generalizzare tutta la generazione.
18:07perché poi è brutto da dire, ma si sono visti molti ragazzi
18:11che fanno parte di magari un gruppo un pochino più svantaggiato,
18:18un pochino che tendono per carattere, ma anche un po' per...
18:23Io ho pensato per adrenalina, a fare determinate azioni.
18:25A usare la forza.
18:26Sì, a usare la forza.
18:28Perché finché tu vuoi manifestare per far sentire i tuoi diritti,
18:31per farti ascoltare dallo Stato, è un conto, è lecito,
18:34si fa, si è sempre fatto e si farà per sempre.
18:37Ma quando poi tu vai a decidere di spaccare una vetrina,
18:40saccheggiare tutto e che sia indipendentemente
18:44che sia un grande brand di lusso o un piccolo negozio,
18:47una bottega locale, tu hai rovinato il lavoro di una persona,
18:51l'impegno che ci mette da sempre nel suo lavoro
18:54e sei andato anche a dimostrare che se si lascia la libertà
19:00alle persone di fare qualcosa, di farsi sentire,
19:05probabilmente questa libertà va un po' limitata
19:08dopo quello che è successo.
19:11Non nel senso di non manifestiamo più,
19:15perché manifestare è giusto,
19:17farsi sentire i propri diritti, i propri bisogni è giusto,
19:20ma spaccare tutto per me non è contemplato.
19:26No, un discorso super, super chiaro.
19:30Mi è capitato anche, parlando con i professori, con gli amici,
19:34leggere sui social chi dice che spaccare le vetrine lecito
19:38e lamentarsi di quello che è stato rubato,
19:40quello che è stato saccheggiato è un privilegio dei ricchi.
19:43È una frase pesante, è una frase che secondo me
19:47deve far riflettere su il percorso, sulla posizione,
19:50su quello che è la strada che stanno prendendo molte persone ad oggi.
19:57E basta, questo.
19:59No, volevi dire qualcosa?
20:01No, no.
20:02Volevo collegarmi a Raisa perché
20:04quello che sta dicendo Oliver, no?
20:06È il pensiero, secondo me, di tanti ragazzi.
20:12Ovviamente, come in tutte le cose,
20:14c'è chi giustifica, chi invece no.
20:17A livello proprio comunale, no?
20:20Nell'ultimo periodo si sentono, insomma,
20:24tante lamentere, l'insicurezza, la paura, i disordini.
20:29Come state reagendo a questa lamentera generale
20:33e a questa visione, no?
20:36Che hanno i bresciani spesso e ultimamente della propria città?
20:41Eh, bella domanda.
20:44Indubbiamente non va sottovalutato.
20:46Il concetto di percepito di sicurezza non va sottovalutato.
20:50E questo io l'ho sempre detto.
20:54Però bisogna andare su più binari,
20:58che è quello, indubbiamente, della sicurezza,
21:01del cercare di, in un'ottica sicuritaria,
21:05ma anche quella della prevenzione della cultura.
21:07Quando vediamo i giovani,
21:09che ovviamente condanniamo la violenza,
21:12il saccheggiare, il rompere,
21:15però questa rabbia, dobbiamo anche capire da dove nasce, no?
21:18E cercare di incalanarla in un corretto binario.
21:22E questo è quello che devono fare le istituzioni,
21:24che è un lavoro lungo e anche difficile
21:27e dubbiamente non subito percepibile.
21:32Però bisogna far sì che più tasselli
21:35riescano appunto a risolvere il problema.
21:38Perché dietro a questa rabbia di questi ragazzi
21:41c'è anche tanto isolamento sociale.
21:43Quello che diceva prima Oliver è vero.
21:45Quando alcune persone svantaggiate,
21:48che non sono solo persone con un background migratorio,
21:51possono anche essere svantaggi economici.
21:54A un certo punto, quando hanno bisogno
21:56di quel famoso vogliamo essere ascoltati,
21:59utilizzano mezzi non giusti
22:01per attrarre l'attenzione
22:04o comunque dire noi siamo qua.
22:06E come si può raggiungere chi è invisibile?
22:09Chi come si può raggiungere?
22:11Cercando di capire prima di tutto dove sono queste persone.
22:14Perché le disuguaglianze invisibili
22:16oggigiorno sono sempre più nascoste.
22:18Non sono più il cerco, solo il pezzo di pane.
22:23Sono all'interno ad esempio della categoria
22:25dei lavoratori, dei cosiddetti working poor,
22:28che non riescono ad arrivare a fine mese
22:30eppure lavorano.
22:31Si nascondono dietro a quartieri
22:33o zone abitative difficili.
22:37E quindi bisogna cercare di fare dei progetti.
22:39Se penso al comune di Brescia,
22:40ad esempio con lo spazio destinazioni
22:43in un'area della città
22:44che aveva una difficoltà,
22:46si è cercato di riqualificare uno spazio
22:48e attraverso delle politiche educative
22:51di intercettare quei giovani
22:53che avevano bisogno di sostegno
22:55e renderli partecipi, protagonisti.
22:58Io stresso e sottolineo questo discorso
23:00perché quando ti senti protagonista
23:02della tua vita, ma anche della tua città,
23:04a un certo punto la tua energia,
23:06quella rabbia, la trasformi in positività.
23:08e dobbiamo impegnarci verso questa strada
23:12perché l'isolamento sociale è tanto,
23:14ma anche la solitudine è tanta.
23:15E questa solitudine va intercettata e risolta.
23:19Posso chiederti come vivi questo tuo ruolo?
23:21Perché comunque è un ruolo importante,
23:23legato, abbiamo detto,
23:24all'istruzione, cultura, politiche giovanili,
23:27inclusione sociale, sanità e salute.
23:30Lo vivo con grande responsabilità.
23:33Tra l'altro, scusami, tu sei un'infermiera.
23:35Sì, esatto.
23:35Quindi, insomma, capisci bene la ferita.
23:40Assolutamente, sì.
23:40E secondo me sei nel ruolo giusto.
23:42Scusami, ti racccio.
23:44Ma lo vivo con responsabilità un po'
23:46perché è dal mio vissuto.
23:48Come si vede, sono nera,
23:50indosso un velo.
23:51Di che origine?
23:52Mia mamma del gara, mio papà della Nigeria.
23:54e lo vivo perché se non avessi avuto
23:58nel mio percorso di vita persone
24:00che hanno creduto in me,
24:03non sarei qua oggi, no?
24:04E quelle persone io,
24:05a partire dalla mia famiglia,
24:07ma anche quando la mia famiglia era in difficoltà,
24:09ho trovato agenzie educative,
24:11formali e non formali.
24:12Io penso all'oratorio,
24:13ho passato tantissimo tempo in oratorio,
24:16ai centri giovanili che hanno comunque
24:19colmato delle lacune,
24:21non sarei la raista di oggi, no?
24:23E quindi quella collettività
24:24si è presa cura di me
24:25e quindi io cerco di in qualche modo restituire.
24:28Ma il capisco anche
24:29quando qualcuno si sente solo
24:31e si sente escluso
24:32e quindi veramente per me è importante
24:34che quelle persone
24:36che non hanno voce a volte,
24:38che non vuol dire non parlare,
24:39non essere all'interno della società,
24:42sentirsi in mezzo a una piazza
24:43e sentirti solo.
24:44Ed è una situazione bruttissima
24:46che ti può portare
24:47o a seguire persone non corrette
24:50o a isolarti ancora di più
24:51e a un certo punto cercare un modo
24:54facendo esplodere la tua rabbia
24:55che non è positivo.
24:56Quindi io cerco di coniugare il tutto.
24:58Tu hai mai vissuto quel tipo di solitudine?
25:00Ti è mai capitato?
25:01A volte sì.
25:02Sì?
25:02Sì, sì.
25:02E quindi quella solitudine lì
25:05non vorrei farla vivere a nessuno.
25:08Tu Oliver invece?
25:10Ti sei mai sentito un po' solo?
25:13E quindi non stavamo parlando
25:14di quella solitudine fisica
25:15ma quel non essere capito,
25:19quel non riuscire a vivere con empatia
25:22con altre persone il vissuto?
25:26Dipende.
25:27Poi io da sempre sono
25:29un ragazzo abbastanza riservato.
25:32parlo con poche persone di me
25:35preferisco tenermi le cose dentro
25:37e risolvomele per quanto possibile da solo
25:40perché...
25:41Che non è sempre giusto, sai?
25:42Lo so.
25:43Eh, infatti.
25:46Non è sempre cosa buona e giusta da fare.
25:50Come diceva qualcuno.
25:54Però diciamo che la solitudine
25:56è anche un po' un tabù
25:57nella nostra generazione.
26:00Però ti lancio una freccettina,
26:04una freccia ho detto giusto
26:06perché io guardo che quando
26:08dopo l'uovo sodo, dopo l'uovo e la cipolla
26:11il social, magari avete veramente
26:14tantissimi amici
26:15e poi vedo ragazzi che magari il sabato
26:18sono da soli e non sanno con chi uscire
26:19però magari sono super famosi
26:22e seguitissimi.
26:23Questa è una solitudine
26:25e questa è anche gli adulti.
26:26Diciamo che, allora,
26:28i social sono un po' un'arma a doppio taglio, no?
26:31A doppio taglio, scusami.
26:33Molto spesso vengono idolatrati dai giovani
26:36perché diventi famoso, fai soldi,
26:39sicuramente conosci un sacco di persone,
26:41esci con l'influencer, fai tanti eventi.
26:44Ma molto spesso
26:46sui social più diventi famoso
26:48più diventi anche da solo, no?
26:50Tu fai vedere una persona online
26:53che non sei tu
26:55e facendo vedere questa versione di te
26:58che può anche essere vera
27:00ma è una minima parte di quello
27:02che poi sei nella realtà
27:04è veramente difficile poi andare a distinguere
27:08cosa sei davvero, cosa sei per gli altri
27:10e cosa sei nella realtà di tutti i giorni, no?
27:14E specialmente fra i giovani
27:16capita spesso, magari vedo una storia
27:18di una persona che è andata
27:19in un determinato posto
27:21e dico, caspita, che bello,
27:22volevo andare io al posto suo
27:23però magari lui quel giorno era lì
27:25ma gli sono successe altre cento cose
27:27che gli hanno peggiorato la giornata.
27:29Noi vediamo soltanto quello
27:30che le persone vogliono farci vedere
27:32ma anche io personalmente sui social
27:34metto solo quello che voglio far vedere, no?
27:38Certo.
27:39Poi dietro di me c'è tutto un mondo
27:42che poche persone veramente conoscono
27:47e qualche tempo fa in un'intervista
27:49ho sentito una frase veramente bella
27:52citando Platone
27:54quindi anche un po' nell'ottica delle citazioni
28:00e diceva che quando tu guardi
28:03la parte più bella dell'occhio dell'altro
28:05che è la pupilla
28:05vedi di te stesso riflesso, no?
28:08Ed è un po' una metafora
28:09perché tu sei perché sei anche con l'altro
28:13e tante altre parole
28:16per me è veramente una frase che mi ha segnato, no?
28:19Cioè come fai a sapere di essere te
28:22e di esistere se non c'è nessun altro
28:24che ti conferma che tu sei quella persona
28:26e quindi secondo me
28:28ricollegandoci al mondo dei social
28:31sui social sei una persona
28:32ma dietro di te c'è tutta una parte
28:35che pochissime persone poi andranno a vedere nella realtà
28:38C'è un altro detto che mi piace
28:40forse africano, magari tu lo conosci anche
28:42quando si dice
28:43quando punti il dito verso una persona
28:46altre tre dita della tua mano puntano verso di te
28:48perché è bellissima questa cosa
28:50quindi la valenza di quando
28:53e ci dobbiamo fermare
28:55sì, peccato
28:56mi dispiace Raissa
28:58dobbiamo anche salutarti
28:59ma tornerai
29:00ti rinnoviamo l'invito per altri
29:02ho visto che insomma sui social sei anche molto attiva
29:05anche sui social
29:06anche sì
29:07è una tematica bella della solitudine
29:10insomma
29:11volentieri
29:11volentieri
29:12grazie a tutti
29:13volentieri
29:14grazie mille
29:14noi lanciamo la pubblicità e torniamo tra poco
29:30allora torniamo in diretta
29:32abbiamo salutato la nostra consigliera Raissa Labaran
29:36e adesso invece
29:37ospitiamo la dottoressa Bruna Adebaio
29:40giusto?
29:41corretto
29:41psicologa, psicoterapeuta
29:43CPS Lonato
29:44buonasera
29:45buonasera
29:45perché giustamente serve in tutta questa chiacchierata
29:49anche una persona competente
29:50che riesce a leggere un po'
29:53i pensieri
29:53sì, soprattutto perché
29:55insomma abbiamo spesso bisogno di capire
30:00che cosa sono oggi gli adolescenti
30:02Oliver sei qua presente
30:04parliamo anche di voi
30:05quali sono i segnali
30:07magari anche da genitori da osservare
30:09come possiamo captare un disagio
30:13prima Raissa diceva
30:14non mi piace la parola
30:15noi la utilizziamo spesso
30:16però effettivamente se c'è un campanello d'allarme
30:19chiamiamolo così
30:20per cui dovremmo captare che
30:23magari il nostro figlio
30:24potrebbe avere un problema
30:26ma non ne parla
30:27proprio perché è in un momento
30:28della sua vita
30:31particolare come quello dell'adolescenza
30:33esatto sì
30:34innanzitutto è importante
30:37anche normalizzare il timore che può esserci
30:40negli adulti, nei genitori, negli insegnanti
30:44rispetto anche alla confusione che vivono da adulti
30:49e che leggono e intercettano anche nei giovani
30:52esistono, prima Oliver parlava, aveva citato la metafora dell'acqua
30:58e anche la nebbia può essere un'immagine che un po' ci rende e ci dà l'idea di queste
31:05incertezze
31:05quindi all'interno di questa nebbia probabilmente un modo per orientarci è quello proprio di dare attenzione ad alcuni campanelli
31:14d'allarme
31:15per esempio l'isolamento che avete citato anche prima
31:20quindi se improvvisamente inizia una tendenza verso la chiusura è un'introversione
31:28così come tutto ciò che riguarda per esempio una interruzione di qualcosa che invece prima rappresentava la continuità biografica dell
31:38'adolescente
31:39quindi interrompo uno sport che prima mi rappresentava
31:45interrompo delle amicizie che mi portavo dietro da piccino
31:51e quindi questi stacchi, queste interruzioni
31:53e un altro campanello d'allarme molto importante è la disregolazione emotiva
31:59quindi notare che ci siano dei repentini cambiamenti proprio a livello di umore e di irritabilità
32:07quindi un po' le tre I, interruzione, isolamento e irritabilità
32:12ma quando un genitore, perché ce ne sono tantissimi di giovani che si chiudono in cameretta e non escono
32:17quando si percepisce tutto questo un genitore che deve fare?
32:21esatto, questa è un'ottima domanda perché poi il rischio è quello di psicopatologizzare tutto
32:27quindi di vedere un pomeriggio il figlio chiuso in cameretta e quindi dire oh dio ecco corriamo ai ripari
32:34quindi l'idea non è tanto accade un pomeriggio ma è quando da un pomeriggio passiamo a tutti i pomeriggi
32:40da un'amicizia o litigato con l'amichetta diventano tutti gli amici
32:45e quindi quando, sempre per parlare di orientamento e di bussole
32:52è quando ci accorgiamo che i nostri giovani stanno un po' come dire cambiando
32:56più o meno lentamente, più o meno velocemente, rotta
33:00e cosa può fare un genitore? Nel senso che non può portarlo, lo prende, lo porta da un professionista
33:05porta il professionista in camera, che deve fare?
33:07esiste l'online per fortuna
33:09esiste anche l'online con i pro e contro dell'online
33:12perché ho sentito i genitori che hanno detto almeno c'è la possibilità di collegarsi
33:17perché proprio mi ricordo un caso di un ragazzo di disregolazione emotiva
33:22e diceva la mamma per fortuna l'abbiamo convinto a collegarsi con la terapeuta
33:28non so, potrebbe essere un'idea?
33:30io partirei forse da un passo, un passettino indietro che è quello dell'osservazione
33:36che è un qualcosa che in questa velocità, in questa pressione che citava anche prima Oliver
33:40siamo sempre meno abituati a fare, no?
33:43siamo più del... c'è un problema, facciamo, no?
33:46ci buttiamo e quindi è tutto sul fare
33:48forse il passo indietro è quello proprio di fare un po' gli antropologi
33:52e quindi da adulti provare un po' ad avere quella curiosità molto rispettosa
33:59e quindi fare domande ma non del devi dirmi a livello... a modo interrogatorio, no?
34:05ma proprio quella curiosità, quell'ascolto empatico che consente anche un'apertura, no?
34:10del dimmi questa cosa ma perché sono realmente interessato a capire che cosa ti succede
34:17qual è il tuo mondo, quindi ecco, forse prima di tutto l'ascolto e anche il confronto
34:23la rete con altri genitori, con i nonni e quindi con i propri genitori
34:30che sono una fonte sicuramente di esperienza
34:34con i servizi e con gli strumenti messi a disposizione anche dalla comunità
34:41oltre a disregolazione emotiva, voi giovani in questi giorni
34:46torniamo un po' alla cronaca, no?
34:48molti di voi hanno avuto paura dopo aver ricevuto dei falsi messaggi
34:53poi si è capito, no?
34:54che fossero falsi, costruiti da altri giovani
34:57e questi messaggi hanno invaso le chat di quasi tutti gli studenti
35:03dal nord Italia fino al sud Italia
35:05sono diventati virali
35:06sono diventati virali in pochissime ore
35:09le ore erano la sera del 19 di ottobre, no?
35:13quindi due giorni fa
35:14e l'allarme era un allarme di violenza nei confronti del giorno dopo
35:18tant'è che veramente in tutte le città c'è stato un tant'amma
35:22anche sui social di attenzione, attenzione
35:25e c'è stata una vera e propria paura
35:28voi come avete vissuto?
35:29Di Nero, tu sei insomma sul pezzo sotto questo aspetto
35:33spiegalo bene, nel senso che arrivava uno screenshot
35:35arrivava uno screenshot
35:37dove c'era scritto attenzione perché domani le ragazze saranno in pericolo
35:41oppure i ragazzi saranno in pericolo
35:42ci sarà violenza
35:43insomma hanno seminato terrore
35:45insomma chat che hanno seminato terrore
35:47io ho un adolescente in casa
35:49allarmata ha iniziato il tam tam in classe
35:53e poi chiamo il fidanzato e poi l'amico
35:55che cosa sta succedendo?
35:57mamma aiuto, abbiamo paura
35:59chiaramente poi tu ricevi un messaggio di questo genere
36:01lo inoltre anche i tuoi amici
36:02perché dici guarda cosa mi è arrivato
36:04e quindi è stato un tam tam velocissimo
36:06grazie
36:07immagino l'abbiate ricevuto anche voi nella vostro istituto
36:10tu rappresenti anche i superiori bresciane
36:13ne avete parlato
36:14che cosa è successo e cosa avete provato?
36:19allora è stata una serata molto particolare
36:24perché se tu dicevi qualche ora
36:26in realtà si è andato a divulgare
36:29tutto nel giro di una ventina di minuti
36:32ah ecco
36:34che concettualmente è una cosa assurda
36:37anche il potere che fanno i social a giorni d'oggi
36:39in venti minuti tutta Italia sa un fenomeno
36:41che si svolgerà idealmente nel giorno dopo
36:44anche facendo parte appunto di superiori bresciane
36:48sono cominciate ad arrivare un sacco di segnalazioni
36:51tempestivamente
36:53saranno almeno un centinaio
36:55fra foto e screenshot che abbiamo letto
36:56di ragazzi che mandavano video
36:59o foto di ragazzine o ragazzi
37:03ma anche immagini brutte da vedere
37:05che un po' ti lasciano impresso
37:07anche parole forti che non ripetiamo
37:09non le mandiamo neanche in onda
37:10siamo stati combattuti sul fatto di poter mostrare qualche immagine
37:15ma era veramente
37:16erano veramente brutte
37:17cioè io comunque mi sono allarmata da genitore
37:20ma anche da mettendomi nei vostri panni
37:24ovviamente io ci sono caduta proprio
37:25io pensavo fosse vera la cosa
37:27sembravano veri
37:29e poi appunto sembravano veri
37:31era veramente preoccupante
37:33e ti dico io
37:34io sono un maschio no?
37:36quindi magari non andavo a prendere la mia fascia
37:39ma essendo figlio di una mamma
37:42essendo fratello maggiore di una sorellina
37:44e amico di tantissime amiche
37:45a cui voglio un mondo di bene
37:47è stata una cosa che leggere
37:50che vedere mi ha fatto male
37:52no a me
37:53perché io dico
37:54io con la mia testa
37:55non potrei mai arrivare a pensare
37:57anche solo lontanamente
37:58di fare una cosa del genere
37:59o anche solo di scriverla per finta
38:01una cosa del genere
38:02certo
38:02e voi vabbè
38:04mi avete conosciuto adesso
38:05chi mi conosce bene lo sa
38:06io poi sono anche un po'
38:09sono anche un po' di cuore
38:10però sono stati dei messaggi
38:13veramente raccapriccianti
38:15infatti poi anche sui superiori bresciane
38:17il nostro diciamo
38:18a lui non piace essere chiamato capo
38:20però noi lo chiamiamo capo
38:23si chiama Andrea
38:24mao
38:25è stato al telefono
38:27con degli informatori
38:28con chi ha detto avere
38:29e si è preso lui
38:30la premura personale
38:31di scrivere ragazzi
38:32sono cose
38:34prese e fatte
38:35con l'intelligenza artificiale
38:36quindi state attenti
38:37a quello che circola
38:38state attenti
38:38a quello che leggete
38:39state attenti
38:40alle informazioni
38:40che fate entrare
38:41nella vostra testa
38:43poi io
38:44oltre ai superiori bresciane
38:45da quest'anno
38:46mi sono preso anche
38:47la carica
38:48la briga
38:48di fare rappresentante
38:50di istituto
38:50io insieme appunto
38:51a altre due ragazze
38:52fra l'altro
38:55ci siamo detti
38:56fra di noi
38:57la comunichiamo
38:58questa cosa ai ragazzi
38:59non la comunichiamo
39:00perché poi abbiamo un gruppo
39:01con i rappresentanti
39:02delle classi
39:02perché per noi
39:03è fondamentale
39:04comunicare
39:05e abbiamo deciso
39:07quindi di scrivere
39:08un messaggio
39:08ai nostri ragazzi
39:09ai miei compagni
39:11dove dicevamo
39:12ragazzi
39:13stanno girando
39:13certi messaggi
39:15capiamo la preoccupazione
39:17capiamo tutto quello
39:19che può andare
39:19nelle vostre teste
39:20adesso
39:20fra voi e i vostri genitori
39:22vi informiamo
39:23ci siamo presi
39:24la premura
39:24di informarli
39:25sono informazioni false
39:26quindi voi l'avete subito
39:28capito
39:28la sera stessa?
39:29ci abbiamo messo
39:3130-40 minuti
39:32ma siete stati bravissimi
39:35avete tamponato
39:36questa paura
39:37però sì
39:38diciamo che
39:39la paura
39:40anche collettiva
39:40generale
39:41è lecita
39:42infatti anche i ragazzi
39:44che il giorno dopo
39:45non si sono presentati
39:46a scuola
39:46genitori che hanno chiamato
39:47perché avevano paura
39:48di mandare i figli a scuola
39:49sono state minacciate
39:50anche di bruciare
39:51le scuole private
39:51oltre che
39:52non possiamo dirlo
39:54non si può dire
39:55certo
39:55oltre che le violenze
39:57no?
39:57sì sì assolutamente
39:58ragazzi però non voglio usare parole
39:59troppo forti
39:59questo è un fatto di cronaca
40:02era un fatto di cronaca
40:03l'abbiamo letto anche sui giornali
40:04si parlava di violenza
40:05ho dovuto anche
40:06sì
40:06è vero è stato veramente brutto
40:09è stato veramente brutto
40:10ma come si arriva
40:11dottoressa
40:11a tutto ciò?
40:13sì
40:14è un qualcosa
40:15che sicuramente
40:16ha a che fare
40:17con
40:18con il disagio
40:20o meglio
40:20con una
40:21delle componenti
40:22del disagio
40:22e penso
40:25alla parte
40:26di vuoto identitario
40:27nel senso che
40:29tutto quello che
40:31che riguarda
40:32i tristi
40:32fatti di cronaca
40:33incluso questo
40:35mi ha fatto un po'
40:36pensare a quello
40:37che già alla fine
40:37dell'ottocento
40:38scriveva Le Bon
40:39rispetto alla psicologia
40:41delle folle
40:42e rispetto a
40:44all'epoca
40:45Le Bon
40:46scriveva
40:47quanto fosse facile
40:49perdere la propria identità
40:51all'interno di una folla
40:53e quindi
40:54creare
40:55perderla
40:56per creare
40:57un io collettivo
40:58e se oggi
40:59pensiamo che c'è
41:00questa parte
41:01di vuoto identitario
41:03questi dubbi
41:04di cui
41:04parlavate anche
41:05nella prima parte
41:06mi viene da dire
41:07non c'è neanche una perdita
41:08c'è proprio un
41:09trovo questa identità
41:11posticcia
41:11come giovane
41:12all'interno
41:13di questo
41:13di questo stormo
41:14che un po'
41:16dà sicurezza
41:17laddove c'è il vuoto
41:18e quindi si creano
41:19questi
41:19questi gregge
41:22che sono sia
41:23le folle vere e proprie
41:24che abbiamo visto
41:25nei nostri telegiornali
41:26ma anche le folle
41:28dei social
41:29queste folle
41:30nel web
41:31che
41:32a mio avviso
41:33fanno anche
41:34molta più paura
41:35nella misura in cui
41:36non ci sono neanche
41:37dove
41:37non c'è più un capo
41:38un leader
41:39per quanto deviante
41:40ma il leader
41:41è un algoritmo
41:42l'algoritmo di
41:42bellezza
41:44di successo
41:44tutte quelle cose
41:45che aumentano poi
41:46la pressione
41:48e quindi il carico
41:49allo statico
41:50questo zaino gigante
41:52sulle spalle
41:52dei ragazzi
41:53che si sentono
41:54costantemente
41:56valutati
41:57e non si sa neanche
41:58bene da chi poi
42:00dobbiamo andare
42:01alla pubblicità
42:01e ci fermiamo
42:03per un attimo
42:03e torniamo tra poco
42:17non abbiamo ancora
42:19tantissimi minuti
42:20tante domande
42:21allora proviamo a farne
42:22un po'
42:22ti chiedo
42:23diretta Oliver
42:24i giovani
42:25fanno fatica
42:25a chiedere aiuto
42:26sì
42:27assolutamente
42:28sì
42:28per me sì
42:31perché è ancora visto
42:32come diceva prima
42:33anche Raisa
42:33come un tabù
42:35fra noi giovani
42:35a chiedere aiuto
42:36magari anche quando
42:37non si ha un rapporto
42:38molto stretto
42:39con i propri genitori
42:41so anche fra l'altro
42:42che a Brescia
42:42c'è l'istituto
42:43il MOCA
42:44se non sbaglio
42:44che propone
42:47degli incontri
42:49con gli psicologi
42:50gratuitamente
42:50qualche pomeriggio
42:53è difficile
42:54ma è una cosa
42:55che va superata
42:56sicuramente
42:57chiedere aiuto
42:58non fa male
42:58stessa domanda
42:59la chiediamo a lei
43:00dottoressa
43:01a De Baggio
43:02sì
43:02a volte è difficile
43:03perché non si sa
43:05né dare un nome
43:06a che cosa si prova
43:07e quindi c'è un po'
43:08questa fatica
43:09nel riconoscere
43:10che cosa si sente
43:12dove
43:12lo si sente
43:13e la fatica
43:14anche nel
43:14ok
43:15se riconosco
43:16un bisogno
43:17dove vado a chiedere aiuto
43:19per cui l'informazione
43:20e assolutamente
43:22il fatto che ci siano
43:22sportelli gratuiti
43:24ma anche
43:25appunto
43:25nelle varie SST
43:27ci sono anche
43:28delle offerte
43:29d'aiuto
43:30con diversi gradienti
43:31di intensità
43:32quindi penso
43:32dalle cure primarie
43:34ai servizi specialistici
43:35come il centro
43:36psicosociale
43:37che è un'unità
43:38operativa in cui lavoro
43:39ma anche ai servizi
43:40per le dipendenze
43:41patologiche
43:42quindi
43:42sì
43:43sono tutti servizi
43:44gratuiti
43:45ai quali si fa
43:46accesso
43:48chiamando
43:48viene rispettato
43:49l'anonimato
43:50in questo caso
43:51parliamo dei maggiorenni
43:52nel caso dei minorenni
43:53c'è bisogno
43:54come dicevate
43:55anche per gli sportelli
43:56scolastici
43:57dell'ok
43:58dei due genitori
43:59è bello che abbia detto
44:00questa cosa
44:00servizio sanitario nazionale
44:03perché spesso
44:04lo psicologo
44:05viene messo
44:06come piano B
44:07visto che è un costo
44:08dicevamo ieri
44:09con i dentisti
44:09stessa cosa
44:10invece fa bene
44:11è un diritto
44:11posso chiederle
44:13cosa rimane
44:14ai ragazzi
44:14dopo tutta
44:16quella rabbia
44:17che abbiamo visto
44:18nelle piazze
44:19quel gruppo
44:20di ragazzi
44:20cosa rimane
44:22dopo tutto questo
44:23c'è un senso
44:25di vuoto
44:27chissà
44:28forse
44:28un grande vuoto
44:30perché come
44:30dicevo anche prima
44:31sono delle identità
44:32posticce
44:33sono un po'
44:34dei personaggi
44:35e a me richiama molto
44:39il mettersi
44:40tutti la stessa
44:40maschera
44:41di Dalì
44:41come un po'
44:42nella serie
44:43Netflix
44:43della Casa di Carta
44:44e quindi lì
44:45chi sono io
44:46veramente
44:46per cui
44:48non lo so
44:49un po'
44:49un messaggio
44:51che mi piacerebbe
44:51lasciare
44:52è
44:53non accontentatevi
44:54di essere uno
44:55fra tanti
44:56è vero che c'è
44:56incertezza
44:57è vero che c'è
44:58smarrimento
44:59ma
45:00quando non si sa
45:01chi essere
45:02e questo
45:04rappresenta anche
45:04l'opportunità
45:05di trovare
45:06la propria strada
45:06quindi
45:07il punto interrogativo
45:08rappresenta anche
45:09un'opportunità
45:10viene anche spesso
45:11magari
45:13demonizzato
45:13il fatto di essere
45:14diverso
45:14il fatto di avere
45:15qualche caratteristica
45:16che ti rende diverso
45:17in qualsiasi modo
45:18dagli altri
45:19e
45:21io vorrei condividere
45:22con le persone
45:22una frase che mio papà
45:23mi dice sempre
45:24ossia
45:26devi essere la pecora nera
45:27nel gruppo
45:28no?
45:28devi essere quello diverso
45:30perché essere diversi
45:31non significa
45:32essere peggiori
45:33che poi pecora nera
45:34non vuol dire
45:34che la pecora nera
45:35sia sbagliata
45:36anzi
45:37a me piace il nero
45:40no
45:40abbiamo
45:42un minutino
45:43ci spieghi
45:43perché l'abbiamo dato
45:44un po' per scontate
45:45ma per noi boomer
45:47Superiori Bresciane
45:48è un bel gruppo
45:49di studenti
45:50Superiori Bresciane
45:51è una pagina
45:52che nasce nel 2018
45:53da Andrea Mauret
45:54che come dicevo
45:55prima è nostro capo
45:57e si è andata
45:57poi a sviluppare
45:58dopo il 2023
45:58molto fortemente
45:59ad oggi abbiamo
46:0037 mila
46:01quasi 38 mila
46:03follower sui social
46:04su Instagram
46:05e quello che facciamo
46:08restringendo
46:09è andare a dar voce
46:11ai ragazzi
46:11quindi inter
46:14parlare con i ragazzi
46:15direttamente
46:17delle problematiche
46:17che vivono poi
46:18tutti i giorni
46:19poi vedi lo staff
46:20a parte il capo
46:22che ha 25 anni
46:23siamo tutti ragazzi
46:24un 17
46:24c'è chi ne ha 18
46:2516
46:25non fa più
46:26superiori
46:26si spera
46:27lui è il fondatore
46:28non vi abbannano
46:29lui ha fatto
46:30le superiori
46:31a suo tempo
46:318 anni fa
46:32però comunque
46:33è un gruppo di giovani
46:34che ci tiene
46:35al benessere dei giovani
46:36vi seguiamo
46:38anche Raisa
46:39abbiamo sentito
46:40che è dietro le quinte
46:41è rimasta con noi
46:42che vi segue
46:43è un bel lavoro
46:44che state facendo
46:45e poi
46:46Superiori Bresciane
46:47non siamo noi
46:48che gestiamo la pagina
46:49Superiori
46:49siamo tutte le persone
46:50di Brescia
46:51che facciamo parte
46:52della pagina
46:52cioè tutte le persone
46:53che andiamo a scuola
46:54che viviamo
46:55e che facciamo sport
46:56che abbiamo delle amicizie
46:57Superiori Bresciane
46:58Superiori Bresciane
46:59deve essere
47:00un collettivo
47:01di persone
47:01di ragazzi
47:02che vogliono
47:02ritrovare la loro voce
47:04in una pagina
47:04ma non potevamo concludere
47:06meglio di così
47:07ascoltiamo il suono
47:09e il rumore
47:09della foresta che cresce
47:10e non dell'albero che cade
47:11potremmo chiudere così
47:13vero?
47:13che tu e Andrea Lombardi
47:15allora
47:16noi ringraziamo
47:18i nostri ospiti
47:18è stata una bella puntata
47:19bella bella
47:20dobbiamo replicarla
47:22e torniamo domani
47:23invece parliamo
47:25di partecipare
47:27e fare la differenza
47:28anche questo
47:29anche domani
47:30tante associazioni
47:31ci verranno a trovare
47:32grazie a dottoressa Bruna
47:33Adebagio
47:34ricordo psicologa
47:35psicoterapeuta
47:35del CPS
47:36di Lonato
47:37grazie Oliver
47:38che hai rappresentato
47:40tantissimi giovani
47:41grazie a te Andrea
47:42a te Daniela
47:43ci ritroviamo domani
47:44alle 18
47:45buona continuazione
47:46io vi ricordo
47:47obiettivo salute
47:47alle 20.30
47:48parliamo di vista
47:49questa sera
47:50arrivederci a dopo
47:52grazie a tutti
47:54grazie a tutti
47:58grazie a tutti
48:03grazie a tutti