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  • 29 minuti fa
Il pittore contemporaneo Angelo Liberati celebra i suoi 80 anni con una mostra dedicata al suo lungo percorso artistico, ospitata nella casa dell'amica e artista Mirella Mibelli. L'esposizione ripercorre le tappe fondamentali della carriera di uno degli autori più originali della scena artistica contemporanea, attraverso opere che mettono in dialogo immagini, parole e memoria culturale.

Nato a Frascati nel 1946, Angelo Liberati si forma nella vivace atmosfera artistica della Roma degli anni Sessanta, frequentando lo studio di Silvio Benedetto e gli ambienti delle gallerie d'avanguardia che in quegli anni sperimentavano nuovi linguaggi espressivi. Il suo percorso si lega profondamente alla Sardegna: nel 1970 si trasferisce sull'Isola, entrando in contatto con il movimento delle neoavanguardie sarde e diventando una figura importante nel panorama artistico regionale.

Tra gli elementi più caratteristici della sua ricerca artistica emerge la tecnica del decollage, sperimentata fin dai primi anni della sua attività e presentata in Sardegna già nel 1968 con la prima mostra presso la galleria del Pennellaccio. Una tecnica innovativa che si contrappone al collage tradizionale: invece di aggiungere materiali sulla superficie dell'opera, il decollage lavora attraverso la sottrazione e il trasferimento di immagini, lettere e frammenti di stampa su tela o supporto cartaceo, creando nuove composizioni visive.

La produzione di Liberati è legata a una personale interpretazione della poetica pop, dove convivono riferimenti alla cultura di massa, al cinema, alla letteratura, alla musica e alla figura femminile. Le sue opere costruiscono un continuo confronto tra immagine e parola, trasformando elementi della comunicazione quotidiana in simboli capaci di raccontare emozioni, ricordi e suggestioni.

La scrittura occupa un ruolo centrale nel suo lavoro. Per Angelo Liberati, lettere e testi non rappresentano soltanto un contenuto narrativo, ma diventano veri e propri elementi grafici all'interno della composizione. Il segno della parola contribuisce al ritmo dell'opera, creando un equilibrio tra forma, significato e percezione visiva.

Tra i temi più ricorrenti della sua produzione artistica c'è la figura di Bob Dylan, protagonista del suo immaginario fin dai primi anni Settanta. Il cantautore americano rappresenta per Liberati un simbolo di libertà creativa, ricerca poetica e contaminazione tra musica, arte e cultura contemporanea.

La mostra dedicata agli 80 anni di Angelo Liberati è curata dalla direttrice artistica Maria Dolores Picciau e propone un viaggio attraverso opere e linguaggi che hanno caratterizzato oltre cinquant'anni di attività. Un percorso che racconta la ricerca di un artista capace di unire sperimentazione e tradizione, memoria e innovazione, mantenendo sempre centrale il rapporto tra arte e comunicazione.

Una produzione TCS S.r.l. 2026 www.telecostasmeralda.tv

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Trascrizione
00:15Angelo Liberati, pittore contemporaneo, ha raccontato un'epoca di sperimentazione totale e di controcultura che coinvolse anche la Sardegna.
00:24Per i suoi 80 anni ora espone parte delle sue opere nella casa di Mirella Mibelli, amica e artista.
00:31La prima mostra che ho fatto in Sardegna era del 1968-68 alla Galleria Il Pennellaccio.
00:41In quella mostra c'erano i miei primi decollage, cioè il contrario del collage.
00:50In che modo? Prendevo delle pagine stampate con immagini o con lettere soltanto e le trasferivo sul foglio o sulla
01:05tela anche.
01:07Nato a Frascati nel 1946, Angelo Liberati si forma nella Roma degli anni 60 frequentando lo studio di Silvio Benedetto
01:16in via del Babuino e le gallerie d'art d'avanguardia capitoline.
01:20Nel 1970 si trasferisce in Sardegna inserendosi nel vivo delle neo-avanguardie isolane.
01:26Qui matura la sua personale poetica pop.
01:29Sensualità del nudo femminile e uso della scrittura nei quadri sono caratteristiche delle sue opere insieme ai riferimenti al cinema,
01:37alla musica, alla letteratura.
01:39Sinfonie di segni e di sguardi, l'esposizione attuale è dedicata a Bob Dylan.
01:44Dylan, Bob Dylan e Dylan quindi ricorre sempre, Dylan ricorre dai primi anni 70, da una mostra fatta a Cagliari,
01:55ma anche lui entra come immagine, entra, poi ci sono, l'altro aspetto del mio lavoro è la scrittura,
02:07e quindi la trascrizione di testi è importante sì per quanto lo scritto racconta, ma quello che è importante è
02:18anche l'andamento della scrittura,
02:21perché diventa un momento di composizione dell'opera.
02:28La mostra curata dalla direttrice artistica Maria Dolores Picciao è visitabile su prenotazione fino a sabato.
02:42Grazie a tutti.

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