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NovitàTrascrizione
00:27Buonasera, buonasera e bentornati su TCS Il Mega.
00:29è una Sardegna viva e seconda per tasso di crescita. Andiamo a vedere.
00:59La vivacità imprenditoriale delle province di Cagliari e Ristaneo trainano il documento dove il tasso di crescita si registra e
01:07segna un più 0,37% contro una media regionale di 0,29 ombre invece nei centri o zone interne.
01:16Nel dettaglio e tra le pieghe delle pagine dello studio si evidenzia gennaio-settembre che il nord dell'isola traina
01:22la ripresa economica con il miglior saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese, più 940 e più alto tasso di
01:29crescita dell'isola, un più 1,69.
01:32A livello regionale, considerando i primi nove mesi dell'anno, nel 2022 si sono iscritte sistemi camerali circa 6.500
01:39nuove attività, dato inferiore solo nel primo anno di pandemia.
01:42Da un punto di vista settoriale, ottime le performance dei settori delle costruzioni, turismo, servizi e agricoltura.
01:50Va meno bene il commercio, che ha visto perdere 350 attività legate a quello ambulante, meno 151 unità, una perdita
01:58in termini percentuali del 2,5% e poi quello degli esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e
02:05bevande.
02:06Bene le attività immobiliari, più 107 imprese, in crescita le attività professionali e scientifiche, più 117 unità, pari a un
02:14più 3,5% e anche quello delle agenzie di viaggio, noleggio e servizi alle imprese.
02:20Nei primi nove mesi tengono bene anche le imprese femminili, più 1,1%, mentre soffrono quelle giovanili che, seppur in
02:27un anno difficile, hanno ritrovato un po' di linfa nel trimestre luglio-settembre.
02:34Quante volte abbiamo detto che il turismo passa anche attraverso l'informatica e i tecnologi, Antalas de Cultura, ne è
02:40un esempio, vediamo.
02:43Un'agenda digitale, un diario, un taccuino, dove gli appunti, le segnalazioni, i luoghi e la bellezza ci riguarda come
02:49se ci riguarda il nostro sconfinato patrimonio architettonico, culturale e identitario, fatto di tradizioni e buon cibo e buon vino,
02:58artigianato e mille altri rivoli.
03:00E' insomma la nostra cultura, il sigillo e il tesoretto che nei secoli dei secoli porta l'isola a caratterizzare
03:07uno stile di vita che piace.
03:10Piace ai turisti che in questa stagione non si sono persi un centimetro delle bellezze naturali, le nostre materiali e
03:17immateriali.
03:18Stiamo esplorando forse di più quello che è il patrimonio immateriale perché, come ci siamo venuti tante volte, il materiale
03:27lo vediamo, i musei, le chiese, i nuragli, le domoseiane.
03:31L'immateriale che è anche la vita quotidiana, cioè il nostro modo di essere, dal lavoro alla festa, da come
03:42ci vestiamo a dove abitiamo, da come arrediamo la casa al nostro artigianato.
03:48E poi c'è il patrimonio immateriale contemporaneo che è il modo in cui viviamo ora.
03:53Andalas de Cultura è qualcosa di più di una piattaforma digitale.
03:57In un titolo è la memoria storica nostra?
04:00È la memoria storica nostra, è la memoria storica nostra anche perché sono circa quattro decenni che il nostro assessorato
04:09sta investendo, abbiamo detto, risorse finanziarie e umane anche per realizzare progetti, progetti satellite che non dialogavano l'uno con
04:18l'altro.
04:19Adesso finalmente con Andalas dialogheranno.
04:22Andalas de Cultura è uno strumento facile, utile, flessibile, a portata di tutti, di tutti quelli che apprezzano la storia
04:28e le storie di un'isola, di un luogo, la Sardegna, ricca e carica di segreti, in cinque lettere, unica.
04:37E uniche sono anche le nostre usanze, le nostre eccellenze, le tradizioni come Sa Paradura. Andiamo a vedere.
04:47Quello di Tartenia nei confronti di Adriano Foddis è stato solo l'ultimo degli esempi della generosità sarda tra allevatori
04:53che si manifesta attraverso la consuetudine della Paradura.
04:56Un'anticusanza dei pastori di regalare una pecora a testa a chi ha perduto il greggio per furto, per malattia
05:02o come in questo caso per un gesto vile da parte di qualcuno che ad Adriano Foddis ha sgorzato l
05:08'intero greggio di 90 pecore.
05:09A lui gliene sono state donate nei giorni scorsi i 40, complice sua figlia Giulia che, conoscendo l'anticusanza di
05:16Sa Paradura, ha coinvolti i colleghi del padre e reso pubblico l'avvenimento attraverso i social postando un video
05:22che racconta molto della gioia e della condivisione tra gli allevatori delle stesse ansie, le stesse difficoltà di un lavoro
05:28che non ha giorni di festa o riposo.
05:30Le pecore infatti devono essere accudite tutti i giorni e quando è tempo di mungitura non ci si può fermare.
05:36Anche a Natale le pecore devono essere portate in ovile e così il pastore si sveglia la mattina presto e
05:41solo dopo aver accudito il greggio può salutare la famiglia e festeggiare.
05:45Il rapporto del pastore con il suo greggio è quasi simbiotico, conosce i capi uno per uno e ad ognuno
05:51dà un nome che può essere un fischio, un suono o un nomignolo inventato,
05:56solo così si può comprendere il dolore per la perdita del proprio greggio.
06:00Nel tempo i pastori sardi hanno trovato modi e sistemi per aiutarsi a vicenda.
06:04Saparadura risale alla notte dei tempi ed in particolare a quel periodo storico del regno di Savoia
06:10nel quale il reato più comune nell'isola era l'abbigeato, il furto di pecore, che solitamente avveniva di notte
06:16ma non sempre era dato dal bisogno dell'altro.
06:19Spesso, all'origine del furto, vi era il desiderio di vendetta per un torto subito.
06:24Per chi lo subiva era una vera disdetta, ritrovarsi senza pecore significava non poter mangiare la povertà assoluta
06:30o essere costretto ad andare a seguire il greggio di un altro padrone.
06:33Ed ecco allora l'atto di solidarietà.
06:35Ogni pastore del territorio metteva a disposizione del collega sfortunato un capo
06:40in modo tale che questi potesse ricostituire il greggio, ripartire.
06:44Negli anni, certo, ce n'è stato sempre meno bisogno,
06:47ma ci sono stati momenti nei quali dalla Sardegna è partito il gesto di generosità.
06:53E' accaduto nel 2017, dopo il terremoto che l'anno prima aveva colpito l'Emilia Romagna,
06:58gli allevatori sardi in quell'occasione hanno donato mille pecore ai pastori di Cascia
07:02ed è successo ancora dopo gli incendi che nel 2021 hanno distrutto i pascoli del Montiferru.
07:08Anche in quell'occasione, dove per oltre alle pecore sono stati donati quintali di fieno per sfamare gli animali,
07:14è stata dimostrata la grande generosità della Sardegna,
07:18che assume la veste della paradura, che vuol dire riparazione.
07:25Storia, tradizione, Sardegna.
07:28A Carloforte si rinnova il culto della Madonna dello Schiavo,
07:31venerata da tutta la comunità tabarchina, di cui oggi ricorre l'anniversario dal suo ritrovamento.
07:38Andiamo a vedere.
07:39A Carloforte è vivo da secoli il culto della Madonna dello Schiavo,
07:43venerata da tutta la comunità tabarchina a ricordo di una pagina della storia Carlofortina,
07:49che ancora crea dolore e sofferenza per la violenza inaudita e la ferocia,
07:53con la quale gli abitanti della piccola isola di San Pietro
07:56vennero offesi e devastati nel profondo dall'incursione barbaresca del 2 settembre del 1798.
08:04Esattamente 224 anni fa, un migliaio di corsari provenienti dal Nord Africa,
08:09a bordo di 5 imbarcazioni, arrivò nel cuore della notte a Carloforte, fu depredata,
08:14messa a ferro a fuoco per due giorni e per due notti.
08:17Molti uomini vennero uccisi, le donne violentate, ma soprattutto, quando ripartirono,
08:21si portarono dietro in Tunisia, oltre al bottino, 830 a Carlofortini per ridurli in schiavitù.
08:28A nulla valsero i tentativi di contrastare la forza dei corsari,
08:32pochi sopravvissuti, tra cui il parroco che si era chiuso all'interno di una tomba nella sua chiesa,
08:36si rivolsero subito al vicere che si trovava a Cagliari,
08:39ma nessuna imbarcazione era adeguata per salpare i mari e riportare a terra gli uomini e le donne rapiti.
08:45Venne chiesto aiuto anche al comandante di una fregata francese ancorata,
08:49in rada nel capoluogo, ma non poté lasciare l'isola fino alla sera,
08:52per il forte vento di maestrale che impediva di levare gli ormeggi.
08:56Due anni dopo, il 15 novembre del 1800, il Carlofortino Nicola Moret,
09:00uno dei tanti prigionieri a Tunisi, implorò la Vergine Maria pregando
09:04di restituire la libertà agli schiavi del bei nordafricano.
09:07Alla sua accorata preghiera seguì il ritrovamento di un simulacro della Madonna
09:12nascosto tra due alberi, uno di limoni dolci e uno di datteri,
09:16che fu subito interpretato come un segno divino.
09:19Don Nicola Ossegna allora invitò tutti gli schiavi a recitare il rosario
09:22affinché venisse concessa loro la grazia,
09:24ed esattamente tre anni dopo,
09:26i Carlofortini riebbero la libertà,
09:28così che, tornati a Carloforte, edificarono un piccolo santuario in suo onore.
09:33Da quel momento, nella cittadina di origini liguri,
09:35si sviluppò il culto della Madonna dello Schiavo,
09:38venerata ancora oggi da tutta la comunità tabarchina.
09:48E sappiate che il nostro, ormai lo sapete anzi,
09:51che il nostro magazine ospita storia.
09:53Questa è la casa, o la storia, che entra in una casa,
09:57in quella museo, Liga Suda, situata a Settimo San Pietro,
10:00uno scrigno preziosissimo, insomma, una memoria storica.
10:04Andiamo a vedere.
10:18Ci troviamo al museo Casa Liga Suda,
10:25un piccolo museo etnografico privato,
10:28di proprietà di Fabrizio, Simonetta e Lucia Ligas,
10:33che raccoglie delle importanti testimonianze della vita
10:37e delle tradizioni popolari della comunità di Settimo San Pietro.
10:50Qui ci troviamo nella sala degli abiti festivi, cerimoniali,
10:56con gli abiti più preziosi, con tessuti di seta,
11:00velluti in seta, broccati.
11:04Partiamo dalla signorina, che è vestita magari con un tessuto di cotone,
11:10però molto ricco come confezionato,
11:15con la tipica camicia a perra de ganna,
11:18per via della pieghettatura.
11:21La signora è vestita con gli abiti di seta, a chalet zeda,
11:26gli altri vestiti sempre in seta o in tessuti comunque pregiati,
11:33cotoni, venivano chiamati indianina andorara, indianina argentara.
11:40E poi abbiamo l'abito più ricco, delle famiglie più ricche,
11:46solo alcune potevano permettersi questo tipo di abbigliamento,
11:51con broccati e veluti di seta.
11:54I gioielli tipici di quel periodo e di questo abbigliamento.
12:01Questo è un abito matrimoniale, ma poteva essere usato,
12:05veniva usato anche per Pasqua,
12:10per andare ad altri matrimoni, per la candelora.
12:14Era un abito comunque importante.
12:26Il Museo Casa Ligasura è gestito dall'Associazione Museo Casa Ligasura,
12:35che è stato inaugurato nel 2016,
12:38custodisce al suo interno tutta una serie di apparati
12:43che sono esposti in maniera museale
12:47lungo un itinerario di sette sale espositive.
12:52In queste sale espositive,
12:54ognuna che segue un tema,
12:58sono raccolti in delle vetrine,
13:01alcune vetrine riproducono delle scene di vita,
13:05in altre sono esposti i vari oggetti
13:08a modo di indicare il tema riguardante.
13:20In questo ambiente abbiamo la parte lavorativa,
13:24quindi i mestieri,
13:25con tutti gli attrezzi usati,
13:28quindi la massaia,
13:30la panificatrice,
13:32il contadino,
13:34il pastore,
13:35il cacciatore
13:37e poi le macchine da cucire,
13:39ovviamente la sartoria
13:40e il telaio.
13:42Il telaio lo portavano in dotte
13:45per il matrimonio,
13:47quindi abbiamo testimonianza
13:49che a settimo vi era anche l'arte tessile.
13:57Abbiamo una sala dedicata
14:00al momento importante del lutto,
14:02con gli abiti principali,
14:04maschile e vari femminili
14:07usati in quel particolare momento,
14:10altre vetrine dove sono custoditi
14:12i monili,
14:14quindi le parordi gioielli
14:15che servivano poi come apparato
14:18per il vario vestiario.
14:32E con questa insolita musichetta
14:34io mi fermo qua,
14:35vi do appuntamento alle prossime edizioni,
14:37per chi non c'era,
14:38c'è la nostra invece,
14:39piattaforma social.
14:40Grazie!
14:55Grazie!