- 9 ore fa
Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
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NovitàTrascrizione
00:27Buonasera, benvenuti a questo nuovo
00:29appuntamento con il magazine di Telecosta Smeralda, parliamo di spopolamento da una parte,
00:35certo ci sono tantissimi turisti che arrivano per curiosare tra i borghi ricchi di tradizioni
00:42e dall'altra c'è un'emorragia continua di persone, soprattutto di giovani, entro il
00:512040 si perderanno 200 mila abitanti, così dicono le statistiche.
00:58Le previsioni, quasi un esit pole, non parliamo delle elezioni, non è delle migliori, per
01:03nulla tra meno di 20 anni la Sardegna perderà 200 mila abitanti, a questo aggiungiamo un
01:07altro primato in negativo, il tasso di natalità peggiore a livello nazionale, indice di mortalità
01:13all'117, ovvero 5 nati per ogni 1000 abitanti. Malemorragia, ho questi dati che certificano,
01:20una discesa quasi, quasi irrefrenabile, nelle zone interne, 260 mila abitazioni sono chiuse,
01:27tradotto basta fare un giro, inquietanti, sospirati borghi o comunità o paesi, meta di turisti,
01:32soprattutto in questa estate, e capire la bellezza malinconica di questi luoghi.
01:37E nonostante i 45 milioni in tre anni stanziati, più altri 60 attività economiche nei comuni
01:43con meno di 3000 abitanti, la storia non cambia. Capito l'emigrazione, strettamente connessa
01:48a questa analisi, età media della popolazione che è da 47 anni del 2002, passate 47 del 2020
01:56fino ad arrivare al 59 del 2030. Insomma, non sarà facile invertire la rotta, almeno quella
02:03dello spopolamento. Qualcuno ci ha provato, anche grazie agli aiuti dei 15 mila euro a
02:08chi compra o ristruttura una casa in uno dei nostri meravigliosi borghi, ma l'emorragia
02:13soprattutto dei giovani, almeno quelli che hanno resistito a oggi, è continua, è irrefrenabile.
02:18Una Sardegna bella per i turisti, meno per chi ci abita, almeno nelle zone interne, sempre
02:23più desolate o desolatamente triste e senza anima, e con una cultura e tradizione da preservare
02:28e raccontare segreti ormai lasciati da tramandare solo agli anziani, anche loro, sempre di meno.
02:34Tanto da far certificare l'ISTAT, l'Istituto Nazionale di Ricerca e Statistica, che sono
02:38oltre 260 mila gli edifici vuoti, pari al 30%, dell'intero patrimonio di Rizzo, dell'intera
02:45Sardegna. Al di là di tutto, la salvaguarda e la valorizzazione di queste comunità uniche
02:49e identitarie, anche alla luce dei nuovi segmenti di turismo, cammini religiosi o trekking, poco
02:55importa, dovrebbe rientrare tra le priorità, a patto che, oltre al bonus, vengono affiancate
03:00tutta una serie di servizi e opportunità per i nuovi residenti, altrimenti il declino
03:05sarà definitivo.
03:09E lo specchio di quanto detto è la disoccupazione chiusa alla stagione turistica, molti stagionali
03:16si trovano senza lavoro, a cambiarlo rispetto a quello che facevano prima, oppure a vivere
03:23di sussidi. C'è chi vive di turismo nella bella stagione, ma che poi fa i conti con
03:30la disoccupazione durante l'inverno e magari sbarca il lunario con lavoretti occasionali
03:35oppure con indennità statale. La vita degli stagionali, si sa, ha un andamento altalenante,
03:40solo chi riesce a lavorare per almeno otto mesi ha un reddito garantito al di sopra del
03:4550% per il restante periodo dell'anno. Eppure, nel 2022, alcune strutture ricettive sostenute
03:51dal clima favorevole hanno rinviato la chiusura al ponte di Ogni Santi, forti delle presenze,
03:57soprattutto straniere, a tratti dei cammini e delle nuove forme di turismo lento.
04:01Noi abbiamo bisogno di un turismo di qualità. La Sardegna non è una terra per un turismo
04:08di massa, perché anche il carico antropico che insisterebbe sul territorio è molto
04:12particolare. Noi abbiamo bisogno di un turismo di qualità, un turismo altospendente, un turismo
04:17che lascia ricchezza in Sardegna. Per fare questo abbiamo bisogno che le persone siano
04:22formate, quindi ci deve essere un management adeguatamente formato con una formazione di
04:27alto livello e gli operatori con una formazione in grado di dare la qualità e quella preparazione
04:35che è necessaria a attrarre un turismo di qualità.
04:39Tra resort, hotel e ristoranti, quest'anno il fabbisogno di personale ha superato l'effettiva
04:44forza lavoro disponibile e l'industria delle vacanze andate in crisi proprio per la mancanza
04:49di addetti del settore turismo. Comparto che incide 7 punti percentuali sul PIL dell'isola,
04:54ma la priorità adesso è sostenere i lavoratori.
04:57C'è stata una difficoltà perché i lavoratori non erano adeguatamente formati e quindi molto
05:02spesso alcune professionalità, gli operatori sono stati costretti a reperirle da altre regioni
05:09dove invece magari si trovavano queste professionalità. Dall'altra parte chiaramente le retribuzioni
05:16e i trattamenti non erano adeguati ad attrarre anche i lavoratori a lavorare in un settore
05:23che per sua natura comporta dei grandi sacrifici ma deve avere riconosciuti i sacrifici.
05:28Ma tutto questo si ottiene sempre e solo con una qualità di formazione, una qualità e una
05:33professionalità che gli operatori devono raggiungere.
05:36Ecco ma il nostro personale è veramente così poco qualificato?
05:41No, ci sono personale qualificato, personale che trova comunque occupazione. Il problema è che abbiamo
05:49una stagione molto ridotta e i periodi di non lavoro non sono adeguatamente sostenuti.
05:57Il sistema che abbiamo adesso dell'ammortizzatore sociale che dovrebbe reggere il periodo di
06:03non lavoro è un sistema che da quando è stata introdotta la Naspi progressivamente è andato
06:08a calare. Quindi è chiaro che i periodi di non lavoro, i lavoratori che fanno, se trovano
06:13altro lavoro magari più stabile, sono lavoratori che noi perdiamo dal sistema e quindi riconquistarli
06:19diventa problematico. È sempre un problema di equilibrio tra il lavoro adeguatamente retribuito
06:26e la professionalità che è capace di attrarre nuovi ragazzi, nuovi lavoratori su questo
06:32settore.
06:34E adesso andiamo a visitare un monumento storico della città di Cagliari. C'è quel solito
06:42cancelletto, hashtag che conta, rimanda in tutto il mondo, l'unicità di un luogo monumento,
06:48il bastione di San Remy.
06:51C'è un altro e un basso, c'è quel solito cancelletto, l'hashtag che conta e come se
06:55conta, rimanda in tutto il mondo, la rete e internet insegnano. L'unicità di un posto,
07:00un luogo monumento nostro, il bastione di San Remy, Cagliari, Sardegna. Piazza Costituzione,
07:05trafficata e circolare, snodo di storie e pure di turisti. Tanti, tantissimi, anche a novembre,
07:10in questo 2022 da incorniciare. Turisti che con il naso all'insù iniziano dal basso a scalare
07:16la montagna. Ma prima la foto di rito, le stories, pure queste di rito, obbligatorie.
07:22E allora cominciamo, iniziamo dalla rampa, anzi al plurale, doppia rampa, 170 gradini
07:27a testa, faticoso un pochino. Ma quello che poi c'è sopra? Nel mondo di sopra del bastione,
07:34quartiere Castello, vale la pena quella salita. Lo sanno bene i turisti, lo sanno bene gli appassionati
07:38di storie e storie, lo sanno bene i cagliaritani e i sardi, tutti che si ritrovano lì, al San Remy.
07:43Pietre dure, scolpite, costruite e infarcite, fortificazioni tra le più sontuose del capoluogo,
07:49gradini e passeggiata coperta, arco di trionfo. Alcuni elementi di un'immagine che scandisce
07:56una delle bellezze di Cagliari, nobile austera, come lo stesso nome, quel barone San Remy, vero
08:02nome, Filippo Guglielmo Palavicini. XIX secolo, l'imponente costruzione subisce quella trasformazione
08:09che conosciamo oggi, ovvero scalinata sormontata dall'arco di trionfo. Arco che fa prologo alla
08:15passeggiata coperta e a quella terrazza, dalle mille anime, sfumature comprese. Anche il passato
08:21di quel bastione. C'è la città, le sue mure, c'è l'idea di costruire e unire i tre
08:25bastioni
08:26meridionali della zecca di Santa Caterina dello Sperone. La logica è mettere in collegamento,
08:31unire i quartieri, Villanova e Marina. Quartieri e passeggiata e la terrazza Umberto I, costruito
08:37sul vecchio bastione, proprio quello dello Sperone, progetti firmati nel 1896 dagli ingegneri
08:44Costa e Setti. Pietreforti, stile classico, colonne Corinzie. Il debutto 1901. Il novecento
08:52insomma è la storia che irrompe. Nel 43, la seconda guerra mondiale, devasta la scalinata
08:58e arco, poi ricostruito. Storia e terrazza. Quello di Umberto I e della storia. Un'altra
09:05storia, però, il convento delle Domenicane. E' quella leggenda che depone sigilla e lega
09:09a quel luogo sacro, alla congiura, 1668, per far fuori il vicere Camarassa. Tempi moderni?
09:18Quasi. E' il bastione di San Remy, ma tutti, turisti compresi, lo chiamano solo bastione
09:24i social network. A questo proposito lo sanno bene. Soprattutto Pinterest si concede e si
09:29apre. Apre la sua bellezza di storie verde, di camminate e passeggiate. Sostantivi, in
09:34questo caso, solo in questo caso. In questo racconto del bastione di San Remy. Andare
09:39a passeggio, inteso come luogo e passatempo, è nel 1902 l'inaugurazione. Breve pausa di
09:45tempo. Sempre la storia irrompe. Prima guerra mondiale. Quella passeggiata fu trasformata
09:49in un'infermeria. Tempi moderni, alto e basso. Il basso, inteso come saluto buono
09:55del bastione di quella passeggiata, o forse l'alto, dove sono tanti gli eventi legati
10:00alla storia nostra, ospitati lì da mostre che snoccerono le tradizioni, ai veri e propri
10:06expo legati alla cultura. Sempre la nostra, sempre lì al bastione di Cagliari. Anzi,
10:12di tutti.
10:15Adesso parliamo di una mostra dedicata alle sorelle ostetriche degli Agostini, che con
10:20il loro amorevole impegno sociale e professionale hanno fatto nascere migliaia di bambini, in
10:25Sardegna Cagliari in particolare.
10:43Hanno lasciato il segno le sorelle Clelia e Lavinia per tutti i sedi degli Agostini,
10:48nate ad Albignassego, un piccolo centro in provincia di Padova. La loro storia dà libro
10:54cuore di quelle che devono essere raccontate sotto voce, senza enfasi, perché a tenere alto
10:59il loro nome e il valore umano e l'impegno sociale che hanno profuso in Sardegna. Lontana
11:04e povera, ma calda come l'Africa. Le due sorelle arrivarono nell'isola per scelta tra
11:091930 e 1940, per assumere l'incarico di Levatrici.
11:14La mostra dedicata alle sorelle Clelia e Lavinia degli Agostini nasce da un'esigenza che abbiamo
11:21sentito fin dall'inizio, dalla creazione dell'Associazione Culturale Pirri Antiche Storie
11:28del mio Paese, per ricordare quelli che erano i personaggi del passato che hanno portato
11:34Pirri a quella che è oggi. Le persone che hanno lavorato e contribuito per il territorio
11:43di Pirri.
11:44Svolsero le loro attività con grande professionalità e passione, tanto che ancora oggi, in particolare
11:49a Pirri, come nella vicina a Monserrato, sono considerate delle vere e proprie benefattrici.
11:55La mostra è uno degli eventi per i quali l'Associazione stessa è nata, perché l'importanza
12:04delle due sorelle degli Agostini è riconosciuta da tutti. Uno degli elementi che ci ha fatto
12:12propendere per organizzare questo evento è il fatto che nella pagina Facebook del gruppo
12:20Pirri Antiche Storie del mio Paese, che porta il nome dell'Associazione, ogni volta che postavamo
12:26qualcosa dedicato alle sorelle, alcune vecchie foto, avevamo sempre un elevato numero di persone
12:35che condividevano, ricordavano di essere nati con l'una o l'altra e questo ci ha portato
12:43appunto ad organizzarci, anche prima della pandemia, con il comune di Albignasego, a Padova,
12:56con cui abbiamo voluto collaborare, tutta una serie di associazioni e comunque di persone
13:02che ruotano attorno alla nostra associazione e che abbiamo voluto coinvolgere in questo evento.
13:06Clelia arrivò in Sardegna il 15 agosto del 1934, prestò servizio prima a Ruinas e poi
13:13a Trattarias, prima di ottenere il trasferimento a Pirri. Lavinia, invitata ripetutamente in
13:19curiosità dei racconti della sorella che descriveva l'isola, una terra meravigliosa,
13:24la raggiunse nel 1940, iscrivendosi al convinto e frequentando gli studi infermieristici, seguendo
13:31definitivamente le orme di Clelia, si diplomò in ostetricia.
13:35La mostra è costituita da circa 60 immagini fotografiche, abbiamo preso chiaramente le prime
13:43in cui le sorelle vengono, ci sono le prime immagini in cui si trovano ancora ad Albignasego,
13:51soprattutto partendo da Clelia che chiaramente, nata nel 1908, aveva già svolto a Padova la
13:58scuola di ostetricia. Clelia fece nascere circa 14.000 bambini, mentre Lavinia circa 6.000.
14:05numeri importanti per la dura vita del periodo. Ancora oggi le loro gesta di ostetri che in prima
14:11linea vengono tramandate e raccontate sempre a bassa voce, perché gli angeli amano il silenzio.
14:30Dopo questa bella storia io vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di giornata.
14:49Grazie a tutti.
14:49Grazie a tutti.
14:50Grazie a tutti.
14:50Grazie a tutti.