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  • 6 minuti fa
“La comunicazione di una diagnosi di malattia rara e incurabile è un momento estremamente complesso. È fondamentale essere chiari e non nascondere la verità, ma è altrettanto decisivo accompagnare questa comunicazione con la speranza. Saper trasmettere questo passaggio permette al paziente di superare il momento dell'impatto: la verità è ciò che dovrà affrontare, ma bisogna far comprendere che non si tratta della fine della storia, bensì di un percorso che si modifica e che evolverà con nuovi strumenti”. Questo il messaggio espresso da Costanza Lamperti, neurologa e ricercatrice presso l’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, in occasione del lancio al Festival del Cinema di Roma di “Vite in campo”, l’opera firmata da Donatella Romani e Roberto Amato con Roberto Farnesi e Tathiana Garbin, realizzata con il contributo non condizionante di Chiesi Italia.

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00:04La comunicazione di una diagnosi di una malattia rara incurabile è ovviamente un
00:08momento molto difficile per i pazienti. La cosa più importante è riuscire a
00:13comunicare l'importanza della malattia e purtroppo anche l'assenza spesso di cure
00:19ma accompagnate a una speranza perché è la capacità di dare questa comunicazione
00:25e quello che permette poi al paziente di poter superare il momento della
00:29comunicazione e della diagnosi. Quindi è fondamentale essere chiari, non nascondere
00:35la verità perché la verità è quella che dovranno affrontare ma anche far capire
00:41come non è la fine della vita, non è la fine della storia, è soltanto un percorso
00:46che si modifica e che avrà comunque la sua evoluzione soltanto con strumenti
00:52diversi e con strumenti che dovranno essere acquisiti di più nel tempo.

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