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00:05Ben trovati ad una nuova puntata di Marketing Media & Money, oggi parliamo di un argomento
00:10molto attuale, molto importante, parliamo di retail. Il retail non è soltanto più un luogo
00:17fisico o digitale dove si acquistano prodotti, ma è diventato molto di più, insomma, è uno
00:24dei punti d'incontro tra economia, tecnologia, cultura e anche nuovi comportamenti di consumo.
00:30Allora ne vogliamo parlare prendendo spunto da un libro che si intitola Distribuire futuro,
00:36tendenze, casi e strategie per il retail di domani, il progetto editoriale realizzato da
00:42Retail Institute Italia e Future Concept Lab, a cura di Francesco Moracci e Marco Zanardi,
00:48che tra l'altro abbiamo il piacere di avere entrambi. Uno in studio, vado a salutare Francesco Moracci.
00:53E abbiamo anche in collegamento Marco Zanardi. Ne parliamo dunque. Buon pomeriggio Marco,
01:02grazie di essere qui. Buon pomeriggio a voi. Allora, ne parliamo insieme a loro, ma ne vogliamo
01:08parlare insieme anche ad alcuni dei protagonisti che hanno contribuito al progetto e allora vado
01:15a salutare anche Giorgio Sant'Ambrogio, CEO del gruppo Vege. Giorno a voi tutti. E anche a Roberto
01:22Omati, direttore generale Expert Italy. Buongiorno anche da parte mia a tutti. Allora,
01:28grazie a tutti di essere qui perché dicevamo oggi vogliamo parlare di un argomento estremamente
01:33importante, estremamente attuale perché è un po' il futuro del retail. Ecco, io partirei proprio,
01:39Francesco, dalla visione del libro e proprio partirei dal titolo Distribuire futuro. Allora,
01:46voi sostenete che il retail di domani non distribuerà più soltanto prodotti, ma in
01:51qualche modo senso di fiducia, relazioni, esperienze, giusto? Giusto. Diciamo pure
01:58che il retail acquisisce dei ruoli che in passato sono stati di altri. Ad esempio, siamo in
02:07una, diciamo, situazione di comunicazione. Bene, la comunicazione oggi è molto più incerta, molto più
02:14caotica, mentre il retail, proponendo luoghi fisici, quindi esperienze in real life, quindi di vita
02:22reale, può in qualche modo sopperire a questo problema. Quindi cosa avviene? Che le persone si fidano
02:29di più oggi di quanto avviene in un negozio, in un grande magazzino o anche magari in rete, nel
02:39momento in cui devono acquistare qualcosa e dall'altra parte desiderano esperienze, esperienze
02:45reali. Quindi sistema di relazione che c'è dietro al mondo del retail, pensiamo non solo ai fornitori,
02:51ma anche agli addetti alla vendita, ad esempio. Sappiamo come i supermercati freschissimi oggi
02:56siano una delle esperienze più ricercate, hanno un ruolo centrale. Quindi sistema di
03:03relazione, sistema di fiducia e nuove catene anche proprio di relazioni tra le persone.
03:09Vado da Marco, Marco Zanardi, presidente di Retail Institute, per capire anche dal suo punto
03:18di vista, perché voi nel libro definite il retail come una infrastruttura centrale della
03:24società? Allora, cerchiamo di spiegare meglio questo concetto.
03:28Allora, innanzitutto il retail è una grandissima industria. Il mondo fattura 115 US Trillion
03:33Dollars, il retail nel mondo 36 US Trillion Dollars. In Europa 3100, quindi 3 Trillion, in Italia
03:40500 miliardi su 2-3 di PIL, di cui alimentare vuoto per pieno 150. Quindi diciamo, siamo sicuramente
03:47un'industria resiliente. È un cardano perché come sostanzialmente come per le banche, per
03:53la liquidità, sostanzialmente l'infrastruttura banalmente alimentare, ma vale anche per tutte
03:58le altre categorie, è fondamentale per la distribuzione, per la creazione della stabilità
04:04sociale, per la creazione del presidio sociale. Quindi sicuramente un'infrastruttura, diciamo
04:09così, estremamente rilevante. Come diceva bene Francesco, la complessità sta modificando
04:16l'assetto dell'industria, della categoria distributiva, diventando sempre più intersecato
04:24con altre attività. Banalmente i punti venite diventano più esperienziali, c'è più prossimità
04:30al cliente finale, l'aumento di servizio, siamo in un'era di servitization, quindi l'aumento
04:35di servizio e quindi, come dice il libro, la distribuzione del futuro perché non distribuiamo
04:41solo il presente, ma anche, diciamo così, attitudini e atteggiamenti che guardano al futuro.
04:48Ecco, vado da Giorgio perché, insomma, soprattutto quando si parla di grande distribuzione, i temi
04:53come l'innovazione, la sostenibilità, insomma, sono particolarmente importanti. Tra l'altro
05:00voi dovete rispondere a un consumatore, diciamolo, che è sempre, che chiede sempre
05:07di più e dunque, insomma, rimane estremamente attento anche al prezzo. Allora, la mia domanda
05:12è, oggi il consumatore vuole sicuramente prezzi accessibili, vuole qualità, vuole attenzione
05:18alla sostenibilità, ma è davvero possibile tenere insieme tutto questo senza però sacrificare
05:24insomma, la marginalità.
05:27E' come a voi, ribongiorno ancora, assolutamente sì. Il punto di vendita, come dicevano poc'anzi
05:35gli autori del libro, sta diventando un luogo e quando il luogo è un luogo che viene visitato
05:41da 58 milioni di italiani una volta alla settimana, vuol dire che è un luogo molto importante,
05:49un luogo dove ci si sente quasi a casa. E' compito nostro, del retail, io dico del retail
05:55food, che vale appunto, come diceva Marco, il presidente Donald, prima circa 150 miliardi,
06:01far sì che possano accadere tutte queste, come dire, attività. Può essere, lo verifichiamo
06:08noi all'interno di Gruppo Vegè, noi riusciamo a garantire nel medesimo punto di vendita,
06:13con la medesima insegna, che ci sia la qualità dei prodotti, che ci sia la solubilità ovviamente
06:19dei medesimi, i prezzi bassi perché abbiamo evidenze che una nuova modalità di organizzazione
06:26dei punti vendita della filiera può ovviare a quello che è stato il ruolo dei discount
06:31fino adesso e soprattutto il servizio, chiamiamolo molto più importante, della responsabilità
06:37sociale di insegno che si può declinare nelle varie tipologie della sostenibilità.
06:41È facile? No, assolutamente no. Non è facile per problematiche, come dire, ambientali,
06:47per problematiche competitive. Voi pensate che fino adesso sono stato impegnato, come
06:54molti del nostro settore, a comprendere e a lasciare interviste su quello che sta accadendo
06:59nel mondo degli autotrasporti, quale implicazione può avere attualmente con delle rotule dei
07:05stock nei punti vendita, ma con un picco, un picco inflattivo nei prossimi giorni derivati
07:11da aver interrotto una pianificazione certosina come il mestiere complesso che è il retail,
07:16quanto potrebbero avere delle ripercussioni nella logistica, nella consegna, ma di tutta
07:21la filiera. Malgrado questo, che ripeto è un equilibrio precario, quando si è dentro
07:27questo equilibrio precario la distribuzione che ha il fantastico ruolo di avere democratizzato
07:33i consumi e di creare deflazione, soprattutto la distribuzione alimentare e la distribuzione
07:39food, può permettersi di avere prezzi accessibili, qualità, servizio e sostenibilità.
07:45Sì, si può.
07:46Si può, si può fare, si può fare assolutamente. Allora, ne abbiamo parlato tanto, ne abbiamo
07:52parlato spesso durante le nostre trasmissioni, quando parliamo di retail, quindi c'è il retail
07:56fisico, il retail digitale, qual è il confine tra le due. E c'è un settore nel quale questo
08:01rapporto è particolarmente interessante, è quello dell'elettronica di consumo. Allora,
08:06andiamo a collegarci con Roberto Mati, che è direttore generale di Expert Italia, per
08:11capire quale ruolo avrà il negozio fisico in un mercato nel quale i prodotti in qualche
08:16modo possono essere confrontati in maniera molto veloce online in pochi secondi. Allora,
08:23Roberto, se il consumatore può in qualche modo, dicevamo, confrontare in maniera molto
08:28veloce online i prezzi. Che cosa, qual è il valore aggiunto di un negozio fisico? Cosa
08:34deve offrire al consumatore?
08:38Ma indubbiamente la tecnologia ha reso praticamente l'accesso sia al prodotto che al prezzo in modo
08:47molto trasparente a tutti. E di conseguenza il punto vendita deve diventare più che un luogo
08:53di esposizione, un luogo di non solo consulenza, ma di soluzione. Questo è un ruolo fondamentale
09:04perché i punti vendita fisici, soprattutto se inseriti nella prossimità e soprattutto su beni
09:13durevoli come quelli che la nostra filiera commercializza, sono beni destinati ad avere
09:22un ruolo per diversi anni nelle famiglie italiane. Per cui nel momento in cui c'è un bisogno
09:31estremamente importante che persone competenti, che in qualche modo siano anche fisicamente vicine
09:37per poterti assistere e che ovviamente riescano anche ad instaurare un rapporto di fiducia,
09:43ti possano assistere. E in questo senso quindi, ripeto, il punto vendita in un'era in cui il prezzo
09:49è trasparente, il prodotto è trasparente perché può essere consultato e verificato in moltissimi
09:58punti di contatto, diventa un luogo di accoglienza, di soluzione e di vicinanza.
10:06Ecco, torniamo in studio e torniamo in particolar modo al libro perché voi individuate nuovi paradigmi,
10:12ben quattro se non sbaglio.
10:14Giusto.
10:14Ce li racconti Francesco?
10:15Molto volentieri anche perché alcune cose sono state anticipate.
10:19Ora il primo è sicuramente unique and universal, nel senso che parliamo di territori quando parliamo
10:26di negozi e parliamo di genes loci, cioè di specificità locali che è molto facile trovare
10:33nei luoghi della vendita. Quindi l'unicità di un prodotto, di una tipicità che diventa
10:40poi magari universale, però nel luogo di vendita è unico. Poi c'è la sostenibilità, è stato detto,
10:46ma noi abbiamo aggiunto una parolina importante, smart and sustainable, cioè una sostenibilità
10:52che non è più trainata dall'ecologismo militante che era anti-industriale, anti-tecnologico,
10:57ma in realtà viene distribuito attraverso le tecnologie smart. Quindi c'è molta intelligenza
11:04anche in tutta l'attività dei retailer, anche non solo nel luogo della vendita ma anche
11:09nella sua preparazione. Poi c'è quello forse più importante per le giovani generazioni,
11:14il rapporto col tempo, quick and deep. Cosa significa? Che bisogna essere veloci e tempestivi
11:20nelle risposte, nelle soluzioni, come diceva Roberto Mati, e nello stesso tempo però bisogna
11:27essere profondi, profondi nella gamma, profondi nella qualità, cioè non ci si può più accontentare
11:34di un fast che però non garantisce la qualità. Le due cose vanno messe insieme, anche qui
11:39difficile ma necessario. L'ultimo è quello che regge un po' tutto il sistema, cioè trust
11:45and share. Cioè abbiamo detto all'inizio la catena della fiducia in una realtà come
11:50quella del retail è molto più articolata e molto più estesa rispetto ad altri mondi
11:56e soprattutto la condivisione che è poi quella ricerca di esperienza, magari parliamo di social
12:02shopping, ma di social shopping non solo in rete ma anche nei luoghi di vendita. Quindi
12:07socializzare, essere conviviali e diventare un luogo di esperienza che viene vissuto dai
12:12clienti. Marco questi, Francesco le raccontava, sono un po' i nuovi paradigmi che si trovano
12:17poi anche nel vostro libro, quindi si parla tanto di intelligenza artificiale, di attenzione
12:23alla sostenibilità, di un modo diverso di comprare, quindi consumatori che hanno differenti
12:29richieste, ma se tu dovessi indicarci qual è la priorità oggi per un retailer, per in qualche
12:35modo essere competitivo pensando anche il futuro, quindi tra 5 e 10 anni, su cosa deve puntare?
12:41Allora, tre orizzonti. L'orizzonte più vicino, c'è proprio una tecnica dei tre orizzonti
12:47di McKinsey in questo senso, che è ovviamente il back to the basic, fare meglio e fare bene
12:52quello che si fa. Processi, efficienza, distribuzione, assortimento, è tutto quello che è utile
12:58per la gestione, per stabilire alla fine poi i ricavi e la parte econometrica. Poi c'è
13:05una parte, diciamo una transizione come orizzonte 2, chiamiamolo così, dove si possono cominciare
13:10ad inserire quello che è il near future, cioè quello più vicino e quindi banalmente
13:16le integrazioni con maggiore servizio. Faccio un esempio, Carrefour in Brasile, il 56% del
13:21fatturato lo fa con servizi finanziari. Sisa l'ha aperto un punto veneta dove fa servizi
13:26nel suo vaccino d'utenza, sul Speed F24 e quant'altro. Quindi cominciare ad avere integrazione
13:33dei servizi e poi il terzo, da una parte, inserire i paradigmi e guardare un po' più
13:38nel medio periodo che diceva Francesco e dall'altra parte cominciare a integrare progressivamente
13:43l'intelligenza artificiale. Abbiamo delle leve come l'ML, delle attività come il machine learning,
13:49deep learning che sono assolutamente mature o l'intelligenza artificiale, la GAE e l'AGI
13:54che devono ancora venire e quindi si può anche pensare ad un medio periodo. Però sicuramente
13:58non si torna indietro perché banalmente, come dice l'amministratore di IBM, c'è stato
14:04un investimento di un trilion di dollari nell'intelligenza artificiale e quindi da qualche parte ci sono
14:09veramente molti indicatori di futuro, il numero di aziende, le istituzioni, il numero di start-up
14:15insomma che certificano una certa direzione. Ecco, vado da Giorgio perché prima Francesco
14:20parlava di smart and sustainable e quindi volevo capire da te quanto, soprattutto nella grande
14:25distribuzione, l'intelligenza artificiale sia di supporto, l'intelligenza artificiale
14:31che deve però fare i conti anche con la sostenibilità. Due cose che abbiamo imparato
14:35che hanno la possibilità insomma di andare insieme, di condividere un percorso senza essere
14:41una contro l'altra, diciamo così.
14:44Assolutamente, possono camminare in parallelo tutte e due. Due esempi molto semplici di come
14:51vege sta utilizzando adesso l'intelligenza artificiale. Noi stiamo analizzando qualsiasi
14:57accadimento che riguarda le promozioni in tutti i nostri 3.600 punti di vendita per cercare
15:03di arrivare ad una ottimizzazione dei flussi promozionali verso i clienti andando a far risparmiare
15:09il cliente e ottimizzando la nostra marginalità. Stiamo cercando di ottimizzare tutti i meccanismi
15:18di controllo interno di tutti i dati che arrivano dagli stakeholder, quindi tutto quanto
15:22arriva dai fornitori, dai nostri partner dell'industria e anche questo è molto interessante come può
15:29essere utilizzato. Abbiamo creato un progetto che si chiama Vegera Trasheri per cui noi, come
15:34dire, condividiamo tutti i dati, i dati geo, i dati loyalty, i dati scanner con i nostri
15:39fornitori cercando di dare loro valore aggiunto con l'intelligenza artificiale rispondendo
15:46a delle domande che loro ancora non ci fanno. Quindi questo è un percorso che stiamo facendo
15:50e nel contempo stiamo analizzando ed è un tema molto caro e lo sto vedendo soprattutto
15:56nelle generazioni più giovani ma per fortuna sta cercando di ammantare anche tutte le altre
16:03generazioni che sempre di più, io ribadisco questo, ceteris paribus le condizioni igieniche
16:09di un punto vendita che vuol dire avere un ottimo servizio, avere un assortimento profondo,
16:14avere un piano promozionale, avere l'accoglienza calda e friendly verso il cliente, avere tutto
16:19ciò che è e sono le variabili strutturali di un rapporto in un punto vendita con il
16:24cliente. Benissimo, a parità di queste condizioni quello che sta accadendo è che le giovani
16:30generazioni iniziano a scegliere un insegna in base all'empatia che riescono a trovare rispetto
16:38ai valori che dà l'insegna. Ecco perché l'insegna deve essere vera, deve essere trasparente,
16:44deve essere pragmatica, deve raccontare e fare i valori che realmente ha nel DNA e che
16:50trasmette in ogni ambito di responsabilità sociale, responsabilità ambientale, responsabilità
16:55economica. Se l'insegna riesce a fare questo, riesce a recuperare la fedeltà cognitiva di un
17:04cliente e il cuore e l'animo di un cliente. E questo va in parallelo con la tecnologia.
17:10Anzi, la tecnologia aiuta a sciogliere determinati processi per dare più brain per studiare gli
17:18ambiti della sostenibilità. Quindi sì, si può fare anche in questo caso.
17:23Ma con Giorgio si può fare tutto.
17:28Allora, Roberto, invece torno da te perché tra i vari pandigmi c'era anche Quick Deep & Deal,
17:34quindi un consumatore che vuole essere servito subito, ma che allo stesso tempo vuole competenza,
17:41vuole essere coccolato. Quindi da questo punto di vista, nell'elettronica immagino, proprio
17:46la consulenza è un valore aggiunto?
17:50Sì, assolutamente sì. Tra le altre cose, seguendo l'indicazione del paradigma, mi ci ritrovo
17:58e mi sento anche di dire che per le nostre tipologie di prodotti, la velocità con cui
18:08dare il servizio è anche collegata alla pertinenza del contenuto, dell'informazione che restituiamo
18:15al consumatore. Quindi in qualche modo Quick è dare una risposta pertinente in funzione
18:21del bisogno e da questo punto di vista la profondità non significa raccontare tutte
18:29le informazioni che peraltro, come dicevo, sono sempre più reperibili e tant'è che molto
18:35spesso il valore aggiunto di un negozio è proprio avere personale in grado di, grazie
18:45alla sua competenza, in grado di assistere il cliente partendo dal presupposto che rispetto
18:49al passato il cliente arriva molto più informato, ma riuscire a selezionare in funzione di un
18:54ascolto del cliente, del bisogno che il cliente ha, l'informazione pertinente, l'informazione
19:01essenziale, quella che effettivamente darà al consumatore la conferma che quello è il
19:07prodotto giusto per lui. Questa è un po' una tradizione che noi abbiamo maturato in quasi
19:1260 anni, l'anno prossimo la nostra non insegna di fare 60 anni e siamo un'impresa associativa
19:18per cui uniamo tante imprese che sono nate e hanno magari più generazioni all'interno
19:26della famiglia che si sono occupate del cliente nel settore, quindi da questo punto di vista
19:31partiamo molto avvantaggiati sia per un radicamento nel territorio e sia per questa particolare
19:37sensibilità in un momento in cui il consumatore cerca proprio questa specificità.
19:42E naturalmente, sempre facendo riferimento al paradigma, la parola deal per noi significa,
19:52lo anticipavo prima, ringere un rapporto di fiducia per il quale l'occasione della transazione
19:58è solo l'inizio di un percorso. Se io riesco in qualche modo, oltre all'empatia di un'accoglienza
20:04e di una consulenza o di un'indicazione del prodotto giusto per il consumatore, anche a suscitare
20:10in qualche modo o a meritare la fiducia del cliente, in quel momento incomincia una relazione
20:15che appunto è il vero deal che noi vorremmo poter, diciamo, lasciare come elemento di conferma
20:24di quanto sia importante attraverso la fiducia ritrovare il cliente e continuare a servirlo.
20:30Allora, siamo arrivati all'ultimo giro di domande che io mi piacerebbe si soffermasse sul futuro,
20:35cioè su quello che accadrà. Tra l'altro si parla nel libro anche della generazione Z,
20:40è loro, insomma, il futuro, sono estremamente veloci, estremamente tecnologici, bisogna puntare su quello?
20:47Sicuramente è una delle cose su cui bisogna puntare, anche perché questa generazione traina tutte le altre.
20:53L'errore molto spesso è di pensare che i ragazzi più giovani, le ragazze, siano poco rilevanti
21:00perché sono pochi, purtroppo, perché sappiamo che la glaciazione demografica in Italia è in realtà
21:06e poi non hanno una grande capacità di spesa, ma in realtà dobbiamo considerare che sempre più
21:13questi ragazzi e ragazze hanno relazioni con i loro genitori, con i loro nonni
21:18e sono loro a decidere cosa si acquista, quando si acquista, sono bravissimi online,
21:24ma sono decisivi anche nel punto vendita fisico. Quindi che cosa dobbiamo comprendere?
21:31Che intanto i consumatori diventano consumautori, cioè sono autori delle loro scelte
21:37e vogliono sentirsi protagonisti. La generazione Z vuole sentirsi protagonista nella scelta
21:44ma anche nelle attività magari da fare nel punto vendita e quindi considerarli comunque
21:49un po' i principi in questo momento, anche per evitare quello che è avvenuto in questi giorni a Milano,
21:55non entriamo nel dettaglio, anche quello purtroppo è un modo di sentirsi protagonisti.
22:00Allora se non li rendiamo protagonisti in modo sano, il rischio è quello di andare anche un po' fuori strada.
22:06Eh sì. Andiamo anche da Marco e poi dopo concludiamo con Giorgio e con Roberto,
22:13sempre sulle prospettive future del retail. A te Marco.
22:16Sì. Allora sicuramente, come dicevamo, si parla sempre più anche a livello globale.
22:20Noi come ritenessi abbiamo la possibilità di osservare 16 punti tra fiere a città
22:25facendo strutture continui. Si parla molto di questa augmented intelligence
22:30attraverso l'intelligenza artificiale. Quindi vedere diciamo il cervello in alto
22:34e l'intelligenza artificiale in basso per usare questa metafora visiva.
22:38Quindi una delle traiettorie sicuramente è quella di dare potenza
22:42all'essere umano, alle persone del punto 20, allo store Associates,
22:47dare, liberare quindi non solo valore ma anche tempo proprio della risorsa
22:51e farlo diventare sempre più un advisor, un consulente.
22:55E quindi come diceva bene anche Roberto prima, soprattutto in tutti i settori,
22:59ma nel tecnologico, diventare sempre più advisor, sempre più consulente del cliente finale
23:04con un supporto dell'intelligenza artificiale.
23:07Giorgio.
23:09Contesto l'affermazione del Presidente Zanardi.
23:12A contesto così tanto che la avvaloro, dicendo che la figura del personal shopper
23:18non può essere soltanto, come diceva prima Roberto, nei loro punti di vendita,
23:23chiaramente si va a sandir, ma quello che io sogno e quello che dovrebbe accadere,
23:27secondo me accadrà nei punti vendita del food,
23:29è che anche nelle nostre unità di vendita ci sia sempre di più un ritorno a quello che era il
23:37mercato,
23:38quindi un punto vendita fisico che possa essere un luogo dove io trovo molto di più
23:43per quanto riguarda il fresco, il freschissimo, la carne, l'ortofrutta, l'orteria, la frutteria,
23:49la gastronomia, l'ittico, la macelleria,
23:51e nel contempo magari alcuni prodotti grosseri o drag,
23:56quindi cura casa, cura persona, io possa farli,
23:59perché il mondo sta evolvendo attraverso un acquisto digitale
24:03o home delivery o click and collect o locker o quick service.
24:08E se questo dovesse accadere, allora c'è un nuovo ruolo del personale
24:13all'interno del punto di vendita,
24:15la cui tecnologia favorirà di avere molto più tempo
24:18per ricominciare a parlare di prodotto,
24:20per parlare delle esperienze di acquisto del fresco,
24:23del freschissimo del punto vendita, raccontare la filiera.
24:26Ecco quello che secondo me potrebbe essere il futuro del punto vendita food,
24:30molto di più fresco, freschissimo,
24:32tecnologia che aiuti il cliente a comprare il grocery tramite il digitale
24:38e nel contempo il personal shopper che possa aiutare anche a comprendere
24:42maggiormente una complessità sempre maggiore di un assortimento
24:45dove tra ricin, free, from, alal, kosher, bio e organics, gluten free e quant'altro
24:54è sempre più complesso.
24:55Ecco perché adoro vedere in futuro il personal shopper anche nel food.
25:01Ci piace, ci piace anche a noi questa idea.
25:04Chiudiamo con Roberto Mati.
25:06Ma allora, diciamo che io non vedo il futuro come una competizione
25:12tra negozio fisico ed e-commerce, bene essendo di fatto impegnato
25:18nel cambiamento di una rete che ha radici profonde e diciamo che ha basato
25:25tutto sul rapporto umano, la vicinanza, la fisicità e soprattutto in un ambito
25:31associativo dove ogni impresa autodetermina le sue priorità,
25:36ha la sua, diciamo, azione quotidiana, metterli in una condizione,
25:42mettere tutte queste imprese nella condizione di sfruttare al massimo
25:45il potenziale del digitale è tutt'altro che semplice,
25:48è un percorso iniziato tempo fa che continua ancora,
25:52ma ciò nonostante anche se oggi in un panorama come il nostro
25:56dove l'e-commerce ha un peso estremamente significativo nell'intera filiera
26:01e noi rappresentiamo una minima parte di questo tipo di valore
26:07attraverso l'espressione delle vendite online perché le nostre sono vendite
26:11che per oltre il 99% sono nel fisico, in realtà il futuro è un futuro
26:17che vede integrarsi sempre di più il negozio fisico e l'e-commerce
26:23perché si tratta di un percorso che il cliente inizia online
26:27e questo è un dato di fatto, tutte le survey lo confermano oggi,
26:31tutti i consumatori iniziano il percorso e l'approfondimento online
26:35e poi lo continuano in negozio, ma il valore aggiunto del negozio
26:39come dicevo prima è proprio che questo può proseguire dopo l'acquisto
26:43attraverso un punto di riferimento che offre assistenza e servizi
26:48proprio per quello che il consumatore può aver bisogno.
26:51Quindi se anche la I avrà un ruolo e ha un ruolo estremamente importante
26:56nell'offrire tantissime informazioni, sarà ancora più importante
27:01avere dei riferimenti nel punto di vendita fisico e vicine
27:06di persone che possano selezionare o aiutarti a prendere le informazioni
27:12che più di altre hanno senso e sono più di altre personalizzate al bisogno.
27:17Quindi in altre parole, se vogliamo fare una chiosa,
27:21paradossalmente più la tecnologia diventerà potente,
27:24più avremo bisogno di qualcuno che ci aiuti a darle un senso.
27:29E allora grazie, grazie davvero intanto a Roberto Mati di essersi collegato con noi,
27:33grazie a Giorgio Sant'Ambrogio, grazie anche a Marco Zanardi,
27:38presidente di Tele Institute Italia e poi grazie a Francesco Morace,
27:42coautore di Distribuire Futuro.
27:44Tendenze, casi e strategie per i teledomani, una lettura consigliata non solo per gli amanti del settore,
27:49ma anche insomma per cultura personale, perché è davvero molto piacevole, lo consiglio.
27:55Allora, prima di salutarvi però, vogliamo raccontarvi la campagna istituzionale di Intesa San Paolo,
28:02che è stata presentata il 14 ottobre a Roma, in onda dal 18 ottobre,
28:06una campagna che attraversa proprio l'Italia, dando voce a clienti, a comunità,
28:11in quelli che sono i luoghi della vita quotidiana, dall'impresa alla cultura.
28:15Ad accompagnare le immagini, le note di Amano a Mano,
28:18un brano reinterpretato per l'occasione da Mina, diretto da Sergio e Pietro Castellito,
28:24la campagna ha messo al centro il valore delle relazioni e il contributo della banca
28:28allo sviluppo del paese.
28:30Alla presentazione sono intervenuti insieme a Stefano Lucchini di Intesa San Paolo,
28:34anche Sergio e Pietro Castellito e Roberto Bolle, allora andiamo ad ascoltarli.
28:39Che cos'è una banca?
28:41Intesa San Paolo lo racconta nella sua nuova campagna istituzionale,
28:45un viaggio in un'Italia fatta di persone e storie di chi costruisce il futuro del paese ogni giorno,
28:51a Mano a Mano.
28:52A Mano a Mano, vedrai con il tempo lì sopra il suo viso, lo stesso sorriso,
29:00che il vento crudele ti aveva rubato e donna fedele l'amore...
29:07Raccontare il legame della banca con persone e territori,
29:11dal sostegno all'economia reale per imprese, giovani e famiglie,
29:14al credito sociale e l'impegno per la cultura.
29:17Sicuramente è una campagna abbastanza speciale, particolare,
29:20fatta insieme a persone speciali, che non sono solo i protagonisti,
29:23ma anche tutti quelli che hanno lavorato.
29:25È una campagna che serve a far vedere come Intesa San Paolo di fatto crede nel paese,
29:30crede nell'accompagnare le persone, perché poi le persone sono la cosa più importante che c'è
29:35per fare la bellezza di un paese.
29:38La goccia di Mina come colonna sonora in un'inedita interpretazione di uno dei più celebri brani di Cocciante,
29:45la regia di Sergio e Pietro Castellitto per la prima volta insieme
29:49e la partecipazione di Roberto Bolle e Francesco Ciccio Graziani.
29:54È stata molto divertente, è stata molto, come dire, nuova in qualche misura anche per noi,
30:01nel senso che poi in realtà è poi paradossalmente la prima volta che abbiamo fatto qualcosa assieme
30:06ed è stato molto piacevole appartenere a un progetto che in qualche modo umanamente,
30:11diciamo, artisticamente abbiamo sposato.
30:15È stato bello, è stato anche, da qualche parte, anche velocizzato il lavoro,
30:22perché era molto importante il tono emotivo, no?
30:24E lo si raggiunge meglio se ci sta una, attraverso lo scherzo spesso,
30:28quindi io e lui insieme scherziamo con facilità, è stato anche più facile.
30:34Sebra di film per raccontare una catena di storie che attraversa l'Italia,
30:38perché dietro ogni sogno che prende vita c'è una mano tesa che aiuta a realizzarlo.
30:46E questo dunque è il nuovo racconto di Intesa San Paolo.
30:49Chiudiamo così la nostra puntata dei Marketing Media & Money.
30:52Grazie di averci seguito, restate su Class NBC per gli aggiornamenti economici e finanziari.
30:57Grazie.
30:58Grazie.
30:58Grazie.
30:59Grazie.
31:00Grazie.
31:00Grazie a tutti.