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  • 6 ore fa
“Lo studio Saffron, presentato a Esmo 2026, apre nuove prospettive per alcuni pazienti con tumore del polmone avanzato e mutazione di Egfr. Nei casi in cui la malattia sviluppa una specifica alterazione di MET, la combinazione di osimertinib e savolitinib ha migliorato il controllo della malattia e la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia”. Lo ha detto all’Adnkronos Salute Laura Bonanno, ricercatrice universitaria e dirigente medico presso l'Istituto Oncologico Veneto, Università di Padova al congresso della Società europea di oncologia medica di Madrid.

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Trascrizione
00:03Si tratta di uno studio molto importante perché analizza una popolazione di pazienti con carcinoma
00:09polmonare in una piccola cellula in stadio avanzato e un'utazione di EGFR dopo la progressione al
00:15trattamento di prima linea con osimertimib che era lo standard terapeutico. Questi pazienti
00:21vengono poi selezionati mediante una rebiopsia per andare a verificare qual è il meccanismo
00:26di resistenza e in presenza di un'amplificazione o iperespressione di MET quindi con un'analisi
00:33che permette di identificare in maniera molto precisa quali siano i pazienti a cui dedicare
00:38uno specifico trattamento tratta questi pazienti con una combinazione di osimertimib quindi
00:43continuando il blocco sull'EGFR e l'aggiunta di savolitinib che è un inibitore di MET verso
00:50il trattamento standard che era in quel momento la semplice chemioterapia. Quindi si tratta di
00:55un primo studio di fase 3 in una popolazione selezionata dal punto di vista molecolare che
01:00dimostra un miglioramento significativo in termini di progression fee survival che era l'end point
01:04principale dello studio e anche sull'end point secondario che era la sopravvivenza.

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