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  • 8 minuti fa
Ecco l'intervista a Alessandro Carloni, regista di Il Gatto col Cappello, nuovo film d'animazione che porta al cinema la storia del Dr. Seuss e che arriva in sala dal 5 novembre distribuito da Warner Bros. Pictures.

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Trascrizione
00:00La storia originale è del 1957, c'è già stato un film e diversi adattamenti animati televisivi.
00:07In che modo questo film si proietta nella tradizione legata all'avventura e in che modo parla al pubblico del
00:142026?
00:15Ma una cosa che abbiamo fatto per provare a cambiare un pochino, per modernizzare la storia,
00:20è che nel libro i due ragazzini sono molto sottostimolati, non stimolati,
00:29che sono semplicemente guardando la pioggia fuori dalla finestra, sperando per un giorno di solito per potersi divertire.
00:34Nel nostro film abbiamo usato quelle stesse immagini, solo che invece di guardare fuori dalla finestra,
00:37questi due ragazzini stanno guardando gli schermi nel tablet, stanno giocando, essendo overstimolati,
00:42quindi esattamente l'opposto, sono sopra stimolati, ultra stimolati, però il risultato è lo stesso,
00:48che sono disconnessi uno dall'altro, dai fratelli e sorelle, sono non interessati, sono non stimolati a livello emotivo.
00:56E quindi il gatto rappresenta, sia per quelli sopra stimolati che per quelli under stimolati,
01:01rappresenta il potere di riconnettersi uno con l'altro, e quindi quella è una piccola cosa con cui abbiamo modernizzato
01:06la storia.
01:07L'altra è che quando il gatto entra in casa, nel nostro film loro gli spruzzano l'acido in faccia,
01:13no l'acido come si dice in italiano? Il peperoncino in faccia, perché insomma speriamo di insegnare ai bimbi
01:19che se ti entra una creatura pelosa di due metri in casa, la risposta vera se non sarebbe
01:25prego entri, ma un pochino di difensione sarebbe ottimo.
01:28Non è normalissimo.
01:29Esatto.
01:30Nella tua carriera hai lavorato a grandi franchise come Kung Fu Panda, Dragon Trainer,
01:35come si entra in questi racconti, come quello anche qui, diciamo siamo qui adesso,
01:41che è un racconto così codificato, con delle regole, con solo racconti non sono francesche,
01:46che hanno delle regole, hanno appunto delle storie già scritte.
01:50Sì. Ma in questo caso, sai, per i primi due esempi come Kung Fu Panda o Dragon Trainer,
01:57noi abbiamo creato i personaggi quasi dal nulla. In questo caso il personaggio esisteva,
02:02ma più che altro il libro quello che fa è porre domande, perché io quando ho visto quel libro,
02:08e io l'ho letto il libro quando stavo studiando l'inglese, quando avevo 14 anni, tra l'altro l
02:11'ho scoperto,
02:12e più che altro crea un sacco di domande, perché ti viene da dire ma chi è questo gatto?
02:16Dove viene? Cosa fa? Perché entra in questa casa? Dove va alla fine? Quando se ne va?
02:20Quindi l'opportunità era di usare il piccolo esempio di storia che ti dava per capire chi fosse il gatto,
02:30ma soprattutto prima di rispondere a queste domande, sapere che cosa fa questo gatto,
02:34come mai entra in questa casa e soprattutto scoprire che questo è il suo mestiere.
02:37Il suo mestiere è di provare a cheer up, a far divertire questi ragazzini
02:44che hanno un momento di difficoltà e di tristezza nella loro vita.
02:47Un'ultima cosa, qual è l'emozione che speri rimanga al bambino che vedrà questo film?
02:54Ma una cosa di cui sono molto fiero, vedendo il film con gli spettatori,
03:00è che io avevo creduto di aver semplicemente creato una commedia in cui facesse ridere le persone,
03:05ma la maggior parte della gente quando mi viene da me a parlarmi dopo il film è in lacrime.
03:11Io penso che sia perché il ridere per un'ora e mezza ha preparato le persone ad un momento di
03:16commozione verso la fine,
03:18ma anche perché alla fine il film finisce in un momento di riunione,
03:21in un momento in cui tutta l'avventura che abbiamo fatto era per scoprire la riconnessione con le persone con
03:26cui ami,
03:27riscoprire chi è la tua mamma, riscoprire chi è la tua sorella, chi è il tuo fratello
03:31ed è veramente un viaggio nella riconnessione per sì che alla fine veramente capiamo cosa vuol dire essere a casa.
03:37E una cosa che spero che l'audience riesca ad apprezzare è appunto che fare caos, divertirsi,
03:45essere bambini e creare appunto anche un macello in casa è comunque parte del crescere,
03:50è parte per riscoprirsi a vicenda, è parte di rinnamorarsi uno con l'altro.
03:54Grazie.
03:55Grazie a te.

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