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  • 7 minuti fa
Trascrizione
00:02Sì, Giorgio, grazie. Siamo qui in diretta dalla Sera di Rimini, Ecomondo.
00:07Con me c'è Marco Casini, segretario generale AUBAC, segretario di Bacino dell'Appennio Centrale.
00:13Acqua, ovviamente, rischio idrogeologico, alla luce anche del cambiamento climatico in corso.
00:18Quanto è fondamentale lavorare sulla prevenzione e intervenire prima che i disastri naturali possano avvenire?
00:25Questa è esattamente l'unica cosa che dobbiamo fare il prima possibile.
00:31Noi fino adesso agiamo sempre dopo, dopo che si verifica un problema, un disastro, bisogna passare dal dopo al prima.
00:39Questo però prevede tutta una serie di attività che riguardano poi tutti i soggetti della filiera.
00:45Per quanto riguarda la pubblica amministrazione si deve intanto avere un quadro chiaro di quelli che sono i fabbisogni,
00:52di quelle che sono le disponibilità, di quelle che sono le criticità.
00:55E questo quadro siamo riusciti a farlo.
00:58Quindi gli anni passati, i recenti anni, sono serviti proprio ad acquisire una conoscenza di un mondo,
01:05quello dell'acqua, che a me non era poi così noto, quanto l'acqua l'abbiamo sempre avuta in grande
01:10quantità
01:11e i problemi del rischio idrogeologico non erano così frequenti e intensi come oggi.
01:16Quindi era un tema che rimaneva un po' sotto traccia.
01:19Quindi quadro conoscitivo, dati, per avere una situazione più chiara.
01:24Questi dati ci dicono che siamo indietro dal punto di vista delle infrastrutture,
01:29perché attività che andavano fatte non lo sono state,
01:32e allo stesso tempo il clima che è cambiato esercita pressioni più forti, più rapide,
01:38che siano attività di adattamento a situazioni prima inesistenti.
01:42Esiste anche un tema di regolazione, penso a quello che produce le autorità territoriali,
01:48le autorità nazionali e l'autorità europea.
01:51C'è un tema di omogenità delle regole che possano consentire interventi omogenei sul territorio o no?
01:57No, c'è la necessità di normare alcune attività, penso al riuso per esempio in Italia,
02:04che ancora è sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità.
02:08Penso agli usi rigui, agli usi industriali, agli usi anche ai cittadini,
02:12perché oggi le città hanno bisogno di molta più vegetazione e alberi di prima,
02:16a causa delle ondate di calore, e piantare nuovi alberi si fa avere acqua per poterli piantare.
02:22E questo significa ricorrere anche al riciclo.
02:24Su questo per esempio l'Italia ancora deve terminare il suo percorso di normazione.
02:29Questo è un passo che va fatto.
02:31Ha parlato di prevenzione, di previsione, quanto sono importanti i dati in questo processo?
02:37Dicevo prima, la prima attività è stata proprio quella di raccogliere dati che sono climatici,
02:43quindi quanto piove, temperatura, umidità del terreno, infiltrazione,
02:47quindi tutte le informazioni che ci consentono di capire di quanta acqua disponiamo
02:53e quindi quali sono gli elementi di criticità o meno che il territorio offre.
02:58Allo stesso tempo ci serve conoscere i consumi, chi preleva l'acqua,
03:01l'acqua a chi viene destinata, per le attività attuali e future.
03:06Penso per esempio a data center o altre attività che diventano oggi importanti.
03:11Questi dati sono alla base di qualunque tipo di pianificazione e programmazione.
03:15Ecco, ha fatto scendere i data center, qui a Ecomondo si incrociano transizione ecologica
03:20e transizione digitale.
03:22Avremo sempre più bisogno di data center, ma i data center consumano tanta energia e tanta acqua.
03:26Sì, il data center è una necessità a livello mondiale.
03:30La sua localizzazione è indipendente poi dal luogo in cui serve il suo utilizzo,
03:37quindi non necessariamente debbono stare in Italia, possono stare anche in altri stati europei.
03:43Certamente ce n'è un certo fabbisogno.
03:45Allora bisogna intanto individuare qual è il numero di data center che l'Italia necessita per le sue attività.
03:53A quel punto incrociare questo fabbisogno con le aree disponibili, con le aree idonee,
03:58perché il problema dei data center non è il singolo data center,
04:01ma il fatto che poi ce ne possa essere più di uno nella stessa area.
04:05Questo perché queste infrastrutture hanno bisogno di energia e questo è il primo elemento irrinunciabile,
04:12però poi il loro raffreddamento può richiedere anche acqua,
04:15in quanto è il modo più economico per raffreddarli.
04:18Allora se però il data center di grandi dimensioni utilizza l'acqua per raffreddarsi,
04:24può creare localmente un impatto importante.
04:27Allora siccome questo consumo non è un fatto necessario, un fatto opzionale,
04:33bisogna coordinarlo con tutta una serie di altre attività,
04:37dove la pianificazione, la conoscenza di quello che si vuole fare e dove è il primo elemento.
04:42Chiudo un'ultima domanda che si ricollega a quella che le facevo all'inizio.
04:45Il cambiamento climatico vuol dire anche periodi di siccità prolungata
04:49oppure fenomeni estremi, come siamo abituati ormai a vedere.
04:53Allora le chiedo come tutto questo ha cambiato il vostro approccio,
04:56perché fino a una decina di anni fa, 15 anni fa, immagino che un'autorità di bacino
05:01potesse rapportarsi al territorio con dei dati stabili e una stagionalità prevedibile.
05:06Oggi forse è tutto complicato anche da questo elemento qui.
05:09Sì, però in questo comportamento anomalo abbiamo trovato anche un percorso, un path.
05:17Ormai le nostre annate sono comunque sempre calde, con ondate di calore sempre più persistenti
05:24e frequenti, che portano ad un'assenza di acqua per lungo periodo.
05:28E sappiamo che poi, come arriva l'autunno o magari prima dell'estate,
05:33si verificano puntualmente.
05:35Roma è un caso, adesso sono 5-6 anni, che sempre a settembre si verificano
05:39uno o due episodi di mezza giornata che allagano la città.
05:42Questo è dovuto a temperature alte, umidità, che poi tutta insieme si scarica al suolo.
05:47Quindi in questo caos dal punto di vista climatico
05:50stiamo attraverso proprio lo studio dei dati trovando delle ripetizioni.
05:55Allora questa compresenza di assenza di pioggia e fenomeni intensi
06:01è diventata la nuova normalità.
06:02Fare questo significa gestirlo, significa raccogliere l'acqua quando è troppa
06:08e quindi gestire in vasi, avere città cosiddette spugna in grado di trattenere l'acqua
06:12e non mandarla via subito, significa nei periodi di siccità avere alternative.
06:18Penso al riuso, penso alla desalinizzazione, penso al fatto che devi ridurre le perdite
06:24del sistema di distribuzione che oggi sono arrivate nel tempo
06:27a valori incompatibili con quello che è il clima che abbiamo.
06:31Grazie, grazie per il suo intervento.
06:34Allora Giorgio Lia, ripasso la parola a voi e ci colleghiamo presto qui
06:40dalla Fiera di Rimini con un nuovo ospite.
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