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  • 20 minuti fa
“Tra le prospettive future che possono derivare dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale c’è sicuramente lo snellimento delle liste d'attesa”. Lo ha detto Valeria Panebianco, direttrice del Dipartimento di Scienze radiologiche, oncologiche e anatomo-patologiche presso l’università degli studi La Sapienza di Roma, partecipando oggi a Milano all’incontro "L'Ai nella diagnostica italiana: dall'adozione all'impatto clinico", organizzato da DeepHealth.

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Trascrizione
00:04Perché l'introduzione dell'intelligenza artificiale sia massiva e che quindi tutti
00:10possano accettare questa idea che al momento sembra innovativa, bisogna un po' innovare tutto
00:18il sistema. Mi spiego meglio. Bisogna sicuramente far crescere delle figure un pochino miste che
00:25si occupano per esempio di medicina, va benissimo, di radiologia super bene, ma che in realtà
00:32sappiano capire come funziona nello specifico uno software di intelligenza artificiale piuttosto
00:39che saperlo solo applicare. Questo è fondamentale, per cui ci vorrebbe un'innovazione slash rivoluzione
00:47anche per quanto riguarda le medical school, per esempio le scuole di specializzazione,
00:54per l'introduzione proprio di figure particolari all'interno di un team che opera in determinati
01:02settori. Se ci chiediamo quali sono le prospettive in futuro che possono provenire dall'utilizzo
01:08dell'intelligenza artificiale, sicuramente snellire il Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto
01:15in termini di liste di attesa. Noi dobbiamo immaginare per esempio un algoritmo che si possa
01:22interfacciare tra la richiesta di un medico di base e le prestazioni che vengono effettuate
01:28in un'azienda ospedaliera. Benissimo, l'algoritmo può essere in grado di discriminare quale sia
01:35l'urgenza che porta all'acquisizione di un esame piuttosto che un altro e soprattutto
01:41con quale tempistica.

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