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  • 8 minuti fa
“Come Cna rappresentiamo circa 20mila imprese nella filiera della moda, soprattutto pmi che negli ultimi anni hanno investito molto nella sostenibilità, nell’ecodesign, consapevoli che devono intraprendere un certo tipo di percorsi e raggiungere determinati obiettivi”. Così Natalia Gil Lopez, responsabile dipartimento Politiche ambientali di Cna, ai microfoni dell'Adnkronos in diretta da Ecomondo, la manifestazione sulla green, blue e circular economy, alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.

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Trascrizione
00:00Siamo qui con il nostro prossimo ospite che è Natalia Gill Lopez, responsabile del Dipartimento Politiche e Ambientali di CNA.
00:10Siamo con lei per affrontare un argomento importante dal punto di vista delle imprese e anche dell'attività produttiva.
00:16Io vi do un numero, un paio di numeri, con oltre 450 mila addetti e più di 83 mila imprese.
00:23Il settore del tessile, cioè l'abbigliamento, la moda, è una componente sicuramente importantissima del nostro sistema produttivo italiano.
00:31Chiaramente ha tutti i vantaggi del caso, con qualche output negativo, l'impatto è evidente, che è quello del rifiuto
00:40tessile.
00:41Su questo, grazie a CNA, capiremo come agire alla fonte, cioè come evitare che poi si diventi rifiuto.
00:52Il lavoro che fa CNA è anche indirizzato a raggiungere gli obiettivi che l'Unione Europea si è data da
00:58questo punto di vista.
00:59Ci puoi spiegare un po' qua? Entriamo nell'ambito eco-design, spieghiamo di che si tratta.
01:04Sì, grazie. Intanto buon pomeriggio a tutti, è un piacere stare qua.
01:08Sì, in effetti è un comparto numeroso, di cui noi come Confederazione rappresentiamo circa 20 mila imprese della filiera della
01:17moda.
01:18E' un comparto composto fondamentalmente da piccole e piccolissime imprese.
01:24Quindi sono imprese che negli ultimi anni hanno investito molto sulla sostenibilità.
01:29E' vero che c'è stato tutto un percorso a livello europeo che ha prodotto normativa, diciamo, in materia di
01:37sostenibilità, molto ambiziosa.
01:39E quindi le imprese sono consapevoli del fatto che poi comunque devono intraprendere un certo tipo di percorsi e ci
01:49devono attrezzare per raggiungere alcuni obiettivi.
01:51Quindi nell'ambito di tutti questi obiettivi comunitari, sicuramente partono da una strategia ambiziosa sui prodotti e anche sui prodotti
02:01tessili.
02:02Perché questo è il settore attualmente maggior attenzionato, diciamo, proprio per la quantità di rifiuti che vengono prodotti in questo
02:12ambito.
02:13E' anche dettato da questo famoso fenomeno della fast fashion, che produce ovviamente tutta una serie di volumi di abbigliamento
02:25che poi vanno dispersi.
02:28Quindi da questo punto di vista noi ci agganciamo a questa politica comunitaria dell'ecodesign, che praticamente consiste nella progettazione
02:36compatibile dei prodotti.
02:38Se li progettiamo prima un po' meglio, forse diminuiamo anche la quantità di rifiuti che generiamo dopo, oppure li rendiamo
02:46più riciclabili.
02:48Esatto, perché è una strategia che parte dalla progettazione, ovviamente, per far sì che questi prodotti diventino più durevoli nel
02:57tempo,
02:58che abbiano delle caratteristiche di riparabilità, che comunque consente anche di durare nel tempo.
03:04devono avere anche dei requisiti di riciclabilità, quindi diciamo, è tutta una serie di requisiti che fanno sì e che
03:12poi comunque diminuisce questo fenomeno del fast fashion.
03:17Anche se poi comunque, e questo è un quadro europeo, non possiamo tanto intervenire sul quadro mondiale, però quantomeno, diciamo,
03:24è una strategia che l'Europa...
03:26È una strategia che è stata nostra, cerchiamo di mettere in realtà.
03:28Come si veicola tutto questo alle imprese, come diceva lei, poi in molti casi piccole e medie imprese?
03:35Esatto, allora è chiaro che poi comunque queste imprese devono compiere degli sforzi ulteriori, anche parliamo di un settore che
03:43è un po' in sofferenza nell'ultimo periodo.
03:47Quindi richiede anche, diciamo, anche una qualificazione, sia poi comunque delle competenze interne che servono per poter progettare,
03:57perché insomma c'è tutto un mondo di requisiti che poi portano a dover fare, insomma, prove di laboratorio, ricerche
04:08sui materiali, tracciabilità.
04:10Insomma, sono cose complicate che vanno organizzate in un certo modo.
04:13Quindi poi comunque da questo punto di vista il fattore competenze è molto importante.
04:20E poi tra l'altro c'è un altro aspetto notevole che è quello della digitalizzazione.
04:26Sapete che per queste imprese entrerà in vigore, alla fine dell'anno prossimo, il passaporto digitale di prodotto,
04:34che è lo strumento con cui le imprese comunicheranno tutti questi requisiti che verranno definiti a livello europeo
04:43con atti delegati che arriveranno, diciamo, l'anno prossimo.
04:46Quindi è uno strumento digitale che deve comprendere tutte queste informazioni,
04:51perché l'obiettivo è quello di informare in maniera corretta i consumatori sui prodotti che si comprano.
04:58Così si aiuta anche il consumatore ad essere un po' più responsabile quando fa un acquisto, più consapevole.
05:04Sicuramente l'Ecomondo poi è anche un'occasione importante di veicolare questi messaggi alle aziende, alle imprese e anche ai
05:12cittadini.
05:12Io la ringrazio molto per le informazioni, grazie mille.
05:15Grazie, è stato un piacere, grazie.
05:16Grazie.

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