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CortometraggiTrascrizione
00:10Bentornati a Longevity Magazine. Oggi parliamo di un argomento importante perché parliamo spesso
00:17di invecchiamento del corpo, ma non è solo quello. Molte volte invecchiamo più nell'anima che nel
00:25corpo. Ed è per questo che parleremo oggi con un professore merito di psicologia clinica e
00:31psicoterapia, uno psicoterapeuta di quelli importanti, psicoanalista vero, ed è il
00:36professor Lucio Sarno. Guardiamo il servizio e poi parliamo con lui.
00:42L'avanzare dell'età e la paura di invecchiare costituiscono un fenomeno psicologico complesso,
00:49segnato dalla progressiva percezione del limite dell'esistenza e dal venir meno delle certezze
00:55identitarie, professionali e sociali. Questa condizione può innescare ansia o stati depressivi
01:02accelerando il deterioramento fisico e cognitivo se non affrontata con un adeguato lavoro interiore.
01:08In tale ambito la cura della psiche incide direttamente sul benessere del corpo,
01:14capovolgendo la massima tradizionale per affermare che è una mente sana a preservare la salute fisica.
01:20Sul fronte dei prossimi sviluppi, l'emergere della cosiddetta quarta età richiede di valorizzare
01:27la psicoterapia come strumento preventivo e continuo di manutenzione della salute emotiva.
01:33Tra le nuove prospettive si delineano gruppi di confronto e condivisione dedicati,
01:39concepiti non come passatempi ludici, ma come spazi di dialogo profondo.
01:44Questi percorsi consentiranno di rielaborare la sofferenza del tempo che passa, riscoprire
01:50potenzialità inespresse e contrastare l'isolamento.
01:57La paura di invecchiare. Abbiamo paura di invecchiare? La domanda è normale? Forse sì,
02:06forse no. Cosa possiamo fare? Rivolgiamo direttamente all'ospite che ho presentato prima,
02:11a uno psicanalista di quelli con non solo la P maiuscola, la S, la I, la O, maiuscolo
02:17tutto, un professore merito importantissimo che è venuto a trovarci, che è un caro amico,
02:22ma è soprattutto il professor Lucio Sarno. Ben arrivato Lucio.
02:26Grazie, è il piacere anche mio di stare qui con te e con voi.
02:31Grazie. Paura di invecchiare, è normale?
02:33Direi di sì. Più che paura vi è qualcosa che si accompagna all'invecchiamento e che
02:44in qualche modo fa sentire, mina un po' alla volta interiormente le tue sicurezze. La possibilità
02:57di avvertire un benessere che abbia una sua forza, una sua costanza, una sua stabilità e in ogni caso
03:06delle possibilità di cambiamento futuro che possano in qualche modo anche migliorare la tua condizione
03:15attuale. In realtà l'invecchiamento porta con sé la percezione del senso del limite della nostra
03:21esistenza. E quindi la vita da universo in espansione diventa un universo in contrazione, in cui i limiti
03:31si avvertono come qualcosa di forte e di duro, i limiti di durata dell'esistenza e quindi della sua fine,
03:40i limiti dettati dalle condizioni fisiche che talvolta si fanno avvertire più o meno insistentemente,
03:48così come la percezione che tutto ciò che in qualche modo di sofferto, di negativo vi sia oggi nella tua
04:00vita,
04:01abbia delle ridotte se non mancate possibilità di cambiamento in un futuro X o Y. Per cui io credo che
04:13questo sia un elemento che segna l'invecchiamento, segna il passare del tempo e man mano che la vita,
04:22come dire, con i suoi anni conta il suo perdurare, possa in qualche modo contribuire a determinare una condizione
04:35di malessere più o meno sordo, più o meno fisiopatologico o più o meno patologico.
04:44C'è qualcosa che si può fare per aiutarci? A proposito di queste parole che mi hanno colpito molto,
04:50belle grazie, noto sulla mia persona la difficoltà nell'accettare a non fare più progetti a lungo termine.
05:03Mi trovo a fare progetti a ormai breve termine e un po' manca questo, è una cosa brutta o in
05:14normale?
05:14Direi che purtroppo è qualcosa che è quasi obbligato, necessario, a meno che non si riesca a fare un lavoro
05:29interiore
05:30che in qualche modo contrasti questa sensazione della necessità di non poter investire nel futuro.
05:41Porto sempre dentro di me l'insegnamento di un grandissimo maestro della psicoanalisi contemporanea,
05:47purtroppo morto ormai da alcuni anni, che io avevo la fortuna di conoscere da giovanissimo psicoanalista
05:55ancora in formazione, alla fine degli anni 70, che durante una supervisione che tenne con un piccolo gruppo
06:06fortunato fra cui ero anch'io, di fronte a un collega ben più esperto e anziano di me, che si
06:18poneva e gli poneva il problema
06:20sul prendere in psicoanalisi una donna ultra sessantenne che si era presentata a lui comunicandogli contestualmente
06:29che l'era stato diagnosticato un tumore al quarto stadio e che aveva una prognosi sufficientemente in fausta
06:39e la presumibile durata della sua vita ulteriore di un anno o poco più.
06:46Lui riteneva di non doverla prendere in cura, sia per l'età e quindi già per una prospettiva di vita
06:54e di cambiamento
06:55che di solito la psicoanalisi lega a età, tra virgolette, meno datate, sia per il fatto che vi fosse una
07:03durata
07:03che fosse quella del limite dettato dalla malattia e dalla vita. Questo psicoanalista che peraltro inglese
07:13ma che aveva avuto per caso nato e vissuto durante l'infanzia in India quindi secondo me aveva anche qualcosa
07:22che gli derivava da una spiritualità assorbita precocemente, diversa dalla nostra. Rimase mettita a bondo, assorto
07:34per qualche momento, dopo di che rivolgendosi al mio collega e gli chiese
07:39mi scusi ma perché questa donna le ha chiesto di iniziare un'analisi proprio adesso?
07:44Ha detto, rispose il mio collega, che il tempo che le rimane da vivere vuole trascorrere al conoscersi
07:56il più possibile, a prendersi cura della sua anima e dare un senso vero e profondo alla sua esistenza.
08:07Il collega rimase per un attimo sempre sospeso e poi rivolgendosi e guardando in viso il mio
08:18collega ha detto e le sembra poco.
08:21Effettivamente, che lezioni di vita!
08:24Dopo di che ancora un attimo mi scusi ma quanto ha detto che le resta da vivere? Ma ha detto
08:34secondo le statistiche dettate dalla scienza medica, un anno, forse poco più, al di là
08:45delle certezze della scienza medica, lei sa quando morirà. Perfetto. E da allora io capì
08:56che la vita va vissuta, allora ero giovane, adesso lo sono molto, molto meno, con quello
09:02stesso spirito, vale a dire tenuto conto che noi non sappiamo quando accadrà.
09:08Queste paure fondamentalmente possono portare anche a patologie che poi diventano di tua competenza?
09:17Purtroppo sì. Possono accentuarsi ansie, talvolta del tutto irrazionali, immotivate, relative al
09:28proprio stato di salute o rispetto ad accadimenti improvvisi e inaspettati che in realtà sappiamo
09:37quali sono nell'ombra che lavorano o al contempo il venir meno di un interesse autentico per
09:46la vita, tenuto conto che sono venute meno tutta una serie di certezze che erano legate
09:54alla nostra identità professionale, sociale, familiare etc., e il fatto che venendo meno
10:03questi cardini della tua identità e venendo meno la tua capacità di investire, non nei passatempi
10:14che trovo orribili, i passatempi per gli anziani, i solitari, piuttosto che non, come dire, attività
10:25pseudo ludiche, tutte tete a declinarti come passatempi, invece dare un senso e un valore
10:33al tempo che non sappiamo quant'è e che di solito però, tornando alla tua domanda, se tu non sei
10:42capace
10:42di investire sulla vita, genera anche degli stati depressivi, più o meno cronici, ahimè,
10:49riducendo ulteriormente il tuo spazio vitale e accelerando quel deterioramento fisico e mentale
10:56che può condurti alla morte nel modo più impietoso e direi anche più triste possibile.
11:03domanda doppia questa volta, come possiamo accorgersene che stiamo cadendo in quel tranello, che è la
11:10prima parte della domanda e la seconda, a quel punto prima di caderci potrebbe servire fare una
11:18chiacchierata, mi permetto di chiamarlo chiacchierata, una visita, chiamarlo chiacchierata, con uno psicanalista
11:25di fiducia? Io direi di sì, dobbiamo considerare che la psicoanalisi che è nata ed è una disciplina
11:36che mette al centro la cura di patologie più o meno gravi e financo gravissime, a mio avviso è il
11:47miglior
11:48strumento di prevenzione rispetto all'ammalarsi. Per cui non dobbiamo considerarlo solo come
11:56il rimedio estremo quando siamo costretti a doverci prendere cura di qualcosa che sintomaticamente
12:05in modo più o meno estensivo incide non solo sulla qualità della nostra vita, ma addirittura sulla
12:11possibilità di vivere decentemente il nostro vivere quotidiano così costretto da un'infinità
12:17di paure, conflitti, sofferenze più o meno nominate o nominabili, ma che comunque lavorano
12:25sordamente dentro di te, ma dobbiamo immaginarlo invece come una sorta di cura della salute, cura
12:36per il mantenimento della salute e la prevenzione. Per cui non nascondo che accanto alla mia professione
12:45che all'80% vede al centro della mia attenzione pazienti più o meno gravi di diversa età,
12:55io lascio sempre uno spazio e devo dire che è cresciuto nel tempo lo spazio di persone che vivono
13:01un disagio della cosiddetta terza età, ora ci avviamo a poterne considerare forse anche una quarta, grazie a Dio
13:08a maggior ragione, quindi tenendo tenuto conto che ce n'è ancora un'altra possibile successiva
13:14che in qualche modo possano rivolgersi a una manutenzione, brutto termine perché quello riguarda in genere le macchine
13:23le macchine, però bisogna prendersi cura di noi e scoprire quanti tesori e quante potenzialità
13:33sono racchiuse ancora in espresse dentro di noi, quindi scoprire quello che ancora noi non conosciamo di noi
13:44la seconda cosa è quella di avere avviato dei gruppi di confronto, non tanto di passatempo, sarebbe offensivo
13:54nei confronti delle persone, sarebbe offensivo nei confronti della scienza, della disciplina che coltivo da tutta la mia vita
14:01vale a dire gruppi dedicati a uno scambio, un confronto che sia legato alle cose più intime e profonde
14:09perché talvolta il fatto di condividere aspetti della vita che ti accorgi non sono legati alla te come persona
14:18che in qualche modo condividi con altri, te li fa sentire da una parte meno pesanti e meno gravi e
14:25dall'altra
14:26ti dà la possibilità di un rispecchiamento, di una comprensione, di uno scambio che diventa un volano
14:32per poter immaginare delle proprie vite diversamente da come altrimenti nella propria solitudine si sarebbe pensato
14:41quindi non dei gruppi passatempo, non dei gruppi di bocciofili per intenderci, anche te, anche quello può far bene
14:49però di gruppi che in qualche modo ti permettano di poter dialogare con te stesso e con altri su temi,
14:56problemi, sofferenze, disagi
14:59che non attengono alla tua psicopatologia ma che attengono alla sofferenza che l'età porta con sé
15:07chiarissimo, chiarissimo e quindi il messaggio è non bisogna vergognarsi di prendersi cura della propria anima
15:15e dire nascondo di andare dallo psicanalista perché mi vergogno, non sono mica matto
15:20però se vai a fare le terapie del ginocchio lo dici? E allora? È intelligente andare dallo psicanalista a curarsi
15:29l'anima
15:30e a prevenire il problema, questo è il messaggio che deve passare, mai vergognarsi, mai vergognarsi perché ci si
15:38prende cura della propria anima, mai, questo è importante. Assolutamente sì e quindi il benessere che non è mai
15:46o almeno non dovrebbe essere mai esclusivamente fisico o mentale, paradossalmente il benessere attraverso la mente
15:57talvolta cura o almeno migliora o almeno aiuta a tollerare anche i limiti che il fisico porta ugualmente
16:05con sé col passare degli anni. In chiusura vorrei, se ne voglia ovviamente, un tuo giudizio del tuo livello
16:15sulla frase che sto dicendo quasi in ogni puntata, basta mensana incorpore sano, questo forse valeva per gli antichi greci,
16:24ad oggi è esattamente il contrario, corpore sano immensana.
16:30Me l'hai rubata o è telepatia? È un'espressione che uso abitualmente, assolutamente con questo capovolgimento.
16:42Il corpo paradossalmente risente molto di più, in termini positivi o negativi, di una mente sana, curata o non curata
16:54di quanto la mente paradossalmente non risenta di un corpo sano o malato.
17:00Quindi, se ci tenete ad avere un corpo sano, curatevi anche l'anima, la mente.
17:05Grazie professor Sarno, fantastico. Grazie, alla prossima.
17:10Arrivederci.