00:02Il lavoratore a distanza permette di evitare l'emissione di circa 600 kg di anidride carbonica
00:08all'anno per lavoratore, il 40% in meno rispetto all'emissione pro capite per l'Italia nel 2018,
00:15con notevoli risparmi in termini di tempo, distanza percorsa e carburante. È quanto emerge
00:21da uno studio NEA sull'impatto ambientale dello smart working a Roma, Torino, Bologna e Trento,
00:26nel quadriennio 2015-2018 e pubblicato sulla rivista internazionale Applied Science.
00:33I valori riportati si riferiscono al lavoro a distanza per due giorni a settimana, per un
00:38totale di 100 giorni l'anno. In Italia i trasporti sono responsabili di oltre il 25% delle emissioni
00:45totali nazionali di gas a effetto serra e quasi tutte provengono dal trasporto su gomma, con
00:51le automobili a fare la parte del leone, il 70%. Ogni giorno di lavoro a distanza permetterebbe
00:57di evitare 6 kg di emissioni dirette in atmosfera di CO2 e risparmiare 85 Mg di carburante pro capite.
01:05Ma i benefici ambientali non si fermano qui. L'analisi è evidenziata una riduzione anche
01:10di ossidi di azoto, monossido di carbonio e PM10. Inoltre, per gli spostamenti extralaborativi
01:16nei giorni di smart working, il 24,8% del campione dichiara di aver optato per modalità
01:23più sostenibili, usando mezzi pubblici, andando a piedi o in bicicletta.
01:29L'Artico si sta riscaldando circa tre volte più velocemente di qualsiasi altra parte del
01:35pianeta e la copertura della calotta polare si riduce in media del 13% ogni 10 anni. Gli orsi
01:42polari hanno bisogno del ghiaccio marino per riprodursi e cacciare. Ma se i trend di
01:46fusione delle calotte polari e la scomparsa di abitati idonei proseguiranno con il trend
01:51degli ultimi decenni, alcuni studi ipotizzano che in soli 35 anni rischiamo di perdere fino
01:57al 30% della popolazione di questa specie. Il WWF lancia l'allarme per questa specie, diventata
02:04simbolo di un cambiamento climatico catastrofico. Le più recenti stime contano tra i 22.000 e 31.000
02:10individui in natura e già ora alcuni dati sono drammatici. La popolazione di orso polare
02:16della Baia di Hudson ha già subito una riduzione del 30% tra il 1987 e il 2017. Insomma, il
02:25più
02:25grande carnivoro terrestre è anche uno degli animali più minacciati dagli impatti del cambiamento
02:30climatico. Subito dopo, il futuro a rischio è quello di noi esseri umani. Negli ultimi 40 anni
02:37abbiamo perso circa 2 milioni di chilometri quadrati di ghiaccio marino, un'area più estesa
02:42delle superfici di Alaska e California messe insieme. Secondo molti scienziati è molto
02:47probabile che entro il 2050 ci saranno estati artiche completamente prive di ghiaccio marino.
02:55Reti a strascico, attrezzi da pesca persi o abbandonati, lenze, tramagli, nasse. Questo in parte il triste
03:02bottino che il mare, in circa un anno e mezzo, ha restituito ai ricercatori Ispra, impegnati
03:08in prima fila nel progetto Morinet Monitoraggio Censimento, raccolte a via riciclo delle reti
03:14fantasma, in partenariato con Polieco, Università degli Studi di Siena, aree marine protette Isola
03:20dell'Asinara e Capo Carbonara. Il progetto è nato con l'intento di rimuovere rifiuti marini,
03:26in particolare reti perse o impigliate o parti di esse, precedentemente identificati e già
03:31localizzati in due aree pilota. Nel golfo dell'Asinara sono stati trovati mediamente 97
03:37oggetti per chilometro quadrato, con un massimo di 732 oggetti per chilometro quadrato, ma in
03:44alcune cale, per la precisione 4 su 37, nessun rifiuto è stato rilevato, valore che risulta
03:50basso se confrontato con altre aree italiane del Mediterraneo, dove sono stati condotti
03:55monitoraggi simili, ad esempio nel golfo di Venezia sono stati trovati mediamente 506
04:01e 567 576 oggetti per chilometro quadrato in monitoraggi svolti tra il 2014 e il 2015.
04:10Purtroppo i rifiuti recuperati non sono risultati idonei al riciclo, perché il lungo tempo di
04:15permanenza sul fondo ha determinato che fossero colonizzati da diversi organismi incrostanti
04:21che ne hanno fatto perdere le caratteristiche tecniche idonee. Nave Gregoretti della Guardia
04:28Costiera ha sequestrato un imponente quantitativo di tonno rosso nel corso di un'ispezione a
04:33un peschereccio della marineria siciliana, a 60 miglia a est di Catania. Il controllo
04:38ha fatto scoprire la presenza a bordo di 267 esemplari di tonno rosso, tutti al di sotto
04:45della taglia minima prevista e pescati illegalmente in assenza di una quota autorizzata. Il pescato
04:51per un quantitativo complessivo di circa 1.100 chili è stato sequestrato e sbarcato
04:56a riposto. A bordo del peschereccio sono stati inoltre individuati e sequestrati anche sei
05:02esemplari di pesce spada tagliati in pezzi, allo scopo di rendere più complessa la misurazione
05:07della loro lunghezza e tentare di eludere la sanzione prevista dalla normativa in materia
05:12di sottomisura. Il prodotto sequestrato è stato interamente devoluto in beneficenza al
05:17Banco Alimentare, sequestrati anche gli strumenti di pesca utilizzati per la cattura illecita del
05:23pescato, i palangari derivanti, elevate molte per oltre 35.000 euro.