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Sociologia generale - Lez 17 - La famiglia nella società di mercato
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00:14Salve, siamo arrivati, felicemente spero, alla lezione diciassettesima che ancora fa
00:24perno sulla famiglia, su questa grande istituzione fondamentale. La famiglia come società di
00:33mercato cosa vuol dire? Vuol dire che in fondo la famiglia partecipa, pur essendo evidentemente
00:39il microcosmo originario di qualsiasi società globale, partecipa del contesto a cui appartiene,
00:49in cui viene inserita, in una società di mercato la famiglia tende ad essere inevitabilmente
00:56anche essa una società di mercato. Ora qui come sempre noi distinguiamo nettamente
01:03fra opinioni personali, principi di preferenza, privati, anche se vogliamo dire umori, preferenze
01:13non motivate e verità scientifiche assodate. Ciò che possiamo dire oggi è che la famiglia
01:22ha subito nel tempo, attraverso i secoli, una evoluzione che si potrebbe paragonare allo
01:32smantellamento di una fortezza. Dai tempi della Grecia classica, noi abbiamo citato in altre
01:39lezioni Aristotele, la economia, la oikos, la casa domestica che diventa oikos da cui economia,
01:49che diventa società, più grande società e così via. Noi siamo passati da questo primo
01:56nucleo concettuale della famiglia come società a poco a poco siamo arrivati alla famiglia nucleare,
02:04non più estesa, non più allargata, ma la famiglia costituita dai due attori fondamentali
02:12di questa istituzione che la stessa Chiesa, la Chiesa Cattolica, riconosce come i veri
02:19ministri del sacramento del matrimonio. Come già abbiamo ricordato, il matrimonio è l'unico
02:25sacramento in cui non c'entra il sacerdote, salvo naturalmente il rito, la messa eventuale
02:32e poi il fervorino vero edificante ad uso dei novelli sposi. I ministri effettivi del
02:41sacramento del matrimonio, della famiglia, sono i due sposi, sono il marito e la moglie,
02:48futuri padri e madri. Naturalmente questo processo di smantellamento di quella che ho chiamato
02:58la fortezza famiglia, l'antico famiglia, ha dato luogo dei contrasti, contrasti notevoli,
03:07contrasti che vanno anche ricordati, per esempio i valori fondanti della famiglia, cosa sono?
03:16Sono valori, sono rapporti tra i familiari che hanno valori in sé e per sé, valori affettivi,
03:26valori di consonanza interiore. Intendiamoci, non vorrei che con queste mie parole si pensasse
03:31alla famiglia come a un idilio, no, la famiglia è un nodo di sangue che può trasformarsi anche
03:39in un nido di vipere, soprattutto quando, come nell'epoca attuale, la famiglia si è ridotta
03:47in dimensioni, anzi si riduca soltanto alla coppia. Noi abbiamo usato un termine in altre
03:55lezioni piuttosto ad effetto, abbiamo detto che la coppia scoppia, cosa vuol dire? Vuol dire
04:02che mentre nell'antica famiglia estesa, poderale, rurale, sotto l'autorità a volte capricciosa
04:11è comunque sempre totalitaria nel senso preciso che opprimeva o non prendeva in considerazione
04:19le opzioni di valore dei singoli, mentre in quella famiglia le frizioni inevitabili fra
04:26marito e moglie, cioè nella coppia, all'interno della coppia, venivano in qualche modo smussate,
04:32deflesse, mediate e quasi annegate o stemperate nella placenta sociale della più vasta famiglia
04:42patriarcale, oggi non è più così. Oggi siamo in una situazione abbastanza contraddittoria
04:49che mi permetto di esemplificare richiamandomi ad una pagina famosa del grande filosofo tedesco,
04:58pessimista peraltro, ma solo fino a un certo punto, Arturo Schopenhauer. Schopenhauer parla
05:07della coppia come di due porcospini, se sono troppo vicini si pungono, se sono troppo lontani
05:16hanno freddo. Bisogna in qualche modo riuscire a trovare il punto più felice, più positivo
05:25di intersezione tra questi due atteggiamenti. Lontani sì, ma non troppo, lontani nel senso
05:32di salvaguardare, proteggere, rispettare l'identità di ognuno dei due membri della coppia. Vale
05:42a dire una soggettività autonoma e anche forte, che è garanzia di autorispetto, di autostima
05:49e di stima anche verso l'altro. D'altra parte questa relativa lontananza non deve escludere
05:56il momento fondamentale della unione. Ho detto unione e non va bene. Unione rimanda
06:05all'insegnamento di San Paolo di duo in carne una, come già abbiamo detto, due esseri che
06:14diventano un solo esseri, non si tratta di far confluire e direi quasi annullare l'uno
06:23nell'altro o l'altra nell'uno, no, non si tratta di questo. Si tratta più che di duo
06:30in carne una, si tratta di una non unione ma comunione di problemi, e quindi comunicazione.
06:40Ma qui è difficile. Cosa vuol dire comunicare? Si può comunicare mettendo le cose insieme
06:47quando si hanno fondamentalmente delle convergenze su punti e valori fondamentali. Qui c'è
06:55la grande sfida della vita di coppia. La grande sfida perché? Perché in fondo anche nel momento
07:03in cui la mia scelta venga in maniera totale, pura, determinata soltanto dalla simpatia che
07:12diventa amore, amore che diventa passione, passione che diventa impossibilità di vivere
07:17lontano dall'altro, lontano dall'altro membro della coppia, uomo-donna. In quello stesso
07:24momento però io posso incontrare delle incomprensioni profonde. La coppia stessa si incrina e non
07:35ho termini di mediazione. Nell'antica famiglia allargata c'era sempre la possibilità di parlare
07:41come abbiamo detto con un cognato, una cognata, con il vecchio padre padrone o con un fratello,
07:47con una sorella. Non è più possibile in questo caso perché si è soli. La coppia di
07:53oggi è sola nel suo bravo bicamere con cucinino e terrazzino. Vanno a lavoro la mattina, tornano
08:02alla sera. Mi si dirà, ma questa famiglia che evidentemente vive solo di questo affetto
08:09è un fatto molto positivo? Non c'è dubbio. Non solo è un fatto positivo. Senza questo
08:16nucleo familiare, per quanto ristretto, non esiste società. Anzi, quando in una società
08:23si amplia, si allarga l'area del senso di precarietà, l'incertezza del futuro e così
08:31via, il primo sintomo quasi certo di questo stato di crisi endemica, cioè molto diffusa,
08:38che cos'è? È la caduta dell'indice di procreatività, vale a dire l'inizio di una
08:48denatalità diffusa. I demografi ce lo dicono, noi rispondiamo come sociologi che in fondo
08:54l'andamento demografico di una società è sinusoidale, un po' su e un po' giù.
09:00Però, per esempio, facciamo degli esempi per rendere più concreto il nostro discorso,
09:07nella situazione attuale italiana e non solo italiana, direi europeo-occidentale, ma soprattutto
09:13italiana, in una popolazione, in una nazione che era già famosa per invece l'incremento
09:22demografico, noi abbiamo oggi un decremento sensibile dal punto di vista demografico.
09:28La coppia media italiana che per essere sostituita nel futuro, diciamo biologicamente, avrebbe
09:37bisogno almeno di due figli e invece ne produce solo 1,2. Non solo, c'è un rinvio costante
09:50dell'età di matrimonio. È vero, si è allungata la vita, la longevità, l'aspettativa di vita
09:57è molto più lunga, diciamo una decina d'anni, però ormai ci si sposa un po' a volte in media,
10:03un po' troppo tardi. Questo che cosa significa? Questo significa in fondo andare incontro a
10:11una diminuzione della popolazione complessiva. Qualche demografo con buon fondamento, estrapolando
10:18dalle cifre attuali, arriva a dire che nel 2050 forse gli italiani saranno ridotti soltanto
10:25a 8 milioni. Intendiamoci, qui non è un discorso di tipo nazionalistico, io so benissimo, mi rendo
10:33perfettamente conto che la presenza italiana nel mondo resterà, resterà non solo nell'immediato
10:40futuro, ma anche nell'avvenire vero, remoto, no, non c'è dubbio, resterà perché c'è
10:46una letteratura, c'è una religione, c'è una presenza, c'è, come diceva il mio amato
10:52Stendhal, un autore francese, romanziere, l'autore famoso di Rossene, Rouge Noir, Stendhal
11:00diceva in Italia la pianta uomo è più vigorosa che altrove, però vigorosa fino a un certo punto
11:07sta di fatto che oggi come oggi noi non abbiamo il tipo di fertilità che dovremmo avere, ci
11:13sono villaggi che si vanno spopolando, noi oggi dobbiamo dire e riconoscere persino con
11:20umiltà, certamente con buonsenso che l'apporto degli immigrati extracomunitari che può piacere
11:27o non piacere, queste fanno parte dell'opinione personale, dal punto di vista scientifico è
11:33una verità assodata e quindi vincolante in senso intersoggettivo, cioè vincolante
11:39per tutto, è una verità assodata che gli immigrati extracomunitari regolarmente impiegati
11:44con regolare permesso di soggiorno in Italia, già oggi pagano, pagano con il loro lavoro
11:50e le trattenute, pagano le pensioni per gli italiani che si trovano in pensione fuori ormai
11:57dal lavoro, questo va riconosciuto, ma potrebbe essere considerata questa una nota negativa?
12:04No, noi ci stiamo muovendo verso un mondo che è un mondo multietnico, multiculturale,
12:15multilinguistico e anche multireligioso, un mondo, la parola non potrà piacere, la uso
12:20non come verità scientifica ma come espressione di un principio di preferenza personale, un
12:26mondo meticciato, culturalmente meticciato e perché questo? Riconosciamolo, il pianeta
12:35si è fatto piccolo, una volta andare in America con la nave, varcare l'oceano, era una grande
12:42impresa, si faceva testamento prima di partire, oggi una manciata di ore ci porta al di là
12:50del fiume, non più oceano del fiume atlantico, non solo, si può fare davvero con poco più
12:57il giro del mondo, ora questa non solo, le comunicazioni che come vedremo più avanti nel nostro corso
13:06sono il nuovo nesso che tiene insieme l'umanità, le comunicazioni ormai elettronicamente assistite
13:13mandano messaggi che vengono captati, ricevuti in tempo reale, quindi siamo in un mondo ormai
13:24che vive in maniera, se mi è consentito di usare un accettivo forse difficile che spiegheremo,
13:30in maniera sincronica. Una volta, ma ancora 60 anni fa, fino alla seconda guerra mondiale,
13:37lo sviluppo del mondo, quello che si chiamava secondo i grandi filosofi soprattutto tedeschi
13:44la entwicklung, cioè questo movimento storico che viene evolvendo nel tempo, era concepito
13:54come una successione diacronica di stazioni ferroviarie in qualche modo, questa è un'immagine
14:03a cui sono molto affezionato e i grandi intellettuali, i grandi politici, anche i grandi imprenditori,
14:10si supponeva che agissero come dei capi stazione che ci dicevano adesso ci troviamo qui, che so
14:16io, alla Tiburtina, adesso andiamo un po' più avanti, sarà l'Ostiense, più avanti ancora
14:22si sarà Civitavecchia e poi via via Livorno, non è così, la storia, lo sviluppo storico
14:30oggi non conosce più movimento diacronico, è in fondo, in essenza, semplicemente una compresenza
14:40sincronica, siamo tutti compresenti, ciò che accade nel sud-est asiatico, ciò che accade
14:46nel Medio Oriente, ciò che accade a Washington, a Berlino, a Londra, immediatamente rimbomba,
14:52riecheggia su scala planetaria, Roma, Parigi e così via, quindi occorre riconoscere che
15:01siamo in un momento in cui sembrerebbe che l'apporto originario dei nuclei familiari
15:10non sia così importante, ma non è così, perché la famiglia, per questo ne parliamo,
15:14la famiglia resta questo nodo di sangue, abbiamo detto, che è al fondo di tutta l'esperienza
15:20sociale e noi ne parliamo, ne abbiamo già parlato, ne parliamo anche oggi, perché è
15:25la famiglia che si lega alle strutture dei ruoli, allo status, alla posizione di relativo
15:34prestigio sociale, al potere, alle forme di potere e da questo punto di vista la famiglia
15:41è un fenomeno straordinario, ha indubbiamente dei valori in sé affettivi, certamente non
15:51è del tutto in sincronia con la più vasta società extrafamiliare che è dominata dalla
15:57regola della competizione interpersonale, però la famiglia resta fondamentale e molto importante.
16:06Da questo punto di vista devo dire che la famiglia come tale può essere studiata all'inizio
16:14di qualsiasi ricerca sul potere sociale, sul prestigio, addirittura sulle formazioni
16:21politiche e costituzionali di un dato paese e ci sono degli esempi, degli esempi molto
16:27belli, mi permetterei di richiamarli, ma prima di arrivare a questi esempi vorrei proprio ricordare
16:35come la famiglia resiste anche se il mercato preme alle sue porte, preme alla porta della
16:44famiglia, in che senso? Lo studioso che più ci ha illuminati su questo aspetto del problema
16:50forse è il fondatore della scuola di Francoforte, il famoso Max Horkheimer, il quale, famosi insieme
17:00con gli altri suoi colleghi, di cui menzionerei soprattutto Herbert Marcuse, Eric Fromm e poi
17:10Leo Lavantale e alcuni altri. Comunque in uno studio pubblicato in Italia dalla Ute, un enorme
17:16studio che ho avuto la fortuna di poter curare, che si chiama Studi sull'autorità e la famiglia,
17:23Orkheimer cerca di delineare una funzione della famiglia contro il mercato e almeno nell'epoca
17:35in cui scriveva, vale a dire siamo negli anni 1930-1940, cioè agli inizi, anzi prima della
17:48seconda guerra mondiale, io devo dire che la tesi di Orkheimer aveva certamente un suo
17:54significato preciso e poteva venire confermata in maniera empirica, cioè scientifica, in particolare
18:01vorrei ricordare il concetto fondamentale che usciva da questa ricerca di Orkheimer, vale
18:09a dire ci sono molti poteri, i poteri sono dovunque, ma non sono come oggi sostenerebbe
18:16invece Michel Foucault, uno studioso francese da poco scomparso, non sono ovunque, tutti
18:23i rapporti sociali non sono rapporti di potere, perché se il potere fosse dovunque il potere
18:28non ci sarebbe più, non avrebbe più senso studiare il potere, in realtà all'interno
18:33della famiglia vige a valore, secondo Orkheimer, la dipendenza accettata e quindi non il potere
18:43ma l'autorità è nel caso migliore l'autorità autorevole, però quando noi vogliamo studiare
18:51il potere anche sul piano economico, culturale, politico, noi forse dobbiamo stare attenti
18:59anche se la famiglia resiste alle pressioni competitive del mercato, noi dobbiamo stare
19:07attenti proprio a quella che è la funzione della famiglia, per esempio, un altro esempio,
19:14una ricerca nota e benemerita è dovuta a C. Wright Mills, Mills era un sociologo radicale,
19:24molto critico, sempre all'opposizione, di origine texana che aveva studiato però a Madison
19:31nel Wisconsin, insieme con un immigrato tedesco, Hans Goeth, lui non sapeva, Mills non
19:39conosceva, come del resto molti americani, non conosco lingue straniere, non conosceva
19:45il tedesco, ma Goeth era tedesco e Goeth lo ha in qualche modo introdotto allo studio
19:50di Max Weber, ecco dunque che questo autore scrive un libro, pubblica un libro negli anni
19:5970 intitolato The Power Elite, l'elite del potere, la tesi fondamentale di questo libro
20:07che è diventata verità scientifica perché non può essere attaccata, è la dimostrazione
20:12di come le varie famiglie che fanno parte della crema della società, dell'elite, si sposano
20:20tra loro, i membri di queste famiglie si sposano tra loro e noi abbiamo allora per esempio,
20:27faccio un esempio che potrà parere banale oggi, un Eisenhower che sposa un Nixon, una
20:36famiglia Eisenhower che sposa una famiglia Nixon e così via, non solo, C. Wright Mills
20:42con prova, studiando attentamente il gota per così dire, il registro delle famiglie più
20:50alto locate, riesce a documentare come si sposano tra loro varie elite, l'elite del potere
20:58politico con l'elite economica e industriale, con l'elite militare, con l'elite culturale
21:05e ecclesiastica e quindi questa specie di cuspide, questa cima della società americana
21:13è come dire punteggiata da due, tre, al massimo quattro elite, tutte interrelate fra loro in base
21:20a che cosa? In base ai legami familiari, allo sposarsi fra loro. È quello che noi abbiamo
21:29già notato cercando di capire il modo di trasformazione e di prosecuzione nel tempo
21:37delle famiglie aristocratiche, delle famiglie nobili, in qualsiasi paese c'è una forte tendenza
21:44all'endogamia, cioè a sposarsi fra di loro e oggi ancora dobbiamo anche notare, e questo
21:53però è una mia opinione personale non ancora confermata dalla ricerca, dobbiamo notare
21:57che di fronte ai problemi posti dall'incontro con l'altro, vale a dire dai problemi posti
22:04da un mondo pluriculturale, per cui non si sa la persona che incontriamo chi possa essere,
22:11per cui c'è una specie di crescente sospettosità nei rapporti quotidiani con l'altro, noi vediamo
22:20come oggi ci sia una tendenza omogamica, cioè a sposarsi fra persone che hanno lo stesso livello
22:30economico, più o meno lo stesso livello culturale, comprovato dal grado di studio, addirittura
22:35a volte la stessa provenienza geografica, c'è una tendenza a non fidarsi più di colui
22:44o colei che emerge, viene da lontano, ha un viso un po' diverso, una pronuncia diversa,
22:52addirittura una lingua o una religione diversa e questo è abbastanza strano perché va contro
22:58ciò che dicevo prima, cioè mentre siamo in una situazione di compresenza sincronica di
23:03culture, religioni, nazionalità e così via, proprio per questo c'è una reazione difensiva
23:10al vecchio proverbio, se mi permetto di citarlo, ma è veramente molto vecchio e poi è anche
23:17sbagliato, moglie e vuoi dei paesi tuoi, procediamo con sicurezza, però è vero che la mobilità
23:28spaziale e professionale che oggi dominano comportano il declino delle tradizioni a vite,
23:39non c'è dubbio che quando i membri di una giovane famiglia per ragioni di lavoro e per molte altre
23:48ragioni, magari per seguire i figli, si spostano facilmente dal punto di vista geografico, dal punto
23:55di vista professionale, è chiaro che le antiche tradizioni familiari non vengono più, non possono
24:02più essere coltivate come erano una volta, non solo, abbiamo già detto che il gruppo familiare
24:10odierno nella sua forma ristretta, propriamente detta anche nucleare, ridotto proprio al nucleo
24:18essenziale, marito e moglie, evidentemente ha già perso storicamente una funzione fondamentale
24:26che è quella produttiva e che cosa è rimasta la famiglia oggi? Tutti lo dicono, è rimasta
24:35la cura dei bambini, l'educazione psicopedagogica, la formazione dei figli, ma questa formazione
24:46dei figli che cosa richiede? In primo luogo richiede tempo, richiede agio, perché non si
24:56può far lezione ai bambini che crescono, occorre in qualche modo convivere con loro e rispondere
25:05alle domande quando essi ce le pongono le domande. Uno degli errori che oggi si fa, a parte il fatto
25:11di non avere mai tempo per spendere un po' di ore con i propri figli, tranne forse che
25:18per i weekend, fine settimana, tranne che forse per le vacanze, quando ci sono e quando però
25:26i genitori sono stanchi e vorrebbero rilassarsi e la cura dei figli è una cura affaticante,
25:32io trovo che questa formazione dei figli, in fondo, che l'ultima funzione è rimasta alla
25:40famiglia nucleare, venga ad essa sottratta, è infatti l'ultima funzione rimasta alla famiglia
25:49nucleare oggi, dopo aver perso la funzione di centro produttivo e quindi avendo in fondo
25:59ancora però nelle sue mani la funzione formativa, anche questa funzione formativa in fondo viene
26:07declinando, diminuendo. E perché? L'abbiamo accennato altra volta, ma qui dobbiamo in maniera
26:14più approfondita affrontare questo problema. Credo che in una società di mercato in cui vale il successo
26:24nella carriera occorra nuovamente valutare, addirittura sovravalutare, il lavoro e la funzione
26:34della casalinga. Badate, io so che questo va contro ciò che si pensa oggi da parte del
26:41femminismo, da parte di coloro che vogliono giustamente la liberazione della donna e siamo
26:48quindi in presenza di un'opinione puramente personale. Quello che però voglio dire è che
26:53le donne in questo momento storico dovrebbero avere la possibilità concreta di scegliere tra
27:01la carriera e l'educazione dei propri figli. Oppure questa educazione dei propri figli
27:08andrebbe aiutata in maniera così decisiva da rendere possibile alle donne lavorare fuori
27:15di casa e nello stesso tempo però avere un aiuto effettivo dentro casa per l'educazione
27:23dei propri figli. Qui naturalmente siamo spinti, dobbiamo considerare il grande apporto che
27:32potrebbe dare, uso il condizionale, non è detto che lo dia, che potrebbe dare il sistema
27:39scolastico nazionale. Ma prima di lasciare proprio la famiglia, devo ancora spendere una
27:44parola su un'altra ricerca che ci riguarda direttamente, nei tardi anni 50, quindi parecchio
27:52tempo fa, quasi mezzo secolo, un ricercatore nordamericano, credo legato all'Italia forse
27:59dalla moglie che era italoamericana, Edward C. Banfield. Banfield pubblicò all'epoca una
28:07sua ricerca condotta a Montegrano, un nome fittizio, un villaggio dell'Italia meridionale,
28:15il cui sosteneva in base a questa ricerca che il mancato sviluppo dell'Italia meridionale
28:22era dovuto a un eccesso di familismo. Che cosa voleva dire con queste strane parole? Voleva
28:29dire ciò che noi sappiamo, voleva mettere in rilievo quella che noi abbiamo sempre saputo
28:35essere una grande caratteristica della civiltà mediterranea, vale a dire la preminenza, la
28:42forza di un nucleo familiare originario che a giudizio di Banfield impediva lo sviluppo
28:51economico. E perché? Io mi permetto di richiamare la sua formula, che è molto interessante.
28:58Egli diceva che soprattutto gli italiani dell'Italia meridionale, ma anche tutti gli altri italiani,
29:05dell'Italia centrale e dell'Italia settentrionale, si muovevano e agivano in base al valore
29:13etico di ciò che chiamava il familismo amorale. Io più volte gli obiettavo, ma come si può
29:22parlare della funzione etica di un familismo amorale? Se è amorale non sarà etico, sarà immorale.
29:30Lui voleva dire con questa formula che per molti italiani ciò che si fa per il bene immediato,
29:37ristretto della propria famiglia è eticamente accettabile, anche se si tratta di evadere le
29:44imposte, anche se si tratta di venire meno ai doveri verso l'interesse generale pubblico.
29:52Anzi, Benfield sosteneva che proprio il familismo amorale degli italiani rendeva molto debole,
30:00addirittura inesistente, il senso dello Stato e il senso di un interesse pubblico che andasse
30:05al di là della cerchia familiare. Il suo libro si chiamava in effetti The Moral Basis of Backward
30:13Society, cioè la base morale di una società arretrata, non solo tecnicamente arretrata,
30:22io credo che backward, tradotto bene dall'inglese, vuole dire di una società ritardataria, di
30:30una società sottosviluppata. Evidentemente la tesi è molto discutibile, è una tesi che
30:37in fondo sta a significare semplicemente la grande differenza che ancora oggi noi abbiamo
30:45di fronte agli occhi e di cui dobbiamo prendere atto. Da una parte ci sono grandi civiltà,
30:53io le identifico come civiltà e culture mediterranee in cui il gruppo familiare originale, i rapporti
31:01affettivi, i movimenti sentimentali sono molto forti e sono talmente forti che la stessa
31:09famiglia resiste e addirittura a volte emerge come rifugio, non è un rifugio sicuro, sappiamo
31:18che la famiglia soffre almeno in secondo grado di tutte le tempeste, gli sballottamenti e le
31:28difficoltà della società globale, però la famiglia resta nella cultura mediterranea
31:34un grande valore, un valore anche positivo. Di fronte alle grandi tragedie nazionali per
31:41esempio non c'è chi abbia dimenticato la tragedia dell'8 settembre 1943, quando a seguito
31:50di una guerra sfortunata, a seguito anche di una certa inettitudine dei gruppi dirigenti,
31:58in fondo la società italiana si trova ad affrontare una fase di sviluppo assolutamente
32:04angosciosa, senza punti di riferimento, che cosa risuona sulla bocca di tutti? Che cos'è
32:15il venir meno, il tradimento, l'inettitudine dei centri dirigenti? La famiglia originaria,
32:22ciò che risuona sulla bocca di tutti, tutti a casa, si va a casa, lì c'è questo nucleo.
32:30In altre culture per carità molto rispettabili, per esempio nella cultura anglosassone oggi,
32:35posso dirlo anche sulla base di ciò che mi raccontano i miei studenti americani, non voglio
32:42dire che la famiglia non esista più, certamente esiste, la famiglia c'è, la famiglia è sempre
32:48quella, anzi soprattutto le famiglie medio-alto borghesi, le famiglie sono molto interessanti
32:55sempre, non c'è dubbio, però direi che in linea di massima la famiglia nordamericana,
33:01la famiglia anglosassone è come una, mi sia consentito di dirlo con grande rispetto, è come
33:07una pensione di terzo ordine a cui si arriva qualche volta, una volta all'anno dal college,
33:12dall'università, da fuori, il ragazzo arriva in occasione del Thanksgiving, cioè del giorno
33:18del ringraziamento, o forse a Natale, certo non a Pasqua, insomma, questo è un'altra cosa,
33:29non solo, ma è una situazione in cui non c'è mai il problema di dove mettere i vecchi,
33:34questo problema c'è anche in Italia, non sappiamo che fare, ma che lì vadano al cronicario
33:39è scontato oppure scompaiono, in sostanza è una società diversa, è una società, un
33:45modo di capire le cose completamente diverso. Ora, da questo punto di vista però, allora
33:52come si può utilizzare il concetto famiglia nella ricerca sociologica? Qui c'è un problema
33:58abbastanza interessante, perché secondo un'impostazione tradizionale della ricerca, mi sia consentito
34:05proprio una piccola parentesi di indole metodologica, noi in Europa soprattutto, sulla scorta, sulla
34:13scia di quella che è stata la tradizione degli studi marxistici, pensiamo e parliamo
34:21di classe dirigente, un grande sociologo italiano che noi dobbiamo ricordare in proposito, che
34:28non era certamente marxista, era un liberale giolitiano, Gaetano Mosca, elabora per primo
34:36il concetto di classe politica come classe detentrice del potere e che cosa cerca, che cosa trova,
34:43questa sua ricerca stupenda, arriva a una conclusione che ancora oggi noi dobbiamo tenere
34:52ben presente, vale a dire, qualsiasi sia il regime politico, che può essere oligarchico,
35:02monarchico, democratico e così via, in realtà ogni Stato moderno è governato e diretto da
35:11una minoranza guidatrice, è la classe politica, è la classe dirigente, naturalmente poi arrivava
35:18a dire che la classe dirigente non è soltanto quella politica in Parlamento, alla Camera dei
35:23Deputati o al Senato, lui intendeva classe dirigente governante e nello stesso tempo influenzante,
35:31quindi la classe dirigente insensolato contro questa, non direi contro, ma in concorrenza
35:41con questa teoria di Gaetano Mosca, noi abbiamo invece le teorie, sempre espresse in maniera
35:48molto spiritosa di Vilfredo Pareto, mi pare che Mosca sia morto nel 1941, longevo, Pareto
36:00invece è morto nel 1920, nel suo trattamento di sociologia generale contro Gaetano Mosca,
36:07il Pareto fa valere il concetto non di classe politica o classe dirigente, ma di elite e questo
36:15è interessante perché? Perché questo termine, questo concetto di elite nella ricerca sociologica
36:22ha avuto più fortuna che non il concetto di classe dirigente o classe politica, per
36:28una ragione effettivamente di metodo, perché se uno dice classe dirigente e include politici,
36:35include imprenditori, include la cultura, quindi le classi dirigenti culturali, può anche trovarsi
36:42di fronte la difficoltà di spiegare come a un certo punto la classe politica passi delle
36:49leggi contrarie agli interessi della classe imprenditoriale e economica, così come è avvenuto
36:55per esempio in Francia quando il primo Mitterrand, François Mitterrand, c'erano state le nazionalizzazioni,
37:01ecco un caso di classe politica che va contro la classe economica e imprenditoriale di operatori
37:07economici privati, questo non può avvenire con il concetto di elite, perché il concetto
37:18di elite, mentre il concetto di classe politica o classe dirigente è un concetto onnicomprensivo,
37:25il concetto di elite o gruppo scelto o cima eletta della società consente questo concetto
37:34di elite, un grado maggiore di analiticità, posso distinguere l'elite politica, l'elite
37:43economica e imprenditoriale, l'elite culturale, l'elite ecclesiastica e così via, quindi cosa
37:49posso fare? Posso fare quello che ha fatto mirabilmente solo per questo libro, gli altri
37:56sono un po' incerto, si write mills, le power elite, le varie elite a volte sono incontrate,
38:04contrasto le une con le altre, a volte si fanno concorrenza, ma le varie elite possono
38:10anche determinare una tregua d'armi, possono anche intersposarsi, il famoso intermarriage,
38:18torna continuamente nelle pagine di Mills e in questo modo danno luogo a delle formazioni
38:26elitarie che determinano l'avvenire della società e in particolare prendono cura in
38:33maniera efficace dei propri interessi. Mentre il concetto di classe dirigente è un concetto
38:42complessivo, molto suggestivo, ma è un concetto paravento, è un concetto in fondo che comprende,
38:50copre anzi tutta la classe che conta in una data società, quindi tutto il vertice sociale,
38:59nel caso invece della ricerca che utilizza il termine elite, noi abbiamo la possibilità
39:06di vedere alla fine della ricerca il modo di muoversi, il modo di arrivare a collegarsi
39:14le une con le altre delle varie elite, quindi abbiamo le tre cuspidi o quattro cuspidi della
39:20società, la società non ha più una sorta di vertice conglomerato, comprensivo, onnicomprensivo
39:28e in fondo non facilmente distinguibile nei suoi vari aspetti, col concetto di elite noi abbiamo
39:34le varie elite e le studiamo una per una e ne vediamo i punti di convergenza e possiamo
39:41anche valutarne le eventuali frizioni, le eventuali contrarietà e da allora arriviamo
39:47a una concezione della società più matura, ancora una volta partendo dal microcosmo della
39:57famiglia, come abbiamo detto da questo nodo di sangue che qualche volta può trasfermarsi
40:04in un nido di vipere, questo nucleo problema, partendo da lì noi possiamo comprendere o avviarci
40:13quantomeno a comprendere l'insieme dei rapporti sociali, l'insieme di tutta la società, in
40:22effetti originariamente la famiglia è una insiemità, è uno stare insieme, per quanto
40:28difficile, per quanto problematico che ci dà modo di capire poi la insiemità più vasta,
40:33vado a dire l'insieme delle correlazioni significative che costituiscono nel loro complesso la società
40:40umana.
40:41Musica
40:42Musica
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