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  • 2 giorni fa
Sociologia generale - Lez 16 - Il problematico rapporto tra famiglia e società (Franco Ferrarotti)
Trascrizione
00:14Salve, eccoci giunti alla nostra lezione sedicesima, una lezione che ci pone di fronte a un problema
00:26molto delicato e infatti la lezione riguarda oggi il problematico rapporto tra famiglia
00:36e società. Siamo cioè in presenza di due realtà sociali di grandissima importanza senza
00:44le quali addirittura non potremmo neppure parlare di società e naturalmente neppure tanto meno
00:50di sociologia perché non si dà scienza della società senza società, verrebbe meno l'oggetto
00:56di questa disciplina, ma perché l'abbiamo intitolata questa lezione sedicesima il problematico
01:04rapporto? Pregherei di accentuare, di sottolineare in rosso l'aggettivo problematico perché oggi
01:13stiamo toccando un tema di grande delicatezza, un tema così delicato e così appunto elusivo
01:21è problematico, cioè di difficile maneggevolezza, non è che possiamo afferrarlo e tenerlo in pugno
01:31facilmente, che diventa necessario riandare ai principi primi della nostra disciplina della
01:38sociologia. La sociologia ha l'ambizione, qualcuno ha detto, la presunzione di occuparsi della sociale
01:48nel suo farsi, è la scienza del presente e del vivente, ha la presunzione, penso l'ambizione, di vedere la
01:59storia
02:00in quanto è ancora cronaca, cronaca calda che sta poi a poco a poco raffermandosi e solidificandosi in storia
02:09storica, ma proprio quando noi affrontiamo problemi così delicati, questo gli studenti e gli spettatori
02:20dovranno tenerlo ben presente, quando la sociologia tocca problemi così delicati, cioè situazioni non
02:26ancora perfettamente definibili ma in continua evoluzione, allora si pone davvero l'esigenza di distinguere
02:34bene fra opinioni personali, legittime espressioni anche di valori privati personali e verità scientifica,
02:46qual è la differenza? Ma la differenza è quella che gli antichi greci ci hanno da tempo immemorabile
02:51insegnato, la differenza fra doxa e episteme, fra quella che è l'opinione, tutto sommato puramente
03:01personale, quindi anche effimera, anche legati a umori e stati d'animo passeggeri e invece
03:07la episteme, episteme è la conoscenza non più puramente legata all'opinione passeggera,
03:14ma la conoscenza vera, certa, assodata, verificata e quindi, si noti bene, questa è la definizione
03:22di scienza, qualsiasi scienza e quindi una conoscenza vera e pertanto intersoggettivamente
03:32vincolante che vale veramente per tutti. In questo senso il grande sociologo, inventore
03:39del termine stesso di sociologia, Auguste Kahn, vedeva nella scienza, nel giudizio scientifico,
03:45nella conoscenza scientifica la base del consenso sociale, perché era un punto su cui tutti dovevano
03:52convenire, ma proprio per questo trattando del rapporto famiglia-società è necessario
03:58che il sociologo si liberi, o meglio, tenga presente la differenza tra opinioni e valori
04:03personali e conoscenza vera, scientifica, intersoggettivamente vincolante. Ma questo
04:12mi si dirà, l'abbiamo detto anche in lezioni precedenti, ma in maniera così molto meno
04:17approfondita, ma questo mi si dirà, allora la sociologia non è di per sé una vera scienza,
04:25no, la sociologia è una scienza in quanto presuppone, anzi rende necessaria l'espressione
04:32dei principi di preferenza, delle opinioni personali e così via del singolo ricercatore
04:37prima della ricerca, in modo da poterne quasi direi considerare in anticipo il peso sulle
04:48eventuali risultanze scientifiche della ricerca stessa. Quindi noi siamo in presenza certamente
04:54di un elemento soggettivo non eliminabile nella ricerca sociologica, ma è una soggettività
05:01consapevole di se stessa, quindi mitigata e quindi controllata, che non peserà o se peserà
05:10si saprà qual è il peso e si farà la tara di questo peso sulle risultanze propriamente
05:16scientifiche. Da questo punto di vista devo dire che proprio in questi giorni noi apprendiamo
05:24dai giornali, tra l'altro lo posso dire come parentesi iniziale, possiamo dire che abbiamo
05:30preso dai giornali tra l'altro la verità fondamentale, sociologica, accertata, non più
05:35opinione ma verità scientifica, dell'esigenza indispensabile di una struttura burocratica,
05:42la struttura burocratica come elemento di continuità istituzionale in qualsiasi situazione sociale.
05:51Si pensi che dopo un anno di guerra dalla conquista di Bagdad, oggi anche in Iraq si pensa
06:00che bisognerà richiamare quei funzionari del partito una volta al potere con il dittatore
06:08che è stato rovesciato, richiamarli in servizio perché altrimenti la società irachena è
06:13semplicemente ingovernabile, perché è crollata, anzi è stata smantellata la struttura che in
06:22qualche modo la teneva insieme. Non si tratta di richiamare gli alti e altissimi gradi, ma con
06:28i gradi medi, medio alti e medio inferiori che costituivano l'ossatura della struttura
06:34burocratico istituzionale di quel paese. Allora noi cerchiamo di applicare questi criteri
06:41fondamentali, distinzione fra opinione personale, valore personale e risultanza scientifica alla
06:49grande realtà della famiglia. Qui siamo veramente di fronte a un problema complesso. Possiamo dire
06:56che la difficoltà di una riflessione matura, critica, sulla famiglia, sulla realtà sociale
07:04e psicologica, anche individuale, della famiglia, quindi della famiglia e dei suoi membri, deriva
07:09dal fatto che storicamente la famiglia ha subito una evoluzione che l'ha a poco a poco privata
07:20dei suoi attributi fondamentali. Pensiamo, se vogliamo prendere i classici come giusto noi
07:28dell'Occidente, è giusto che ci rifacciamo alla nostra eredità classica greco-romana, pensiamo il
07:33grande filosofo Aristotele. Per Aristotele lo Stato stesso, la società organizzata statualmente,
07:41burocraticamente, non è da contrapporsi alla famiglia, anzi per Aristotele nel suo fondamentale
07:50testo, la politica, che cosa dice? Dice che lo Stato non è altro che la risultante di più famiglie
07:59messesi insieme in una sorta di consorzio e che poi si espandano a poco a poco fino a costituire
08:08uno Stato come concrezione, come costruzione di un'autorità centrale. Aristotele usa un termine
08:17che noi non potremmo mai più usare, cioè una famiglia, poi più famiglie insieme costituiscono
08:23una koinonia, koinonia da koinos, che vuol dire una comunanza, comunanza di valori, comunanza
08:32di vita, di stili di vita, comunanza di condizione sociale, comunanza di prestigio, di status,
08:38di ruolo. Questa comunanza è il nucleo fondamentale della città-stato, cioè della polis dell'antica
08:47Grecia, che può chiamarsi Atene, Sparta, Tem, questa è la grande realtà. Nel diritto romano,
08:54per passare subito a coloro che i nostri progenitori hanno occupato a un certo punto
09:01la Grecia, anche se poi si disse che la Grecia occupata aveva poi a sua volta occupata, cioè
09:07influenzato il rozzo vincitore. Mi permetto di richiamare qui per la delizia di coloro che
09:17hanno queste nostalgie di letteratura greca, i famosi versi, Grecia capta ferum victorem
09:25cepit et artes intulit agresti Lazio, cioè la Grecia conquistata, riuscì a sua volta a
09:34conquistare il feroce, che erano i romani, conquistatore e in questo modo portò, intulit, portò dentro
09:41a Lazio, a Greste, cioè rurale, rozzo, le arti, le arti belle, la retorica, la filosofia,
09:50il culto della storia e anche le scienze esatte dell'epoca, come testimoniano i grandi lavori
09:58d'Archimede in poi e così via. Noi quindi abbiamo in sostanza anche nell'antichità classica
10:07romana, dopo quella greca, abbiamo la famiglia come nucleo fondante della società, le famiglie
10:15sono importantissime nel diritto romano e l'abbiamo già detto, abbiamo già detto che
10:20il pater familias, il patriarca, la famiglia romana è il culmine, la vetta di una piramide
10:27e ha diritto addirittura, cosa che per noi alle nostre orecchie liberali, democratiche
10:32che assolutamente suona scandalosa, ha il diritto di vita e di morte su tutti i membri
10:39della sua famiglia. È talmente importante la famiglia nell'antica Roma che la gens a cui
10:50si appartiene ha di per sé un valore, un prestigio sociale, oggi forse da noi democratici neppure
11:01immaginabili, basta pensare per esempio alle proscrizioni di Silla, Silla a un certo punto
11:08occupato il potere a Roma da tiranno, elabora delle liste di proscrizione in cui vengono
11:15messi a morte tutti i suoi nemici, vengono eliminati fisicamente. Quando si arriva al nome
11:22controverso di Caio Giulio Cesare, il giovane Cesare, all'epoca ancora sconosciuto, viene risparmiato
11:31perché fa parte, è un membro della gens Iulia, questa famiglia Iulia, Caio Giulio Cesare, di
11:44ascendenza si dice addirittura divina, derivano da Venere, quindi non lo si può toccare, viene
11:53risparmiato. Non solo, c'è una cosa curiosa che addirittura mette in luce l'importanza
11:58della famiglia nell'epoca classica romana, diciamo le famiglie degli ottimati, degli aristocratici
12:06di regola appartenenti all'ordine senatorio, cioè erano essi stessi senatori oppure comunque
12:13parenti di senatori, che era poi la sede prima dell'impero, Roma nella Repubblica e nella
12:20Tarda Repubblica, la sede del comando dell'impero, cioè lo Stato, la maestà della legge si esprimeva
12:28proprio nelle decisioni del Senato, ebbene queste famiglie avevano il diritto nelle cerimonie
12:37o religiose o civili che si svolgevano nel foro di portare in corteo, si noti, non degli
12:45striscioni come si fa oggi, benissimo, o delle bandiere, no, portavano le immagini in cera
12:53oppure in vario modo scolpite, ricalcate, le immagini dei loro antenati, questo era chiamato
13:02ius imaginum, cioè il diritto delle immagini. E poi noi naturalmente procediamo in questa
13:11evoluzione, noi arriviamo attraverso le tremende vicende alterne, tempestose, non ancora del tutto
13:19che rite del medioevo, che però sono state studiate a fondo dai nostri storici, dai nostri
13:25giuristi, in che modo? Questo potrà essere interessante ed è molto interessante per i
13:30sociologi, uno dei più grandi medievalisti italiani che ho avuto la fortuna di conoscere
13:36in età già avanzata all'Università di Roma, la Sapienza, Raffaello Morgan, studiava e riusciva
13:44a farci capire anche i movimenti interni della famiglia, addirittura anche la linea di continuità
13:53che vi era fra la famiglia classica greco-romana e poi la famiglia cristiana, medievale e infine
14:02moderna, studiando dicevo che cosa? I testamenti delle varie famiglie e attraverso l'analisi
14:11critica di queste carte testamentarie, a volte frammentarie, a volte di difficile, quasi
14:19impossibile decifrazione, ma il genio di Morgan era proprio questo, di riuscire a immaginare
14:26anche le connessioni, quando c'erano delle lacune, le connessioni fra le varie volontà
14:31espresse nei testamenti, riusciva in questo modo a delineare l'evoluzione di questa importante,
14:41importantissima realtà sociale che è la famiglia. E qui devo dire, in omaggio a quanto
14:47in apertura si sottolineava, devo subito dire e applicare a me stesso la regola, dividere,
14:54distinguere molto bene, distinguere l'opinione, il valore personale da ciò che è stato assodato
15:03scientificamente, da una parte le opinioni legittime, la doxa e dall'altra la episteme,
15:09cioè la verità scientifica che deve valere per tutti, perché è una verità intersoggettivamente
15:14vincolante. E allora se devo dire applicare questa regola di metodo, io dirò subito personalmente
15:26per quanto mi riguarda che io credo nella famiglia. Cioè la famiglia come nucleo originario della
15:36società umana non è ancora stata superata, soprattutto negli anni della contestazione
15:43giovanile e studentesca. Mi riferisco ai grandi movimenti giovanili del 1968, che poi in parte
15:52purtroppo hanno subito la deriva della violenza, vero che sono finiti male. Comunque si tentò
15:58di tutto e furono anni straordinari, perché furono anni in cui si cercavano nuovi tipi di
16:05struttura familiare e si pensò al matrimonio aperto, per esempio. I due partner sono liberi
16:12poi di intessere, intrecciare rapporti laterali rispetto al matrimonio. Si pensò anche alla
16:19comune, le comuni in cui si conviveva, non è che si scambiassero i partner, come qualcuno
16:26ha detto anche a fini denigratori di quell'esperienza, però c'era come dire una specie di tentativo
16:33di ricreare l'antica comunanza, l'antica coinonia del vivere insieme, del riuscire in qualche modo
16:42a dar corso a una consonanza interiore collettiva, la famiglia come amicizia. Per allontanarsi
16:52naturalmente perché? Per allontanarsi dalla famiglia estesa del mondo rurale di cui abbiamo già parlato
16:58in precedenza, in cui valeva il potere accentrato e diciamo pure dominatore e quindi inevitabilmente
17:06al di là delle intenzioni dei singoli individui operativo, del pater familias, si allontanava
17:14da quello. E non solo, questi tentativi di rinnovamento a volte un po' illusori, utopistici,
17:23e questo oggi noi lo riconosciamo, tuttavia generosi nei loro impeti, e questi tentativi
17:29volevano ricreare la famiglia anche come centro di produzione, cioè volevano dare alla famiglia
17:34degli attributi che l'evoluzione tecnico-scientista della società globale aveva tolto alla famiglia,
17:42alla produzione, vedendo nella famiglia una sorta di cooperativa, di produzione. Inutile dire
17:51che questi tentativi andarono incontro, nella maggioranza dei casi, a un fallimento clamoroso.
18:01Perché? Perché le condizioni della famiglia estesa nel mondo rurale, che davano luogo,
18:08queste condizioni davano luogo a un'economia curtense e autosufficiente, vale a dire la famiglia
18:15rurale, la famiglia allargata, era una famiglia che non era solo la famiglia per volersi bene,
18:22mangiare insieme, procreare, amarsi, andare, ma anche per produrre. Quindi era una famiglia
18:28direi a ciclo chiuso, si produceva e si consumava, tutto all'interno. Per questo mi sono permesso
18:36spesso di ritenere che molti attriti fra i coniugi diretti, fra marito e moglie, venivano
18:42mediati o dal grande patriarca, che poi di regola spesso decideva in maniera discrezionale,
18:48anche sbagliata, oppressiva, come abbiamo già detto, ma anche poi dal cognato, dalla
18:53cognata, dagli ascendenti, dagli laterali, dal nonno, dal bisnonno, dalla nonna. E anche
19:00i figli si crescevano, in questa economia curtense chiusa, i figli crescevano come figli
19:08un po' di tutto il gruppo allargato, bisogna dirlo anche se suona paradossale, ma questo
19:14naturalmente fa ancora parte delle mie opinioni personali e che andranno poi verificate o falsificate
19:21in base alla ricerca sociale e scientifica. Però questi figli, queste figlie, avevano
19:27l'impressione di avere più padri e più madri, quindi chiamavano del resto i nonni, i papà,
19:32lo stesso come se fossero, non il papà dei loro papà, ma i loro papà, diretti padre
19:38e madre, quindi tutto questo dava una grande sicurezza e anche semplificava questa incredibile,
19:46difficile arte dell'allevare e del far crescere i figli. E oggi invece siamo arrivati a una
19:57famiglia dalle dimensioni molto ridotte. E proprio a questo proposito, io mi permetto
20:07di dire, mi scuso, non vorrei che sembrasse un'espressione della borria del sociologo,
20:13ma io devo dire che proprio al proposito delle dimensioni ridotte della famiglia, che oggi
20:21chiamiamo famiglia ristretta o famiglia nucleare, per dire che è ridotto al suo nucleo essenziale
20:27padre, madre, moglie, marito. Io mi permetto di affermare un apporto originale della ricerca
20:36sociologica, che illumina questa evoluzione ultima, o almeno ultima, la più recente, dell'istituzione
20:45familiare con cui dobbiamo fare i conti, che dobbiamo cercare di capire, con cui conviviamo,
20:51dentro cui viviamo giorno per giorno. Il diritto, per esempio, di famiglia, quella è la provincia
20:58dei giuristi, i giuristi hanno lodevolmente egregiamente illuminato le varie fasi per cui
21:05dal diritto romano attraverso il diritto napoleonico siamo arrivati a una situazione giuridica
21:12della famiglia, in cui abbiamo addirittura sgretolato il potere accentrato e oppressivo
21:18del capo famiglia e abbiamo diviso la patria potestas, cioè la patria potestà, in due parti
21:26uguali attribuite al marito padre e alla moglie madre. Questo è un'evoluzione. Gli psicologi
21:35ci parleranno, per esempio, come già hanno fatto, dell'evoluzione della famiglia da istituzione
21:40rigida, centro di produzione, non solo di consumo, a unione più fluida. Quella che purtroppo
21:49ha bisogno di un termine inglese per essere espresso è la companionship. Direi che i due
21:55contraenti, cioè marito e moglie, quelli che si sposano, gli sposi, sono dei compagni
22:01ecco in qualche modo in un'avventura umana che noi conosciamo molto bene e che io torno
22:07a dire privatamente come espressione di giudizio personale, permetto di ritenere assolutamente
22:15essenziale. Ma che cosa invece porta agli storici della famiglia, ai cultori del diritto
22:24familiare, agli psicologi? Che cosa porta di nuovo la riflessione sociologica? E qui noi
22:33entriamo in una fase propriamente di giudizio scientifico, che non è più una questione di
22:39opinione personale in cui si può credere o non credere. Qui ci sono dei dati di fatto.
22:44I dati di fatto ci dicono che mentre nella famiglia si aveva tradizionale, si aveva casa
22:51e bottega, si lavorava e si viveva in famiglia di regolo addirittura nello stesso ambiente
22:58o a poca distanza, nel mondo industrializzato tecnicamente progredito noi abbiamo al contrario
23:08una netta separazione fra luogo di lavoro, ufficio, fabbrica, campi e così via, informatica
23:18e luogo di vita della famiglia. È vero che oggi c'è il telelavoro, io su questo voglio
23:27spendere una parola soltanto. Il telelavoro si dice consentirebbe o consente di fatto, è
23:35un dato scientifico, di portare il lavoro a domicilio, si lavora di nuovo a domicilio
23:40come quando si lavorava a domicilio in una situazione socialmente arcaica. Stiamo attenti
23:46però, stiamo attenti. Nella regione parigina si sono organizzati dei bureaux de voisinage,
23:57cioè degli uffici, un'organizzazione di vicinato a favore di chi? A favore di coloro che lavorano
24:04a domicilio. Perché? Perché si è riconosciuto, altro dato scientifico, che l'attività di
24:10lavoro non è soltanto un'attività personale, il luogo di lavoro è anche un luogo di simpatia,
24:16di antipatia, di conversazioni, è un luogo umano, è un luogo di produzione, sì, di beni
24:23di consumo durevoli, semi durevoli, di consumo immediato, ma è nello stesso tempo un luogo
24:30in cui ha luogo una interazione umana, cioè un luogo in cui l'interazione umana, il dialogo,
24:37la conversazione e quindi la simpatia naturale o anche quelli che possono essere dei conflitti
24:44hanno luogo, che è fondamentale. Mentre la solitudine del neolavoro casalingo, lo chiamerei
24:51così del teo lavoro, può portare a un senso di vuoto che è la premessa alla depressione
24:59generalizzata. Quindi questo è molto importante. Ma perché allora la famiglia ristretta in qualche
25:06modo oggi avverte una crisi non facilmente dominabile? Perché su di essa si esercita il
25:15peso, come qui viene detto, il peso del mondo produttivo tecnicamente progredito. Cosa
25:21vuol dire? E qui dobbiamo tornare alla definizione generale di società industriale tecnicamente
25:28progredita. L'abbiamo già detto, in parte la società industriale tecnicamente progredita
25:34è almeno tre cose. In primo luogo è una società iperproduttivistica. In secondo luogo
25:44è una società pan lavorista, in cui tutti devono lavorare e lavorare fuori di casa, in
25:53attività extra casalinghe. Questo naturalmente riduce, quasi spegne il tradizionale focolare
26:01domestico. Non ha più senso, se non forse nella retorica delle prediche domenicali di coloro
26:09che parla della famiglia senza averne alcuna esperienza diretta personale. Ora noi dobbiamo
26:17fare un passo avanti ancora e vedere come questa famiglia ristretta non soltanto non ha più
26:25il legame interpersonale e significativo della produzione, perché questo avviene altrove,
26:34ma si trova a dover far fronte a che cosa? Ai problemi della coppia. Cosa vuol dire problemi
26:41della coppia? Un tempo nella famiglia allargata c'erano, come ci sono adesso, forse anche
26:49di più, c'erano molti conflitti, perché le persone sono diverse, si possono piacere o non
26:54piacere, si possono piacere trovarsi simpatiche, consonanti, interiormente collegabili per un certo
27:01tempo. E poi le cose cambiano, si fanno nuovi incontri, più difficili farli nella famiglia
27:09allargata perché tutto era compreso dentro un universo conchiuso, ma oggi no, oggi la coppia,
27:18lavorando fuori casa, il marito, la moglie, incontrano nuove persone sul luogo di lavoro,
27:25per la strada, persino in autobus, persino in metropolitana, anzi per la verità in metropolitana
27:31ne incontrano anche troppe, così tante che non possono neppur parlarsi, però questa possibilità
27:36di incontri differenziati indubbiamente introduce un supplementare elemento o fattore fluidificante
27:45della struttura familiare. Che cosa significa questo? Questo significa che la famiglia nucleare
27:54di oggi, i suoi membri portanti, debbono rinnovare ogni mattina il patto coniugale, debbono costantemente
28:05rassicurarsi l'un l'altro, dirsi che si vogliono bene, che si vogliono ancora bene, anche dopo
28:12qualche crisi passeggera, quello che viene chiamato con un termine un po' da circolazione
28:18stradale, dopo qualche sbandata, però si torna all'ovile, anzi si torna con rinnovato ardore,
28:25però, e questo ce l'insegnano gli psicologi, da cui noi tutte le volte che poi siamo prendiamo
28:33evidentemente delle lezioni, degli elementi di istruzione per l'analisi sociologica ampliata,
28:39gli psicologi ci dicono che questo rinnovo quotidiano di ogni mattina del patto coniugale
28:45è psicologicamente usurante, logorante, è necessario, perché è necessario? È necessario
28:54perché in effetti non ci sono più attività in comune, ma i figli si dirà, i figli,
28:59e beh, i figli pare di sì, i figli sono, ma bisogna stare attenti, qui c'è un punto
29:03delicato, verità scientifica, non opinione personale, dal punto di vista dell'opinione
29:09personale io credo più che mai nel valore fondante per la società della famiglia, ma
29:17attenzione, una volta la famiglia era sostanzialmente destinata nel pensiero comune, e qui devo dire
29:26che l'insegnamento della chiesa per secoli in qualche modo ha avuto un peso determinante,
29:33era considerata la famiglia e il rapporto fra i coniugi, anche nei suoi aspetti carnali,
29:40sessuali, quello che i giuristi della famiglia chiamano il congresso carnale, tutto questo
29:47era considerato, non aveva valore insieme, era finalizzata la procreazione, perché anche
29:54qui si dirà, beh, la chiesa, no, no, c'era anche un fattore sociale, perché la mortalità
29:59infantile era così alta, e qui lo dicono i sociologi della famiglia in maniera molto
30:03precisa, e gli storici della famiglia, la mortalità infantile era così alta che era necessario
30:09avere molti figli, perché qualcuno sopravvivesse, e infatti chi ha la fortuna di poter ancora oggi
30:15vivere con la propria nonna, i nonni, con i bisnonni, succede sempre più raramente, nonostante
30:22la maggiore longevità, perché non si vive più insieme, gli appartamenti odierni non
30:26lo consentono, cosa vuole, bicamere con cucinino, terrazzino, eh, ci vuole altro, oggi la famiglia,
30:34cioè l'unione dei due coniugi che rinnovano il patto d'amore quotidianamente, con una usura
30:41psicologica neppur calcolabile, non pensano più di vivere insieme per procreare, semplicemente,
30:49intanto perché la mortalità infantile, per fortuna, date le migliori condizioni igieniche,
30:54è caduta, molto, nei paesi soprattutto tecnicamente progrediti dell'Europa occidentale e del Nord
31:02America, e questo è un dato positivo, ma perché proprio la famiglia nucleare, la famiglia
31:08costituita da padre, madre, marito e moglie, riscopre la vocazione propria, non più soltanto
31:17nella procreazione, che resta molto importante, ma anche proprio nella gratificazione personale
31:25del rapporto erotico, sessuale, sentimentale, indipendentemente dalla procreazione, arrivo
31:33a dire indipendentemente dagli insegnamenti delle varie chiese storicamente costituite e
31:40a noi note, cioè si scopre il gusto, la direi quasi la necessità di dimostrare di volersi
31:50bene attraverso una accettazione della propria intimità al di là di ogni finalizzazione procreativa,
32:00questo è un dato molto importante, l'insegnamento dei moralisti tradizionali, dei cultori di
32:11teologia morale e di filosofia morale, non soltanto cattolica, ma anche protestante, religiosa
32:17in generale, ci insegnavano sulla base anche qui di una frase, di una enunciazione di San
32:23Paolo che il matrimonio era l'unione di duo in carne una, vale a dire due membri del
32:32matrimonio che si univano e formavano una sola carne, una sola entità, non è più così,
32:40non è più così, non può più essere così perché nessuno dei due contraenti vuole rinunciare
32:47alla propria personalità, giustamente, correttamente, vuole anzi trovare nel matrimonio, quindi nell'incontro
32:57con l'altro o dell'altro con l'altra, vuole trovare un'occasione per mutua crescita, ma
33:04non nella unità di una sola carne, in modo che uno si stempera, si diluisce, si annula
33:11nell'altro, non duo in carne una, non unione, ma che cosa? Comunicazione, comunicazione di
33:20problemi, di esperienze, parlare, parlarsi, la crisi di un matrimonio di regola e noi lo
33:28sappiamo e questa anche una verità scientifica viene segnalata dalla caduta della conversazione
33:34tra i membri del matrimonio. E notate, il matrimonio, parlo anche dal punto di vista
33:38della Chiesa, in questo caso, che cos'è? È l'unico sacramento in cui il celebrante
33:44del sacramento non sia il sacerdote, ma i due che contraggono questo patto matrimoniale.
33:51In altre parole, i sacerdoti del matrimonio sono i due sposi, lo sposo e la sposa. Questo
33:59è molto interessante, non possono rinunciare alla loro individualità, senza impoverire
34:06la stessa istituzione, questo noi lo abbiamo finalmente inteso, quindi non duo in carne una,
34:12cioè due persone in una sola carne, ma due persone che invece di cercare l'unione esasperata
34:18l'uno nell'altro, cercano la comunicazione fra l'uno e l'altro e di qui sorge, si accentua
34:24l'importanza estrema nel mondo contemporaneo della conversazione comunicata, vale a dire
34:32dei vari modi di comunicazione. C'è un segnale che i matrimonialisti, i giuristi che si occupano
34:40di separazione e di divorzi conoscono molto bene. Una coppia entra in crisi e voi la vedete
34:47quando seduta al caffè, al bar o al ristorante, il marito spiegasse il giornale di fronte
34:54alla propria consorte e sfilano, passano in attesa che arrivano le pietanze ordinate o
35:01il caffè o la spremuta d'arancio, passano anche le ore e non si dicono una parola, non
35:07hanno più nulla da dirsi. Questo è il grosso problema della famiglia setta, ma mi si dirà
35:17subito, e io direi con riconoscenza accetto questa osservazione, mi si dirà, ma può darsi
35:24che non si parlino più. Perché? Qui ci sono anche dei sociologi dell'amore che potrebbero
35:35aiutarci, perché in fondo la passione, quello che Stendhal chiamava anche poi l'amour de
35:43tête, cioè un amore voluto, di testa, la passione straordinaria, entusiasmante, trascinante,
35:52per cui si fanno pazzie, le fanno le donne, le fanno gli uomini, anche più delle donne.
35:58Va bene, tutto questo non può durare, ed è vero, non si può vivere con la febbre a
36:0740 gradi per molto tempo, è vero, la passione digrada poco a poco, attraverso anche il fattore
36:15della assuefazione, digrada e in qualche modo si traduce in affetto. Qui entriamo in un
36:23campo che non ci riguarda come sociologi, ma ci dicono gli psicologi che in effetti c'è
36:28poi una doppia valenza, una differenziazione tra uomo e donna, mentre l'uomo si dice, questo
36:35fa parte della saggezza popolare, io mi permetto di sospendere un grosso dubbio, un'istanza
36:40problematica su questa cosiddetta saggezza popolare, si dice l'uomo è cacciatore, l'uomo
36:45cerca la varietà, l'uomo è come un esploratore che vede nel momento, nell'incontro sessuale
36:52un'occasione cognitiva, su cui si possono avere seri dubbi. La donna no, la donna proprio
37:01anche da un punto di vista di struttura psicofisica approfondisce il proprio piacere,
37:07la propria consonanza attraverso una sorta di ripetizione o ripetibilità dell'atto sessuale
37:16che arriva ad essere in fondo un atto non soltanto fisicamente percepito, ma direi completamente
37:27globalmente vissuto dalla persona come struttura psicofisica, fisica ma anche psichica e quindi
37:35nella donna c'è un approfondimento del piacere con l'esistenza, con la fedeltà, con la permanenza.
37:42Io mi domando se questo al di là delle considerazioni psicologiche molto apprezzabili non sia in fondo
37:50in fondo il residuato di un'antica esigenza da tempo immemoriale per cui la donna, la donna
37:58che dopo tutto è la donna che dà la vita ai figli, che partorisce, che ha bisogno quindi
38:05di stabilità. Noi abbiamo bisogno indubbiamente di cambiamento, se no ci si annoia, ma abbiamo
38:11bisogno anche di stabilità, se no saremmo semplicemente dei nomadi, dei vaganti, senza
38:18arte né parte, senza orientamento. La donna sente, sente che cosa? Senti i figli, il figlio,
38:26i genitori e i figli. E qui si sono dette molte cose, molto belle, di fronte soprattutto agli
38:32sbandamenti giovanili, le discoteche alle 5 del mattino che finiscono poi contro l'albero,
38:37contro il muretto, tutti morti, si dicono molte cose sulla droga, si dicono molte cose
38:42sulla mancata educazione dei figli nella famiglia, stiamo attenti. Qui, e questo è un fatto scientifico,
38:49non più un'opinione personale, la riflessione, la ricerca sociologica ci offre un angolo visuale
38:55nuovo, ci dice che il cambiamento sociale è così ormai tecnologicamente determinato e rapido,
39:03perché la tecnologia ha un'evoluzione e continuamente in rapida trasformazione e sviluppo che fra
39:10la generazione dei padri e delle madri e la generazione dei figli possono crescere degli
39:16scarti che rendono la comunicazione fra le generazioni sempre più difficile. Anche qui
39:22c'è di nuovo un problema di comunicazione, anche qui abbiamo un grosso problema della comunicazione
39:28che in fondo aggrava la perdita della funzione produttiva e naturalmente in fondo riduce
39:36anche la capacità formativa, perché a consolazione della famiglia, verità scientifica assodata,
39:45valida intersocettivamente, si diceva a consolazione della famiglia che aveva perduto la funzione
39:50produttiva, si diceva ma rimane quella formativa, problema. Chi educa oggi i figli? Padre, madre?
39:59In realtà noi sappiamo che padri e madri che lavorano per tenere un buon livello di reddito
40:05per la famiglia non hanno tempo per educare i figli, non hanno tempo, un momento, non per
40:11alzare il dito, per fare la lezione, troppa gente fa la lezione ai figli senza ai giovani,
40:15senza aver capito che cosa vogliono, no, ma per solo, per ascoltarli, arrivano a casa
40:20stanchi, svuotati, la madre poi ha il doppio ruolo, deve anche far da mangiare e pulire
40:25la casa e allora noi siamo in presenza veramente di una impossibilità.
40:31Tre cose è la società industriale tecnicamente progredita, in primo luogo iperproduttivistica,
40:36in secondo luogo panolavorista, in terzo luogo cronofagica, ci mangia il tempo, il tempo venduto
40:44prevale sul tempo vissuto.
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